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Toscana Certificazione Agroalimentare srl, organismo che opera in regione certificando i due terzi dell’uva prodotta nel territorio, ha presentato ieri il suo nuovo sito web: un portale al servizio delle imprese. L’obiettivo è certificare anche altri prodotti, a cominciare dall’olio. L’assessore Salvadori: “abbiamo l’obbligo di fare prodotti di alta qualità” e se “le denominazioni sono fondamentali, le certificazioni lo sono altrettanto”.
Si chiama “Toscana Certificazione Agroalimentare srl.”, è nata ed opera in Toscana e “certifica” al momento circa il 64% delle uve prodotte nella Regione. Sono 19 le denominazioni di origine della Toscana (dal Chianti con tutte le sue sottozone, al Carmignano, al Cortona, al Vinsanto del Chianti) che si affidano ad essa per controllare e certificare il prodotto e 11 mila gli agricoltori che vi fanno riferimento. Oggi, nella sala Pegaso di palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, “Toscana Certificazione Agroalimentare srl” ha presentato, attraverso il suo presidente Ilio Pasqui, la sua mission e il suo nuovo sito web (www.tca-srl.org) concepito come un portale al servizio delle imprese in grado di offrire tutta la documentazione e dare risposte ai produttori. Presente l’assessore all’agricoltura della Regione, Gianni Salvadori.
“Una Regione come la Toscana – ha detto Salvadori – che può vantare prodotti agroalimentari di straordinaria importanza, a cominciare dal vino e dall’olio, per proseguire con tutte le altre produzioni del nostro territorio, ha bisogno di immagine per essere riconosciuta nel mondo, ma anche di garanzie. Come Regione abbiamo recentemente varato il nuovo brand della Toscana, una farfalla dalle ali di vino che rappresenta il profilo della regione. Questo brand, il cui successo e apprezzamento è crescente, è l’immagine della produzione agroalimentare della Toscana nel mondo. Ma accanto a questo – ha sottolineato Salvadori – oggi è necessaria la certificazione, da parte di un soggetto terzo, che garantisca la qualità del prodotto. Toscana Certificazione Agroalimentare Srl. è nata in Toscana e opera in Toscana e svolge proprio questa funzione, valorizzando così le risorse del nostro territorio e contribuendo a diffonderne il buon nome e a difendere il “made in Tuscany” dai tarocchi.”
Salvadori ha inoltre sottolineato come, pur in un momento di crisi difficilissima, le imprese toscane del settore agroalimentare abbiano continuato ad investire. Riferendosi particolarmente al settore vitivinicolo l’assessore ha ribadito come, anche quest’anno, a fronte di circa 13 milioni di euro di contributo pubblico erogato dalla Regione, si siano messi in moto investimenti per una settantina di milioni. “Questo è un fatto molto significativo – ha sottolineato Salvadori – e se si va a guardare quali sono le imprese “gazzelle”, ossia quelle che hanno aumentato il fatturato negli ultimi tre anni, si vedrà che molte, in Toscana, sono proprio del settore agroalimentare. Di questo dobbiamo sempre ringraziare le imprese, perché le istituzioni, senza il mondo imprenditoriale, non possono fare nulla.” Tornando al tema della certificazione, Salvadori ha detto che in Toscana “abbiamo l’obbligo di fare prodotti di alta qualità” ma dobbiamo “tradurre le affermazioni di principio in atti concreti. In questo contesto le denominazioni sono fondamentali, le certificazioni lo sono altrettanto.”
I prossimi obiettivi di “Toscana Certificazione Agroalimentare srl.” sono quelli di certificare anche altri prodotti, oltre il vino, a cominciare dall’olio per estendersi ad altre tipicità dell’agroalimentare toscano.
