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NGT1 GEORGOFILI

Il 9 luglio a Firenze confronto scientifico su criteri e regolazione delle nuove tecniche genomiche per l’agricoltura

Mercoledì 9 luglio 2025, alle ore 10.30, l’Accademia dei Georgofili ospita a Firenze – e in diretta online – la Giornata di studio “Dal laboratorio al campo: verifiche scientifiche per l’impiego sperimentale delle piante NGT1”. L’incontro si inserisce nel dibattito tecnico-scientifico sul quadro regolatorio e sperimentale delle nuove tecniche genomiche, con particolare attenzione alle definizioni operative tra NGT1 e NGT2, centrali per le future applicazioni in campo agricolo. Apriranno i lavori i saluti istituzionali di Massimo Vincenzini, Presidente dell’Accademia, e Andrea Rocchi, Presidente del CREA. Il coordinamento sarà affidato a Simone Orlandini, Presidente UNASA. Interverranno: Silvio Salvi (SIGA – Università di Bologna), su sfide e opportunità del quadro normativo europeo sulle TEA; Michele Morgante (Università di Udine – Georgofili), sulle tecnologie di sequenziamento e i criteri genomici di classificazione; Mario Pezzotti (Università di Verona – Georgofili), sulle metodologie cellulari e il loro ruolo nelle definizioni di categoria; Luigi Cattivelli (CREA-GB – Georgofili), sulle applicazioni delle biotecnologie nel miglioramento genetico dei cereali. Il confronto si rende necessario alla luce della proposta europea di regolamentazione delle TEA, che distingue gli organismi NGT1 da quelli transgenici classici, aprendo nuovi scenari per la sperimentazione agronomica.
Per partecipare: modulo iscrizione 

Andrea Vitali

cia lollobrigida

Lollobrigida: “Svolta attesa da trent’anni sulla fauna selvatica”. Fini (Cia): “Finalmente si inverte la rotta, ma servono indennizzi e governance agricola”.
lollo e fini

La proposta di riforma della legge 157/92 sulla fauna selvatica, presentata dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, segna un primo passo verso un nuovo assetto normativo atteso da decenni. È quanto emerso durante l’incontro organizzato oggi a Roma nella sede nazionale della Cia-Agricoltori Italiani, che ha accolto con favore l’impostazione del disegno di legge (ddl), giudicandolo una svolta necessaria per affrontare l’emergenza ungulati e i danni crescenti a carico dell’agricoltura e dell’ambiente.

“Finalmente si inverte la rotta”, ha dichiarato il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, sottolineando come l’attuale normativa, risalente al 1992, sia ormai inadeguata rispetto alle mutate condizioni faunistiche del Paese. “Basta pensare alla proliferazione dei cinghiali, passati da 50 mila capi nel 1980 a oltre 2 milioni oggi, con l’80% dei danni al comparto agricolo a loro attribuiti”, ha aggiunto.

Nel testo del ddl vengono accolte alcune istanze chiave della Confederazione, tra cui il riconoscimento del ruolo attivo degli agricoltori nel contenimento della fauna selvatica, mediante l’autorizzazione alla partecipazione diretta ai piani di controllo per chi possiede licenza venatoria e formazione adeguata. Una misura che consente interventi tempestivi, tutela delle colture e sicurezza delle aziende agricole. Apprezzata anche la rinnovata centralità degli ATC, chiamati a promuovere sinergie con il mondo agricolo e ad adottare strategie più efficaci per il riequilibrio faunistico.

Ma la Cia rilancia con tre priorità da inserire nel disegno di legge: l’introduzione di indennizzi automatici per i danni da fauna selvatica, stimati tra i 50 e i 60 milioni di euro annui, attraverso un fondo di compensazione e procedure snelle; la costituzione di una cabina di regia nazionale con rappresentanza agricola, per superare la frammentazione delle competenze; infine, un ruolo rafforzato delle organizzazioni agricole nella governance faunistico-venatoria.

“Il ddl è un punto di partenza fondamentale – ha concluso Fini – ma serve una strategia strutturata e condivisa che riconosca pari dignità alle esigenze ambientali e a quelle produttive, per restituire equilibrio al territorio e garantire la sostenibilità dell’attività agricola”.

Redazione Floraviva

Al Forum in Masseria a Manduria, Coldiretti annuncia il via libera Ue ai finanziamenti per la gestione idrica tramite fondi di coesione: svolta storica per la resilienza agricola.

In un momento segnato da ondate di calore estremo e da una crisi idrica sempre più strutturale, arriva dall’Unione europea un cambio di passo atteso da anni: l’approvazione della possibilità di finanziare direttamente la gestione idrica attraverso i fondi comunitari di coesione. Lo ha annunciato il presidente di Coldiretti Ettore Prandini in occasione del Forum in Masseria a Manduria, in Puglia, una delle regioni italiane più colpite dagli effetti del cambiamento climatico. Un risultato definito “storico” da Prandini, frutto del confronto con il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto, e che rappresenta una svolta strategica per l’agricoltura italiana.

