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Secondo le prime anticipazioni, nel 2017 il fatturato di Royal FloraHolland è cresciuto dell’1,2% grazie a prezzi più alti del 3,9%. Le vendite all’asta, calate al 43,7%, cedono ancora quote a quelle dirette. Crescono in quantità (+0,7%) solo le piante da interno. Per il nuovo amministratore delegato Steven van Schilfgaarde: «il 2018 è l’anno della digitalizzazione nel settore florovivaistico».
«Stiamo chiudendo il 2017 con un fatturato di 4,7 miliardi di euro. E’ un aumento dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Questa crescita del fatturato è dovuta a prezzi di fiori e piante più alti (+3,9% medio) nonostante la riduzione delle merci consegnate (-1,8%)».
Inizia così la nota con cui Royal FloraHolland ha anticipato nei giorni scorsi alla stampa i propri dati di bilancio del 2017. Annata che si è chiusa con il passaggio di consegne da Lucas Vos al nuovo amministratore delegato Steven van Schilfgaarde. A costui spetterà prima di tutto, stando a quanto dichiarato da FloraHolland al momento del cambio al vertice lo scorso ottobre, il compito di rendere operativa nel 2018 la strategia disegnata dal predecessore: «nell’anno in cui – come dice lui stesso – la digitalizzazione trasformerà davvero il settore florovivaistico con tutte le iniziative annunciate nel corso del 2017».
Tornando ai dati, nel 2017 Royal FloraHolland ha venduto in totale 12 miliardi di articoli. Il fatturato totale dei fiori recisi venduti tramite Royal FloraHolland è stato di 2,7 miliardi di euro. Si tratta di un aumento dello 0,4% rispetto al 2016. Il volume è però diminuito del 2,0%.
Nel comparto delle piante da appartamento, si è registrato un aumento del fatturato dell’1,1%, per un risultato di 1,6 miliardi di euro. Questo incremento è dovuto all’aumento dell’0,7% delle quantità vendute. Anche il prezzo è stato leggermente superiore rispetto allo scorso anno: + 0,4%.
Infine, riguardo alle piante da esterno, il fatturato è cresciuto del 7,1% rispetto al 2016, totalizzando 395 milioni di euro, anche se il volume è diminuito del 2,5%.
Va avanti intanto, e più speditamente di prima, il passaggio dalle vendite all’asta a quelle dirette fra coltivatori e clienti. Nel 2017 c’è stato un trasferimento del 3,7%, contro l’1,9% dell’anno precedente. Così l’anno scorso le vendite sotto l’orologio si sono fermate al 43,7% del fatturato totale di Royal FloraHolland, con le vendite dirette salite pertanto al 56,3%.
Il rapporto dettagliato con i dati definitivi sarà pubblicato più avanti nella relazione annuale.
Redazione
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Un'mportante risoluzione dell'Agenzia delle Entrate che chiarisce il regime fiscale applicabile: Coldiretti Pistoia commenta così l'ottima notizia per il vivaismo pistoiese, «premiato il nostro impegno». Concimazione, zollatura, potatura e invasatura rientrano tra le attività di manipolazione delle piante ornamentali ed il regime fiscale a cui sono assoggettati i relativi ricavi è quello su base catastale, analogamente all'attività di produzione.
«Un vantaggio ed un'ottima notizia per il vivaismo pistoiese -commenta Simone Ciampoli, direttore di Coldiretti Pistoia- che ha visto la nostra Confederazione impegnata a tutti i livelli istituzionali, perché venisse chiarito un equivoco che ha rappresentato un freno all'attività dei nostri imprenditori».
«Le attività di manipolazione a cui si fa riferimento sono -spiega il direttore di Coldiretti Pistoia-: concimazione e inserimento all’interno del terriccio di ritentori idrici; trattamento delle zolle, al fine di eliminare gli insetti nocivi all’apparato radicale; potatura, steccatura e rinvasatura». Si tratta di attività che necessitano della perizia dell'agricoltore e che conferiscono valore aggiunto alla pianta, al pari della crescita.
«Sono operazioni dirette a mantenere -aggiunge Ciampoli- gli alti standard qualitativi per cui le piante ornamentali pistoiesi sono famose nel mondo. Meritoria per questo di condizioni di vantaggio, anche per i benefici apportati all'ambiente dal settore che emette ossigeno già in fase di produzione».