Fonte Ufficio Stampa
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Presentata la casa ecologica di Festambiente alla fiera internazionale per l’edilizia e l’architettura di RomaDalla Maremma all'Expo internazionale di Roma: presentato il modello di abitazione sostenbile che riduce il costo delle bollette e il risparmio annuo di una famiglia.
Inaugurata durante l’ultima edizione di Festambiente, il primo prototipo mediterraneo di Casa Ecologica in Italia è stato presentato questa mattina alla Fiera internazionale per l’edilizia e l’architettura di Roma. Anche Legambiente ha infatti partecipato all’Expo-edilizia, all’interno del padiglione dedicato all’Abitare Mediterraneo, nel quale sono presenti alcune delle aziende che hanno partecipato al progetto rendendo possibile la realizzazione della struttura. La casa ecologica totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico, inaugurata lo scorso anno, sarà nuovamente fruibile da parte dei visitatori anche nella prossima edizione di Festambiente, che si terrà dal 9 al 18 agosto a Rispescia.
“Le tante visite guidate fatte lo scorso anno durante Festambiente – afferma Angelo Gentili, responsabile nazionale di Festambiente – testimoniano la curiosità nei confronti di un prototipo originale che consente un risparmio economico ed energetico concreto adatto a un clima mediterraneo. Aver portato la testimonianza del prototipo anche alla fiera internazionale di Roma sta a significare che la sostenibilità ambientale e l'efficienza energetica abbinate alla vita di tutti i giorni sono un obiettivo concreto per il futuro che la gente vuole conoscere. Abbiamo già ricevuto prenotazioni per visite guidate e laboratori, sia a livello scolastico che universitario, da fare all'interno della casa ecologica. A Festambiente realizzeremo una grande area dedicata all'abitare sostenibile. La nostra volontà – conclude Gentili – è quella di far capire a tutti, tramite questo prototipo, come siano importanti sia i materiali sia le tecnologie innovative nell'ambito ecoenergetico e quanto siano ecocompatibili queste scelte con la sostenibilità economica e ambientale”.
“Abitare Mediterraneo - spiega Fabio Tognetti, responsabile Centro nazionale per la promozione delle fonti rinnovabili di Legambiente - è un progetto dell'Università di Firenze, che mette in rete la ricerca scientifica e il contributo di numerose aziende specializzate nell'edilizia sostenibile e di qualità. L'edificio, costruito su due piani per un totale di 70 metri quadri, è stato realizzata con tecnologie innovative e a risparmio energetico (pannelli fotovoltaici, solari termici, pareti coibentate, pavimento radiante, utilizzo di isolanti naturali). La struttura, realizzata parte in legno e parte in muratura tradizionale, simulando la ristrutturazione di un podere toscano in muratura, realizzata attraverso tecniche che massimizzano la sostenibilità, privilegiando al contempo il confort abitativo”.
Fonte Ufficio Stampa
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- Scritto da Andrea Vitali
Turismo Verde-Cia dedica l’edizione di quest’anno al legame tra agricoltura, ambiente e territorio, con visite guidate e passeggiate a tema per sensibilizzare i cittadini sul valore di un patrimonio naturale costantemente minacciato da cementificazione selvaggia e dissesto idrogeologico. Senza dimenticare la ristorazione, tra menù “storici” e degustazioni di prodotti tipici locali.
L’agriturismo italiano “fa festa” domenica 24 marzo. Come ogni anno, in coincidenza con l’arrivo della primavera, si terrà la “Giornata nazionale dell’agriturismo”, l’iniziativa con cui le strutture ricettive associate a Turismo Verde-Cia organizzano su tutto il territorio aperture “speciali” per promuovere l’ospitalità in campagna. Il titolo scelto quest’anno, per l’edizione numero sette, è “Anche il territorio è d’accordo… adotta un paesaggio”: uno slogan che vuole mettere l’accento sul binomio agricoltura e ambiente, o meglio sul ruolo cruciale degli agricoltori come guardiani del suolo e custodi del paesaggio rurale, contro il degrado e l’urbanizzazione selvaggia.
