Arte Verde

Le incredibili creazioni luminose e gli originali interventi di Land Art realizzati dall’artista inglese Bruce Munro rimangono impressi in modo indelebile nella memoria, una volta fatta la loro conoscenza. Le fonti di ispirazione di queste opere sono numerose e derivano soprattutto dalla volontà dell’artista di ricreare esperienze umane condivise da tutti. Una vera e propria manifattura della luce è il termine che meglio descrive l’opera di Munro. Come ben possiamo vedere in “Field of light”, spettacolare installazione di luce nei pressi di Uluru, la montagna sacra degli aborigeni Anangu. Concepita durante un viaggio nel deserto rosso australiano, l’idea dell’opera è stata nella mente di Munro per molto tempo come immagine di “un paesaggio di steli illuminati, come semi addormentati nel deserto prima che giunga il tramonto, e pronti a fiorire con i dolci ritmi della luce, sotto una folgorante coperta di stelle”. Così, con le parole di Munro, possiamo capire meglio cosa rappresentano i 50.000 steli di sfere colorate e radianti di vetro smerigliato, collegate con fibra ottica illuminata ed alimentate ad energia solare. Anche l’opera “CDSea” nasce da un’ispirazione particolare dovuta alla luce, che Munro ha immaginato come una coperta d’argento scintillante. Dall’idea infantile di poter essere collegato alla casa del padre a Devon, semplicemente mettendo la mano in prospettiva sul mare, Munro ha creato questo mare di 600.000 cd usati presso il campo di Long Knoll in Wiltshire, dove aveva preso vita la prima installazione di “Field of Light”.

bruce munro

Arte Verde è una rubrica curata da AnneClaire Budin

testi di Anna Lazzerini (da Ginevra)


 

L’artista cubano è noto al grande pubblico per il suo progetto fotografico “Camera Obscura”, un’affascinante idea che lo vede in viaggio dal 1991 per fotografare numerose camere, trasformate in vere e proprie camere oscure dove la luce entra da un foro e si proietta sulla superficie opposta riproducendo ciò che si trova all’esterno. Morell ritorna così al concetto primo di fotografia, in cui l’immagine dell’esterno si proietta sulla parete e si mescola agli oggetti e ai mobili presenti nella stanza. L’abilità di Morell nel catturare momenti unici si svela anche nel suo meno noto, ma non meno incantevole, lavoro “Flowers for Lisa”. Ammiriamo così fiori che appassiscono pian piano, quando imprigionati in un vaso casalingo, o tutti stivati in una cornice: Morell sa catturare letteralmente il cambiamento della natura in un’unica immagine.

aberlardo morell

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testi di Anna Lazzerini (da Ginevra)

Il duo artistico Avrabou e Xenakis alla scoperta di nuovi luoghi

Maro Avrabou è una visual artist e una light designer e lavora nel campo delle arti visive, così come in quello di teatro, danza e opera. Dimitri Xenakis è anche lui visual artist e lavora soprattutto con i paesaggi, rinnovando continuamente il suo linguaggio artistico per dialogare con l’ambiente. Entrambi hanno deciso di collaborare assieme per interrogare spazi di vita, punti di vista, forme e luci, come loro stessi dichiarano. Alla scoperta di nuovi territori, esplorano paesaggi urbani e naturali in modo tale da far dialogare fra loro il luogo, la sua particolare morfologia e la sua identità. Grazie alle loro opere, veniamo spronati a riscoprire luoghi familiari o aspetti della realtà che non vedevamo più. Strade, piazze, parchi, giardini e facciate si ridefiniscono attraverso il loro estro e la loro mano per sollecitare il nostro sguardo, intrecciandolo a luce, colore e natura. Lo spirito di questi luoghi si disvela a noi spettatori di Avrabou e Xenakis come nel caso di “Effet de Serre”, creata per il Superflux Festival di Lione: una macchina che diventa una piccola serra con piante e luci al suo interno. Il verde è comunque sempre presente,  a volte inglobato in strutture artificiali, a volte invaso da elementi inusuali, come in "Le jeu de Vénus et du hasard”, dove pezzi di un puzzle, tratti da “La Nascita di Venere” di Botticelli, galleggiano su un lago e invadono e vengono invasi dalla sua vegetazione.

maro avrabou

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testi di Anna Lazzerini (da Ginevra)


 

La firma degli alberi attraverso l’arte di Tim Knowles

Rendere visibile ciò che non lo è, ovvero i disegni prodotti dal vento sui rami degli alberi: questo uno dei lavori più affascinanti dell’artista britannico Knowles. Per smascherare ai nostri occhi la bellezza e la magia dell’opera della natura, Tim lavora attraverso una gamma di supporti che vanno dalla fotografia al disegno, passando per l’installazione luminosa. Nell’opera “Tree Drawings” l’artista ha deciso di attaccare vari strumenti di disegno, come pennarelli, alle punte dei rami degli alberi per registrare su carta gli effetti del vento e delle condizioni atmosferiche sull’albero. Come firme di tipo diverso, i disegni riprodotti in questo modo rivelano le diverse qualità e caratteristiche di ciascun albero. La natura diventa così la vera artista attraverso un semplice, quanto originale, accorgimento che le permette di esprimersi “en plein-air”, indisturbata dall’intervento umano. Quasi come naturali prolungamenti, gli strumenti da disegno posti alle terminazioni dei rami svelano ai nostri occhi affascinanti disegni.

tim knowles arte verde

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testi di Anna Lazzerini (da Ginevra)

L’arista norvegese esplora infatti la transizione delle sue installazioni in fotografie, senza nessun intervento digitale: ogni suo lavoro è costruito e poi fotografato sul luogo, in varie località rurali della Norvegia. Rene Guneriussen è un artista concettuale che si approccia all’equilibrio fra natura e cultura umana, sviluppata su tutti i livelli delle nostre esistenze. Le sue installazioni esterne sono formate da lampade, libri impilati, telefoni e sedie raccolti in piccole mandrie e sparsi sul verde come se fossero cresciuti spontaneamente nella natura. L’idea artistica che lo guida è facilmente riscontrabile nelle sue fotografie e dunque nelle sue installazioni, nelle quali oggetto, storia, spazio e tempo impiegato a crearle si uniscono in un’unica entità che meraviglia lo spettatore. Rene, inoltre, non impone una sola interpretazione alla sua arte, ma intende piuttosto suggerire un sentimento attraverso il quale poter comprendere la storia che sta raccontando. L’artista ha iniziato questo progetto nel 2005, fotografando località in quasi tutta la Norvegia e caricando poi le foto delle sue installazioni sul suo sito web, accessibili a tutto il suo pubblico.

rene guneriussen

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