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rischio incendi in Toscana - divieto abbruciamenti
Non piove da diverso tempo e non dovrebbe piovere nei prossimi giorni in Toscana. Inoltre le previsioni meteo del Consorzio Lamma preannunciano ancora giornate di venti provenienti dal nord-est e conseguente bassa umidità dell’aria. Il livello del rischio incendi è quindi molto alto e dovrebbe aumentare ulteriormente nelle due settimane a venire.
Pertanto la Regione Toscana ha istituito da oggi sabato 12 marzo fino a domenica 27 marzo su tutto il territorio regionale il divieto assoluto di abbruciamenti di residui vegetali agricoli e forestali (potature, sfalci ecc.), così come di qualsiasi accensione di fuochi, ad eccezione della cottura di cibi in bracieri e barbecue in abitazioni o pertinenze e all’interno di aree attrezzate (ma pure in questi casi nel rigido rispetto delle prescrizioni del regolamento forestale), «a seguito dell'attuale rischio di sviluppo di incendi boschivi legato alle condizioni climatiche». 
La mancata osservanza dei divieti comporterà l’applicazione delle «pesanti sanzioni» previste in materia, ha fatto sapere ieri con un comunicato stampa la Regione Toscana rivolgendosi a «imprenditori agricoli e privati cittadini». Nel comunicato è messa in evidenza anche «l'importanza di segnalare tempestivamente eventuali focolai» ai seguenti numeri:
- Numero verde 800.425.425 della sala operativa regionale
- 115 dei Vigili del Fuoco
- 112 numero di emergenza unico europeo
 

Redazione

«L’8 Marzo 2022 ha significato un +25% di conferimenti di mimosa proveniente soprattutto dai soci della Liguria e specularmente un +25% di confezioni vendute, pari a oltre 500.000 pezzi, nei vari pesi e formati».
Così è stato riassunto in una nota pubblicata ieri il risultato delle vendite di mimose della cooperativa pesciatina Flora Toscana in occasione della Festa della Donna 2022.
«Ci riteniamo soddisfatti – si legge nella nota -, la quantità di mimosa, soprattutto nella varietà Gauloise, ha risposto molto bene alla richiesta del mercato. Anche a livello qualitativo il prodotto è andato molto bene, nonostante le rigide temperature il clima asciutto ha fatto sì che la qualità del prodotto fosse eccellente».
Flora Toscana conclude che «nonostante i timori per l’aumento delle materie prime in particolar modo degli imballaggi, dei trasporti e dei tristi venti di guerra provenienti dall’Est europeo, il mercato, in tutti i suoi canali, ha retto molto bene».

Redazione

Valentino Berni presidente di Cia Agricoltori Italiani Toscana
Valentino Berni, 41 anni di Monteroni d’Arbia (Siena), è il nuovo presidente di Cia Agricoltori Italiani della Toscana, e resterà in carica per i prossimi 4 anni. Berni succede a Luca Brunelli, che ha guidato la Cia regionale per due mandati, dal 2014 ad oggi. I vicepresidenti sono Claudio Capecchi (vicario) e Sandro Orlandini
L’elezione è arrivata oggi in occasione dell’ottava assemblea elettiva regionale di Cia che si è svolta a Firenze e ha visto la partecipazione delle istituzioni toscane: l’assessore all’agricoltura Stefania Saccardi, il presidente del Consiglio Regionale Antonio Mazzeo, il sindaco di Firenze Dario Nardella; e poi il presidente nazionale di Cia Agricoltori Italiani Dino Scanavino, il direttore generale Cia Claudia Merlino, la responsabile politiche agricole di Anci Toscana Roberta Casini e il presidente Unioncamere Toscana Massimo Guasconi. 
Valentino Berni, titolare di un’azienda agricola (Loghi) nel comune di Montalcino (a San Giovanni d’Asso), è produttore di vino Orcia Doc, di olio extravergine d’oliva e del pregiato tartufo delle Crete Senesi. Perito agrario, Berni è stato dal 2018 al 2022 presidente di Cia Siena e in precedenza presidente regionale Agia Toscana (Associazione Giovani Agricoltori) e vicepresidente nazionale (2014-2018) e presidente dell’Associazione Tartufai Senesi (2011-2014).
Nel suo discorso programmatico, Berni ha ricordato che «la Cia deve continuare a mettere al centro della propria lotta politico-sindacale il socio-agricoltore, cercando sempre di lottare per aiutare le proprie imprese e i cittadini a raggiungere una vita dignitosa». Tra i temi toccati, le conseguenze dell’invasione russa in Ucraina, che già pesano sulle aziende agricole, anche se caro gasolio, fertilizzanti e costo delle materie prime erano presenti già prima dell’inizio del conflitto.
 

