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Valutare tutte le misure che le istituzioni mettono in campo in caso di calamità, per evitare incertezza e diversità di trattamento nei singoli casi: è questo in sintesi il contenuto della lettera che il presidente della Regione Enrico Rossi ha inviato oggi al presidente del Consiglio Matteo Renzi.
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All’apertura della kermesse sul mondo rurale toscano alle Cascine di Firenze, promossa dalla Regione pensando quest’anno anche all’Expo 2015, il presidente Rossi e l’assessore all’agricoltura Salvadori hanno sostenuto la centralità di un modello di agricoltura capace di crescere senza danneggiare l’ambiente e Rossi ha ricordato l’esplosione del numero dei giovani che studiano materie agrarie. Sul piano del paesaggio, Salvadori sposa “le scelte delle imprese agricole, perché fatte nel rispetto assoluto delle leggi e di tutta la tutela ambientale”, mentre Rossi ha ribadito la necessità del piano in relazione anche agli indirizzi e finanziamenti della Ue e ha ribattuto alle caricature circolate nei giorni scorsi, ma si è dimostrato aperto alle modifiche proposte dagli agricoltori (a differenza di certe richieste provenienti dalle cave di marmo).
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"Si vuole educare alla bellezza e alla sostenibilità economico-ambientale chi ha inventato il paesaggio toscano". Mario Carlesi, presidente Coldiretti Pistoia, la principale associazione di imprese agricole, è molto amareggiato da come il Piano paesaggistico (Pit) approvato in Regione Toscana ha trattato l'agricoltura ed il vivaismo, infatti è riportato nel documento che: L’espansione del vivaismo verso la pianura pratese costituisce una rilevante minaccia per il residuale paesaggio agricolo di pianura. Ma Carlesi sa che non è il momento di mollare, in ballo c'è il futuro di aziende e di lavoratori.
“Siamo come quei soldati che sulla linea del Piave hanno difeso l'Italia quando le sorti della Prima guerra mondiale sembravano infauste. I vincoli presenti del Piano paesaggistico (Pit) mettono a rischio la permanenza stessa del tessuto produttivo vivaistico limitandone lo sviluppo e questo rappresenta una seria minaccia anche all’occupazione, sono a rischio oltre il 60% dei posti di lavoro diretti e indiretti. Senza una revisione completa del Pit non saranno i tanti finanziamenti, che potrebbero arrivare, a risollevare il vivaismo pistoiese, che colora e rende ricca la piana pistoiese”.
La valle delle piante in provincia di Pistoia realizza oltre il 40% della produzione nazionale di piante ornamentali, 1500 aziende e 5500 addetti diretti che diventano 10000 con l'indotto. Una storia iniziata oltre un secolo fa e proseguita grazie ad innovazioni continue. Che oggi sono orientate all'ecosostenibilità, ambientale ed economica. “Le due cose si tengono, non si preserva in eterno il paesaggio se non c'è un'attività economica che produce utilità. A Pistoia abbiamo sviluppato un modo bello di fare impresa: producendo piante: 5000 ettari di colture che restituiscono ossigeno e occupazione”. Una cintura di verde attorno a Pistoia, Quarrata, Agliana, Serravalle Pistoiese che lo stesso Piano paesaggistico della Regione auspica si sviluppi in altre aree”.
Il piano paesaggistico offre spunti e consigli, strade che il vivaismo ha già intrapreso. Anche perché è il mercato “che ci chiede piante certificate”. E oggi un quarto delle superficie vivaistica del distretto pistoiese è già certificato o è sulla via della certificazione 'verde' secondo i rigorosi criteri della MPS (Milieu Programma Sierteelt), il programma ambientale per la coltivazione di piante ornamentali (che non è il solo). “Ma non si può da un lato definire la piana pistoiese come zona vocata (legge sul vivaismo), e dall'altra produrre un documento che tratta la coltivazione di piante ornamentali come attività non agricola e accusando chi cura il paesaggio di deturparlo”.
