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Asta dei fiori Olanda

Il consulente di marketing del mercato dei fiori di Pescia ha visitato a Gent due vivai specializzati in azalee, nelle Westlands olandesi il complesso mercatale di Naaldwijk di Floraholland, con il suo organizzatissimo cash & carry, una serra di Phalaenopsis all’avanguardia e, poi, dopo un rapido passaggio ad Aalsmeer, la sala campionaria di Koopman vicino ad Amsterdam. Incontrati diversi operatori e commercianti olandesi.

Massima attenzione alla qualità delle piante, con quote della produzione riservate a varietà brevettate e con brand esclusivi. La costante ricerca di sistemi per ridurre i costi produttivi tramite automazione, per le fasi in cui ciò è proficuo, energie rinnovabili mirate per la propria realtà aziendale e scrupolosa raccolta e riutilizzo dell’acqua. Mentre, sul fronte commerciale, la capacità di proporre fiori e piante ben “formattati” e assortiti, spesso in abbinamento ad accessori ad hoc, e continuamente aggiornati e rinnovati secondo le logiche della moda e i trend del gusto. E in generale, a tutti i livelli, una grandissima organizzazione.


Sono alcuni degli aspetti emersi durante una breve missione nei Paesi Bassi, da domenica a mercoledì scorsi, del consulente di marketing di Mefit, Andrea Vitali, insieme a un produttore-commerciante di piante del distretto floricolo Lucca Pistoia che è un assiduo frequentatore di quei mercati e che ha chiesto di restare anonimo, e insieme a colui che scrive. Una trasferta realizzata da Vitali, su incarico dell’amministratore unico Franco Baldaccini, in concomitanza con una delle consuete trasferte del suddetto produttore-commerciante, per incominciare a tastare il polso alla zona leader mondiale del mercato florovivaistico, cercando di raccogliere dati e spunti utili ai produttori pesciatini e viareggini per ritagliarsi (o riconquistare) in maniera intelligente e mirata un altro po’ di visibilità e quote di mercato.
La prima tappa del tour è stata lunedì 23 giugno, in tarda mattinata, a Lochristi, area ad alta densità florovivaistica vicina a Gent (Belgio) famosa per le azalee. Ottimo l'impatto visivo sin dall’arrivo: distese di coltivazioni ordinatissime in serre e in campo aperto di azalee, e poi conifere e piante da siepe. Perfetto anche l'arredo a verde dei centri urbani, con siepi e fioriere impeccabili.
Nella frazione Zafferale, verso mezzogiorno, abbiamo visitato l’azienda Hesters, specializzata, ça va sans dire, nella produzione di azalee: 3 ettari di serre e 2 ettari in campo aperto per 6 dipendenti fissi (senza, o quasi, l’impiego di stagionali); ma dedita anche alla commercializzazione delle piante di altri florovivaisti locali, per un totale di 2 milioni di azalee vendute all’anno. Il competentissimo titolare Tom Hesters, che ha alle spalle lontane esperienze formative (vent’anni fa) in quel di Pescia, ci ha illustrato alcuni aspetti della sua attività produttiva, quali la centralità delle ricorrenze e festività nella programmazione, il sistema di riutilizzo dell’acqua piovana (che basta alle esigenze produttive e incide significativamente perché le azalee “bevono molto”), il 15% della produzione riservato alla varietà Cristina, brevettata in esclusiva mondiale e venduta a 1 euro in più (+50% sul prezzo medio all’ingrosso delle altre varietà di azalee), grazie a caratteristiche qualitative apprezzate come le foglie più lucide e le fioriture più uniformi e più lunghe.


Tra le cose degne di nota dell’azienda che ci ha mostrato Hesters, va menzionata, oltre ai sistemi di annaffiatura automatica, la macchina nuova di zecca (costata 60 mila euro) che dispone a terra in file di 20 i vasi di piante. E, complice una recente grandinata che ha provocato diversi danni, è emersa nella conversazione con Vitali anche la grande attenzione che Hesters presta alle coperture assicurative. Hesters ci ha anche spiegato che la maggior parte delle sue vendite sono in Francia (30 per cento) e in Italia (30 per cento) e che lo stesso vale per l’azalea Cristina. Con la differenza però che le vendite di Cristina in Francia sono concentrate nel periodo natalizio, mentre in Italia vanno molte bene anche a Pasqua.
Sempre nel distretto delle azalee di Lochristi abbiamo visitato, nel pomeriggio, una seconda azienda florovivaistica, la ditta di Kurt Van Eetvelde, anche lui un ferratissimo floricoltore di azalee con un’esperienza di formazione nel distretto floricolo Lucca – Pistoia. Circa trent’anni fa, infatti, uscito dalla scuola secondaria, pur essendo figlio di florovivaista, decise di venire in Italia, per la precisione nella ditta Tomei di Torre del Lago, per fare sei mesi di lavoro. A farsi notare all’arrivo è innanzi tutto lo splendido impianto a biomasse (a cippato) che serve per riscaldare la sua azienda. Gli è costato circa 300 mila euro, ci ha detto, e l’ha ammortizzato in poco più di 4 anni. Adesso risparmia moltissimo per le spese di riscaldamento. L’azienda di Kurt Van Eetvelde è dotata anche di impianto fotovoltaico per l’energia elettrica: il 70-80% dell’elettricità prodotta è assorbito dalle esigenze aziendali (compreso il raffreddamento delle due celle frigorifere da 300 e 100 carrelli), il resto dell’energia elettrica lo rivende sul mercato.


