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Contoterzisti agromeccanici

Al convegno “Le aziende agromeccaniche tra presente e futuro” del 17 giugno è stata presentata una proposta di legge d’istituzione di un albo nazionale degli agromeccanici. Per il presidente Uncai Tassinari serve il riconoscimento della «professionalità degli imprenditori agromeccanici per lo svolgimento sia di servizi conto terzi, sia agroambientali». Il 65% delle operazioni agricole eseguite da contoterzisti. Con le sole imprese agromeccaniche professionali, il comparto genera affari per oltre 4 miliardi di euro.


«La sfida dell’innovazione tecnologica e del rilancio dell’agricoltura 4.0 la si vince assieme, agricoltori e contoterzisti. Riorganizzare il sistema agromeccanico è un interesse comune». Lo ha detto Donato Rossi, delegato della Giunta di Confagricoltura per i rapporti tra agricoltori e contoterzisti, al convegno “Le aziende agromeccaniche tra presente e futuro”. Un incontro organizzato da Confagricoltura e Uncai, l’Unione nazionale contoterzisti agromeccanici e industriali, e trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube dell’associazione delle imprese agricole.
Il convegno è stata l’occasione per la presentazione ufficiale della proposta di Legge Uncai dell’istituzione di un albo nazionale degli agromeccanici, incardinato nei pilastri della formazione, della professionalità, della sicurezza e della certificazione del lavoro e dei processi. «Serve una disposizione normativa – ha spiegato il presidente Uncai Aproniano Tassinari – che riconosca la professionalità degli imprenditori agromeccanici per lo svolgimento sia di servizi conto terzi, sia agroambientali, venendo incontro quindi anche agli obiettivi della strategia Farm to Fork e della futura Pac con gli eco-schemi e la domanda sempre più diffusa d tracciabilità». «Il contoterzista - ha aggiunto Tassinari – è una figura centrale e radicata all’interno dei territori dove lavora, con ricadute positive sia sulla qualità delle lavorazioni, sia sull'ambiente, sia sulla società. È un professionista orientato al cliente, che garantisce sempre la massima sicurezza nei cantieri di lavoro, rapidità di intervento, cura per le risorse ambientali affidategli, aggiornamento dell'offerta di servizi con il costante rinnovo di macchinari e tecnologie, concordando con gli agricoltori gli investimenti da attuare. Il progetto legislativo, che sottoponiamo all’attenzione delle forze politiche, vuole proprio favorire la collaborazione e la crescita del sistema agricolo e agromeccanico».
«Ridurre la burocrazia è un obiettivo fondamentale – ha osservato il sottosegretario alle Politiche agricole Gian Marco Centinaio, in collegamento video -. Disponibile a parlare dell’albo professionale. Con il PNRR arriveranno fondi importanti per l’innovazione tecnologica anche nel settore agricolo ed agromeccanico». Anche dalla vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera Maria Spena è stato espresso impegno a studiare con attenzione una nuova figura giuridica per il contoterzista.
I settori agricolo ed agromeccanico indubbiamente vanno supportati nei processi di rinnovamento in essere, con strumenti finanziari e agevolazioni. E nel convegno si è parlato anche di investimenti ed innovazione. «Siamo impegnati attivamente perché si concretizzi un processo di incentivazione agli investimenti – ha dichiarato il direttore generale di Confagricoltura Francesco Postorino -. Il credito d’imposta lo abbiamo fortemente voluto ma non ci fermiamo; adesso stiamo lavorando alla sua ‘bancabilità’, che è uno strumento ulteriore per agevolare chi vuole investire e innovare. Abbiamo chiesto poi che il ‘Bonus Sud’ possa essere utilizzato anche per le macchine agricole. Il settore agromeccanico sta lavorando con noi e ci supporta, perché siamo convinti che sono leve importanti».
«Per la riforma della Pac auspichiamo che possano esserci i margini per definire una buona intesa, altrimenti – ha concluso il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti -. bisogna avere il coraggio di dire meglio un non accordo che un accordo fatto male. Nel Recovery Plan ci sono risorse importanti anche per il rinnovamento del parco macchine. Bisogna superare le contraddizioni. Il futuro che si sta delineando sui campi agricoli, che il PNRR supporta o dovrebbe supportare, è un futuro da innovatori, da imprenditori e non certo da imprenditori cassintegrati che potrebbe volere Bruxelles».
Confagricoltura e Uncai hanno posto in evidenza come, in media, il 65% delle operazioni agricole siano eseguite da contoterzisti. La percentuale sale notevolmente in caso di interventi di precisione (70%) e raccolta dei cereali (98%). Il comparto genera un volume d'affari di oltre 4 miliardi di euro, considerando le sole imprese agromeccaniche professionali, a cui si aggiunge quello di 3,2 miliardi delle aziende agricole che svolgono lavorazioni conto terzi in forma connessa.


