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Buongiorno,
Mentre preparavo questa newsletter che voglio dedicare alle colture estive
mi sono imbattuto nello stemma del nuovo Papa.
Allora mi sono ricordato che dietro la basilica di San Pietro, salendo verso il palazzo del Governatorato, viene riprodotto lo stemma del pontefice.

 

Lo stemma di papa Bendetto, così come raccontato da Elio Cortellessa, ex allievo di Minoprio e responsabile dei giardini "ha le parti verdi formate da cespugli di bosso nano.
Per lo scudo di Papa Ratzinger abbiamo utilizzato l'evonimo nei campi gialli mentre con l'alternantera rossa e la convallaria nera abbiamo composto il volto del moro, la pelliccia dell'orso e il campo intorno alla conchiglia.
Infine, l'elicriso colora d'argento la chiave di sinistra e contorna tutto l'insieme."

 

Chissà quali essenze useranno per lo stemma di papa Francesco?
E chi sa che cos'è il fiore di Nardo rappresentato nel suo stemma in basso a destra?



Ma veniamo a noi, pur restanto in tema mistico che cosa c'è di meglio di una Dahlia fiorita per la nostra estate?

 

La serie di Dahlia, riprodotte da talea da Cohen, chiamata Mystic è una collezione di Dahlia a foglia scura e fiore semplice o semi doppio. Perfette in vaso eccezzionali in aiuola dove resistono fino a -6°C!

 

Grazie alla collaborazione tra gli ibridatori di Volmary e la produzione di Cohen è disponibile sul mercato la selezione di Lantana camara Evita®.
11 i colori disponibili tutti brillanti e d'effetto. Caratterizzati da una fioritura prolungata.
Naturalmente resistente al caldo, le Lantana Evita®, sono adatte alla coltivazione in vaso, anche piccolo, grazie alla naturale compattezza delle varietà ed alla forte tendenza alla ramificazione.
Perfette anche in aiuola!

Cercando tra le essenze "estive" coltivate da Jaldety mi sono accorto che ho parlato poco di una pianta veramente interessante, la Hemizygia Candy Kisses.

La Hemizygia Candy Kisses è interessante sia per il fogliame che per la fiorita. Pianta perenne dal portamento eretto ha il fogliame variegato e steli rossi. I fiori rosa compaiono in primavera ed estate. Pianta adatta sia in vaso che in aiuola, molto resistente alla siccità, deve essere cimata leggermente dopo la fioritura per mantenere la pianta compatta.

 

Da non confondere con il Plectranthus variegato dalle foglie profumate di incenso e dal portamento ricadente! I rami sono rossastri come per l'Hemizygia ma i fiori non sono appariscenti!
 

 


 

Matteo Ragni

Floraviva si trasforma per la quinta volta in mostra mercato nella bella cornice agreste dell’Istituto tecnico agrario Anzilotti di Pescia il 13 e 14 aprile 2013. In mostra i prodotti della terra di oltre 80 espositori anche da fuori Toscana. Iscrizioni aperte fino al 22 marzo. Andrea Vitali, editore di www.floraviva.it, cita lo slogan coniato per la manifestazione: “chi semina in_formazione raccoglie qualità”.

Più di ottanta espositori provenienti anche da oltre i confini della nostra regione per una ricca vetrina di prodotti enogastronomici tipici, fiori, piante da interno e da esterno, abbigliamento, libri, arredo giardino, macchinari e attrezzi da giardinaggio, e altro ancora. Con grande spazio riservato naturalmente alle imprese locali, in primis al fiore all'occhiello del settore florovivaistico della Valdinievole, del Pistoiese e della Lucchesia. Ma anche la possibilità di visitare mostre temporanee e installazioni artistiche realizzate dagli studenti e dagli insegnati dell’Istituto. Il tutto in una splendida cornice agreste di oliveti, vigneti e giardini erbosi.

