Il vivaista

Il 31 maggio a Monopoli (BA), ANVE e Vivai Capitanio organizzano la XVII Giornata del Vivaismo Mediterraneo, evento con focus su sostenibilità e innovazione nel settore florovivaistico.

Sabato 31 maggio 2025, presso la sede dei Vivai Capitanio in Contrada Conghia 298, Monopoli (BA), si svolgerà la XVII Giornata Nazionale del Vivaismo Mediterraneo, appuntamento di riferimento per il settore, organizzato da ANVE in collaborazione con i Vivai Capitanio. Tema centrale di questa edizione sarà “Sostenibilità: non più filosofia ma realtà concreta anche nel florovivaismo”, riflettendo il passaggio dalle dichiarazioni d’intenti a pratiche operative nel comparto.

La giornata offrirà momenti di networking e confronto tra operatori del settore, arricchiti da interventi tecnici e approfondimenti tematici. Tra le novità, la sessione pomeridiana in collaborazione con AICG, per proseguire il dialogo tecnico su aspetti chiave della sostenibilità applicata alla produzione vivaistica.

L’evento gode del patrocinio di CONAF e CNPAPAL, prevedendo il riconoscimento di crediti formativi professionali (CFP) per Dottori Agronomi, Dottori Forestali, Periti Agrari e Periti Agrari Laureati, secondo i rispettivi regolamenti.

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione online tramite il link dedicato. ANVE invita professionisti, aziende e stakeholder del florovivaismo a non perdere questa occasione di aggiornamento e condivisione.

Redazione

Il settore florovivaistico italiano chiude il 2024 con segnali contrastanti: i distretti di Pistoia e del Ponente Ligure, principali poli di riferimento, registrano un incremento a valore dell’export che nasconde però un calo nei volumi effettivamente venduti. Lo evidenziano i dati del Monitor dei Distretti Agroalimentari di Intesa Sanpaolo, che quantificano in 350 milioni di euro le esportazioni del distretto di Pistoia (+0,2% sul 2023) e in 184 milioni di euro quelle del Ponente Ligure (+10,6%).

L’aumento dei valori esportati è infatti da attribuire principalmente alla dinamica dei prezzi di vendita, cresciuti in risposta alla pressione sui costi energetici, dei fertilizzanti e della logistica. Questo ha compensato la contrazione dei volumi fisici esportati, segno di un mercato estero che, pur apprezzando la qualità del prodotto italiano, ha mostrato una riduzione nella domanda quantitativa.

Nel caso di Pistoia, il saldo annuo si mantiene appena positivo (+0,2%), ma il dettaglio trimestrale svela una chiusura d’anno in calo: il quarto trimestre ha registrato un -3,6%, dopo una ripresa nei mesi centrali (+5,5% nel secondo trimestre, +1,3% nel terzo). La flessione di fine anno si inserisce in un contesto di razionalizzazione della domanda sui principali mercati europei.

Diverso il quadro per il Ponente Ligure, che archivia il 2024 con un incremento a valore del +10,6%, beneficiando di un forte recupero nel terzo (+32,3%) e quarto trimestre (+20,7%). Tuttavia, anche in questo caso, il rialzo è da leggere alla luce dell’aumento dei listini, più che di effettivi incrementi di produzione o vendite in volume.

Già lo scorso aprile, in occasione della pubblicazione dei dati ISMEA, su Floraviva avevamo evidenziato come l’export florovivaistico italiano mostrasse segnali di contrazione nei volumi, mascherati da un aumento generalizzato dei prezzi. Un’analisi che trovava conferma nei numeri: 1.173 milioni di euro di export nei primi undici mesi del 2024 (-2% rispetto al 2023), nonostante rincari medi tra il 5% e il 7% sui listini. I dati appena diffusi da Intesa Sanpaolo, relativi ai distretti di Pistoia e del Ponente Ligure, si inseriscono perfettamente in questo scenario, confermando che la crescita a valore è trainata più dai prezzi che da effettivi aumenti di volume. Ne emerge un quadro chiaro: la contrazione dei volumi è strutturale e richiede una riflessione strategica sull’intero comparto florovivaistico.

Per approfondire il contesto e la lettura dei dati nazionali, rimandiamo all’editoriale pubblicato su Floraviva il 22 aprile 2025:
Florovivaismo: export 2024 -2% secondo i dati ISMEA a rischio il saldo.

Redazione

Dati Eurostat: l’Italia riduce le vendite di pesticidi del 44% in 10 anni, il calo più marcato insieme al Portogallo. Spagna, Francia e Germania tra i maggiori consumatori, ma con differenze significative.


Nel 2023, l’Unione Europea ha registrato il livello più basso di vendite di pesticidi dal 2011: circa 292mila tonnellate, segnando un calo del 9% rispetto al 2022 e del 18% rispetto al 2021. A riportarlo è Eurostat che evidenziano una tendenza di fondo verso pratiche agricole più sostenibili.