Redazione


Biostimolanti in olivicoltura

Il 18 giugno webinar gratuito organizzato da Confagricoltura Pistoia sul tema “L’impiego dei biostimolanti in olivicoltura e viticoltura per migliorare la resa e la qualità –  come contrastare rogna, occhio di pavone e mosca dell’olivo”.


Un seminario online professionale ad accesso libero e gratuito sui vantaggi dell’uso dei biostimolanti nei comparti dell’olivicoltura e viticoltura, con particolare riferimento alle tecniche per contrastare alcune delle malattie più minacciose per i vigneti e oliveti italiani.
Lo organizza Confagricoltura Pistoia venerdì 18 giugno alle ore 18. Il webinar è intitolato “L’impiego dei biostimolanti in olivicoltura e viticoltura per migliorare la resa e la qualità – come contrastare rogna, occhio di pavone e mosca dell’olivo” e si svolgerà sulla piattaforma Zoom, con l’introduzione del vicepresidente di Confagricoltura Pistoia Andrea Bonacchi. Relatori Massimo Andreotti e Mirko D’Angelo, tecnici di una nota azienda specializzata nella produzione e commercializzazione di concimi e formulati (anche biologici) per la protezione e nutrizione delle piante nei settori dell’agricoltura e del giardinaggio.
I biostimolanti hanno funzioni fitoregolative e protettive, oltre che di facilitazione dell’assorbimento delle sostanze nutrienti da parte delle piante, e sono adatti sia alle coltivazioni in pieno campo che in serra e sostenibili. Durante l’incontro sarà trattato anche il contributo specifico di questi prodotti nell’azione di prevenzione e di contrasto alla mosca dell’olivo (Bactrocera oleae), alla rogna della vite (dal batterio Agrobacterium tumefaciens) e all’occhio di pavone (dal fungo fitopatogeno Spilocaea oleaginea) sia in coltivazione convenzionale che biologica. 
Accesso all’evento formativo online qua: https://us02web.zoom.us/j/82451892570. 
Per ulteriori informazioni contattare Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure il numero di telefono/whatsapp 351 852 2570.


Redazione


vicepresidente di Confagricoltura Matteo Lasagna

All’assemblea di Convase il vicepresidente di Confagricoltura Lasagna ha dichiarato che col disciplinare “Seme di qualità” si deve assicurare tracciabilità e sostenibilità produttiva e che se vogliamo un’agricoltura che dia cibo a tutti pur contribuendo a mitigare il cambiamento climatico non si può rinunciare a varietà nuove e innovative. La moltiplicazione delle sementi in Italia coinvolge 15 mila agricoltori per le specie agrarie e 4 mila per le specie ortive.