Molte sono le proposte in serbo negli agriturismi per la “7ª Giornata nazionale” -spiega Turismo Verde Cia- tutte orientate ad avvicinare e sensibilizzare i cittadini al valore del patrimonio paesaggistico dell’Italia rurale, una risorsa economica e di biodiversità che l’agricoltura presidia e difende in ogni modo dall’avanzata costante del cemento e dal dissesto idrogeologico. Ce n’è per tutti i gusti: visite guidate “a tema” tra gli ulivi secolari del Salento, nei terrazzamenti arrampicati sulla scoscesa costa ligure o in mezzo alla ruvida grandiosità della murgia materana. E poi passeggiate di “scoperta”, a piedi o a cavallo, della fauna e della flora locale; escursioni in mountain-bike; visite didattiche e culturali alle “case di terra” e alle “fattorie degli animali”; speciali “percorsi botanici” e veri e propri “corsi olfattivi”. Senza dimenticare il fondamentale aspetto enogastronomico, connesso al territorio d’origine: degustazioni “ad hoc” di prodotti tipici locali, menù “storici” con le vecchie ricette contadine e brevi corsi pratici sulla trasformazione dei prodotti: dal latte al formaggio, dalla frutta alla marmellata, dalle verdure ai paté e alle conserve.
Come nelle edizioni precedenti -sottolinea Turismo Verde Cia- sono già centinaia gli agriturismi che aderiscono all’iniziativa proponendo quel “qualcosa” in più rispetto alla “semplice” ospitalità e ristorazione. Una scelta, quella della multifunzionalità, che permette alle famiglie una fruizione della campagna non più “omologata” e distratta e alle aziende agricole di diversificare in una fase di crisi la propria attività produttiva.
Fonte Ufficio Stampa
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Durante la Giornata dell’innovazione rurale del 13 marzo presentati progetti basati su sinergie fra il Conaf (l’ordine degli agronomi) e il Cra (Consiglio per la ricerca in agricoltura). Ad esempio, una start up bio che produrrà vino in anfore di terracotta come 7 mila anni fa nel Caucaso e uno spin-off per la realizzazione di un sistema informativo geografico (Gis) in grado di gestire il patrimonio forestale della tenuta di Castel Porziano monitorando volumi e biomasse delle varie specie vegetali.
Una start up biologica che farà innovazione tornando a produrre il vino artigianale in anfore di terracotta cotta da 800 litri così come si faceva 7.000 anni fa nel Caucaso. Con un procedimento che prevede una pigia-diraspatura ed il trasferimento del mosto direttamente nelle anfore dove riposare sulle fecce fino a primavera quando vengono fatti i travasi all’occorrenza; e secondo il quale l’imbottigliatura avviene dopo un anno. Si attendono grandi risultati: finezza, eleganza, profumi intriganti che ci riporteranno a sapori antichi e perduti.
E’ uno dei progetti di collaborazione fra ricercatori e professionisti agricoli allo scopo di innovare che sono stati presentati il 13 marzo a Roma, prima Giornata dell’innovazione rurale (vedi nostro articolo del 13 dicembre 2012), nella sede del Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (Cra) dal suo presidente Giuseppe Alonzo e dal presidente del Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali (Conaf) Andrea Sisti durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa congiunta di Conaf e Cra.
Interessante anche la ricerca svolta dall’unità per il monitoraggio e la pianificazione forestale di Trento (CRA–MPF), che è stata incaricata dall’Accademia Nazionale delle Scienze di Roma di progettare e realizzare un Sistema Informativo Geografico (“SIFTEC”) per la gestione del patrimonio forestale della Tenuta Presidenziale di Castel Porziano (proprietà della Presidenza della Repubblica Italiana) per l’aggiornamento del piano di gestione forestale. Lo spin - off individuerà dei modelli per la stima di volumi e biomasse delle diverse specie forestali presenti nella tenuta. Il sistema informativo geografico (GIS) per la Tenuta di Castel Porziano permetterà di ottimizzare e monitorare la gestione e di introdurre le più recenti innovazioni tecnologiche e metodologiche del settore.
