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Nella 9a edizione della mostra mercato del giardinaggio VerdeMura, a Lucca dall’1 al 3 aprile, previste una tavola rotonda sugli alberi in città, la consueta mostra di camelie col debutto di tre varietà, una mostra divulgativa e la presentazione di un nuovo volume sui fiori del genere Hepatica, una finestra sulla disciplina biomimetica attraverso un libro di successo quale ‘Erba volant. Imparare l’innovazione delle piante’.
Stile informale, tanti input giardinieristici, una ricca scelta di espositori (oltre 150), un pizzico di divulgazione botanica e culturale, più alcuni eventi capaci di segnare la primavera dei giardinieri amatoriali e di chi si occupa del verde.
Saranno questi anche nella nona edizione i tratti caratteristici di VerdeMura, la mostra mercato del giardinaggio e del vivere all’aria aperta che si svolge ogni anno sulle monumentali mura urbane di Lucca: stavolta dalla piattaforma San Frediano al Baluardo San Martino, nei giorni 1, 2 e 3 aprile.
VerdeMura 2016 prevede nel pomeriggio della giornata inaugurale una tavola rotonda sugli alberi nel contesto urbano in cui Lucca porterà la propria esperienza sulle problematiche di un verde pubblico specialissimo, con alberature essenzialmente nei viali perimetrali ed a cadenzare la passeggiata di oltre 4 km che contraddistingue la sommità della cerchia delle mura. Alberi talvolta monumentali e storici (come il cedro del Libano dell’orto botanico, piantato nel 1822), più spesso solo vecchi e bisognosi di cure, che oggi vanno affrontate in un’ottica di sostenibilità e chiamando in causa professionalità altamente specializzate.
In quanto ai temi botanici, anche in questa edizione l’attenzione di collezionisti e amatori andrà alle camelie e agli agrumi, che appartengono alla storia vivaistica e all’arte dei giardini toscani e della Lucchesia. Con la consueta mostra di camelie, allestita a cura di Andrea Antongiovanni del vivaio Rhododendron con fiori appena colti nei giardini storici lucchesi, che riserverà come sorpresa il debutto di tre nuove varietà selezionate dal vivaio stesso.
Ma quest’anno sarà posto al centro dell’attenzione di VerdeMura pure un genere di piante meno familiari quale l’Hepatica: piccoli fiori primaverili di cui la specie Hepatica nobilis frequenta il sottobosco italiano, come gli ambienti di tutta Europa (ma non le nostre isole maggiori, né il Portogallo e il Regno Unito). Ranuncolacea a suo modo modesta, che schiude i fiori blu lilla rendendosi protagonista in natura e nei giardini per un breve scorcio di primavera, l’epatica è adorata da inglesi e giapponesi, che ne fanno oggetto di culto in mille ibridi e varietà. Una mostra allestita a fini divulgativi racconterà le meraviglie di questa pianta, sia in termini di valorizzazione della flora spontanea italiana, sia di collezionismo botanico in giardino.
E un libro fresco di stampa dedicato a questo fiore verrà presentato domenica 3 aprile alle ore 12. ‘Conoscere e coltivare le Hepatica’ è stato scritto dall’inglese Michael Dale Myers, agronomo e giardiniere appassionato che detiene la collezione nazionale UK del genere Hepatica, a cui ha dedicato persino la propria tesi di laurea. L’edizione italiana del libro – in versione cartacea e elettronica - inaugura la nuova collana di Maria Pacini Fazzi Editore “I segreti di Flora”, nata dalla collaborazione di VerdeMura e Murabilia con questo editore lucchese. Avverrà dunque a VerdeMura il battesimo di una serie di monografie snelle ed economiche (questo volume a colori di 80 pagine va in libreria a 12 euro) che si muoveranno nella vastità dei temi del “verde” illuminando angoli inesplorati e originali.
Un altro libro, che in inverno ha “bruciato” la prima edizione, connoterà il pomeriggio di sabato 2 aprile. Si intitola ‘Erba volant. Imparare l’innovazione dalle piante’ di Renato Bruni, giovane e brillante docente di Botanica all’Università di Parma, e tratta in forma romanzata una nuova disciplina, la biomimetica, che insegna, con lo studio delle piante e dei loro comportamenti, come mettere a punto innovazioni efficaci e sostenibili. Bruni, che si occupa di biomimetica come ricercatore, racconta che le piante hanno già suggerito, e lo faranno ancora di più in futuro, soluzioni in tutti i campi: dall’architettura al marketing, dalla depurazione dell’aria alla conservazione dei vaccini senza frigorifero.