È di pochi giorni fa l'ennesimo allarme smog in Italia. Di fronte all’evidente cambiamento del clima in atto non si può continuare a rincorrere le emergenze ma –sostiene Coldiretti – bisogna intervenire in modo strutturale favorendo nelle città la diffusione del verde pubblico e privato capace di catturare lo smog. Le piante concorrono a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi, ma in Italia ogni abitante dispone nelle città capoluogo di appena 31 metri quadrati di verde urbano, ma la situazione peggiora per le metropoli con valori che vanno dai 22 di Torino ai 17,9 di Milano fino ai 13,6 di Napoli.
Per questo -conclude Coldiretti Pistoia- è importante la risoluzione dell'Agenzia delle Entrate, oltre alle misure di defiscalizzazione degli interventi su giardini e terrazzi, anche condominiali, previsti per il 2018 nell’ultima manovra che introduce un bonus verde del 36%. Una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili con un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno.
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Il presidente di Cia Toscana Centro, Sandro Orlandini, risponde al segretario di Flai Cgil Baccanelli: Cia non ha criticato il salvataggio dei dipendenti di Bruschi, semmai che si siano ignorati i vivaisti creditori (oltre 30 aziende di Cia): «in realtà sono le piante da loro fornite fino al giorno prima dell’accordo Tesi-Bruschi ad aver tutelato i 42 dipendenti di Bruschi (di cui non si sa peraltro quanti siano ancora attivi)». Per il resto, Baccanelli pare sulla nostra linea di pensiero: «Bruschi dovrebbe procedere celermente a soddisfare equamente la platea di creditori; condizione necessaria per ristabilire quei principi di trasparenza, legalità e correttezza calpestati in questa vicenda».
«In realtà – aggiunge Sandro Orlandini – si può legittimamente sostenere che di fatto siano le piante fornite dai vivaisti creditori all’azienda di Bruschi, fino praticamente al giorno prima dell’accordo con Tesi, ad aver consentito sinora la tutela dei 42 dipendenti (di cui non si sa peraltro quanti siano effettivamente ancora attivi e che prospettive abbiano). In ogni caso non è accettabile l’idea che per tutelare i dipendenti di un’azienda si possano ignorare il dovere di onorare i debiti e il problema della sopravvivenza dei vivaisti fornitori, fra l’altro in numero di gran lunga maggiore rispetto ai dipendenti di Bruschi. Con simili premesse il distretto vivaistico sarebbe destinato ad implodere».- Dettagli
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A Ipm Essen assegnati i premi del 2018 di Aiph (l’associazione internazionale dei florovivaisti). Il “Produttore internazionale dell’anno 2018” è l’azienda leader delle orchidee Phalaenopsis, Ter Laak Orchids. Esulta Royal FloraHolland: «una pioggia di premi alle imprese olandesi».
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Sarà la Bulgaria ad avere la presidenza di turno per la prima sessione del Consiglio Agricoltura dell'Unione europea che si terrà il 29 gennaio a Bruxelles. Verrà presentato il programma di lavoro per il semestre e, come da anticipazioni già circolate, in primo piano ci sarà la comunicazione sulla politica agricola comune post 2020.
Sono previsti una serie di dibattiti allo scopo di approfondire il livello dei cambiamenti proposti nel testo delle'Esecutivo della Ue e i risultati verranno redatti a giugno durante la prima riunione informale del Consiglio.
La vecchia Pac potrebbe cambiare, infatti a maggio saranno rese note le proposte di Bruxelles sul prossimo quadro finanziario pluriennale dell'Unione 2021-2027 e di conseguenza anche il destino finanziario della politica agricola potrebbe mutare. Molto dipenderà dall'ammontare dei futuri finanziamenti e su questo ci sono sostanziali differenze di pensiero tra i vari paesi. L'Italia ha puntato sull'ipotesi di cofinanziare gli aiuti diretti per diminuire gli effetti dei possibili tagli, Spagna e Francia sono su posizioni opposte. La Germania risulta quindi decisiva. Qui il rilancio del progetto europeo potrebbe fare da collante per la nuova coalizione.
Grazie ai rapporti della Commissione il Consiglio continuerà a monitorare i mercati con particolare attenzione ai cambiamenti dei prezzi e della produzione del settore bieticolo-saccarifero, per la prima volta alle prese con la campagna di commercializzazione senza quote.
Si spera di iniziare ad esaminare la proposta di regolamento, che verrà presentata ad aprile, e che riguarderà il rafforzamento del settore agricolo all'interno della filiera e il contrasto alle politiche commerciali sleali. Inoltre la Francia presenterà le conclusioni della conferenza sulla Xylella che si è tenuta lo scorso 1 dicembre a Parigi.
Redazione