“Il Cra ed il Conaf insieme stanno lavorando – ha affermato il presidente CRA Giuseppe Alonzo - per supportare l’innovazione affinché si espanda anche ad altri settori. Oggi troviamo in agricoltura una forza generatrice di economia che è una delle poche energie vitali del nostro Paese e che dispone ancora di un buon tasso di innovazione. L’innovazione è da collegare ad un nuovo atteggiamento sociale – continua il Presidente - che ci deve portare a fare sistema, a scambiare esperienze a riformare i processi che creano cultura nel nostro Paese”.
“Iniziativa – ha sottolineato il presidente Conaf Andrea Sisti - che vuole essere un appuntamento annuale per divulgare lo stato della ricerca e dell’innovazione nel settore agroalimentare ed ambientale in Italia. E’ importante, inoltre, per fare il punto della situazione e per dare conto ai cittadini dell’impiego delle risorse pubbliche, che possono a loro volta generare sviluppo. Un Paese che non investe in ricerca ed innovazione non investe nel futuro. La Giornata dell’Innovazione deve servire anche a stimolare e incrementare l’integrazione tra ricerca, innovazione e attività professionale, per valorizzare le conoscenze e competenze con lo scopo di migliorare la produttività dell’agricoltura italiana”.
Le attività di ricerca e sperimentazione del Cra generano conoscenze, risultati e innovazioni trasferibili ad aziende, enti di ricerca e amministrazioni pubbliche, e tutti i risultati sono raccolti in schede e pubblicati sul sito dell’Ente www.entecra.it nella sezione risultati e innovazione.
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- Scritto da Andrea Vitali
La Coldiretti Pistoia ha lanciato ieri l’allarme sugli importanti danni che il maltempo sta provocando all’agricoltura pistoiese e al vivaismo, con zone vivaistiche sommerse dall’acqua. Il direttore Tropiano, preoccupato per il possibile cedimento di un argine sul fosso Quadrelli a Vignole, è intervenuto sul posto.
“Si preannunciano importanti i danni ai vivai e all'agricoltura pistoiese tutta”. E’ l’allarme lanciato ieri in un comunicato di Coldiretti Pistoia per l'esondazione dell'Ombrone pistoiese e degli altri fossi, che “ha allagato completamente ampie zone, sommergendo piante in vaso e in terra”. Tanto che “una squadra di Coldiretti – rende noto il comunicato - sta visionando le zone più colpite (tra i comuni di Quarrata, Pistoia e Serravalle), presidiata da forze dell'ordine e protezione civile”.
“Ci preoccupa il cedimento di argini in cemento, come quello sul fosso Quadrelli a Vignole – ha affermato il direttore di Coldiretti Pistoia Vincenzo Tropiano, intervenuto sul posto -. Preoccupa molto anche il livello di 6 metri dell'Ombrone alla Ferruccia. I rischi in questo momento sono anche per la popolazione”.
Le previsioni per i prossimi giorni sono inclementi. Il prolungamento delle perturbazioni con piogge anche abbondanti e costanti, e abbassamenti imprevisti delle temperature stanno mandando in tilt l’agricoltura, che ha fatto i conti con un inverno particolarmente rigido.
In queste condizioni, si devono stoppare tutte le attività agricole, la troppa acqua rende impossibile ogni attività sul terreno. Il contrario di quanto accadeva lo scorso anno in tutta la Toscana: nel marzo 2012 (31 giorni) erano caduti complessivamente circa 20 millimetri di pioggia contro i 110 millimetri ed oltre della sola prima quindicina di marzo 2013.
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Fonte Ufficio Stampa