Le categorie principali di pesticidi venduti restano i fungicidi e battericidi (39%), gli erbicidi e diserbanti (36%) e gli insetticidi e acaricidi (17%), prodotti di rilievo anche per il florovivaismo e la protezione delle colture ornamentali.

Italia e Portogallo al top per riduzione
Tra il 2011 e il 2023, l’Italia ha ridotto del 44% le vendite di pesticidi, registrando la performance più virtuosa a livello UE, al pari del Portogallo. Un risultato che conferma la transizione ecologica del comparto agricolo e florovivaistico italiano, già fortemente orientato verso la difesa integrata e le tecniche di coltivazione a basso impatto.

Francia, Spagna e Germania: grandi consumi, ma trend diversi
Nel 2023, Francia (23% del totale UE), Spagna (18%), Germania e Italia (14% ciascuna) hanno rappresentato le quote più elevate di vendite di pesticidi. Questi quattro paesi coincidono con i principali produttori agricoli dell’UE, ma il loro andamento nel decennio mostra differenze:

  • Francia: mantiene volumi elevati, ma con una progressiva stabilizzazione rispetto al decennio precedente.

  • Germania: stabili le vendite in rapporto alla produzione agricola, con una lieve tendenza alla riduzione.

  • Spagna: conferma il secondo posto in Europa per consumi, con riduzioni più contenute rispetto a Italia e Portogallo.

Olanda assente dai cali significativi
Non emergono variazioni rilevanti per i Paesi Bassi nel periodo 2011-2023, con consumi che restano tra i più alti pro-capite in Europa per via della forte intensificazione produttiva, soprattutto in orticoltura protetta.

Europa a due velocità
Complessivamente, tra i 21 paesi UE con dati disponibili, 16 hanno registrato cali nelle vendite, mentre 5 mostrano aumenti, in particolare Lettonia (+55%), Austria (+52%) e Lituania (+11%), segno di una riduzione ancora disomogenea.

Per l’Italia e il suo settore florovivaistico, questi dati confermano la validità del percorso verso una produzione di qualità, rispettosa dell’ambiente e in linea con le aspettative del mercato globale.

Redazione


A Masagne Luigi Argese, con BambooPro Srl, ha creato una foresta di bambù che cattura CO₂ e vende crediti di carbonio attraverso una piattaforma certificata secondo UNI/PdR 156:2024.


Nel cuore della Puglia, a Mesagne (Brindisi), su 1,22 ettari è attivo un progetto che unisce innovazione, agricoltura e sostenibilità. È la prima foresta italiana di bambù capace di generare crediti di carbonio certificati grazie a un protocollo formale conforme allo standard UNI/PdR 156:2024. Promotore dell’iniziativa è Luigi Argese, agricoltore e ingegnere, che in collaborazione con la società BambooPro Srl ha attivato un sistema di vendita trasparente e tracciabile dei crediti su blockchain.

Il progetto, avviato nel 2019 e attivo fino al 2049, utilizza piante di Phyllostachys edulis fornite da OnlyMoso Nurseries. L'assorbimento netto stimato supera le 7.700 tonnellate di CO₂, dopo le detrazioni prudenziali e la riserva di buffer. Le attività sono monitorate regolarmente secondo un piano dettagliato allegato al progetto.

I crediti generati sono vendibili attraverso BambooPro, che detiene i diritti di certificazione e vendita sulla base di un contratto di coltivazione e consegna con l’Azienda Agricola Argese. Il progetto ha già completato una prima vendita verso una società francese (non nominata nei documenti), dimostrando come anche su piccola scala il florovivaismo possa contribuire concretamente alla transizione ecologica.

Nota: Per l’acquisto diretto dei crediti, è possibile rivolgersi a BambooPro Srl tramite il sito bamboopro.org o consultare il documento di progetto completo (Cod. 23-144) che include metodologia, monitoraggio e bilancio carbonico.

Andrea Vitali

Ordine agronomi e CREA organizzano una mattinata dedicata alla fitoiatria, con interventi istituzionali e tecnici su colture produttive e verde urbano. Appuntamento il 15 maggio a Roma.


Come possiamo difendere efficacemente piante, alberi ornamentali, colture produttive e parchi urbani dalle minacce fitosanitarie? Quali sono i mezzi, le tecniche e le strategie più efficaci e sostenibili oggi a disposizione? Queste le domande al centro dell’incontro pubblico “Sostenibilità e difesa delle colture – indispensabile la competenza fitoiatrica del professionista”, organizzato dal CONAF in collaborazione con il CREA, che si svolgerà a Roma il 15 maggio 2025, dalle ore 10:00 alle 13:00, in Via della Navicella 2.

L’iniziativa, accreditata ai fini della formazione professionale continua per dottori agronomi e forestali e per giornalisti, si inserisce nel calendario del Festival dello Sviluppo Sostenibile ASVIS ed è pensata per promuovere una corretta informazione e competenze scientifiche nella difesa fitosanitaria.