La novità consente di destinare risorse comunitarie alla realizzazione dei bacini di accumulo, infrastrutture chiave per la resilienza del settore primario. Questi invasi permetteranno di trattenere l’acqua nei periodi di pioggia e di renderla disponibile nei momenti di emergenza, contrastando gli effetti sempre più gravi della siccità. “Si tratta di un passo fondamentale – ha spiegato Prandini – per garantire l’approvvigionamento idrico e rafforzare la capacità delle imprese agricole di adattarsi agli impatti climatici, in coerenza con gli obiettivi europei di sostenibilità ambientale”.

Negli ultimi tre anni, i danni da eventi climatici estremi all’agricoltura italiana hanno superato i 20 miliardi di euro, confermando la necessità urgente di una strategia infrastrutturale integrata per la gestione delle risorse naturali. Il riconoscimento, da parte dell’Europa, dell’acqua come bene strategico apre ora nuove prospettive di investimento a tutela dei raccolti, della sicurezza alimentare e della competitività dell’intero sistema agroalimentare nazionale.

Redazione Floraviva

PAC

Dorfmann e Nardella difendono una PAC che definiscono "forte". Confagricoltura pronta alla mobilitazione contro i tagli UE: Giunta riunita a Bruxelles il 16 luglio durante il QFP 2027-2034.


Confagricoltura plaude all’intervento congiunto degli eurodeputati Herbert Dorfmann (PPE) e Dario Nardella (S&D), che hanno definito “miope e controproducente” l’ipotesi di riduzione del bilancio agricolo UE. L’Organizzazione ribadisce la propria posizione a favore di una Politica Agricola Comune forte, ben finanziata e non delegata a strumenti nazionali che rischiano di frammentare e indebolire il sistema agricolo europeo. In occasione della presentazione della proposta di Quadro Finanziario Pluriennale 2027-2034 da parte della Commissione europea, prevista per il prossimo 16 luglio, la Giunta confederale si riunirà a Bruxelles per seguire direttamente i lavori. Secondo Confagricoltura, eventuali tagli alla PAC metterebbero a rischio l’equilibrio socio-economico dei territori rurali, minando occupazione, benessere e sicurezza alimentare. Intanto, il Copa-Cogeca ha lanciato la petizione “No Security without CAP”, invitando tutte le organizzazioni agricole europee a unirsi nella difesa di una politica agricola realmente comune e sostenuta da adeguati fondi comunitari.

Redazione Floraviva

riciclo europea

Bruxelles ieri ha pubblicato un pacchetto per raddoppiare i materiali riciclati entro il 2030 e la digitalizzare delle pratiche di conferimento rifiuto.

Il 2 luglio 2025 la Commissione europea ha presentato un pacchetto strategico nell’ambito delle azioni chiave per far avanzare l’economia circolare, in vista della legge quadro attesa per il 2026.

Le misure centrali riguardano:

  1. Il raddoppio entro il 2030 della quota di materiali riciclati nell’economia dell’UE, così da rafforzare competitività e sostenibilità in linea con la Bussola per la competitività e il Patto per l’industria pulita 

  2. L’obbligo di digitalizzazione, dal 21 maggio 2026, di tutta la documentazione relativa alle spedizioni transfrontaliere di rifiuti, con la sostituzione completa delle procedure cartacee

In concreto:

A partire da maggio 2026, le imprese dovranno usare sistemi digitali – in particolare il Digital Waste Shipment System (DIWASS) – per notifiche, permessi e scambi di dati tra autorità, eliminando la burocrazia cartacea. Questo migliorerà la tracciabilità, ridurrà i costi e scoraggerà i traffici illeciti di rifiuti, facilitando l’inoltro ai migliori impianti per il riciclo 

Contesto e ricadute settoriali

Il pacchetto, avviato oggi con un dialogo strategico e consultazioni pubbliche tra Vicepresidenti esecutivi (Teresa Ribera, Stéphane Séjourné) e Commissaria Roswall  include anche:

  1. Una consultazione pubblica (fino al 31 ottobre 2025) sull’armonizzazione della classificazione dei rifiuti “verdi” per facilitare i trasferimenti

  2. La valutazione della direttiva RAEE (rifiuti elettronici), alla luce della quale solo meno del 50 % dei RAEE viene raccolto nei Paesi UE; una revisione normativa è prevista

  3. A breve saranno pubblicate le regole sul riciclo delle batterie, con focus sul recupero efficiente di materie prime critiche

Impatti su agricoltura e florovivaismo

Le novità coinvolgono anche il nostro settore:

  1. Residui vegetali e scarti organici dovranno essere gestiti tracciati secondo le stesse regole digitali, richiedendo aggiornamenti gestionali.

  2. Floro-vivaismo e agricoltura possono beneficiare di strumenti di recupero come compostaggio e riuso dei substrati, valorizzati nei bandi UE e nella transizione ecologica.

  3. Il florovivaismo può assumere un ruolo strategico nella bioeconomia circolare, contribuendo con innovazione, efficienza materiale e rigenerazione ambientale.

In sintesi, Bruxelles ha tracciato una strada chiara: dal digitale alla sostenibilità, passando per il rafforzamento della sovranità industriale. Un cambiamento che interessa a fondo le filiere primarie, valorizzando la terra e i suoi protagonisti.

Redazione