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La vicenda di Floramiata è stata al centro dell'incontro che si è svolto stamani nella sede dell'assessorato alle attività produttive su richiesta dell'Unione dei comuni Amiata-Valdorcia per fare il punto sulla situazione insieme alle organizzazioni sindacali e con le istituzioni, sollecitandone l'intervento.
Con l'assessore Gianfranco Simoncini era presente un rappresentante della Provincia di Siena, i sindaci di Abbadia San Salvatore, Fabrizio Tondi, e Piancastagnaio Luigi Vagaggini, e il presidente dell'Unione dei Comuni Amiata-Valdorcia, nonché sindaco di Castiglion d'Orcia Claudio Galletti.- Dettagli
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"In Italia vedono una prospettiva di lavoro futuro nel cibo quasi uno studente su quattro con ben il 24 per cento degli iscritti al primo anno delle scuole secondarie superiori tecniche e professionali che ha scelto, per l'anno scolastico 2014/2015, un indirizzo legato all'agricoltura, all'enogastronomia e al turismo". E' quanto afferma il presidente nazionale della Coldiretti Roberto Moncalvo nell'esprimere apprezzamento per la decisione del Ministro Stefania Giannini di inaugurare l'Anno Accademico 2014-2015 in un Istituto Agrario.
Secondo una analisi della Coldiretti gli Istituti agrari con un aumento record del 12 per cento sono quelli che fanno segnare il maggior incremento nel numero di iscrizioni al primo anno mentre gli Istituti per l'ospitalità alberghiera ed enogastronomica raggiungono il record del 9,3 per cento delle iscrizioni sul totale nazionale e si posiziona al secondo posto, dopo lo scientifico, fra i più richiesti in Italia. Sono quasi cinquantamila - sottolinea la Coldiretti - i neoiscritti agli istituti professionali per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera ai quali si aggiungono i quasi quindicimila che hanno scelto Istituti tecnici o professionali agrari. La tendenza a privilegiare l'alimentazione come sbocco lavorativo è confermata anche dal sondaggio Coldiretti/Ixe' secondo il quale il 54 per cento dei giovani oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (21 per cento) o fare l'impiegato in banca (13 per cento). Ed anche che il 50 per cento degli italiani ritengono che cuoco e agricoltore siano le professioni con la maggiore possibilità di lavoro.
"I giovani hanno visto che nella valorizzazione del vero Made in italy legato al territorio c'è una prospettiva di futuro e di crescita nel Paese" ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che dalla scuola viene un segnale incoraggiante che conferma la positiva scelta del Governo guidato dal premier Matteo Renzi di investire nell'agroalimentare italiano per raggiungere l'auspicabile e realizzabile obiettivo di 50 miliardi del valore dell'export agroalimentare nei prossimi mille giorni, indicato con "passodopopasso".
D'altra parte il numero di lavoratori dipendenti in agricoltura ha fatto registrare un incremento record del 5,6 per cento nel secondo trimestre del 2014 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente in controtendenza al calo fatto registrare nelle grandi imprese, secondo l' analisi della Coldiretti sulla base degli ultimi dati Istat a giugno e un segnale positivo viene anche - continua la Coldiretti - dall'aumento del numero di imprese agricole condotte da giovani under 35 che nel secondo trimestre sono salite a 48620 unità con un aumento del 2,6 per cento rispetto al trimestre precedente. Di queste circa il 70 per cento opera in attività multifunzionali: dall'agriturismo alle fattorie didattiche, dalla vendita diretta dei prodotti tipici e del vino alla trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell'uva in vino, delle olive in olio, ma anche pane, birra, salumi, gelati e addirittura cosmetici.
Complessivamente - conclude la Coldiretti - sono 537.242 gli studenti che si sono iscritti al primo anno delle superiori e di questi oltre 267.534 hanno scelto un indirizzo liceale (pari al 49,8 per cento), con un incremento rispetto allo scorso anno. Più di 165.000 ragazzi - precisa la Coldiretti - hanno invece scelto un Istituto tecnico, pari al 30,8 per cento del totale nazionale mentre gli Istituti professionali raccolgono il 19,4 per cento delle iscrizioni paria oltre 104.000 ragazzi.
Redazione Floraviva