Redazione

«Il migliore augurio in occasione dell’8 marzo è che ci si renda realmente conto dell’apporto strategico delle donne per il futuro del mondo e del Paese perché sarà il fattore D a dare la spinta alla ripresa e al progresso».
È quanto affermato dalla presidente di Confagricoltura Donna Alessandra Oddi Baglioni alla vigilia della Festa della Donna 2022 in una nota in cui si ricorda il peso e ruolo delle imprenditrici agricole in Italia, dove sono «più di 200.000 le aziende agricole condotte da donne, molte under 35, che rappresentano circa un terzo del totale».
A contraddistinguere le associate a Confagricoltura Donna è in primo luogo l’alto tasso di scolarizzazione, visto che ben 2 su 3 sono laureate e in particolare «si occupano di attività innovative, come ad esempio l’utilizzo delle rilevazioni aeree via satellite, con i droni e le etichette parlanti capaci d’individuare la provenienza dei prodotti». Ma Confagricoltura Donna conta, oltre al tradizionale comparto dell’agriturismo, «numerose imprenditrici nella viticoltura, nell’allevamento, nel florovivaismo, nelle produzioni ortofrutticole, nelle colture estensive e nelle agroenergie». Inoltre «il 15% delle aziende associate è ad indirizzo biologico» e «da tempo, le imprenditrici hanno affrontato il tema della transizione ecologica».
«L’agricoltura è uno dei comparti economici nel quale si registra il più alto tasso femminile di imprenditrici smart e attente all’innovazione – conclude Alessandra Oddi Baglioni -. Le aziende condotte da donne sono socialmente più responsabili, attente alla sostenibilità, con ampi margini di crescita e aprono la strada ad un futuro più inclusivo per tutti».

Redazione

Giardini d'autore primavera Rimini
Da venerdì 18 a domenica 20 marzo torna la primavera a Rimini con “Giardini d’Autore”, una mostra mercato sul florovivaismo e la filiera del verde arricchita in primo luogo da tanti laboratori di «giardinaggio specializzato», ma anche da corsi di decorazione, incontri, visite guidate, passeggiate e appuntamenti per grandi e piccini. Con la presenza di «spazi d’autore» come fonti d’ispirazione «grazie ai paesaggisti e ai designers scelti per interpretare giardini e terrazzi».
Il luogo in cui si svolgerà la manifestazione è il teatro naturale della Piazza sull’Acqua al Ponte di Tiberio nel Borgo San Giuliano. E, come scrivono gli organizzatori, «sarà la nostra migliore edizione, quella che ritorna puntuale come la primavera, la più originale, la più attesa in una città dinamica e coraggiosa che ha fatto del verde e della cultura uno dei motori per ridisegnarsi e ripensare al futuro» (vedi). 
Nel programma spiccano i laboratori e workshop di giardinaggio specializzato: da quello «sulla progettazione di piccoli spazi verdi e scelta delle piante per terrazzi e dehor», a “Non siamo tutti Gerani!” per conoscere «le tecniche di coltivazione e le differenze tra Pelargonium e Gerani», a “Il giardino degli ellebori”, al laboratorio per la cura e coltivazione delle orchidee, a “Mille petali colorati” sulla «coltivazione di garofanini in cassetta per balconi e piccoli spazi di casa», a quello sulle specie di piante amiche delle api, al “Terrario verticale”, a quello sugli arbusti da fiore e infine al laboratorio sulle «piante capaci di far fronte all’emergenza climatica, alla siccità, alla prevenzione di incendi e inerbire aree senza l’utilizzo dell’acqua».
Per informazioni su biglietti, orari e modalità di accesso cliccare qua.  
 

L.S.