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Pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 23 gennaio i decreti del 24 novembre scorso del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) con cui sono state stabilite le deleghe dei sottosegretari di stato Patrizio La Pietra e Luigi D’Eramo.
Le funzioni, per taluni atti di competenza del Ministro Lollobrigida, nelle materie “filiera olivicola” e “filiera florovivaistica” sono assegnate al sottosegretario La Pietra. Che avrà anche le deleghe sul “contenimento della fauna selvatica e delle attività venatorie”, sullo “sviluppo del settore ippico e della attività connesse all’organizzazione dei giochi e delle scommesse delle corse dei cavalli” e sulla “filiera del tabacco”.
Al sottosegretario D’Eramo vanno invece le funzioni relative alle seguenti materie: agricoltura di montagna ed aree interne; agricoltura biologica; servizi fitosanitari ed utilizzo di fitofarmaci nella produzione agricola; promozione   ed incentivazione della produzione di biocarburanti di origine agricola e sviluppo delle agroenergie; sviluppo della filiera apicola e pataticola; infrastrutture necessarie per lo sviluppo dell'agricoltura; questioni attinenti  all'applicazione  nazionale  del  regime comunitario del settore lattiero-caseario (cosiddette "quote latte").

Redazione

Apicoltura nella Regione Toscana: approvato il sottoprogramma che prevede bandi da 1,2 milioni di euro all’anno dal 2023 al 2027 per i 7036 apicoltori toscani.

In arrivo i bandi per l’apicoltura. La giunta regionale della Toscana, su proposta della vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi, ha appena approvato il Sottoprogramma apistico, nonché le disposizioni attuative e le modalità per l’emissione dei bandi con la relativa ripartizione finanziaria fra interventi e azioni, che dal 2023 al 2027 assegna al settore circa 1 milione e 200mila euro per ciascuna annualità, per un totale di oltre 6 milioni di euro.
A renderlo noto oggi una nota della Regione Toscana in cui viene riferito che il Sottoprogramma «fa una fotografia della situazione esistente nel settore apistico in Toscana censendo 7036 apicoltori, di cui 4742 dediti all’autoconsumo e 2294 alla commercializzazione». Complessivamente, si legge, «la modalità di allevamento prevalente è l’apicoltura stanziale (5145) rispetto a quella condotta con nomadismo».
In sintesi, il Sottoprogramma apistico ha i seguenti obiettivi:
- migliorare l'orientamento al mercato e aumentare la competitività delle aziende apistiche nel breve e nel lungo periodo, anche attraverso una maggiore attenzione alla ricerca, alla tecnologia e alla digitalizzazione;
- migliorare la posizione degli apicoltori nella catena del valore;
- contribuire ad arrestare e invertire il processo di perdita della biodiversità;
- migliorare la risposta dell'agricoltura alle esigenze della società in materia di alimentazione e salute, compresi gli alimenti di qualità elevata, sani e nutrienti prodotti in modo sostenibile.
Mirano a raggiungere tali obiettivi le azioni previste nei bandi regionali di prossima uscita, che riguarderanno:
- i servizi di assistenza tecnica, consulenza, formazione, informazione e scambio delle migliori prassi, anche tramite la creazione di reti, agli apicoltori e alle organizzazioni di apicoltori;
- attività di informazione e promozione finalizzate ad aumentare la sensibilità dei consumatori verso la qualità, in particolare per i prodotti a denominazione d’origine e i prodotti da apicoltura biologica;
- investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali;
- lotta contro gli aggressori e le malattie dell'alveare, in particolare la varroasi;
- prevenzione dei danni causati da avversità atmosferiche e promozione dello sviluppo e dell'uso di pratiche di gestione adattate a condizioni climatiche in evoluzione;
- ripopolamento del patrimonio apistico;
- razionalizzazione della transumanza.
«Le api domestiche e selvatiche – ha dichiarato l’assessora all’agroalimentare della Regione Toscana Stefania Saccardi - sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta e garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo. Proprio per l'importanza che le api rivestono per la sopravvivenza del nostro ecosistema, mi auguro il successo in termini di richieste per i bandi che presto usciranno».