Kurt Van Eetvelde ha 3 ettari di serre e 2 e mezzo di coltivazioni in campo aperto, più 7 mila in affitto, tutti dedicati alle azalee. Ha 4 dipendenti, non commercializza piante altrui e ne produce circa 500 mila all’anno. Le sue specialità sono le piramidi e gli alberelli di azalea indica (30% + 30% della produzione) e l’azalea japonica (intorno al 30%), che va molto bene in Germania. Il 5% circa della produzione è riservato invece a una varietà brevettata, Aiko, nell’ambito di un consorzio con altri produttori di azalee della zona. Fra le cose da segnalare, oltre alla meticolosità delle precauzioni sul fronte assicurativo, lo scrupolo nell’acquisto della torba: fa fare subito esami di laboratorio su tutte le partite di torba che acquista per evitare le brutte sorprese, che possono venire di tanto in tanto anche dalle aziende fornitrici migliori.
La seconda giornata, presso l’importante asta di Naaldwijk di Floraholland (nelle Westland, non lontano da Rotterdam), dopo che la sera precedente era stata dedicata dal produttore-commerciante anonimo a una lunga passeggiata per le infinite file di carrelli di piante fiorite a selezionare quelle da acquistare insieme al suo compratore di riferimento di lì, è cominciata con la mattina riservata a un sopralluogo nell’enorme complesso mercatale. La struttura è suddivisa in due parti quasi identiche: una dedicata alle piante e l'altra ai fiori recisi. In ciascuna di esse la sala contrattazioni (the tribune) è affiancata da ampi spazi di stoccaggio pieni di carrelli di merci che si muovono lungo binari.

La visita all'area piante è iniziata nella zona di smistamento delle merci acquistate dai vari compratori registrati all'asta. Poi siamo passati al centro nevralgico della struttura, la sala di contrattazione. Qui i compratori accreditati, seduti in una sorta di platea a gradinata, vedono scorrere di fronte in basso su un nastro trasportatore i carrelli delle merci messe in vendita, mentre in alto, su tre maxi schermi, vengono proiettati immagine e dati relativi alla pianta esposta. I compratori eseguono le offerte di acquisto dalle proprie postazioni dotate di terminali. La struttura dell’area fiori recisi, che abbiamo visitato subito dopo, è sostanzialmente uguale all’altra.

Molto ben congegnati anche il cash & carry nella struttura a piramide, uno dei punti di maggior interesse per Andrea Vitali, e la zona espositiva delle novità e dei campionari delle aziende (divisa in una parte per le piante fiorite e l’altra per le verdi da interno), anche se quest’ultima sta perdendo colpi negli ultimi tempi. Le abbiamo visitate in sequenza. La piramide ospita un'offerta ricchissima di prodotti “formattati” e con accessori. Qui vengono suggerite tendenze di gusto, nuove combinazioni di piante e fiori e assortimenti di colore, il tutto in costante aggiornamento e parallela rotazione di prodotti.

Piramide cash & carry Olanda


Nel pomeriggio, prima di andare a Aalsmeer, dove c’è l’asta e il complesso mercatale più grande di Floraholland, abbiamo visitato a Wateringen la serra gioiello Ter Laak Orchids, dove si producono solo Phalaenopsis (vedi nostra intervista). Ad Aalsmeer, la sera, il produttore-commerciante anonimo ha fatto la consueta passeggiata con il suo uomo di fiducia olandese per la selezione delle piante da acquistare, così come aveva fatto il giorno precedente a Naaldwijk. Ma l’ultima tappa, la mattina seguente, è stata una puntata presso Koopman e la sua impressionante sala campionaria di accessori, fra cui molti adatti anche a decorare o presentare le piante. Sala che, tanto per dare un’idea delle dimensioni, è di 11 mila metri quadrati ed è collegata a un magazzino di 125 mila mq.

Lorenzo Sandiford
 

 

Il presidente Moncalvo plaude all’intesa sulla Pac col ministro Martina che dà meno aiuti alle rendite e più agli agricoltori veri. Martina rivendica l’accordo con il collega tedesco sugli Ogm. Il ministro dell’ambiente Galletti promette semplificazioni burocratiche nonostante il pugno duro contro chi inquina. E l’assessore regionale Salvadori annuncia l’ingresso della Toscana nella fondazione “Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura”, che ha come presidente del comitato scientifico Giancarlo Caselli.