L'Istituto tecnico agrario statale Dionisio Anzilotti di Pescia, in provincia di Pistoia, organizza nei giorni sabato 13 e domenica 14 aprile 2013, nella villa settecentesca in cui ha sede, la quinta edizione della manifestazione Floraviva, una mostra mercato dei prodotti della terra e dell’artigianato che prende il nome proprio da questa rivista web, www.floraviva.it, il cui editore, Andrea Vitali, titolare della società di comunicazione diADE, ha di nuovo concesso in prestito gratuito all’Istituto il proprio marchio. Nella convinzione che, citando lo slogan coniato da diADE proprio per questa edizione, che “chi semina in_formazione raccoglie qualità”.

La mostra mercato, a cui è ancora possibile iscriversi fino al 22 marzo (posti disponibili permettendo), sarà aperta al pubblico, con ingresso gratuito, il sabato dalle 10 alle 19 e la domenica dalle 9 alle 19. La sede dell’Istituto Anzilotti è comodamente raggiungibile in auto (uscita al casello autostradale di Chiesina Uzzanese) o in treno (la stazione è a quindici minuti di cammino dalla scuola, ed è disponibile in loco un servizio taxi). La presenza di numerosi stand gastronomici offre la possibilità di consumare cibi e bevande alla mostra.

“Nel 2008 quando nacque la manifestazione e poco prima la rivista web – ricorda Andrea Vitali - la stessa contava pochi clik per giorno, mi ricordo che guardando le statistiche dicevo ai mie collaboratori ‘se non fosse per i clik che facciamo noi per gli aggiornamenti non avremmo nemmeno una statistica’. Oggi contiamo 350 lettori al giorno, con delle punte di 600 e da 700 a 1200 pagine lette”.

“C’è ancora moltissimo da fare – aggiunge - soprattutto qui a Pescia dove si stenta a capire il valore strategico e competitivo di un mezzo così adatto alla nostra area. Agricoltura, ortoflorovivaismo e l’indotto, energie rinnovabili, arte e cultura, enogastronomia, sport e turismo. Proprio come quello che il visitatore ritrova nell’esposizione presso l’Anzilotti. Tutto in stile green per avere informazioni e per darne ai nostri potenziali clienti, un mezzo che raccorda sinergicamente tutte le potenzialità del nostro territorio e le porta fuori. Insomma un “mezzo” che serve al territorio per comunicare e non per fare chiacchiere da salotto”.

Buongiorno,
mentre stavo seduto, scomodo, al mio posto in aereo per andare al Salon Vegetal ad Angers in Fracia, mi è caduto l'occhio su un articolo che parla di una Top manager di NY che molla tutto per aprire un negozio di fiori, il McQueens.co.uk.
Ha fatto successo la signora, dopo una lunga ed immancabile gavetta come tutti.
Ha sfondato, dice l’articolo, grazie a delle vetrine sempre particolari ed allettanti è diventata un guro della moda dei fiori.

Io nella vetrina da guru dei fiori ci metterei dei dolcetti come questi:

Sceso dall’aereo ho ricevuto una chiamata da parte di un amico che mi chiedeva un aiuto per valutare le opportunità per aprire un nuovo negozio: di fiori.

Percorrendo la serpentina dei corridoi della Fiera di Angers, con in testa questo desiderio mondiale di aprire un negozio di fiori, mi sono saltate all’occhio le novità proposte al Salon Vegetal.

Sempre le solite cose, ma vale la pena farvele vedere.
Primo premio anche qui, dopo che ha vinto anche ad Essen, la Verbena x Lanai® Twister Red di SYNGENTA bella bella così come sono belle tutte le verbene bicolore a fogliame scuro e se resistenti a tutte le malattie che colpiscono le verbene compreso il colpo di secco estivo meglio!

 

Salvia x jamensis Viole de Loire ‘Barsal’ – questa Salvia è interessante, si sempre una salvia a fiore blu di ottimo vigore ma l’ha ibridata BARRAULT HORTICULTURE SARL un mio cliente e quindi merita una mia menzione speciale!
 
