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I ministri dell’Agricoltura del G7 si sono riuniti in sessione straordinaria per valutare gli effetti del conflitto in Medio Oriente e della chiusura dello Stretto di Hormuz sui mercati agricoli. Al centro del confronto prezzi dei fertilizzanti, approvvigionamenti e sostegno alle imprese agricole.
La sicurezza degli approvvigionamenti agricoli e la stabilità dei mercati dei fertilizzanti tornano al centro dell’agenda internazionale. Nel corso di una riunione straordinaria dei ministri dell’Agricoltura del G7, convocata per affrontare le conseguenze del conflitto in Medio Oriente e della chiusura dello Stretto di Hormuz, i Paesi partecipanti hanno avviato un confronto sulle misure necessarie per contenere gli effetti economici sul settore primario.
Fertilizzanti e costi di produzione sotto pressione
La chiusura di uno dei principali snodi mondiali per il commercio energetico e delle materie prime agricole ha immediatamente acceso le preoccupazioni per la disponibilità e il costo dei fertilizzanti, in particolare quelli azotati. Il tema è particolarmente sensibile per le aziende agricole europee, già esposte negli ultimi anni a forti oscillazioni dei costi produttivi.
Secondo il sottosegretario all’Agricoltura Luigi D’Eramo, che ha rappresentato l’Italia alla riunione, è necessario affiancare agli interventi emergenziali una strategia di medio e lungo periodo capace di rafforzare la resilienza del sistema agricolo.
La risposta italiana: dazi e crediti d’imposta
Nel suo intervento D’Eramo ha ricordato le iniziative già attivate dal Governo italiano attraverso il ministro Francesco Lollobrigida. In sede europea l’Italia ha richiesto la sospensione dei dazi sui principali fertilizzanti azotati utilizzati dall’agricoltura, mentre sul piano nazionale sono stati stanziati 100 milioni di euro destinati al settore primario.
Le risorse saranno erogate sotto forma di crediti d’imposta per sostenere le aziende agricole nell’acquisto di fertilizzanti e carburanti, due delle principali voci di costo aziendale.
Diversificare le forniture e puntare sull’economia circolare
Nel confronto tra i Paesi del G7 è emersa inoltre la necessità di ridurre la dipendenza da poche aree geopolitiche per l’approvvigionamento delle materie prime. Tra le priorità indicate figura la diversificazione delle fonti di fornitura e il sostegno alla produzione di fertilizzanti innovativi ottenuti dal recupero di sottoprodotti agricoli e agroindustriali.
Una linea che si inserisce nel quadro delle politiche europee dedicate all’economia circolare, con l’obiettivo di aumentare l’autonomia produttiva e ridurre la vulnerabilità delle filiere agricole agli shock internazionali.
Resilienza dei sistemi alimentari al centro del confronto
La riunione ha confermato come le tensioni geopolitiche possano avere effetti immediati sulla sicurezza alimentare globale. Per questo i ministri del G7 hanno ribadito la necessità di un coordinamento internazionale volto a garantire continuità produttiva, sostenibilità economica delle imprese agricole e stabilità dei mercati.
«Le sfide richiamate oggi richiedono un impegno coordinato dei nostri Paesi per rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari. Tutti noi abbiamo il dovere morale e politico di rispondere alle emergenze non solo con dichiarazioni di principio, ma anche con azioni urgenti e concrete, attraverso politiche sostenibili e protese al futuro delle nuove generazioni», ha concluso D’Eramo.
Redazione Floraviva – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – © Floraviva, riproduzione riservata – 08/06/2026
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