Arte Verde

Le installazioni floreali della serie “Fleurissant” di Geoffroy Mottart vogliono farci riscoprire ciò che ci circonda: in particolare le sue composizioni intendono stupirci, farci girare mentre passeggiamo in un parco o per strada, per farci porre attenzione su sculture o opere particolari, a cui non prestiamo più attenzione.
Geoffroy, fiorista di Bruxelles, dichiara infatti di amare lo stupore che scatenano in lui la natura e l'arte: la sua fantasia gli permette di immaginare la storia che esse potrebbero raccontare. E proprio dalla storia derivante dalla nostra eredità culturale parte il suo lavoro. Le sculture di personaggi storici, a cui nessuno presta più attenzione, diventano invece le protagoniste delle sue composizioni floreali. A loro Geoffroy dona una nuova vita, un nuovo soffio di originalità, facendole rifiorire.
Le barbe incise nel metallo si colorano di piccole rose, le antiche acconciature si trasformano in composizioni di margherite colorate. Il colore e la bellezza dei fiori colpiscono così l'attenzione dei passanti e riportano i loro sguardi su statue o luoghi ormai dimenticati, ma che appartengono anche alla loro storia.

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Arte Verde è una rubrica curata da AnneClaire Budin

testi di Anna Lazzerini

 
Liberatevi dalla tecnologia per ricollegarvi alla natura: questo ci dicono i prodotti Apple, rivisitati da Christophe Guinet e privi dei loro classici sistemi operativi, ma rivestiti completamente di verde. Germogli, fiori, foglie, spine e tronchi invadono la nostra tecnologia e la trasformano in un ecosistema perfetto per le piante.
Christophe Guinet, in arte Monsieur Plant, si è lasciato ispirare per le creazioni della serie "Plant your Mac" dal suo precedente ambiente di lavoro. L'artista lavorava in un'agenzia creativa dove tutti stavano seduti, per l'intera giornata, di fronte ai loro Mac: questo lo ha fatto riflettere su come, spesso, ci dimentichiamo della realtà di fronte alle nostre macchine. Così, “Plant your Mac” è il suo modo di ricordare alle persone che la natura esiste, che non va dimenticata a causa della tecnologia.
Tutto il lavoro di Christophe è incentrato sulla bellezza della natura, vista attraverso gli oggetti di culto di tutti i giorni. La natura è ri-progettata in tutte le sue opere attraverso collage, fotografia, illustrazioni e sculture, per trionfare sull'uomo. Le opere rappresentano così la sua passione per la cultura urbana, ma anche l'ineluttabile vittoria della bellezza e della forza della natura su di essa. Possiamo così assistere alla creazione di ponti “poetici” tra i prodotti del marketing, emblematici del nostro tempo, e la natura, che sempre ci riporta al valore e al ciclo della vita, al quale non possiamo sfuggire. Dunque: "Think Nature!".
 
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testi di Anna Lazzerini

Simon è il primo e più famoso “Snow Artist”: laureato in ingegneria ad Oxford, decide più tardi di lasciare il suo ufficio per diventare un cartografo. Se il suo lavoro consiste nel creare mappe a partire da un territorio, la sua arte opera al contrario, ovvero adatta un luogo, in particolare terreni innevati, ad una mappa-disegno che ha egli ha precedentemente concepito
Tutto inizia nel 2004 quando, dopo una giornata trascorsa a sciare, decide di disegnare una stella in un lago ghiacciato. Il suo forte senso dell'orientamento e la sua passione per gli sport outdoor ispirano così le sue creazioni di nevedisegnate da lui stesso, camminando con le racchette da neve. Le sue opere coprono un'area che va da uno a quattro ettari, che, in circa dodici, dieci ore, Simon ricopre camminando dai 20 ai 30 km nella neve.
Le sue opere sono veri e propri disegni geometrici, ma anche performance atletiche visto lo sforzo fisico richiesto per la loro realizzazione. Simon descrive la neve come un foglio bianco, sul quale disegna in modo naturale. Per luiinfattisi tratta di riproporre in grande scala quello che vediamo fare a tutti i bambini quando sono in vacanza in montagna: usare la neve bianca come un supporto su cui disegnare.
Con la volontà di sperimentare e di aumentare la consapevolezza di tutti verso l'ambiente che ci circonda, Simon ha riportato per prova il suo lavoro su una spiaggia, creando gli stessi disegni geometrici ma sulla sabbia. Ma le incredibili creazioni nella neve continuano: l'artista produce infatti circa trenta opere ogni inverno.
 
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Arte Verde è una rubrica curata da AnneClaire Budin

testi di Anna Lazzerini

L'arte di Dong Wensheng sfuma i confini tra pittura, installazione e pellicola per dare vita ad immagini che spesso assomigliano a fotogrammi misteriosi o parti di un film horror (l'artista realizza infatti anche video).
La fotografia concettuale di Dong usa elementi naturali e architettonici propri dei giardini cinesi, ma anche di altri paesaggi, come un vero e proprio palcoscenico in cui inserisce oggetti che l'osservatore non si aspetterebbe di vedere. Grazie anche all'illuminazione, che l'artista ricrea sul fondo, si forma uno spazio quasi magico che permette una pura contemplazione della bellezza, dell'intimità e, allo stesso tempo, del mistero. Questa condizione di calma e di stupore contemporanei inducono ad una riflessione profonda sul valore della vita. 
L'artista prendendo un soggetto tradizionale e trasponendolo in un ambiente naturale inusuale intende proprio provocare una reazione forte in chi osserva: diverse interpretazioni possono scaturire dalle opere di Dong, perfino provocare fastidio, ma tutte aprono ad una considerazione sulla vita.
 
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testi di Anna Lazzerini

Diana Scherer è un fotografa tedesca che vive ad Amsterdam dove lavora ispirata dal suo amore per le morfologie della natura. Sfruttando l'adattabilità della natura, Diana ha iniziato così a coltivare fiori selvatici in una serie di vasi dalle forme diverse. Da questo suo lavoro è nata “Nurture Studies” una raccolta di trentadue fotografie, realizzate tra il 2010 e il 2012, le cui protagoniste sono le piante, o meglio, le loro affascinanti radici. Vere e proprie sculture naturali vengono fuori quando Diana rimuove il vaso dalla pianta: i contorni ne evocano ovviamente la forma, ma le radici assumono una bellezza tutta loro.
L'intento di Diana, come lei stessa dichiara, è quello di esplorare la relazione che l'uomo ha con l'ambiente e il suo desiderio di controllare la natura, che si rivela alla fine comunque fallimentare. L'artista prova così ad addomesticare le radici in forme predisposte. Il lavoro di esplorazione artistica qui si intreccia con ciò che solitamente si nasconde sottoterra: le radici, che rappresentano il cervello della pianta, come ci ricorda la neurobiologia (su ogni singola punta, infatti, un gruppo di cellule comunica usando neurotrasmettitori, proprio come i nostri neuroni).
Alla fine, nonostante un meticoloso lavoro, la maggior parte delle piante fotografate sono tutt'altro che perfette e l'addomesticamento delle radici, per quanto monitorato, va incontro all'impossibilità di fondo di controllare la natura da parte dell'uomo.
 
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