«Proponiamo un modello di sviluppo fatto di sviluppo sostenibile per l’ambiente e per le persone, e che mira a rafforzare quel patto col consumatore che è da sempre al centro dell’azione di Coldiretti. E se ogni giorno si parla di agroalimentare e si legge sui giornali che è anche dall’agroalimentare che passa il futuro del paese è grazie al vostro e nostro lavoro, e alle battaglie che abbiamo messo in piedi per spazzare le rendite. Finalmente non ci sarà più una banca che prende i soldi della Pac in quanto proprietaria di terreni. E registriamo con piacere la presenza di un ministro dell’agricoltura e di un ministro dell’ambiente che non si fanno la guerra e ragionano insieme: dobbiamo fare una battaglia contro la finta green economy. Ai 73 nuovi europarlamentari diciamo: andiamo a riprenderci l’Europa che abbiamo fondato, basta a una competizione che è fatta solo di prezzi. Basta alla Germania dove si allevano in condizioni inaccettabili i maiali che fanno chiudere le nostre stalle. La nostra battaglia di speranza ha una grande tappa davanti: il prossimo anno c’è l’Expo, dove andremo con i nostri prodotti, l’ Italia del made in Italy e che ha scelto le regole utili per difenderlo. Un modello di sviluppo che è fatto della nostra agricoltura distintiva e di agroindustria di eccellenza, quella che ha deciso di collaborare con noi all’insegna della trasparenza e della verità».
In questo messaggio del presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo, lanciato al termine del meeting “Lavorare e vivere green in Italia” che la sua associazione di agricoltori ha organizzato oggi a Firenze alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Ambiente e di fronte a un Mandela Forum stracolmo e dipinto di giallo, c’è l’enfasi del momento, ma anche tutta la filosofia al centro dell’approccio all’agricoltura scelto da Coldiretti. Un approccio che sta dando alcuni risultati concreti, come ricordato da Moncalvo ed emerso nel corso del dibattito condotto dalla giornalista Luisella Costamagna. Dibattito a cui partecipavano il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina, il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, il presidente di Coop Italia Marco Pedroni, il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti e l’ex procuratore Giancarlo Caselli, neo presidente del comitato scientifico dell’“Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare” recentemente creato da Coldiretti. E che ha visto l’intervento di Jimmy Ghione di Striscia la Notizia e del generale della Guardia forestale Giuseppe Vadalà (da ieri nuovo comandante regionale toscano), che hanno parlato delle rispettive battaglie contro la contraffazione di prodotti alimentari italiani nel mondo ma anche in Italia, contraffazione che vale circa 60 miliardi di euro. Per chiudersi, prima dell’appello finale di Moncalvo, con gli interventi di alcuni assessori all’agricoltura regionali, che il 27 maggio hanno siglato l’intesa complessiva sui pagamenti diretti della Pac 2014-2020 con il Governo (la torta è di 52 miliardi di euro). Assessori fra cui, ovviamente, c’era quello toscano Gianni Salvadori, che ha ottenuto un aumento del 13% dei contributi e che oggi ha annunciato che proprio ieri la Regione Toscana ha dato la propria adesione ufficiale all’Osservatorio sulla criminalità agroalimentare di Coldiretti.
«Due sono i grandi furti che subiamo – ha detto all’inizio dell’incontro Roberto Moncalvo -. Il primo è un grande furto di valore, perché su 1 euro speso dai consumatori per un prodotto alimentare trasformato all’agricoltore vanno solo 5 centesimi, mentre per il fresco si sale a 22 centesimi. Questo non è accettabile. Il secondo è invece un furto d’identità: il 30% dei prodotti agroalimentari venduti come made in Italy viene da fuori: sono prodotti comprati all’estero su cui alcune aziende mettono il marchio italiano». Falsificazione diversa ma altrettanto criticabile, per Moncalvo, del noto fenomeno dell’Italian sounding, i prodotti alimentari (super scadenti) con nomi che imitano alcune nostre eccellenze a cui dà la caccia Jimmy Ghione in giro per il mondo.
Su questa tematica, il ministro Maurizio Martina ha affermato che «non c’è dubbio che dobbiamo alzare la soglia dell’attenzione su fenomeni che abbiamo lasciato sotto traccia troppo a lungo. Dobbiamo lavorare adesso sulla tracciabilità e sulla etichettatura dei prodotti». «Non sarà facile – ha aggiunto Martina -, perché sull’etichettatura non mancano i paesi nemici, ad esempio gli inglesi. Ma proprio recentemente con il mio collega tedesco abbiamo portato a casa la sua contrarietà al sistema dei traffic lights (il sistema a semaforo sulle etichette alimentari in base alle percentuali di sale, zuccheri, grassi ecc., ndr) britannici, e anche sugli Ogm abbiamo ottenuto il suo accordo sull’idea di lasciare che ogni paese sia libero di prendere la propria strada». Notizia che è stata molto apprezzata da Moncalvo.
Il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti ha dichiarato che vuole adottare un approccio innovativo nel suo ministero. «In voi non vedo una controparte – ha sottolineato – ma imprenditori che richiedono di fare una agricoltura rispettosa dell’ambiente e di qualità. Quindi siamo dalla stessa parte. So che mi chiedete spesso piccoli interventi di semplificazione. Voglio che possiate lavorare e non passare il tempo a compilare moduli. (Frase accompagnata da un vero scroscio di applausi degli agricoltori presenti, ndr). In questo senso è stato concepito l’intervento sul Sistri. Il tracciamento dei rifiuti pericolosi per combattere l’ecomafia è uno strumento essenziale, ma era necessario semplificarlo».
Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, rifacendosi a un dato di un’indagine presentata durante l’incontro, secondo la quale il 64% degli italiani vorrebbe come pena delle frodi alimentari la sospensione dell’attività, ha dichiarato che «quando si tratta di un problema che riguarda la sicurezza alimentare io sono inflessibile: non bisogna solo togliere le autorizzazioni ma anche far conoscere le patrie galere a chi froda sulle esigenze agroalimentari». Ma purtroppo, ha aggiunto, ci sono tanti «nemici della tracciabilità anche in Italia».
Marco Pedroni, presidente di Coop Italia, che ha registrato con la linea Vivi Verde di prodotti biologici ed ecologici una crescita del 70% dal 2009 al 2013 e del 12% nell’ultimo anno, ha detto che non vede «una contrapposizione di interessi fra gdo e agricoltori, anche perché siamo prima di tutto una associazione di consumatori». Pedroni ha sostenuto che a far crescere la distanza fra prezzo pagato al produttore e prezzo finale ha contribuito la filiera. «Sia gli agricoltori che la grande distribuzione – ha detto – hanno perso quote di valore. A rosicchiarle sono stati tutti i passaggi intermedi» fra produttore e distribuzione. Inoltre per Pedroni c’è un problema di competizione di tutto il sistema agroalimentare del Paese, che è fatto sì dagli agricoltori, ma anche da una eccellente industria di trasformazione e dalla distribuzione: «siamo tutti sulla stessa barca».
Sulla lotta alla contraffazione il generale Giuseppe Vadalà ha così riassunto le linee principali di azione: 1) aumentare la cultura e conoscenza dei nostri prodotti di qualità, soprattutto all’estero; e 2) rispetto alle contraffazioni, soprattutto quelle più sofisticate e meno appariscenti del parmesan o dei vini in polvere, la collaborazione a rete fra le polizie europee. Grazie all’introduzione recente della possibilità di intervento ex officio, qualsiasi nazione europea può bloccare immediatamente i prodotti contraffatti. Aspetto ribadito dal ministro Martina, che ha parlato a questo proposito di «salto di qualità» e ha poi aggiunto che fuori dall’Europa il nodo cruciale sono gli accordi commerciali internazionali, attraverso i quali dobbiamo mirare a impedire «l’uso di parole come Parma per prodotti non italiani», con il che incominceremmo ad avere in mano «qualcosa di concreto ed esigibile».
Il ministro Martina ha infine messo in evidenza l’importanza della campagna promozionale #iomangioitaliano, che ha fra i protagonisti il mister della squadra azzurra di calcio Cesare Prandelli. Campagna il cui lancio avviene nello stesso giorno del meeting fiorentino di Coldiretti a Perugia in concomitanza con l’amichevole della nazionale.
Anche il neo sindaco di Firenze, Dario Nardella, è intervenuto facendo gli onori di casa e mettendo a fuoco che «il nostro primo nemico è l’ignoranza e la risposta non la possiamo dare soltanto con le regole. Di fronte a un problema dobbiamo trovare una soluzione e in questo senso il tema dell’educazione e formazione alimentare è cruciale. Perché se abbiamo regole perfette, ma non il popolo disposto ad applicarle» si va poco lontano. Inoltre ha detto che bisogna abbandonare la contrapposizione fra campagna e città, perché le città sono i terminali dei prodotti agroalimentari. «A Firenze facciamo 22.260 pasti al giorno nelle mense scolastiche – ha detto Nardella – tanto che siamo il più grande ristorante della Toscana e già qui si può cominciare con l’educazione alimentare. Ci deve essere un patto fra l’agricoltura e le città». Moncalvo ha subito preso l’assist al volo chiedendo a Nardella di impegnarsi a introdurre nelle mense fiorentine solo prodotti agroalimentari toscani. Richiesta che ha ricevuto la risposta affermativa di Nardella.
Altri temi importanti toccati da Moncalvo sono stati la necessità di un registro unico dei controlli agricoli, perché l’Italia è all’avanguardia nei controlli agroalimentari ma 17 enti non coordinati tra loro sono troppi, e il progetto Fai (Filiera agricola italiana): il tentativo di estendere i valori culturali della vendita diretta di prodotti a km 0 di Campagna Amica (che coinvolge ormai 30 mila imprese e 15 milioni di consumatori) anche agli agricoltori che non se la sentono di affrontare la vendita diretta e magari preferiscono puntare sulla grande distribuzione. Si mira ad accordi mirati con la gdo, tali da riconoscere valore a certi prodotti nostrani di eccellenza. Del resto, come ha ricordato il presidente di Coldiretti Toscana, Tulio Marcelli, «ci sono aziende agroindustriali che hanno sposato la nostra filosofia della qualità e distintività dei prodotti. Ad esempio Barilla, e anche Cremonini con alcuni progetti». Inoltre, ha concluso Marcelli, abbiamo realizzato un progetto nel settore floricolo con margherite al cento per cento italiane, che vengono vendute sulle piazze con una parte dei ricavati devoluti alla ricerca sul cancro.
Giancarlo Caselli ha affermato infine, tra le altre cose, che la lotta all’agrimafia e in generale la conquista della legalità è una «precondizione per vivere meglio: la legalità non è un optional, ma qualcosa che aumenta notevolmente la probabilità di una vita più felice». Oltre ad essere positiva anche sul piano economico e della crescita della buona occupazione.

