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Il 15 marzo battesimo della nuova associazione di categoria ANIFUS per le aziende che coltivano fuori suolo da parte del presidente di Pordenone Fiere Pujatti. Annunciato anche il riposizionamento della mostra mercato NovelFarm, che dal 2023 sarà autonoma da AquaFarm, accoglierà AlgaeFarm ed estenderà la copertura convegnistica alle destinazioni non-food del vertical farming.

Il settore delle colture fuori suolo e del vertical farming sarà rappresentato a livello nazionale e la nuova associazione potrebbe essere presto accolta all'interno di Confindustria.
L’annuncio ieri l’altro a Pordenone Fiere, dove è stata presentata ANIFUS - Associazione Nazionale Imprese Fuori Suolo ed è stata data la notizia che la manifestazione NovelFarm, a cui si aggregherà AlgaeFarm, sarà riposizionata nel 2023 autonomamente da AquaFarm e in data 23-24 marzo. Ciò per rispondere al crescente interesse per questo comparto e la manifestazione che lo rappresenta con una più completa copertura convegnistica.
artigianfer native 300x300«Stiamo già lavorando per accogliere questa nuova associazione di categoria all’interno di Confindustria – ha dichiarato il presidente di Pordenone Fiere Renato Pujatti riferendosi a un messaggio di Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico -. La notizia è stata anticipata al presidente nazionale Bonomi che ritiene fondamentale allargare la confederazione a queste aziende innovative e in forte sviluppo».
«Arriva da qui il futuro dell’agroalimentare – ha aggiunto Pujatti passando alla presentazione del riposizionamento di NovelFarm, la mostra convegno internazionale sulle nuove tecniche di coltivazione, fuori suolo e vertical farming -. Alla terza edizione con un’identità propria, NovelFarm è già abbastanza grande da pianificare di camminare da sola. La manifestazione di riferimento in Italia e nel Sud-Europa per le coltivazioni agricole di nuova generazione, in ambiente protetto, vertical farm e idroponica, dal 2023 avrà una collocazione temporale diversa da AquaFarm, la grande fiera sull’acquacoltura e la pesca sostenibile che l’ha tenuta a battesimo, prima come programma convegnistico poi come manifestazione in co-location. Nel 2022 la terza edizione di NovelFarm si terrà i prossimi 25 e 26 maggio per l’ultima volta insieme ad AquaFarm, ma l’edizione 2023 di NovelFarm, cui verrà aggregata anche l’ultima arrivata AlgaeFarm, si svolgerà nei giorni 23 e 24 marzo sempre a Pordenone. AquaFarm proseguirà invece il suo cammino storico con la collocazione al 15 e 16 febbraio».
«NovelFarm in connubio con AquaFarm – ha ricordato il presidente di Pordenone Fiere - ha stabilito alcune pietre miliari nello sviluppo dell’agricoltura di nuova generazione in ambiente protetto in Italia, a partire dalla prima apparizione in Italia di Dickson Despommier, il padre del vertical farming, al contest sull’agricoltura urbana in collaborazione con l’Alma Mater Studiorum di Bologna, che fa convergere su Pordenone i maggiori esperti del settore, impegnati a valutare i progetti internazionali di riqualificazione di edifici dismessi in ottica Vertical farming. La curva ascendente della manifestazione ha seguito e, in un certo senso, anticipato quello del settore, che da curiosità utopistica ha assunto la concretezza di un segmento economico di valore crescente, con centinaia di milioni investiti anche in Italia con mercati di sbocco diversificati, anche nella GDO».
«Nel tempo NovelFarm ha visto crescere costantemente la partecipazione di aziende, esperti e pubblico nazionali e internazionali – ha concluso Renato Pujatti -. La nuova collocazione temporale a partire dal 2023 punta ad un miglior posizionamento rispetto al target, evitando sovrapposizioni con le grandi fiere internazionali del settore e rafforzando l’identità autonoma della manifestazione, anche nei confronti delle istituzioni. L’edizione 2023 vedrà una rinnovata attenzione sul prodotto finale e un’estensione della copertura convegnistica attuale alle destinazioni non-food del vertical farming, al centro dell’attenzione delle istituzioni e dei grandi investitori internazionali, sia industriali che di venture capital».