 
 
 

 

 

Vaccinium corymbosum ‘Pink Lemonade’
Simpatico?
 

 

 

 

Bougainvillea x ‘Flame’
Nuovissima?


 

 

 

 

Clematis Success® Lavender.
Io queste vorrei  venderle!
 

 

 

 

Dianthus x Scent First® Memories
bel garofanino bianco!

 

  
Cliccando QUI potete vedere tutte le immagini delle innovazioni premiate al Salon Vegetal.
Poi nello spazio innovazioni ho trovato uno 'STICKI POUS' che sono delle cartoline postali vegetali.
Bellissima idea di Echasseriau Chloé e Lejeune Morgane, due studentesse! Brave!

In dai miei clienti francesi ho fatto il punto della situazione su alcune colture:
Ho visitato un produttore di Ipomoea che rifornisce tutti quelli che lavorano con le municipalità.

Anche in Francia come in Italia   vende talee in erba di Ipomoea, sia le varietà di Suntory:
   
 
che quelle tradizionali:

Anche le Oxalis sono un prodotto sempre meno da amatore e sempre più conosciuti dai consumatori.
In particolare:
 
Visitando alcuni garden center francesi ho poi notato quanto sono (ancora) importanti le margherite.
Le margherite quelle italiane, soprattutto nei vasi di dimensioni grandi ma anche in vasi piccini, restano uno dei principali prodotti di esportazione!
Ecco i preferiti:

 

Argyranthemum: la seleazione Daisy Crazy di PLA resta una buona scelta per vasi grandi. Va nuova varietà Border pink assicura ottimi risultati!

 

 

 

 

Gazania: restando sempre nella genetica gestista da PLA le Gazania SunBathers® con la Totonaca in testa, restano tra le più interessanti. Il grande vigore di questa pianta ci permette di avere un prodotto finito anche in vasi di grandi dimensioni.

 

 



 

Venidium: quattro varietà disponibili in assortimento da Cohen.
Un amico italiano mi ha detto "ecchisselipija a casa nostra questi?" non so ma ai francesi piace...  

 

 

 

 

Euryops Sonnenschein: classico, giallo, semplice! La differenza in questo caso la fa la qualità del materiale!

 



Matteo Ragni

Flora Toscana e floricoltori pesciatini rappresentati dal Comicent

Da due importanti soggetti della floricoltura pesciatina, l’esperta cooperativa Flora Toscana e la debuttante ad Essen Associazione Florovivaisti di Pescia, soddisfazione per Ipm Germany. Luca Quilici, responsabile produzione della cooperativa, cita alcune novità presentate: le Antiche Camelie toscane dell’800, un nuovo eucalyptus e le certificazioni, fra cui la GlobalGap. I Florovivaisti di Pescia sottolineano il buon impatto su «garden medio-grandi» e «buyer di grandi catene», e la rilevanza delle modalità di presentazione dei prodotti.

