Il vivaista
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- Scritto da Andrea Vitali
"Mezzi tecnici per la produzione vivaistica" organizzato da Green Agorà by Greenitaly, si terrà giovedì 13 marzo alle ore 11:00 nella sala Grandonio del Palazzo Comunale di Pistoia, in Piazza del Duomo n.1 al quale interverranno Alessandro Tomasi, Sindaco di Pistoia, Francesco Ferrini, Presidente del Distretto Vivaistico-Ornamentale di Pistoia, e Gianluca Burchi del CREA. Incontro moderato da Renato Ferretti.
Il focus dell’incontro sarà "Mezzi tecnici per la produzione vivaistica", un tema centrale per l’innovazione e la sostenibilità nel settore.
PROGRAMMA
ORE 11.00 – Introduzione
Alessandro Tomasi, Sindaco di Pistoia
ORE 11.15 – Interventi
Francesco Ferrini, Presidente del Distretto Vivaistico-Ornamentale di Pistoia
"Il sistema vivaistico pistoiese. Prospettive, opportunità e sinergie"
Gianluca Burchi, CREA
"Orticultura e florovivaismo"
ORE 12.00 – Conclusioni
Gloria Oppici, Project Leader Greenitaly - Fiere di Parma
"Presentazione Greenitaly 2025"
Modera l’incontro Renato Ferretti.
L’incontro sarà un momento di confronto tra esperti del settore e professionisti della filiera vivaistica, con particolare attenzione alle innovazioni tecniche e alle prospettive di crescita del comparto.
Andrea Vitali
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Il cambiamento climatico altera i cicli vitali degli alberi, aumentando i rischi per la loro salute. Il professor Francesco Ferrini lo spiega a Floraviva.
Gli inverni miti, una delle conseguenze più evidenti del cambiamento climatico, stanno avendo un impatto significativo sugli alberi, alterandone i cicli di crescita e riducendone la capacità di tollerare gli stress ambientali. Secondo il professor Francesco Ferrini, ordinario di Arboricoltura e Coltivazioni Arboree all'Università di Firenze, le temperature invernali insolitamente alte possono provocare una serie di cambiamenti nella fisiologia e nella fenologia delle piante, mettendole a dura prova.
Problemi fisiologici
Uno degli effetti principali di un inverno più caldo è lo stress idrico. Le precipitazioni invernali possono diminuire e, in combinazione con temperature elevate, nelle specie sempreverdi aumentano i tassi di evaporazione e traspirazione delle piante. Poiché le radici degli alberi sono spesso in stato di dormienza e non possono assorbire acqua in modo efficiente, la mancanza di umidità nel suolo può compromettere la loro salute.
Inoltre, il freddo invernale, oltre che avere effetti sulla differenziazione a fiore delle gemme, funge da regolatore naturale per parassiti e agenti patogeni. Inverni miti favoriscono la sopravvivenza e la proliferazione di insetti e funghi patogeni che, in condizioni normali, sarebbero ridotti dal gelo. Questo porta a un aumento delle infestazioni e delle malattie, con conseguenze dirette sulla vitalità degli alberi.
Un altro problema è il risveglio precoce delle piante. Molti alberi necessitano di un certo numero di ore di freddo per garantire un ciclo vegetativo equilibrato. Se le temperature rimangono sopra la soglia necessaria, le gemme possono iniziare a svilupparsi troppo presto, rendendo la pianta vulnerabile alle gelate tardive che possono danneggiare irreversibilmente i tessuti vegetali.
Problemi fenologici
Dal punto di vista fenologico, gli inverni miti alterano i cicli di fioritura. La mancanza di un periodo freddo sufficiente può comportare fioriture anticipate o irregolari, come è accaduto quest’anno con albicocchi e susini in fiore già a dicembre, con impatti negativi sulla produzione di frutti e semi. In particolare, alcune specie arboree potrebbero avere difficoltà nella fecondazione a causa di uno sfasamento con la comparsa degli impollinatori, influenzando così negativamente la biodiversità locale.
Un ulteriore problema riguarda la produzione di semi, che può risultare disallineata rispetto alla disponibilità delle risorse ambientali. Se i semi maturano in periodi anomali, il loro potenziale di germinazione e attecchimento può essere compromesso, mettendo a rischio la rigenerazione naturale delle foreste e la stabilità degli ecosistemi.
Strategie di adattamento
Per mitigare questi effetti, diventa sempre più urgente adottare strategie di gestione sostenibile del verde urbano e forestale. Tecniche come la scelta di specie arboree più resilienti, l’irrigazione mirata durante periodi critici e il monitoraggio fitosanitario per prevenire epidemie di parassiti possono contribuire a ridurre i danni. Allo stesso tempo, la ricerca scientifica deve continuare a studiare gli impatti del cambiamento climatico sulle piante per sviluppare soluzioni innovative ed efficaci.