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In tutta la provincia Agriturismi aperti e tante iniziative: dall'arco di Robin Hood ai 200 cavalli del mega trattore che porta in azienda gli ospiti. A Pian degli Ontani c'è RiservAmica. Intanto il governo elimina il 'segreto di stato' sugli ingredienti stranieri in cibi italiani

L'arco di Robin Hood e gli oltre 200 cavalli di un mega trattore per portare a in azienda gli ospiti. E poi, imparare a fare il pane e a cucinare piatti poveri, oppure gustare alimenti locali e assistere alla liberazione di uccelli dopo la guarigione. Sono esempi degli eventi di una grande domenica all'insegna della natura e del buon cibo che cittadini e turisti potranno vivere in tutta la provincia di Pistoia.
Come in tutta la Toscana, domenica 11 maggio è Terranostra Day, tante iniziative speciali e promozioni negli agriturismi dell'associazione della rete Coldiretti-Campagna Amica, che vede impegnate le strutture di tutto il territorio provinciale dalla montagna alla Valdinievole, dal Montalbano alla Piana (www.pistoia.coldiretti.it). E sempre domenica 11 maggio la sana alimentazione in mezzo alla natura vede protagoniste aziende della Rete Coldiretti-Campagna Amica, impegnate nel punto ristoro di RiservAmica, l'evento organizzato dal Corpo Forestale dello Stato a Pian degli Ontani, nel comune di Cutigliano, dove c'è la Riserva Naturale Biogenetica (con visita guidata,  rimessa  in  libertà di alcuni  uccelli  soccorsi  e  curati, ecc.).

“Una grande giornata all'insegna del territorio e dei cibi genuini a filiera corta" commenta Mario Carlesi, presidente di Coldiretti Pistoia-, elementi che aiutano lo sviluppo economico e il nostro benessere”.

È di oggi l'annuncio del ministro della salute, Beatrice Lorenzin, che saranno finalmente resi pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero per la produzione alimentare, dopo le molteplici iniziative di mobilitazione messe in campo da Coldiretti al fine di contrastare le aggressioni al Made in Italy conseguenti alla lavorazione nel nostro Paese di prodotti alimentari oggetto di importazione o di scambio intracomunitario e la successiva messa in commercio come prodotti autenticamente italiani.