Confagricoltura ha aderito al Consorzio per la valorizzazione delle sementi (Convase) con convinzione, nell’ottica di consolidare la cooperazione di filiera. Il Covase è un luogo di incontro e di confronto per assicurare – grazie anche al disciplinare ‘Seme di qualità’ - la tracciabilità, la sicurezza e la sostenibilità del processo produttivo, sin dall'inizio del ciclo, partendo dal seme, per giungere alla tavola. 
Lo ha detto il vicepresidente di Confagricoltura Matteo Lasagna, intervenendo alla tavola rotonda realizzata in occasione dell’assemblea generale di Convase, che si è svolta in presenza a Bologna.
I nuovi obiettivi sostenibili, a livello mondiale ed europeo, spingono a realizzare un’agricoltura più sostenibile e più competitiva – ha proseguito Matteo Lasagna -. Se vogliamo, quindi, che l’agricoltura soddisfi la necessità di cibo per tutti e, al contempo, contribuisca alla mitigazione del cambiamento climatico, come agricoltori non possiamo fare a meno di varietà nuove e innovative, in grado di: essere più produttive e resistenti alle fitopatie; adattarsi al cambiamento climatico e mitigarne gli effetti; contribuire alla protezione della biodiversità, degli habitat e dei paesaggi; aiutare a ridurre perdite e sprechi; dare prodotti nuovi, che aumentino le opzioni per le imprese e le scelte per i consumatori.
Talvolta, a fronte di un sempre massiccio ricorso alle sementi elette, può accadere che i produttori agricoli (cerealicoli in particolare), che quotidianamente si confrontano con ricavi al limite del pareggio, in balia di prezzi di mercato altalenanti e non sempre remunerativi, possano ritenere poco vantaggioso investire in sementi certificate; anche perché i prezzi dei prodotti ottenuti non consentono di coprire adeguatamente i costi di coltivazione, inclusi quelli del seme. Ciò però – ha concluso il vicepresidente di Confagricoltura - non deve costituire un limite ma, al contrario, deve essere uno stimolo ad impegnarsi nel miglioramento genetico e nella selezione, indirizzando maggiormente tale attività verso i fabbisogni delle imprese agricole.
Il settore della moltiplicazione delle sementi in Italia coinvolge 15.000 agricoltori per le specie agrarie e 4.000 per le specie ortive a livello nazionale. La superficie di produzione delle sementi ufficialmente certificate nel 2019 si attesta a 202 mila ettari. È di 1 miliardo di euro circa il fatturato del settore sementiero.


Redazione


Modificata la disciplina di aiuto ai territori colpiti da Xylella stabilendo tra l’altro il termine di 4 anni per il reimpianto degli olivi. Prorogata di 2 mesi la tempistica dei programmi di promozione del vino nei Paesi terzi e fino al 31 dicembre 2021 la validità delle autorizzazioni agli impianti in scadenza nel 2020.

Il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli ha firmato tre decreti finalizzati a sostenere i comparti olivicolo e vitivinicolo sui quali era stata raggiunta l'intesa nell’ultima seduta della Conferenza Stato-Regioni.
Riguardo all’olivicoltura, è stata modificata la disciplina di aiuto per i territori colpiti dal batterio della Xylella fastidiosa, la cui produzione olivicola è ancora in forte sofferenza. Lo schema di decreto, tenendo conto che l'attuale livello di produzione nei territori colpiti possa essere garantito solo con azioni di sostegno che tengano conto delle caratteristiche poliennali della coltura, stabilisce il termine di quattro anni per procedere al reimpianto degli ulivi, nonché norme specifiche per continuare a beneficiare dell'aiuto accoppiato nel periodo in cui la superficie olivicola è improduttiva.
Due i decreti che riguardano la vitivinicoltura e sono finalizzati a sostenere l'intero comparto, fortemente colpito dalle conseguenze derivate dal blocco del canale Ho.re.ca. e dalla crisi dell'export a causa dell'emergenza epidemiologica da Covid-19.
Il primo decreto riguarda la promozione nei Paesi terzi dei prodotti vitivinicoli italiani, per i quali viene prorogata di due mesi la tempistica di esecuzione dei programmi per l'annualità 2020/2021, per  favorire la maggiore spesa possibile del sostegno previsto dalla misura “Promozione nei Paesi terzi dell'OCM Vino” e incoraggiare le dinamiche di riequilibrio dei mercati legati a tale settore, anche considerando l'evoluzione della situazione epidemiologica, dovuta alla pandemia da COVID-19, nei mercati dei Paesi terzi e sul territorio nazionale, nonché le conseguenze che le misure di contenimento sulla sua diffusione hanno avuto e continuano ad avere sul settore vitivinicolo e sugli scambi commerciali tra Europa e Paesi terzi.
Il secondo decreto invece, in vigore dal 1 gennaio 2021, dà attuazione ad alcune disposizioni comunitarie recentemente adottate per fronteggiare il perdurare della crisi derivante dalla pandemia e presenta una serie di proroghe di adempimenti a carico dei produttori vitivinicoli di imminente scadenza. In particolare viene consentita una certa flessibilità nella implementazione e gestione delle misure inserite nel Programma nazionale di sostegno al settore vitivinicolo (PNS), vengono derogati i pagamenti di alcuni contributi e infine, per quanto riguarda le autorizzazioni agli impianti, è prorogata al 31 dicembre 2021 la validità delle autorizzazioni in scadenza nel 2020 con la possibilità, per i produttori che non hanno più intenzione di utilizzare l'autorizzazione o di usufruire della proroga, di non incorrere in sanzioni.