La sensibilizzazione dell’opinione pubblica e l’adozione di politiche di mitigazione climatica, conclude Ferrini, rappresentano passi fondamentali per garantire, nel lungo termine, la sopravvivenza e la salute degli alberi in un mondo in continua evoluzione.
Andrea Vitali
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Focus su biodiversità e tecnologie per città più verdi e resilienti durante l' “European Network for the Integrative Approach of Urban Forestry”
Dopo l'apertura istituzionale del 10 marzo, domani, 11 marzo 2025, entra nel vivo il convegno internazionale “European Network for the Integrative Approach of Urban Forestry”, organizzato dalla rete COST Action CA23148 e ospitato presso la Slovak Academy of Sciences a Bratislava. La giornata sarà aperta a tutti gli stakeholder del settore, con interventi di esperti di rilievo internazionale.
Tra i principali relatori, Francesco Ferrini dell'Università di Firenze analizzerà il tema delle “città verdi a prova di futuro”, con particolare attenzione alla biodiversità urbana e alla resilienza climatica. Martin Mokroš, dell’University College London, presenterà invece le più recenti applicazioni del telerilevamento multidimensionale nella gestione delle foreste urbane.
I lavori proseguiranno con incontri dei gruppi di ricerca e sessioni parallele per discutere soluzioni innovative per l'integrazione del verde nelle città europee. Obiettivo dell’evento è creare una rete di collaborazione tra istituzioni accademiche, enti pubblici e imprese per sviluppare strategie efficaci di forestazione urbana.
L’iniziativa, finanziata dall’Unione Europea, offre un'importante occasione di confronto tra esperti e amministratori pubblici per affrontare le sfide ambientali delle città del futuro.
Per seguire l’evento e partecipare online: sito ufficiale.
Redazione
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Il presidente del Distretto Rurale Vivaistico Ornamentale di Pistoia, Francesco Ferrini, lancia un allarme chiaro e preoccupante: “I furti nei vivai pistoiesi sono diventati una piaga sociale che sta creando seri problemi a un settore produttivo di eccellenza, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Non si tratta più di episodi sporadici, ma di un fenomeno sistematico che minaccia non solo i produttori, ma l’intero indotto, coinvolgendo trasporti, logistica, commercio e servizi, e contribuendo in maniera significativa all’economia locale e nazionale.”
Le dichiarazioni di Ferrini arrivano in un momento di forte preoccupazione per il settore, dopo le ultime gravi vicende che hanno visto, tra il 24 e il 25 febbraio, il furto di oltre 10.000 piante nelle zone di Ramini, San Pantaleo e Casalguidi, colpendo tre aziende di riferimento del distretto. Nonostante l’impegno delle forze dell’ordine, il fenomeno non accenna a diminuire e i vivaisti sono costretti a investire cifre sempre più alte in misure di sicurezza.
Ferrini sottolinea l’urgenza di un intervento deciso da parte delle istituzioni: “Nonostante gli sforzi per proteggere le aziende con recinzioni, telecamere e sorveglianza privata, i malviventi trovano sempre nuovi modi per colpire, alimentando un senso di frustrazione e insicurezza non solo tra i vivaisti, ma anche tra i cittadini. Perché questi furti non sono solo un danno economico per gli imprenditori: generano un clima di paura e insicurezza che si diffonde ben oltre i confini del settore.”
Il presidente del distretto chiede provvedimenti urgenti: “È indispensabile un intervento deciso, con leggi più severe, maggiori controlli e un rafforzamento degli strumenti di prevenzione e repressione. Occorre proteggere chi lavora onestamente e garantire che il patrimonio produttivo di Pistoia non diventi terreno fertile per la criminalità. Perché difendere i vivai significa difendere l’identità, l’economia e la sicurezza di un intero territorio.”
La richiesta del Distretto si unisce a un’escalation di denunce e segnalazioni che evidenziano come i furti nei vivai pistoiesi non siano un problema isolato, ma un’emergenza strutturale. Il rischio è che questa situazione comprometta la competitività di un comparto strategico per l’economia italiana, minando la fiducia degli investitori e penalizzando la crescita dell’intero distretto vivaistico.
Andrea Vitali
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Il verde urbano non è un costo, ma un investimento strategico per il futuro delle città. È questo il principio chiave della Carta di Spoleto, documento elaborato durante il Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini il 13 ottobre 2023. La Carta propone una visione innovativa della pianificazione urbana, promuovendo l’integrazione delle infrastrutture verdi nelle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici.
Il testo raccoglie studi e ricerche sulle reti ecologiche e sulle infrastrutture verdi, strumenti essenziali per tutelare la biodiversità e migliorare la qualità della vita urbana. Attraverso esempi concreti, la Carta dimostra come gli alberi e le aree verdi generino Servizi Ecosistemici con benefici economici tangibili: dalla riduzione dell’inquinamento atmosferico al risparmio energetico, fino all’aumento del valore immobiliare nelle aree verdi.