Redazione

Piante Officinali - filiera del Mediterraneo - convegno a Salerno

Il 27 gennaio all’Università di Salerno evento di Macfrut sulle piante officinali centrato sul Sud d’Italia, protagonista di questa filiera da 1 mld di euro.

 
«Il mercato delle piante officinali nel nostro Paese vale qualcosa come circa 1 miliardo di euro, per una produzione di circa 4 mila tonnellate su una superficie coltivata di circa 7.300 ettari. In questo contesto un ruolo di primo piano lo svolgono le regioni del Sud d’Italia, per le quali le piante officinali rappresentano una leva di sviluppo di notevole interesse, favorito da alcune peculiarità di quell’area: varietà degli ambienti naturali, biodiversità, clima, cultura e tradizioni dei territori. E proprio qui sono sorte alcune iniziative imprenditoriali di eccellenza, sulla base dei risultati della ricerca scientifica, che hanno dato vita a filiere integrate che vanno dalla coltivazione in campo fino alle applicazioni industriali nei settori nutrizionale, cosmetico e terapeutico». 
Tali esperienze saranno al centro del convegno “Piante Officinali: la filiera del Mediterraneo” che si svolgerà venerdì 27 gennaio all’Università di Salerno a partire dalle ore 9,30. Il convegno, a cui parteciperanno esperti, istituzioni e operatori del settore, è un momento di incontro e dibattito in vista di “Spices&Herbs Global Expo”, il salone dedicato a spezie ed erbe officinali ospitato a Macfrut, la cui prossima edizione si svolgerà il 3-5 maggio 2023 al Rimini Expo Centre. In particolare è prevista una tavola rotonda in cui saranno raccontante cinque case history imprenditoriali di altrettante regioni del Sud, ciascuna delle quali richiamata nel programma da un motto su un aspetto qualificante: la Basilicata (dal Parco Pollino al prodotto industriale di qualità), la Calabria (Bergamotto, un primato mondiale), la Campania (Aromatiche, il valore del fresco), la Puglia (il territorio dell’Aloe biologico) e la Sicilia (Principi di sostenibilità nella produzione di ingredienti funzionali), che stanno affrontando con successo la sfida del mercato italiano e internazionale.
 
Programma
La giornata di studio sarà aperta alle ore 10 da Pietro Campiglia (direttore del Dipartimento di Farmacia della Università degli Studi di Salerno), Lucia Coletta (responsabile Servizi di Sviluppo per le Piante Officinali della Regione Campania) e Andrea Primavera (presidente FIPPO – Federazione Italiana Produttori Piante Officinali). 
A seguire l’intervento di Vincenzo De Feo, ordinario di Botanica Farmaceutica all’Università di Salerno, che parlerà di “Biodiversità officinale dei territori dell’Italia meridionale”.
La tavola rotonda, moderata da Demetrio Benelli, direttore di Erboristeria domani, mette a confronto esperienze produttive nel Sud Italia: Vincenzo Salamone, presidente Gruppo VOS (Basilicata); Vincenzo Mollace, direttore scientifico H&AD Herbal and Antioxidant Derivates (Calabria); Piero de Bartolomeis, presidente Elody (Campania); Domenico Scordari, presidente N&B società Benefit (Puglia); Violetta Insolia, Innovation manager Bionap (Sicilia).
Le conclusioni sono affidate a Luigi Bianchi di Macfrut, che presenterà la seconda edizione del salone “Spices&Herbs Global Expo”.
La giornata è organizzata da Macfrut, con il patrocinio dell’Università di Salerno e la collaborazione della rivista Erboristeria Domani.
 

Redazione

parchi della salute - città verdi

All’incontro di Assoverde e Confagricoltura sul Libro Bianco del Verde messe a fuoco le «tappe chiave» per realizzare Parchi della Salute ad hoc in tutt’Italia.