Per gli aspiranti espositori a VerdeMura, si segnala che la manifestazione offre, per il trasporto delle piante, servizio gratuito di noleggio carriole e, all’esterno di Porta Santa Maria, un’area di deposito-consegna piante a cui poter accedere con l’automobile. Tutte le informazioni organizzative si possono ottenere alla segreteria presso l’Opera delle Mura di Lucca, tel. 0583 583086 - Fax 0583 56738, www.murabilia.com, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Si ricorda che l’ingresso a VerdeMura prevede un biglietto intero di € 6,00 (ridotto a € 1,00 per over 65 e diversamente abili con accompagnatore; gratuito per minori di 12 anni). Previste varie forme di abbonamento. La vendita biglietti termina un’ora prima della chiusura. Orari: venerdì 1 aprile (ore 12-19); sabato 2 aprile (ore 9.30-19); domenica 3 aprile 2013 (ore 9.30-19).
Redazione Floraviva
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- Scritto da Andrea Vitali
Il 16 febbraio al Palagio di Parte Guelfa intervento della docente dell’Università di Firenze, fra i massimi esperti di architettura del paesaggio e storia del giardino, sulla «tecnica ed estetica per un nuovo paesaggio» di Giuseppe Poggi. E’ l’ottavo incontro del ciclo “Firenze oltre le mura”, organizzato da Lyceum Club Internazionale, Circolo Fratelli Rosselli e Circolo Piero Gobetti nell’ambito delle iniziative di ‘Firenze capitale’. Ingresso libero.
Il piano urbanistico del Poggi per Firenze capitale, con la definizione della città moderna, la trasformazione del paesaggio e le peculiarità del suo progetto verde. Sono i temi principali affrontati da Mariella Zoppi, ordinario di Architettura del paesaggio dell’Università di Firenze e tra i massimi esperti di storia del giardino, nella conferenza “La grande trasformazione urbana del Poggi” che terrà martedì 16 febbraio, alle 16,30, al Palagio di Parte Guelfa (ingresso libero). Questa conferenza, dedicata alla «tecnica ed estetica per un nuovo paesaggio» di Giuseppe Poggi, l’architetto che ridisegnò Firenze con il suo piano regolatore del 1865, è l’ottavo appuntamento del ciclo “Firenze oltre le mura”, organizzato da Mirka Sandiford e Marta Biani del Lyceum Club Internazionale di Firenze, Riccardo Pratesi del Circolo Fratelli Rosselli e Adalberto Scarlino del Circolo Piero Gobetti, nell’ambito del programma di iniziative di ‘Firenze capitale’.
«Il piano urbanistico di Giuseppe Poggi – spiega Mariella Zoppi - definisce l'immagine di Firenze “città moderna”, di una città bella e sicura, debitamente protetta dalle piene imprevedibili del suo fiume, con infrastrutture di viabilità e di trasporto adeguate alle sfide del tempo, con servizi tecnologici congruenti e collocati razionalmente sul territorio, igienicamente controllata nel sottosuolo dalle reti delle acque e in superficie arricchita da un sistema di verde pubblico che depurava e riordinava l'intero organismo urbano».
Con tale piano, aggiunge, «la città cambia aspetto, si consolida un nuovo paesaggio urbano: alla chiusura protettiva delle mura arnolfiane si contrappone il passo ampio ed elegante dei viali, arricchiti dalle citazioni delle antiche porte, dalle emergenze architettoniche della Fortezza da Basso e del cimitero degli Inglesi e dall'inserimento delle grandi visuali verso le colline». Inoltre, ricorda Mariella Zoppi, «Poggi disegna e costruisce paesaggi e, con insolita preveggenza, lo fa insieme al suo collaboratore-giardiniere Attilio Pucci. Insieme costruiscono il volto verde di Firenze, insolito per una città di pietra che ha sempre nascosto i suoi giardini all'interno di alte mura».
Il programma di “Firenze oltre le mura” proseguirà il 15 marzo con la conferenza di Ariane Landuyt “Gli stranieri a Firenze”. Seguiranno gli interventi di Anna Pellegrino sul suo libro La città più artigiana d’Italia (12 aprile 2016) e di Giovanni Cipriani su “Donne e salotti”, con a seguire ballo in costumi originali d’epoca dell’Atelier de dance del maestro Donald Francis (10 maggio 2016).
Per ulteriori informazioni, visitare la pagina su Facebook “Firenze oltre le mura” o il gruppo su Facebook “Eventi di ‘Firenze oltre le mura’”.