Redazione

 

 

Presentato il rapporto di Ismea sulla gestione del rischio in agricoltura, con i dati sulle assicurazioni agricole nel 2020. Tenuta delle polizze agricole agevolate nel comparto coltivazioni vegetali (pari a 6,1 miliardi di euro: il 72% del totale). Premi cresciuti dell’11% sul 2019. Primato del nord Italia e delle polizze sulle uve da vino (il prodotto più assicurato con 1,97 miliardi di euro). Tra le novità il Fondo pubblico di mutualità per i rischi catastrofali e gli Standard value per la verifica dei valori assicurati.

Nel 2020 si è registrato un significativo incremento delle polizze assicurative sulle strutture, principalmente serre e impianti di protezione per le colture, per un valore pari ad oltre 1 miliardo di euro e in crescita del 5,9% sul 2019.
A comunicarlo nei giorni scorsi l’Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, che ha presentato il “Rapporto sulla gestione del rischio in agricoltura 2021” con i dati dell’anno scorso sulle assicurazioni agricole, realizzato in collaborazione con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
«I numeri della campagna assicurativa 2020 – si legge nel comunicato di Ismea - indicano una sostanziale tenuta del mercato delle polizze agricole agevolate, con valori per oltre 6,1 miliardi di euro nel solo comparto delle coltivazioni vegetali (-0,1% sul 2019), rappresentativo del 72% del totale». «Complessivamente – continua la nota -, considerando anche le polizze zootecniche e quelle contro i danni alle strutture aziendali, si è andati oltre la soglia degli 8,5 miliardi di euro (stime ISMEA sui dati trasmessi dalle compagnie assicurative), con una crescita dello 0,4%». Ma nelle assicurazioni specifiche del comparto zootecnico, per lo più destinate alla copertura dei rischi sanitari (1,3 miliardi), si è verificata una riduzione dell’1,5%.
«L'evoluzione dei costi assicurativi nel 2020 - rivela ancora Ismea -  ha confermato la tendenza già riscontrata nelle precedenti campagne. Per le colture vegetali i premi hanno raggiunto il più alto livello di sempre (557,8 milioni di euro), con un balzo dell'11% rispetto al 2019. Ai massimi storici anche la tariffa media applicata dalle compagnie, che nel 2020 ha superato per la prima volta la soglia del 9%».
Per territori, «il primato, in termini di valori assicurati, spetta alle regioni settentrionali (Veneto, seguito da Emilia-Romagna e Lombardia), che, limitatamente alle polizze sulle colture vegetali, concentrano il 79,5% del totale nazionale. Tuttavia, mentre il Nord cede qualche decimo di punto, continua a rafforzarsi la partecipazione delle regioni del Mezzogiorno, comprese le Isole, che dal 10,6% del 2019 hanno superato nel 2020 l'11,2% di incidenza, massimo degli ultimi cinque anni. Invariata la quota del Centro Italia, al 9,3%».
«A concentrare i maggiori valori – precisa Ismea - sono ancora le polizze sulle uve da vino, in assoluto il prodotto più assicurato, con 1,97 miliardi di euro, in crescita dello 0,5% sul 2019. Numeri significativi si registrano anche per mele e riso, rispettivamente con 672 e 430 milioni circa, seguiti dal mais da granella e dai pomodori da industria».
«L'importanza del tema della gestione del rischio, a fronte degli eventi sempre più ricorrenti associati ai cambiamenti climatici – si osserva - ha stimolato il dibattito anche in sede di riforma della PAC, evidenziando l'esigenza di affiancare al tradizionale sistema delle polizze agevolate, dati i limiti di capacità assuntiva, uno strumento innovativo costituito da un Fondo pubblico di mutualità circoscritto ai rischi catastrofali (gelo, siccità e alluvione). Il sistema della gestione del rischio registra da quest'anno anche l'importante novità degli Standard Value, elaborati dall'ISMEA e approvati dal MIPAAF. Si tratta di parametri introdotti per la verifica dei valori assicurati, quale elemento di semplificazione nelle procedure amministrative per la gestione del sostegno a favore delle aziende agricole.

Rapporto Ismea

Redazione