 
Aria più pulita e sana negli spazi urbani per creare un ambiente più salutare e a misura d’uomo. La consapevolezza di questa necessità è sempre più diffusa. Ma come arrivarci? Quali passi compiere per rendere le città italiane più green? 
Una serie di risposte sono state presentate e dibattute da esperti il 20 gennaio scorso alla giornata di studio organizzata da Assoverde e Confagricoltura, a Roma nella sede della Confederazione e in diretta streaming, in collaborazione con il CREA e l’Istituto Superiore di Sanità, per presentare il Libro Bianco del Verde di quest’anno che aveva come focus il tema “verde e salute” (vedi qua e qua). 
Per Confagricoltura e Assoverde – come affermato nel comunicato congiunto conclusivo dell’evento - «occorre sensibilizzare le amministrazioni comunali per creare i “parchi verdi della salute” in ogni quartiere delle città metropolitane» e sono 5 «le tappe chiave emerse» dalla giornata di studio: bisogna «puntare su più aspetti: la pianificazione integrata per scegliere i siti più adatti ad accoglierli, la progettazione mirata effettuata da gruppi di professionisti, la realizzazione (scelta delle specie, distanza dagli edifici), la cura per garantire una corretta e continua manutenzione delle aree verdi, la fruizione per accrescere la consapevolezza dell’importanza dell’esperienza e della connessione con l’ambiente». Inoltre, «per assolvere adeguatamente» a varie funzioni benefiche, quali la riduzione di polveri sottili e CO2, rendendo le aree urbane finalmente più salutari, occorre che i parchi della salute siano certificati in quanto conformi a determinati standard e criteri. 
«Invitiamo a riflettere quanto sia necessario investire nel verde – ha dichiarato la presidente di Assoverde Rosi Sgaravatti –. Metà della popolazione mondiale risiede in contesti urbani e tutelare la salute è un diritto di tutti. Oggi le aree verdi urbane sono fondamentali ed ecco come un investimento diventa un risparmio, se ben progettato, curato e certificato. Ci vuole la pianta giusta al posto giusto, non solo messa a dimora, ma anche curata e potata da professionisti».
«È diventata evidente – ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti - la necessità di dare un nuovo volto e una nuova dimensione alle nostre città: quella verde. Si continua a rafforzare il nostro impegno per diffondere la consapevolezza del valore aggiunto che parchi, giardini, aree verdi, pubbliche e private, danno per migliorare le nostre città e il nostro benessere psico-fisico. Il settore del verde in Italia è vitale e strategico e contribuisce a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità con vantaggi sulla salute e per una migliore qualità della vita».
La registrazione video integrale della giornata di studio (oltre 7 ore registrate) può essere vista qua.
 

Redazione

corsi di giardiniere d'arte in Emilia-Romagna a Modena e Reggio
I giardini d’arte, musei a cielo aperto ricchi di eccellenze botaniche e installazioni artistiche, sono una componente essenziale del patrimonio artistico e naturale italiano. Si parla di oltre 2 mila parchi e giardini con valenza storico-artistica e naturale a livello nazionale. Per recuperare e valorizzare questo patrimonio il PNRR ha messo a disposizione 190 milioni di euro. 
In questo contesto, insieme ad altre 12 regioni, l’Emilia-Romagna, che annovera oltre 200 giardini d’arte nel suo territorio, ha programmato con un investimento di circa 600 mila euro un’offerta formativa che consentirà di qualificare nei prossimi due anni 97 giardinieri d’arte per giardini e parchi storici pubblici e privati, vale a dire delle figure specializzate per il mantenimento di questo tipo di beni culturali e naturali.
Fra i percorsi formativi approvati, anche quello di “Giardiniere Estense” proposto dalla società consortile Dinamica (in possesso della certificazione European Arboriculture Council: EAC), nelle province di Modena e Reggio Emilia. È un corso di 600 ore totalmente finanziato da fondi pubblici destinato a 15 occupati e disoccupati residenti in Emilia-Romagna che prevede una formazione completa sia dal punto di vista conoscitivo del patrimonio arboricolo che pratico con stage ad hoc. Ulteriori informazioni al numero di telefono: 051 360747.
 

Redazione