“Togliere il 'segreto di Stato' sui dati inerenti agli scambi -commenta Vincenzo Tropiano, direttore di Coldiretti Pistoia- aiuterà le nostre imprese a mantenere e sviluppare le produzioni locali, favorendo la creazione delle giuste filiere”.

Conoscere la provenienza di ciò che si mangia è una conquista che è già regola negli agriturismi toscani. “La nostra legge regionale, infatti, detta precise regole sugli alimenti che sono serviti agli ospiti degli agriturismi: solo prodotti aziendali e locali -spiega Roberta Giuntini, presidente di Terranostra Pistoia. "Il Terranostra Day per i consumatori sarà una grande occasione di assaporare i gusti e i sapori toscani e non solo: visite in cantina e frantoi,  degustazioni con vista uliveto toscano, rilassanti escursioni, cucina tipica, dimostrazioni e corsi di cucina, picnic gustosi e relax. “L’obiettivo è portare il cittadino-consumatore -continua Giuntini- fin dentro le aziende dove nascono con amore  e  passione,  rispetto delle  tradizioni  e  soprattutto  della  natura,  i  prodotti  che compongono  lo  straordinario paniere del Made in Tuscany”.


LE AZIENDE DELLA RETE COLDIRETTI-CAMPAGNA AMICA COINVOLTE NELLA GRANDE DOMENICA PISTOIESE

RISERVAMICA, Pian degli Ontani

AZIENZA BIOAGRITURISTICA I TAUFI: preparazione pranzi al sacco, punto ristoro e punto vendita.

AZIENDA AGRICOLA UFFIZIATURA AI PIANI
: necci e farina di castagne.

I SAPORI DI MONTAGNA DI GIANNINI EMANUELA: stand e punto vendita

IL VOLPINO DI GIAMBI NARA: stand e punto vendita

TERRANOSTRA DAY, su tutto il territorio

L’AGRITURISMO TRACTOR-BUS - AGRITURISMO DI CROCI
Massa e Cozzile, via Vignoli 96 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Tel. 057260016 - Cell. 338 1170122 - 339 7724208-9
Il trattore con carrello panoramico per visitare l’azienda. L’Agriturismo Frantoio di Croci è situato nel cuore della Valdinievole, nel comune di Massa e Cozzile in provincia di Pistoia. Immerso nel verde e circondato da uliveti, gode di un suggestivo panorama con circa 1300 piante d'olivo che dominano la valle. Colline belle e irte con pendenze mozzafiato... che spianano miracolosamente, grazie agli oltre 200 cavalli di un mega trattore che porta a spasso il carrello con vista panoramica: un'esperienza unica per tutti i venti passeggeri che può accogliere. Gli ospiti dell'agriturismo dopo aver fatto il giro della collina arrivano in azienda, dove è possibile pranzare con vista frantoio. A gestire l'attività, insieme a Mauro Campioni, i figli Federico (28 anni) e Gabriele (30), che oltre a scarrozzare per le colline valdinievoline gli amanti del viver bene alla toscana gestiscono uliveto, frantoio, il piccolo allevamento e, verso valle, i campi coltivati ad ortofrutta.

L’AGRITURISMO DI ROBIN HOOD - LE RONCACCE

Cutigliano, Loc. Le Roncacce 67 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Tel 0573.629091 - Cell. 347 3668483
Scoccare l'arco a 1300 metri. Altro che foresta di Sherwood nella contea del Nottinghamshire, la vera avventura è sull'appennino toscano sulle montagne del Melo a Cutigliano. Robin Hood abita qui e si chiama Roy Corsini, 24 anni, che guida gli ospiti dell'Agriturismo le Roncacce tra le 12 piazzole dove il tiro con l'arco acquista suggestione tridimensionale, grazie alle sagome di selvaggina che si trovano sul percorso, che porta dai 1300 ai 1400 metri d'altitudine.
Roy-Robin Hood insieme al padre Giuseppe Corsini e alla madre Anna Signorini vive e lavora sulle montagne. Una famiglia ad alta quota, che ha scelto di produrre latte, formaggi, patate, frutti di bosco all'insegna dell'innovazione e dell'ecosostenibilità (pannelli solari per la produzione di elettricità e tanto altro).
Posto incantevole che d'inverno imbianca e che in estate sprigiona tutti gli odori e i sapori della montagna e dove, guidati da Roy-Robin gli ospiti dell'agriturismo possono rilassarsi concentrandosi con un arco in mano, in attesa dell'attimo giusto per scoccare la freccia.

LA PESCA NEL LAGO - TROTERIA GIANNINI
Marliana, Via Lecceta, 5 - Loc. Nievole (da Ponte di Serravalle a 5 chilometri in direzione Nievole - risalendo il Torrente Nievole - per Avaglio al Bivio ponte per Marliana) - Tel 057266133 - cell 3299720011
Attività proposta: Gli ospiti saranno ricevuti presso l'impianto di allevamento ittico e potranno utilizzare l'ampio parco attrezzato che circonda le vasche e il lago di pesca amatoriale. E' possibile prenotare il pranzo composto da antipasto preparato con prodotti locali e del territorio, primo piatto a base di pasta fresca condita con sugo di verdure o pesce; secondo piatto a base di pesce allevato in azienda, torta di mele casereccia con vinsanto dolce; vino Igt Toscano, acqua della fonte locale, pane fatto in casa e caffè.
Su richiesta è possibile dedicarsi alla pesca nel laghetto connesso all'impianto di allevamento di Salmonidi e utilizzare le attrezzature messe a disposizione dall'azienda per la cattura del pesce (che poi può essere asportato).

 I PIATTI POVERI - VILLA GIOIA
Monsummano Terme, via di Mezzo n° 527 Loc.Bizzarrino - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Tel. 0572 640358
Attività proposta: mini corso per la valorizzazione dei piatti poveri attraverso una presentazione simpatica, originale e spiritosa capace di rendere importante alla vista e al gusto anche piatti semplici e umili come una frittata o un pinzimonio. Possibilità di consumare merenda e/o pranzo.