La mattinata si aprirà con i saluti istituzionali di:

  • Prof. Andrea Rocchi, Presidente CREA

  • Dott. Agronomo Mauro Uniformi, Presidente CONAF

  • Prof. Matteo Lorito, Rettore Università Federico II e Presidente Fondazione Agritech

  • Maggiore Agostino Giannino, Carabinieri per la Tutela Agroalimentare

  • On. Nino Minardo, Presidente Commissione Difesa alla Camera dei Deputati

A seguire, la sessione tecnica dal titolo “Competenze professionali per la difesa fitoiatrica”, con relazioni a cura di:

  • Dott. Agronomo Antonio Capone, Consigliere CONAF

    • “La piramide d’intervento della difesa integrata. Decifrare le informazioni per pianificare le azioni”

  • Dott. Pio Federico Roversi, Direttore CREA Difesa e Certificazione

    • “Il contributo della scienza entra in campo, tra verità e falsi miti”

  • Prof. Andrea Vannini, Ordinario di patologia vegetale Università della Tuscia

    • “La fitoiatria: prendersi cura delle piante forestali”

  • Dott. Agronomo Marco Valerio Del Grosso

    • “L’approccio professionale all’orticoltura di IV gamma”

  • Dott. Agronomo Lorenzo Tosi

    • “Le sfide nella difesa delle arboree e della vite”

  • Dott. Agronomo Rosanna Zari

    • “Le soluzioni innovative nel mondo della viticoltura e dell’olivicoltura”

  • Dott. Agronomo Flavio Pezzoli

    • “Tracciabilità e sicurezza dei prodotti agroalimentari”

  • Dott. Agronomo Salvo Latino, Consigliere legislativo del Presidente Commissione Difesa della Camera dei Deputati

    • “PdL n. 1142: l’introduzione dell’obbligo della prescrizione elettronica per l’acquisto e l’uso degli agrofarmaci e fertilizzanti”

  • Dott. Manuel Bentivogli, giornalista, Capo Ufficio Stampa CONAF

    • “Comunicare con semplicità un argomento tecnico-specialistico”

Conduce e modera:

  • Cristina Giannetti, giornalista, Capo Ufficio Stampa CREA

Conclusioni e dibattito alle ore 12.30 a cura di:

  • Dott. Agronomo Renato Ferretti, giornalista e Vicepresidente CONAF

L’evento si pone come momento di riflessione e formazione su un tema che tocca da vicino la vita quotidiana, l’ambiente e la sicurezza alimentare, in un contesto aggravato da cambiamenti climatici e diffusione di organismi alieni. Proprio per questo, la fitoiatria, ovvero la medicina delle piante, assume oggi un ruolo sempre più centrale e delicato.

La partecipazione è gratuita e prevede l’assegnazione di CFP. Possibilità di registrazione sulla piattaforma SIDAF.

Redazione

Il Polerovirus PEWBVYV, trasmesso dalla mosca bianca, è stato inserito nella banca dati EPPO il 15 aprile 2025: rischi fitosanitari crescenti per le colture di peperone in Europa.

Il virus dell’ingiallimento delle vene trasmesso dalla mosca bianca del peperone, denominato Polerovirus PEWBVYV (EPPO Code: PEWBVY), è stato ufficialmente inserito nella banca dati globale dell’Organizzazione Europea e Mediterranea per la Protezione delle Piante (EPPO) lo scorso 15 aprile 2025. Questa nuova segnalazione accende un campanello d’allarme tra i professionisti del settore agroalimentare e florovivaistico, poiché il virus rappresenta una minaccia emergente per le colture di Capsicum spp., in particolare nel bacino mediterraneo.

Il PEWBVYV, classificato nel genere Polerovirus e appartenente alla famiglia Solemoviridae, è un fitovirus a RNA veicolato dalla mosca bianca (Bemisia tabaci), uno dei più importanti insetti vettori nel panorama fitosanitario globale. La sua comparsa ufficiale nei registri EPPO coincide con crescenti segnalazioni nei Paesi produttori di ortaggi in serra, dove condizioni climatiche favorevoli alla proliferazione dei vettori ne aumentano la diffusione e il potenziale impatto economico.

Pur non essendo ancora presente una scheda tecnica dettagliata, l’inserimento del PEWBVYV nella banca dati indica una crescente attenzione da parte delle autorità fitosanitarie europee. Il virus, già noto in ambito scientifico, può causare decolorazioni fogliari e perdita di produttività, con implicazioni rilevanti per le produzioni orticole destinate sia al consumo fresco sia alla trasformazione.

Il contesto di cambiamenti climatici, intensificazione delle coltivazioni e globalizzazione dei mercati incrementa il rischio di introduzione e diffusione di nuovi patogeni, e impone al settore una costante vigilanza e aggiornamento delle pratiche di monitoraggio e controllo biologico. L’annuncio dell’EPPO rappresenta dunque un invito alla prudenza per gli operatori della filiera e una priorità per le politiche agricole europee orientate alla protezione delle piante e alla sostenibilità del sistema agroalimentare.

Redazione