Gli esperti sottolineano la necessità di un cambio di prospettiva nella gestione del verde pubblico, considerandolo parte integrante della resilienza urbana. Il documento fornisce inoltre linee guida per le amministrazioni locali su come integrare soluzioni naturali nella pianificazione del territorio, coinvolgendo le comunità nella gestione sostenibile delle risorse verdi.
Ecco una sintesi delle aree principali trattate:
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Contributi scientifici: Studi e ricerche che approfondiscono l'importanza delle infrastrutture verdi nelle città, con approcci innovativi per l'integrazione nel piano urbanistico. Ad esempio, il progetto delle infrastrutture verdi nel piano urbanistico e l'analisi dei metodi e degli strumenti per la loro implementazione.
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Progetti pratici e applicativi: Applicazione di concetti come reti ecologiche e Greenway per migliorare la funzionalità ecologica e la qualità del paesaggio urbano. Un esempio è lo studio della realizzazione di Greenway della Valle Spoletina come esperienza pilota.
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Contributi tecnico-gestionali: Focus sulla gestione delle infrastrutture verdi in ambito urbano, come l'integrazione degli aspetti fitosanitari nelle normative amministrative comunali e la partecipazione delle comunità locali nella pianificazione di aree verdi.
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Sostenibilità e ricerca applicata: Approfondimenti su come le Nature-based Solutions possano essere utilizzate per migliorare la sostenibilità ambientale e combattere i cambiamenti climatici.
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Innovazione e tecnologie: Il contributo di esperti che discutono l'uso di tecnologie avanzate nel settore delle infrastrutture verdi, tra cui soluzioni naturali per il rafforzamento della biodiversità urbana.
La Carta di Spoleto si propone come punto di riferimento per una nuova cultura del verde urbano, in cui la sua multifunzionalità venga riconosciuta e valorizzata come leva di sviluppo sostenibile per le città del futuro.
Redazione
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Dalla fiera Myplant & Garden di Milano, il presidente FNP Florovivaistica di Confagricoltura, Luca De Michelis, rilancia l’appello per il florovivaismo: più incentivi fiscali per il bonus verde, un fondo europeo per la cultura del verde nelle scuole, maggiori controlli sulle importazioni e investimenti in nuove tecniche genomiche per contrastare fitopatie e cambiamenti climatici.
L'Italia si conferma terzo produttore di fiori e piante nell'Unione Europea, dietro a Paesi Bassi e Spagna, con un comparto florovivaistico in salute e in crescita. Secondo le prime stime del 2024, il settore ha registrato un aumento dell'1% nei volumi e del 3,5% nel valore complessivo, raggiungendo i 3,25 miliardi di euro. Un incremento significativo rispetto alla media UE-27, segnale di un comparto dinamico e competitivo.
In occasione del My Plant & Garden di Milano, Confagricoltura ha ribadito il suo impegno a favore del settore, sostenendo l'importanza di interventi mirati per superare le barriere commerciali, incentivare la ricerca e rafforzare i controlli alle importazioni. "Abbiamo contribuito alla definizione della Legge Delega al Governo per il florovivaismo, un passo fondamentale per un quadro normativo organico che tuteli e sviluppi il comparto. Ora è il momento di misure concrete per la competitività delle imprese", ha dichiarato Luca De Michelis, presidente FNP Florovivaistica di Confagricoltura.
Durante la fiera, Confagricoltura ha organizzato un convegno insieme ad Assoverde e Kèpos, con la partecipazione di esperti del settore, evidenziando cinque priorità strategiche:
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1. Potenziamento del "bonus verde", con maggiori incentivi fiscali e riduzione della durata del credito d'imposta;
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2. Creazione di un fondo europeo per diffondere la cultura del verde nelle scuole;
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3. Maggiore controllo sulle importazioni e rimozione delle barriere commerciali;
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4. Investimenti nella ricerca, con focus sulle nuove tecniche genomiche (NGT) per contrastare fitopatie e cambiamenti climatici;
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5. Miglioramento della rete idrica per supportare la produttività sostenibile.
Un'attenzione particolare è stata posta sul Regolamento Europeo PPWR (2025/40) in tema di imballaggi, che riconosce i vasi per piante e fiori come mezzi di produzione e non come imballaggi, facilitando così la loro gestione normativa.
Infine, Confagricoltura ha sottolineato l'importanza del progetto "Libro Bianco del Verde", promosso con Assoverde e Kèpos, per sensibilizzare istituzioni e cittadini sul ruolo strategico del florovivaismo nella qualità della vita, nella salute e nel benessere psicofisico della collettività.
Redazione