PREPARIAMO IL PANE - IL VOLPINO
San Marcello Pistoiese, Via Le Torri 109 - Tel. 0573 68395 - Cell. 328 6451046
Attività proposta: lezioni di cucina per imparare a preparare il pane fatto in casa e la pasta spianata. E’ possibile partecipare ad attività di degustazione con assaggio di funghi dormienti e prugnoli o, su prenotazione, consumare il pranzo a base di prodotti aziendali e del territorio.

I PRODOTTI AZIENDALI - LE DOGANE
Piteglio, Loc. Lambure 1 - Tel. 0573 69179 - Cell. 339 6360247 - 329 7948861
Attività proposta: Nel corso della giornata sarà possibile partecipare a degustazioni di prodotti aziendali, di aziende locali e a denominazione di origine toscana, sotto forma di taglieri misti di salumi, formaggi, miele, mostarde, marmellate, accompagnati da vini e birra artigianale

LA PASSEGGIATA A CAVALLO - I PIANACCI
Uzzano, Loc. Pianacci - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Tel. 0572 478905
Attività proposta: passeggiata a cavallo con arrivo al punto di ristoro per merenda, pranzo o degustazione dei prodotti dell'azienda agricola (vigneti e uliveti), e del battesimo della sella con percorso di avvicinamento al cavallo.
 
I SALUMI DI CINTA - SOCIETA’ AGRICOLA LE VIGNE
 
Montale, Via Logli,  9 - Tel. 0573 597835 - Cell. 348 4085287 - 333 7296961 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Attività proposta: visita guidata alle attività aziendali (produzione di salumi di cinta e altro) e pranzo composto da antipasto, bis di primi, secondo con contorno, dolce e bevande.

Redazione Floraviva

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Al termine della visita di ieri a Pescia, al Teatro Pacini,  il presidente della Regione Toscana ha risposto positivamente a gran parte delle richieste per Pescia di Oreste Giurlani e ha lanciato l’iniziativa «Pescia città dell’infanzia». ai 10 milioni per il mercato dei fiori, in particolare per la struttura, ma ci vuole un business plan sostenibile con fondi anche privati. al progetto su Collodi, ma senza snaturare il contesto paesaggistico e a lotti. Aiuti per l’autonomia dell’Istituto agrario e per il parcheggio dell’ospedale, su cui assicura il potenziamento dei livelli di assistenza e la qualità
 