Dall’esperta cooperativa Flora Toscana all’Associazione Florovivaisti di Pescia, debuttante alla manifestazione, arrivano commenti positivi sulla loro recente partecipazione alla fiera internazionale delle piante IpmEssen Germany, svoltasi dal 22 al 25 gennaio scorsi. La «più interessante ed importante a livello europeo per quanto riguarda la vasetteria», come spiega Luca Quilici, responsabile produzione della cooperativa pesciatina leader a livello nazionale nella commercializzazione di prodotti florovivaistici.
Flora Toscana e l’Associazione Florovivaisti di Pescia  - che partecipava con cinque aziende (Ammazzini Piante, Società Agricola Nannini, Vivai Cinelli, Del Ministro GiampieroOlea Europea Nursery, Vivai Rosellini) -  rappresentavano i due terzi della pattuglia floricola proveniente dalla Valdinievole (anzi di più, visto che se non si conta l’Associazione le imprese erano 8). Pattuglia che a sua volta equivaleva a quasi un quarto della rappresentanza a Ipm del florovivaismo pistoiese.
Quali sono gli elementi di soddisfazione messi in luce dai due importanti soggetti della filiera della floricoltura di Pescia?
Luca Quilici ha rimarcato che l’interesse suscitato e i numerosi contatti presi durante l’ultima edizione di Essen sono probabilmente da legare «al fatto che Flora Toscana propone sempre diverse novità». Così, in questa circostanza, è stato presentato un progetto, molto legato al territorio e ancora in fase iniziale, centrato sul recupero del «patrimonio di antiche camelie dell'800 toscano». A rendere particolarmente interessante il progetto, osserva Quilici, è anche il fatto che «la coltivazione delle camelie […] viene effettuata utilizzando protocolli di produzione più naturali possibili rispetto agli standard ordinari». Tra le altre novità presentate da Flora Toscana, Quilici cita anche «una nuova varietà di eucalyptus a foglia larga».
«In generale a livello espositivocommenta il responsabile produzione di Flora Toscana - viene prestata sempre più attenzione al pubblicizzare il possesso di certificazioni che garantiscano il consumatore della qualità del prodotto e del rispetto di diversi parametri, sia legislativi che ambientali». E a questo proposito può essere ricordata l’ennesima certificazione ottenuta di recente dalla cooperativa di Pescia: la GlobalGApOpzione 2 per «le buone pratiche agricole riconosciute a livello internazionale», che garantisce ai consumatori sia «eccellenza e qualità del prodotto» che «produzioni rispettose dell’ambiente nonché della salute e sicurezza dei lavoratori».
Dal 2013 Flora Toscana commercializzerà le seguenti produzioni certificate GlobalGap. Alla voce “Fiori e Fogliame Reciso”: Achillea, Agrifoglio, Aralia, Aspidistra, Bocche di Leone, Brassica, Calla, Carthamus, Crisantemo, Dianthus Barbatus, Gerbera, Ilex verticillata, Lilium Asiatico, Lilium Orientale, Lilium L.A., Limonium, Lisianthus, Peonia, Ranuncolo, Ruscus, Solidago e Violacciocca. Tra le “Piante in Vaso”: Agapanthus, Aulax, Banksia, Calla, Camelia, Correa, Dryandra, Eucalyptus Gelsemium, Grevillea, Hardenbergia, Isopogon, Lagerstroemia, Leucadendron Leucospermum, Limonium, Loropetalum, Proteacee, Peonia, Ranuncoli, Telopea e Waxflower.
Sull’andamento di questa edizione di Ipm Germany, Quilici conclude dicendo che «per quanto ci riguarda abbiamo visto un poco più di fermento rispetto all'anno passato, Essen è sempre una fiera viva, al contrario di molte altre, e fra qualche settimana potremmo dare anche una valutazione più completa sulla consistenza dei contatti avuti».
Altrettanto positivo, ma di taglio diverso trattandosi di un debutto alla fiera tedesca, il comunicato dell’Associazione Florovivaisti di Pescia, che vede nella partecipazione ad eventi come questo l’occasione per recuperare «il dinamismo che per tanti anni aveva contraddistinto il nostro territorio della Valdinievole» e che poi «si era un po’ assopito». L’opportunità di «provare a cambiare il nostro modo di condurre ma soprattutto confrontarsi tra aziende e mettere sul tavolo le nostre conoscenze individuali» permettendo «al nostro territorio di affrancarsi dalle grandi aziende pistoiesi, a cui tutti noi riconosciamo il merito di aver trasformato quelle che erano semplici aziende vivaistiche di produzione in realtà di dimensioni industriali».
«L’impressione avuta nel partecipare per la prima volta alla più importante manifestazione a livello europeo del nostro settorescrivono i Florovivaisti di Pescia - è stata quella di capire che anche a piccole/medie aziende come sono le nostre non possa fare che bene». Nel senso di metterci in condizione «d’intuire in anticipo le tendenze, di capire meglio cosa il mercato vuole e, non da ultimo, di riuscire ad avere un’efficiente organizzazione aziendale per poter supportare al meglio le richieste informative su prodotti e logistica di trasporti».
«Abbiamo avuto un riscontro di primo impatto superiore alle nostre aspettative – concludono i Florovivaisti di Pescia -, i nostri prodotti hanno colpito molti operatori, sia che si trattasse di garden medio/grandi, che buyers di grandi catene […]. Abbiamo offerto diverse soluzioni di presentazione del prodotto e questo è stato uno spunto […] a cui daremo seguito anche nelle prossime manifestazioni».