Redazione Floraviva
Mariella Zoppi, architetto e paesaggista, è professore ordinario di Architettura del Paesaggio alla Facoltà di Architettura di Firenze, di cui è stata Preside e Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Architettura del Paesaggio. Ha fondato, sempre a Firenze, la Scuola di specializzazione post laurea in Progettazione dei giardini e Architettura del paesaggio (1997) e il Dottorato in Progettazione paesistica. Ha tenuto la cattedra di Cultura Italiana all’Università di Berkeley CA (1986), con un corso sui Giardini storici italiani.
Ha contribuito alla redazione di piani urbanistici fra i quali Firenze, Reggio Emilia, Perugia, Montevarchi e piani di gestione di Parchi culturali (Montalbano, Baratti-Populonia); ha progettato parchi e giardini in Italia e all’estero, fra i quali il bacino remiero a Casteldefels per le Olimpiadi di Barcellona e il Giardino toscano all’Orto botanico di State Island, NY.
Ha pubblicato monografie e saggi sulle vicende urbanistiche fiorentine e sui temi del verde. Tra le pubblicazioni si ricordano i tre volumi di Progettare con il Verde (Firenze 1989-1992, r. 2006 con testo in inglese) premiati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il 1992, Storia del giardino in Europa (Bari 1995, r. 2009 con testo inglese), I giardini degli inglesi (Firenze 2004), le Guide ai cortili ed ai giardini di Firenze e di Fiesole, Beni culturali e comunità locali (Milano 2007), Piante, fiori e profumi della Bibbia e Le Colline di Leonardo (Firenze 2009) e i recenti Paesaggio in Toscana. Il più umano di questi mondi (Firenze 2012), La villa, il giardino, il paesaggio. Un parco per gli Archivi Europei a Villa Salviati (Firenze 2012) e Le Voci del Giardino. Glossario Utile (Firenze 2015).
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Giunto alla sua quinta edizione, il Festival ha quest’anno come tema le “Fantasie vegetali in giardino”: la vera sfida sarà realizzare un giardino in uno spazio ridotto. Ortogiardino, il Salone dedicato al giardinaggio e alla floricultura, torna dal 05 al 13 marzo 2016 alla Fiera di Pordenone. Dopo le numerose adesioni da parte di giovani e affermati progettisti alla selezione per i migliori allestimenti a verde dedicati al tema, sono arrivati i nomi i quattordici finalisti.
Gli allestimenti-giardino finalisti saranno realizzati per la quinta edizione del Festival dei Giardini presso la 37° edizione di Ortogiardino. I quattordici progetti selezionati saranno dunque visibili e visitabili dal pubblico all'interno dei padiglioni fieristici: un’occasione unica di disporre di una vetrina prestigiosa come questa, visitata da più 65000 persone, provenienti anche dalla vicina Slovenia e Croazia. I progetti, scelti dalla commissione giudicatrice, si sono distinti per la loro creatività e per aver proposto soluzioni particolari attuate direttamente sulla materia viva del giardino. Alberi, arbusti e fiori, creeranno durante il salone ambientazioni e suggestioni diverse. I giovani e affermati progettisti vengono da professionalità diverse: agronomi, architetti, vivaisti o periti agrari. I progetti selezionati sono “NaturART” degli arch.tti Massimiliano Dellamaria e Arianna Dorissa, dott.ssa Ester Baruffaldi, Gola Hundun artista, agr. Nicola Van den Borre con Vivai Francesco Van den Borre. “Bolle di colore” degli arch.tti Sara Pezzutti ed Enrico Busato con Az.agr. Fortunato Filippetto. “Il giardino che non c'è” del gruppo J&B (arch.tti Ivana Boccalon ed Isabella Janes con Vivai Piante La Gardenia). “Magia e fantasia” dell'Associazione Italiana Giardinieri Professionisti. “Dentro un fiore...”dell'arch. Maria Cristina Tullio con Vivai Rasconi. “Harmony” di agr. Daniele Fecchio con Studio Viridis. “Viaggio verso il verticale” del dott. for. Giulia Fava e Tarcisio Celebrin con Verde Verticale by Celebrin. “Wow” del dott.for. Andrea Moro con Vivai Pivetta. “Sensazione Sospensione” dell'arch. Sabrina Varroto con Vivai Varroto. “Il giardino degli eroi folli” di Stradivarie arch.tti associati con Piller Roner Costruzioni ed Emporio Agrario. “Punti di vista” dell' arch. Stefano Chiocchini dell' Istituto Italiano di Design con Vivai Pivetta. “Wonderwood” del dott.agr. Roberto Bonutto, dott. arch.tti del paesaggio Eleonora Ceschin e Luca Dorbolò con Vivai Stanislao Barbazza. “Fantasie oniriche” di arch. Marisa Giantin con Tecnoverde e Vivai D'Andreis. “Giardino di ferro” di Bortolus Gnoato architetti associati con Bacco SpA.