Con la visita di ieri del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, al suo fianco dal pomeriggio fino alla notte, Oreste Giurlani, candidato sindaco del centrosinistra, ha messo in campo nella sfida elettorale per il comune di Pescia la sua capacità di dialogo con il livello istituzionale regionale, frutto anche dell’esperienza accumulata alla presidenza di Uncem Toscana. Una vocazione al dialogo interistituzionale che si è manifestata sin dalla prima tappa a Collodi, nel tardo pomeriggio, presso la fondazione nazionale Carlo Collodi, alla presenza del segretario Pier Francesco Bernacchi, a cui è intervenuto anche Luca Menesini, candidato sindaco a Capannori, comune confinante con Pescia e interessato al progetto polifuzionale di ampliamento del parco di Pinocchio.
Alle numerose richieste avanzate a Rossi nel corso del tour e poi riassunte da Oreste Giurlani, in tarda serata all’appuntamento al Teatro Pacini organizzato da Insieme per Pescia, in un appassionato discorso in cui ha toccato tutti i punti del suo programma - dopo gli interventi sulla scuola di Siriana Becattini, sulla cultura di Francesca Giurlani e sul florovivaismo di Giorgio Bartolini -, il governatore della Toscana ha risposto infatti con diversi e significativi e con una proposta concreta «per lasciare un segno»: l’idea di «Pescia città dell’infanzia», in quanto sede di un convegno annuale o biennale da organizzare con i massimi esperti e in grado di incidere sul dibattito nazionale e internazionale sull’argomento
Ma vediamo i (in certi casi condizionati) di Enrico Rossi a Oreste Giurlani. al progetto su Collodi, che è «interessante» e di rilevanza internazionale, anche perché i circa 100 mila biglietti all’anno staccati al parco di Pinocchio non sono poca cosa e potrebbero allettare i privati. Ma per Rossi il progetto va rivisto, «scaglionato nel tempo» e vanno trovati dei «privati rispettosi del contesto paesaggistico», perché fare una Disneyland potrebbe avere effetti indesiderati. (E a proposito di Disneyland, va segnalato che durante il faccia a faccia con Rossi nel pomeriggio a Collodi, Bernacchi ha annunciato che proprio nei giorni scorsi, per la prima volta, la Disneyland ha contattato la fondazione Collodi dichiarandosi disponibile a fare alcune concessioni e aperture sull’uso del marchio che detiene su Pinocchio, marchio che finora, ha detto Bernacchi, aveva impedito alla fondazione la realizzazione di alcuni progetti internazionali.) Come ha spiegato Rossi, il dossier del progetto su Collodi sarà messo nelle mani dell’assessore regionale alla cultura Sara Nocentini
Un altro di peso di Rossi, nel suo intervento conclusivo nell’affollato teatro Pacini, ha riguardato il mercato dei fiori. Tema su cui si era confrontato qualche ora prima con alcuni operatori del florovivaismo e rappresentanti di categoria dell’agricoltura nella tappa con Giurlani all’Istituto agrario Anzilotti, ospiti della preside Siriana Becattini. A cominciare da Franco Baldaccini, amministratore unico di Mefit (Mercato Fiori Piante ToscanaCittà di Pescia), che ha dato atto a Giurlani della costante attenzione da lui riservata al mercato dei fiori da quando ha deciso di candidarsi a sindaco, con una presenza quasi giornaliera al mercato. E ciò ha fatto che, anche grazie alla maggiore presenza delle associazioni di categoria, gli operatori del mercato (più di 700 aziende) riprendessero un po’ di fiducia e convinzione. «A darci un’ulteriore speranza è stato il sindaco di Essen – ha detto Baldacciniaprendoci le porte a una partecipazione organizzata alla prossima edizione dell’importante fiera tedesca sull’ortoflorovivaismo. Inoltre stiamo lavorando a un pif (progetto integrato di filiera) che possa essere idoneo a questa realtà e, se poi la Regione ci sarà vicina su queste iniziative e sulla sistemazione della struttura, certamente potremo fare altri passi in avanti, dopo il pareggio di bilancio ottenuto l’anno scorso con Mefit». Sandro Orlandini, presidente di Cia Pistoia, ha sostenuto che «c’è la sensazione che a Pescia sia in atto uno scatto di orgoglio, perché Oreste è presente, ha esperienza ed è già riuscito in passato ad intercettare risorse importanti. Noi crediamo che qui la floricoltura abbia bisogno di una mano, ma che il tessuto sia ancora vitale e che con alcuni interventi mirati, proseguendo l’azione avviata da Mefit, si possono ottenere risultati importanti. Le aziende rinnovandosi, iniziando a rifornirsi di fonti di energie alternative ai combustibili fossili possono offrire una prospettiva di lavoro anche per i giovani. E poi abbiamo notato una certa vitalità da parte della coalizione che appoggia Giurlani». Orlandini ha concluso ricordando l’ottimo operato della preside Becattini alla guida dell’Istituto agrario Anzilotti, che è una vera eccellenza del territorio. Maurizio Procissi, alla guida di Coldiretti Pescia, ha detto che «il florovivaismo è una realtà viva, che grazie all’impegno di tutti gli operatori e delle loro famiglie è una realtà viva. Loro ci credono, perché non dobbiamo crederci noi? Hanno investito anni di sacrificio, hanno investito i risparmi. Abbiamo bisogno di ritirare le fila intorno all’ex Comicent, ora Mefit. Intorno a quello dobbiamo cercare di ricostruire tutto. Abbiamo un Istituto tecnico agrario meraviglioso che può essere e già lo è il mezzo per realizzare tante iniziative sull’agricoltura. Le condizioni per il rilancio ci sono tutte. Abbiamo solo bisogno di un aiuto e l’aiuto lo deve dare l’organismo più importante, la Regione, perché il florovivaismo, anzi lo allargo ancor di più, l’ortoflorovivaismo esiste ed è una realtà forte che permette a centinaia di persone legate alle loro famiglie di non andare» ad aumentare le file dei disoccupati.     
Enrico Rossi, la sera al teatro Pacini, stimolato anche dalle parole di Oreste Giurlani, che nel suo discorso ha sottolineato a più riprese le esigenze dell’agricoltura e dell’ambiente (no al Business park, cemento zero, prevenzione del dissesto idrogeologico tramite il Consorzio di bonifica), ha dichiarato che il mercato unico dei fiori si farà a Pescia e che i 10 milioni della Regione arriveranno, purché ci sia un progetto di gestione economica credibile e sostenibile. «Noi ci possiamo impegnare sulla struttura – ha detto Rossi –, a condizione che qualcuno si presenti con un progetto capace di mantenersi in equilibrio annualmente. I cofinanziamenti che si possono trovare non bastano di per , ma possono fare la differenza se ci sono imprenditori disposti a investire». Rossi ha ricordato, senza entrare nei dettagli dei pif dell’agricoltura - di cui si occupa l’assessore Gianni Salvadori (atteso a Pescia con Giurlani il 22 maggio) –, che in generale sui capitoli ricerca, innovazione ed energie rinnovabili esistono bandi che consentono di ottenere cofinanziamenti a fondo perduto dal 25 al 30 per cento. Ma «i soldi li dobbiamo dare agli imprenditori che intendono investire. Altrimenti diventa impossibile il rilancio. Poi sulla struttura, su cui è più difficile trovare fondi europei, i soldi li metterà la Regione». Non è casuale quindi che Oreste Giurlani abbia molto insistito sul cambio di mentalità che il Comune di Pescia farà se lui, con la sua coalizione di cinque liste e 80 candidati consiglierifinalmente il centrosinistra unito dopo diversi anni!»), verrà eletto sindaco. Bisogna passare, ha detto, a una «politica dei progetti, della capacità progettuale», perché senza questo passaggio è impossibile interloquire con gli altri livelli istituzionali e accedere ai finanziamenti.
Tra gli altri e punti di impegno di Rossi verso Giurlani e Pescia, ricordiamo sinteticamente i seguenti: «l’ospedale di Pescia non è in discussione» e «non regrediremo sui livelli di assistenza garantiti», con tra l’altro le dovute sostituzioni dei primari che andranno in pensione (Giurlani aveva evidenziato quanto fosse essenziale la valorizzazione dei dipendenti dell’ospedale e delle loro professionalità); un aiuto sarà dato dalla Regione anche per il parcheggio dell’ospedale. Sulla questione dell’autonomia necessaria all’Istituto tecnico agrario Anzilotti per fare un ulteriore salto di qualità, Rossi ha detto che in effetti in passato «siamo stati troppo rigoristi» e che lui si impegnerà per aiutare l’istituto delegando però ad affrontare il problema l’assessore regionale competente, Emmanuele Bobbio. Infine, Rossi ha detto che farà quanto possibile perché si arrivi a un investimento sulla linea ferroviaria FirenzeLucca. E’ inaccettabile, ha osservato, che si spendano tanti soldi per l’alta velocità, che riguarda, a essere generosi, 100 mila passeggeri, mentre non si trovano i soldi per le linee regionali, che riguardano 3 milioni e 600 mila persone.
«Pescia è una cittadina che è stata ed è importante – ha concluso Rossi – che deve iniziare a riprendere la strada del dinamismo. La città ha risentito della crisi generale e delle miopi politiche di rigore dettate dall’Unione europea, che hanno portato in Europa a 25 milioni di disoccupati e in Italia a un debito salito al 130%. Ma qui tutto questo si è fatto sentire di più perché c’è stata un’amministrazione comunale poco brillante, poco capace di relazionarsi con gli altri livelli istituzionali. Con Oreste candidato ci sono tutte le condizioni per un rilancio. Lo conosco e so che quando morde il ferro, il ferro si piega». 
 