Lorenzo Sandiford

Agrinsieme Cia Confagricoltura Alleanza delle cooperative agroalimentari

Non c’è Coldiretti ma "solo" Cia e Confagricoltura nel coordinamento tra organizzazioni degli agricoltori e Alleanza delle cooperative agroalimentari nato oggi a Roma con il nome “Agrinsieme”. Il modello di rappresentanza è quello del Copa-Cogeca, l’interlocutore unitario di tutte le sigle del settore agroalimentare ai tavoli istituzionali europei. Primo coordinatore Giuseppe Politi, presidente di Cia, che resterà in carica per un anno. Gli obiettivi e le quattro linee di intervento del programma di lavoro. Il commento di Coldiretti: «siamo soddisfatti che la rappresentanza agricola si restringa a due voci». Le risposte di Cia a tre domande di Floraviva.

Un momento di aggregazione fra una parte importante dei protagonisti della filiera agricola e agroalimentare italiana: due delle tre maggiori organizzazioni degli agricoltori quali Cia e Coldiretti, e l’Alleanza delle cooperative agroalimentari. Una risposta concreta alla tanto spesso invocata esigenza di unità, con il paradossale corollario però di una possibile sottile linea di separazione all’interno della rappresentanza dell’agricoltura, con Cia e Confagricoltura insieme e Coldiretti che se ne va per conto suo.
Ieri è nato a Roma Agrinsieme, «il coordinamento associativo per lo sviluppo agricolo agroalimentare» che «rappresenta le aziende e le cooperative di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane (che a sua volta ricomprende Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentareed ha come fine principale «la definizione di politiche che, attraverso l’affermazione di un ruolo strategico dell’agricoltura, garantiscano redditività alle imprese ed alle cooperative agricole, proiettandole verso il mercato più ampio dell’intero comparto agroalimentare». Al termine della riunione dei consigli direttivi delle cinque organizzazioni è stato sottoscritto l’accordo interassociativo che vita ad Agrinsieme. Contestualmente, è stato nominato coordinatore del nuovo soggetto il presidente nazionale di Cia, Giuseppe Politi, che resterà in carica per la durata di un anno come previsto dal documento congiunto.
Come hanno affermato nella successiva conferenza stampa i leader delle cinque associazioni, vale a dire, oltre a Politi, i presidenti di Confagricoltura Mario Guidi, di Fedagri Confcooperative (e dell’Alleanza delle cooperative italiane) Maurizio Gardini, di Legacoop agroalimentare Giovanni Luppi, di Agci Agrital Gianpaolo Buonfiglio, «una parte assai significativa del mondo della rappresentanza agricola unifica le strategie e si propone come interlocutore nei confronti della politica». «Il modello organizzativohanno aggiunto - è quello del Copa-Cogeca, il momento di raccordo europeo tra tutte le sigle del settore agricolo e cooperativo dei Paesi membri, che è interlocutore unitario della Commissione e del Parlamento della Ue». Inoltre, hanno sottolineato i presidenti, Agrinsieme costituisce «un momento di discontinuità rispetto alle logiche della frammentazione che spesso hanno caratterizzato il mondo agricolo» e integra «storie e patrimoni di valori che non vengono annullati, ma esaltati in una strategia unitaria fortemente orientata al futuro»: è pertanto «un reale valore aggiunto rispetto a quanto le organizzazioni hanno realizzato e continueranno a realizzare autonomamente».