Redazione

contratti di filiera e di distretto in Gazzetta Ufficiale
Sono fissate nero su bianco le modalità per attuare concretamente i contratti di filiera e di distretto dei comparti agroalimentare, ittico, forestale e florovivaistico. Con tanto di specificazione dettagliata di iter istruttorio, procedura di valutazione per la selezione dei progetti e meccanismi di finanziamento.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) ha reso noto oggi che ieri è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del ministro Stefano Patuanelli del 22 dicembre 2021 “Definizione dei criteri, delle modalità e delle procedure per l'attuazione dei contratti di filiera previsti dal fondo complementare al PNRR” (vedi).
A disposizione delle imprese agroalimentari, ittiche, forestali e florovivaistiche ci sono 1,2 miliardi di euro per investimenti in attivi materiali e immateriali delle aziende, nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, nella partecipazione dei produttori ai regimi di qualità, nella promozione, nella ricerca e sviluppo.
«Le misure – viene specificato nella nota del Mipaaf - consentono di agevolare le filiere produttive grazie ai contributi in conto capitale e ai finanziamenti agevolati destinati a investire in processi di riorganizzazione dei rapporti tra i differenti soggetti della filiera, anche alla luce della riconversione tecnologica, digitale ed ambientale in atto nei diversi comparti, puntando ad una maggiore integrazione, alla creazione di migliori relazioni di mercato e a ricadute positive sulla produzione agricola».
 

Redazione

«La scarsa disponibilità di fertilizzati, legata alla situazione russa e al forte aumento dei costi energetici, ha comportato anche la chiusura dello stabilimento italiano del principale produttore di urea a livello UE. Le ripercussioni sulla campagna attuale dei cereali saranno importanti, in particolare su grano e mais. Il prezzo dell’urea ha infatti superato i 1000 €/ton proprio in un momento in cui si avrebbe grande necessità di queste materie prime, fondamentali per la produzione alimentare italiana».
E’ quanto dichiarato oggi in una nota di Compag, la Federazione Nazionale delle rivendite agrarie e dei centri di stoccaggio, un settore dal fatturato di circa 3,8 miliardi di euro, che non nasconde la seria preoccupazione per la scarsa disponibilità delle materie prime e per l’aumento dei costi energetici. «Solo per i cereali, la cui campagna è attualmente in corso – aggiungono da Compag - si stima che la necessità di urea potrà essere di 8-10 milioni di quintali».
Compag propone pertanto al Governo di «intervenire in emergenza al fine di rimettere in produzione lo stabilimento italiano e prevedere anche dei contributi che rendano accessibile il prezzo dell’urea. Bisogna inoltre riformulare le attuali limitazioni nell’utilizzo di altre forme di fertilizzanti, come, ad esempio, i liquami».

L.S.

gestione forestale - linee guida per ridurre gli impatti al suolo nell'esbosco

Il testo, disponibile gratuitamente online, è stato scritto da un professore e alcuni ricercatori del Dipartimento di Scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali dell’Università di Firenze nell’ambito del progetto “SKIDDFORW” per gli operatori della filiera forestale. L’assessora Saccardi: «quando parliamo di gestione forestale sostenibile occorre promuovere una maggiore consapevolezza nello svolgimento dell’esbosco, non solo per la sicurezza degli operatori, ma anche per rendere gli interventi di minor impatto».

