Arte Verde

Dal calco in gesso, l’abile mano di Rachel ricava quelli che lei ama definire “fossili di vita quotidiana”, dalla conchiglia riportata a casa da una vacanza ai fiori del bouquet di un matrimonio. Il lavoro artistico inizia con l’argilla bagnata, sulla quale viene rilasciata la forma dell’oggetto, su di essa viene poi versato l’intonaco. L’argilla riesce così a catturare anche i minimi dettagli, che l’intonaco colora sottilmente. Ogni opera è un pezzo unico a in quanto lo stampo di argilla può essere utilizzato una sola volta, dando vita ad un’arte visiva e tattile. Alcuni calchi sono anche raffinati e rifiniti a mano da Rachel, o dipinti, per ottenere un effetto ancora più realistico e magico. Questo procedimento semplice, ma allo stesso tempo affascinante, è nato dal desiderio di Rachel Dein di voler comprare i fiori che avevano fatto parte del suo bouquet di matrimonio, avvenuto dieci anni prima. Nel negozio dove era andata per ricercarli, ebbe modo di scoprire che molte spose desideravano conservare il loro bouquet e così nacque l’idea di creare le artistiche piastrelle che ricalcano alla perfezione le forme e i dettagli dei fiori. Da Rachel ne ha fatta di strada, facendosi conoscere e collaborando con “The Royal Opera House”, “English National Opera”, “The Globe Theatre” e molti altri.

rachel dein

Arte Verde è una rubrica curata da AnneClaire Budin

testi di Anna Lazzerini (da Ginevra)

Abélanet è uomo di natura e appassionato di land art, come lui stesso si definisce. Nasce come architetto e declina la sua passione per la creazione artistica attraverso l’anamorfosi, spaziando dalla scenografia di teatro e cinema alla scultura. Oltre l’ovvio e il primo sguardo, l’anamorfosi  sorprende e ci conduce nel mondo dell’illusione. Ecco allora che Abélanet porta la finzione nella realtà: giardini e spazi diventano terreni di gioco, a cui ognuno di noi è chiamato a partecipare, anche la stessa natura. L’artista afferma infatti di voler lasciare ad essa la libertà di vivere la sua vita, ovvero di prendere “naturalmente” il sopravvento sulla creazione. Come accade nell’opera “Gouttes à Doutes”, dove le vecchie pietre del castello di Angers in Francia si svegliano e nello spazio verde loro sottostante prende vita un’anamorfosi di cui si scopre il significato solo se la si guarda dalla giusta angolazione. O ancora, “L’arbre au cœur de la ville”: opera richiesta dalla città di Parigi che desiderava realizzare un giardino temporaneo, capace di aumentare la consapevolezza del ruolo della natura in città. Abélanet ha realizzato così un anamorfosi assiale in 3D, composto da volumi coperti con alberi ed erba per un’installazione di 120 metri di lunghezza e 25 di larghezza. Per Abélanet l’elemento principale resta comunque il suo spettatore: senza di lui e le emozioni che manifesta, il suo lavoro non sarebbe lo stesso.

francois abelanet

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________________________________________________________________________________sciato san valentino

 


 

Hernan nasce nel 1978 a Miami, in Florida, ed oggi lavora nel suo studio a Detroit, in Michigan, con grande successo. Le sue opere si contraddistinguono per la fusione riuscita fra un antico immaginario e il mondo della letteratura decadente del 19esimo secolo, in particolare riferimento a Oscar Wilde e Joris-Karl Huysman. Ecco allora che storie di adolescenti, solitamente dall’aspetto androgino, hanno come sfondo fitti e lussureggianti paesaggi tropicali. Su una superficie espressionista, Hernan dipinge impacciati e insicuri giovani che si trovano ad affrontare il passaggio all’età adulta. Richiamandosi così a grandi temi dell’arte per invitarci a una nuova interpretazione, Hernan Bas fa scoprire a chi osserva le sue opere un senso di liberazione, che, legato all’identità nascente dei giovani che ritrae, si richiama soprattutto all’atto creativo in .

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testi di Anna Lazzerini (da Ginevra)

Hernan Bash


 

L’architetto svedese Bertil Harström forma questo gruppo di designers con l’idea di costruire rifacendosi sempre al posto in cui ci si trova, sviluppando forti collegamenti con le origini. Questa è la filosofia che Inredningsgruppen adotta per lavorare per interni e per la costruzione di edifici. L’architettura incontra l’arte nell’abilità di questo architetto svedese. Come accade in “The Bird’s Nest”: un nido di modern design che accoglie al suo interno una camera. Nel bel mezzo della natura di Harads, in Svezia, troviamo il “Treehotel”, un originale hotel creato per fornire ai propri ospiti l’esperienza unica di pernottare nella natura incontaminata, sugli alberi, senza perdere il comfort moderno. Architettura, arte, natura e valori ecologici convivono insieme nel nido-camera di Inredningsgruppen. L’evidente contrasto fra esterno e interno è creato dalla sola scala che separa i nidi fra loro vicini e dai rami degli alberi che nascondono alla perfezione le discrete finestre. L’interno invece è stato progettato con alti standard e può ospitare fino a una famiglia con due bambini.

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testi di Anna Lazzerini (da Ginevra)


 

Alice, laureata in filosofia, e David, architetto, danno vita a un duo artistico davvero particolare, capace di dare vita ad arte plastica piena di significato. I Bertizzolo utilizzano forme geometriche e le ripetono all’interno di uno spazio, creando entità sorprendenti. Donando sempre l’illusione del naturale attraverso materiali del tutto industriali, i due riescono a disorientare la nostra percezione della realtà richiamando continuamente l’ambiente circostante, naturale, sociale e culturale. Come accade nell’opera “Pappus lactés” la cui idea di base è quella di un campo di denti di leone (tarassaco) posti su diverse scale di grandezza. Se osserviamo l’installazione da lontano, essa non ci appare chiaramente, sembrandoci, ad un primo sguardo, un paesaggio urbano con lampioni residenziali posti in mezzo a un campo. Ma avvicinandoci, possiamo cominciare a distinguere dei petali e poi, poco dopo, capire che si tratta di fiori immensi, dei tarassachi, i cui petali sono formati da bottiglie di latte vuote. Il famoso fiore su cui si deve soffiare per esprimere un desiderio è qui rivisitato in un modo tutto originale, ispirato a una leggenda della regione francese dell’Alvernia. Il campo di denti di leone è stato abilmente posizionato da Alice e David Bertizzolo vicino a un incrocio di mandrie: così, la notte, le mucche passano da qui e, ignare, creano uno spettacolo di luci, dovuto all’accensione dei fiori al loro passaggio. Gli artisti non impongono dunque la loro visione artistica sulla natura, ma lasciano che sia essa a disporre della loro arte.

alice e david bertizzolo

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testi di Anna Lazzerini (da Ginevra)