Redazione Floraviva

Toscana in buona salute. E' quanto emerge anche dall'XI edizione del Rapporto Osservasalute 2013, sullo stato di salute e qualità dell'assistenza nelle regioni italiane, presentato oggi a Roma, al Policlinico universitario Agostino Gemelli. Il Rapporto, che ogni anno analizza la salute della popolazione e la qualità dell'assistenza sanitaria nelle diverse regioni, è frutto del lavoro di 165 esperti, ed è pubblicato dall'Osservatorio nazionale sulla Salute nelle Regioni, che ha sede all'Università Cattolica di Roma.

 
Il presidente della Regione esprime soddisfazione per questi risultati, che considera uno stimolo a fare sempre di più e meglio, e per i quali ringrazia gli operatori sanitari. A questa soddisfazione si associa l'assessore al diritto alla salute, che osserva che gli sforzi fatti da tutti in questi due anni stanno dando ottimi risultati, come già confermato nei mesi passati dal Piano Nazionale Esiti, dalla cosiddetta Griglia Lea (Livelli essenziali di assistenza), e anche dal Rapporto SDO, sull'efficienza e appropriatezza delle prestazioni ospedaliere.
Questi i dati più significativi che emergono dal Rapporto. La speranza di vita alla nascita è 80,2 anni per i maschi ed 85 per le femmine: in Toscana si vive in media circa 10 mesi in più per gli uomini e 6 mesi in più per le donne rispetto al resto del Paese. In particolare, i maschi toscani hanno guadagnato 153 giorni di speranza di vita grazie alla riduzione della mortalità per tumori (guadagno medio nazionale di 116); per le donne il guadagno maggiore si è avuto per riduzione della mortalità per malattie del sistema circolatorio (181 giorni contro 117 giorni di guadagno medio italiano), a cui fa seguito un guadagno di 107 giorni per riduzione della mortalità per tumori (a livello nazionale: 31 giorni).
Conseguentemente, la Toscana è tra le regioni italiane più interessate dal fenomeno dell'invecchiamento della popolazione, con ben 187,3 anziani (over- 65) ogni 100 giovani (0-14 anni), a fronte di un valore nazionale 148%.
Inoltre presenta la più alta percentuale di ultra65enni maschi con disabilità che vivono soli (41,59% vs dato italiano del 19,93%), da cui deriva un elevato carico economico e sociale sulla popolazione attiva. Spetta anche alla Regione Toscana il primato della minore percentuale in Italia di anziane sane che vivono sole (28,17% vs dato nazionale del 35,39%).
La Toscana si riconferma al primo posto per consumo di antidepressivi, con 55,1 dosi giornaliere per 1000 abitanti (vs valore nazionale del 36,8), anche se si registra una lieve flessione rispetto al dato dello scorso anno (55,8 DDD/1000 ab.die), così come risulta diminuito, seppur di poco, il tasso di suicidio (7,56 per 100.000 vs 7,81 dello scorso anno).
Quanto alle performance economico-finanziarie, continuano a decrescere il rapporto toscano spesa/PIL, raggiungendo il 6,43%, 0,6 punti percentuali in meno rispetto al valore medio italiano e la spesa pro capite per consumo di farmaci a carico del SSN, diminuita di 14,3 euro rispetto al 2011. I toscani contribuiscono di meno alla spesa farmaceutica mediante ticket rispetto alla media italiana, spendendo di tasca propria il 9,3% della spesa totale, a fronte del 12,2% della media italiana.
Buona la pagella, come sempre negli ultimi anni, per le performance di assistenza ospedaliera, come testimoniato dai suoi indicatori di efficienza ed appropriatezza:
• il tasso standardizzato di dimissioni ospedaliere (valore toscano 143,5 per 1.000 vs dato italiano di 163,5),
• più basso di circa 5 punti rispetto al 2011;
• la degenza media preoperatoria, che in Toscana è di circa 0,4 giorni in meno rispetto alla media nazionale;
• la percentuale di pazienti operati per frattura del femore entro 48 ore, aumentata dallo scorso anno di ben 13,3 punti, superando di gran lunga il dato italiano (valore toscano 69,3% vs valore nazionale di 44,7%);
• i parti per taglio cesareo, inferiori di ben il 10,38% rispetto al dato medio italiano.
A questi indicatori, il rapporto di quest'anno aggiunge i dati di mobilità ospedaliera: la Toscana mostra un saldo di mobilità positivo che identifica una capacità di attrattiva di pazienti ospedalieri (11,2%), superiore alla percentuale di pazienti residenti "fuggiti" in altre Regioni (5,7%).
Il quadro positivo che emerge è il frutto del perseguimento di una virtuosa programmazione sanitaria regionale indirizzata alla qualità ed alla equa accessibilità delle cure, come testimoniato dal trend degli ultimi anni. Anche i dati 2012 del Programma Nazionale Esiti, attribuiscono alla Toscana la più alta percentuale di prestazioni ospedaliere migliori della media.
 
Redazione Floraviva