 
Si intitola Buone prassi per la riduzione degli impatti durante le operazioni di esbosco ed è un opuscolo di una settantina di pagine contenente le linee guida operative frutto del progetto SKIDDFORW del Dipartimento di Scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali (Dagri) dell’Università di Firenze, in collaborazione con il settore Forestazione della Regione Toscana. 
L’opuscolo, pubblicato di recente a firma di un professore (Andrea Laschi), due ricercatori (Giovanni Mastrolonardo e Francesco Neri) e un’assegnista di ricerca (Elena Marra) del Dagri, è scaricabile gratuitamente in formato pdf a questo link e si rivolge ai tecnici, progettisti ed operatori forestali che a vario titolo si interessano della filiera foresta-legno, sia per quanto riguarda gli aspetti strettamente tecnici ed operativi che per quelli progettuali, tesi ad un’attenta pianificazione dei lavori. Si tratta di un testo di gestione forestale sostenibile che fornisce in particolare indicazioni operative per la riduzione degli impatti al suolo durante le operazioni di esbosco dei prodotti legnosi ad opera di macchine e attrezzature altamente meccanizzate, che con il passare degli anni sono diventate sempre più potenti e più pesanti.
Il progetto da cui sono nate le linee guida è intitolato “Determinazione degli impatti dell'esbosco di legname sul suolo con SKIDDer e FORWarder: sviluppo di nuove metodologie e confronto tra i due sistemi”, dove SKIDDer, detto anche “macchina esboscatrice”, è un tipo di veicolo pesante utilizzato per estrarre gli alberi tagliati dai boschi, mentre FORWarder è un veicolo forestale che trasporta i grossi tronchi abbattuti fino all’imposto sulle strade forestali. Tale progetto si è basato su un approccio multidisciplinare che ha coinvolto sia aspetti maggiormente connessi alla pianificazione delle operazioni di esbosco del legname, sia aspetti sperimentali e di ricerca mirati alle valutazioni degli impatti su suolo e soprassuolo.
«Quando parliamo di gestione forestale sostenibile – ha commentato l’assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi -  oggi più che mai, occorre promuovere una maggiore consapevolezza nello svolgimento dell’esbosco, una attività che richiede attenzione e conoscenza, non solo per la sicurezza stessa degli operatori, ma anche per rendere gli interventi di minor impatto possibile nei confronti del bosco e far sì che questa importante risorsa, di cui è ricca la Toscana, possa nel futuro perpetuarsi al meglio».
 

Redazione

Patuanelli al G7 dell'agricoltura - guerra in Ucraina
Preoccupazione per il mancato approvvigionamento di cereali e di semi oleosi, di cui l'Ucraina è uno dei maggiori esportatori, e per il rischio di uno stop alle esportazioni di fertilizzanti e carburanti da parte della Russia, in risposta alle sanzioni economiche ricevute.
Sono i due timori principali espressi dal ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Stefano Patuanelli al G7 straordinario sull'Agricoltura che si è svolto ieri in videoconferenza. Un incontro organizzato con l’intento di «contribuire ad alleviare le ripercussioni del conflitto fra Russia e Ucraina sui sistemi agroalimentari locali e globali, sostenendo in particolare la ripresa del settore agricolo in Ucraina, e cooperare con i Paesi più vulnerabili che subiranno conseguenze dalla guerra in termini di sicurezza alimentare».
Patuanelli si è soffermato, più in generale, sul grande impatto che «il conflitto sta generando sui mercati mondiali, sia a livello di reperibilità che di aumento incontrollato dei prezzi» e ha messo in evidenza che «l'aumento generalizzato di quasi tutte le materie prime e dei costi energetici sta progressivamente erodendo la redditività dell'attività economica non solo dei Paesi europei, ma anche di quelli in via di sviluppo, per i quali il mancato afflusso dei prodotti agricoli ucraini, fondamentali alla sussistenza, potrebbe ulteriormente aggravare i già rilevanti problemi di sicurezza alimentare». 
Infine ha sottolineato quanto sia fondamentale in questa fase «portare avanti, da una parte, una valutazione continua e minuziosa dei bisogni dei Paesi più in difficoltà, da affidare alle organizzazioni internazionali quali la FAO ed il PAM e, dall'altra, monitorare e analizzare i mercati, iniziativa fondamentale anche per le fasi successive».
 

Redazione