Il nuovo coordinamento «lavorerà per la diffusione di strumenti di collaborazione tra imprese agricole e tra i diversi soggetti della filiera agroalimentare, agroindustriale e della distribuzione». Il programma economico in corso di stesura riguarderà in prima battuta i settori dei cereali, del pomodoro, degli agrumi e della zootecnia. La strategia sindacale di Agrinsieme «avrà una ricaduta anche sulle politiche locali e settoriali, dal momento che si realizzeranno coordinamenti territoriali e per singole filiere produttive».
È stata definito un primo programma di lavoro, che è articolato nelle seguenti quattro linee di intervento prioritarie: 1) «politiche di rafforzamento dell’impresa» (sostegno all’aggregazione, rilancio di ricerca e trasferimento dell’innovazione, sostegno al ricambio generazionale; definizione di strumenti per il credito; 2) «una sistematica azione di semplificazione burocratica» (riordino degli e unificazione delle competenze a tutti i livelli territoriali, semplificazione del meccanismo dell’Agea, Agenzia delle erogazioni in agricoltura); 3) «politiche di corretta gestione delle risorse naturali (suolo ed acqua)» (riassetto territoriale e salvaguardia del paesaggio, sviluppo delle biomasse e della “chimica verde”); 4) «aggiornamento del quadro normativo di riferimento» (miglioramento della “infrastruttura giuridica” di settore a livello europeo, nazionale e regionale).
Agrinsieme, come si diceva, rappresenta una fetta importante del settore. Basti pensare che Cia e Confagricoltura valgono 900 mila aziende e oltre il 50% sia dell’intero valore della produzione agricola che della superficie agricola nazionale, senza dimenticare le 8 mila sedi di assistenza sul territorio. Mentre l’Alleanza delle cooperative italiane del settore agroalimentare: 5100 cooperative, 720 mila soci produttori, 34,2 miliardi di euro di fatturato, pari al 24% del fatturato agroalimentare italiano.
Ma manca una componente importante, quella rappresentata da Coldiretti. Come mai? Alla domanda posta da Floraviva Coldiretti nazionale ha risposto, tramite l’ufficio stampa di Roma, soltanto con la seguente, laconica dichiarazione: «siamo soddisfatti che la rappresentanza agricola si restringa a due voci; noi andiamo avanti con i nostri obiettivi».
Abbiamo provato a chiarire tale questione pure con Cia nazionale, che esprime il primo coordinatore di Agrinsieme e che attraverso l’ufficio stampa ha così risposto alle domande di Floraviva:
Agirete sempre insieme da ora in poi ai tavoli istituzionali o rimarranno degli ambiti di autonomia? E se questi ambiti di autonoma iniziativa rimarranno, in particolare fra voi e Confagricoltura, in cosa consisteranno?
«Pur ribadendo le singole autonomie, oggi è stato siglato un documento che contiene quelle linee guida su cui ci sarà un'azione comune. Come lo snellimento della burocrazia e politiche fiscali incentivanti per il settore primario. Ma anche a livello di programma economico, per esempio, si procederà sul territorio a iniziative unitarie, partendo da cereali, pomodoro, agrumi e zootecnia».
Come mai non si è aggregata a voi Coldiretti?
«La Coldiretti si è di fatto autoesclusa con un programma economico che va in altra direzione. Comunque non si è pensato a intrusioni a esclusioni. Anche ora Agrinsieme non è un coordinamento chiuso».
Eppure, anche nel recente passato, su alcuni temi, ad esempio la cosiddetta “legge Salva Olio”, Cia e Coldiretti sono sembrate più vicine fra loro che non a Confagricoltura, che anzi ha criticato vari aspetti di quel testo.
«Le organizzazioni del coordinamento Agrinsieme mantengono le proprie autonomie su alcune tematiche specifiche. Ma questo non inficia la portata storica di tale accordo che ci permette su alcuni grandi temi di avere maggior peso politico, economico e di rappresentanza».

Lorenzo Sandiford