Redazione Floraviva
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Coldiretti ha condotto un blitz al porto di Bari per verificare lo stato delle importazioni di grano saraceno di provenienza straniera. L’allarme lanciato dall’associazione dei coltivatori diretti, è che un pacco di pasta su tre e circa la metà del pane venduto in Italia vengono prodotti con farine di grano straniero, il tutto senza che i consumatori lo sappiano “perché non è obbligatorio indicare la provenienza in etichetta”.
L’analisi è stata presentata dalla Coldiretti in occasione di una mobilitazione organizzata dagli agricoltori pugliesi al porto di Bari, i quali volevano raggiungere le navi provenienti dall’estero e trasportanti materie prime di origine straniera al fine di difendere il Made in Italy “dal campo alla tavola”.
Alla manifestazione era presente anche il governatore pugliese Michele Emiliano, che ha sottolineato come “attorno al grano è cresciuta un’intera civiltà, che non è fatta solo di economia e gastronomia, ma è la storia di un intero mondo”. Pur non contestando l’economia globale, Emiliano ha espresso la necessità di operare una distinzione tra i prodotti, così che il consumatore possa essere informato di cosa va ad acquistare quando compra un pacco di pasta. “Chi vuole pasta italiana, deve sapere che compra merce controllata – ha aggiunto Emiliano – che ha particolare qualità e che è stata prodotta da persone per bene.”
Il risultato diretto delle importazioni di materie prime straniere si riflette sul calo dei prezzi del grano duro, che nel 2016 sono già crollati del 31% rispetto allo scorso anno, rendendo la produzione nostrana sempre più in pericolo, visto che i costi di produzione superano quelli di vendita. A rischio sono oltre trecentomila aziende agricole che coltivano grano, ma anche un territorio di circa due milioni di ettari che potrebbe addirittura desertificare, secondo Coldiretti. Che passa all’attacco diretto di chi nel tempo ha operato “scelte poco lungimiranti” e “ha preferito fare acquisti speculativi sui mercati esteri di grano da spacciare come pasta o pane Made in Italy”.
Nel corso del 2015, il nostro Paese ha importato circa 4,8 milioni di tonnellate di frumento tenero, pari a circa la metà del fabbisogno necessario alla nostra produzione di pane e biscotti, mentre le tonnellate di grano duro importate ammontano a 2,3 milioni, corrispondenti al 40% del fabbisogno per la produzione della pasta.
Redazione Floraviva
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Quando inizia una delle settimane più impegnative dell’anno, la cooperativa olandese di produttori di piante e fiori dichiara che i 50 milioni di fiori normalmente commercializzati nel corso dell'anno, durante la settimana di San Valentino, si raddoppiano. FloraHolland presenta anche uno studio condotto sui ragazzi a scuola che dimostra come le classi che ospitano piante e fiori hanno risultati migliori.
Rose e tulipani sono i principali protagonisti delle aste olandesi, sia fisiche che virtuali. Si parla infatti di 100 milioni di rose e di 120 milioni di tulipani. I clienti di FloraHolland si prevede che compreranno altri 100 milioni di fiori e circa 20 milioni di piante d’appartamento sulla piattaforma internazionale. Circa il 75% delle rose è poi esportato dagli stessi clienti di FloraHolland in tutto il mondo: San Valentino è infatti una festa molto diffusa, e soprattutto in Francia, Germania e Inghilterra il bouquet di fiori resta uno dei regali più apprezzati. Una percentuali di vendita simile all’estero è applicata anche per altri tipi di fiori: crisantemi, gerbere, anemoni, fresie e alstroemerias sono una parte importante negli assortimenti disponibili, come anche una serie di tipici fiori primaverili, quali narcisi e giacinti. Se in Olanda e Germania i bouquet che si regalano per la festa degli innamorati sono composti da un mix di fiori, per Inghilterra e Francia la rosa resta la protagonista del giorno di San Valentino. FloraHolland ricorda inoltre ai suoi clienti che i fiori possono rendere la giornata del 14 febbraio non solo un felice momento, ma essi possono contribuire anche a migliorare la loro salute. Uno studio condotto dalla TNO (organizzazione olandese per la ricerca scientifica applicata) ha dimostrato infatti che gli alunni in una classe con molti fiori o piante ottengono punteggi più alti e nell’aula si registra una qualità dell’aria migliore.
Redazione Floraviva





