Bandi & Incentivi

Confindustria Toscana e Intesa Sanpaolo lanciano un piano da 17 miliardi di euro: sostegno alle imprese regionali per transizione 5.0, innovazione, export e abitare sostenibile.

AGEA posticipa al 7 luglio 2025 il termine per le domande di saldo RRV: attenzione ai requisiti per non perdere i contributi.

Ultimi giorni per accedere ai fondi OCM Vino 2025/26: fino a 4 milioni di euro per progetti promozionali dei produttori vitivinicoli emiliano-romagnoli sui mercati esterni all’UE.

La Regione Emilia-Romagna rilancia l’internazionalizzazione del settore vitivinicolo con l’apertura del bando OCM Vino – Promozione 2025/2026. La misura mette a disposizione fino a 4 milioni di euro per sostenere progetti di promozione dei vini regionali nei mercati extra-UE, con una copertura del 50% delle spese ammissibili. Una concreta opportunità strategica per rafforzare la competitività estera in un contesto in cui, secondo il Monitor dei Distretti Agro-alimentari di maggio 2024, le esportazioni italiane del vino hanno subito un leggero calo annuo (-0,7%), nonostante la ripresa degli scambi nel quarto trimestre.

Possono partecipare al bando produttori vinicoli singoli, consorzi di tutela, cooperative agricole, reti d’impresa, ATI/ATS e organizzazioni professionali, purché in regola con la normativa e con una dotazione minima di 10.000 litri di vino imbottigliato (ridotti a 5.000 litri per i progetti collettivi) risultanti al 31 luglio 2024. I progetti ammissibili comprendono campagne pubblicitarie, partecipazione a fiere internazionali, eventi B2B e B2C, ricerche di mercato e incontri con operatori esteri.

La spesa minima per accedere al contributo è di 100.000 euro, con progetti della durata di 12 mesi (16 ottobre 2025 – 15 ottobre 2026) e possibilità di anticipo fino all’80% dell’importo con garanzia fidejussoria. Le domande devono essere presentate entro le ore 13:00 dell’11 luglio 2025. Il bando, strutturato su base graduatoria, premia la tempestività e la qualità progettuale.

Per il comparto vitivinicolo emiliano-romagnolo, già protagonista in Europa, questa misura rappresenta un’occasione per consolidare e ampliare la propria presenza sui mercati mondiali, sfruttando leve promozionali strategiche a costi condivisi.

GianLuigi Casoli

Sino al 10 luglio 2025 le imprese toscane della filiera bosco-legno-vivaio possono accedere a contributi e finanziamenti della Legge Made in Italy per transizione green e digitale.

Le imprese toscane attive nel settore boschivo, della prima lavorazione del legno e nella vivaistica forestale hanno una nuova opportunità per innovare e crescere: grazie alla Legge 206/2023, nota come “Legge Made in Italy”, possono accedere a un pacchetto di incentivi che prevede contributi a fondo perduto dal 40% al 60% (fino al 65% in presenza di certificazioni ambientali) e finanziamenti a tasso agevolato per investimenti compresi tra i 50.000 e i 600.000 euro. L’obiettivo della misura, attuata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy in collaborazione con le Regioni, è favorire la transizione tecnologica e sostenibile lungo la filiera del legno nazionale.

In particolare, in Toscana, regione storicamente vocata alla produzione vivaistica e forestale, le imprese possono presentare progetti per l’acquisto di macchinari, impianti per la propagazione vivaistica, tecnologie digitali, sistemi per la tracciabilità e la gestione sostenibile delle risorse forestali. Un’attenzione particolare è riservata a chi aderisce ad Accordi di Foresta o possiede certificazioni ambientali riconosciute (FSC, PEFC, ISO 14001, EMAS), che consentono di accedere a una premialità aggiuntiva del 10%.

Per il comparto boschivo e della prima lavorazione del legno, le domande possono essere presentate fino al 10 luglio 2025, mentre per la vivaistica forestale si attende l’apertura di specifici bandi regionali, a cura della Regione Toscana e di ARTEA. Si raccomanda quindi di seguire con attenzione i canali istituzionali (BURT, PSR, portale ARTEA) per non perdere il momento utile alla candidatura.

Il provvedimento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare la competitività del comparto florovivaistico toscano, integrando qualità, innovazione, tracciabilità e sostenibilità. Per accedervi con successo è fondamentale predisporre strategie d’investimento dettagliate e affidarsi a consulenti esperti, capaci di tradurre le esigenze aziendali in progetti solidi e coerenti con le finalità del bando.

GianLuigi Casoli

Dal 18 giugno al 31 luglio 2025 domande per StartER e Fondo Energia. Agevolazioni per serre, impianti fotovoltaici, digitale e cicli green del florovivaismo.

La Regione Emilia-Romagna rilancia due strumenti chiave per sostenere la transizione ecologica e l’innovazione nelle imprese: Fondo StartER e Fondo Energia, entrambi attivi dal 18 giugno al 31 luglio 2025. Le due misure, cofinanziate da fondi europei, si presentano come occasioni concrete anche per le imprese florovivaistiche, in particolare per le aziende che gestiscono serre, impianti produttivi e vivai in ottica sostenibile.

Fondo StartER: innovazione e nuova occupazione

Il Fondo StartER è rivolto a micro e piccole imprese iscritte da meno di cinque anni al Registro Imprese e attive in settori strategici regionali, tra cui il florovivaismo. Agevola investimenti in innovazione tecnologica, riorganizzazione aziendale e digitalizzazione, oltre a spese per la promozione e l’ampliamento dell’occupazione qualificata.

Interventi ammissibili:

  • Automazione e digitalizzazione della gestione colturale;

  • Software per tracciabilità e gestione magazzino florovivaistico;

  • Investimenti in serre intelligenti e a basso consumo.

Spese agevolabili:

  • Opere su immobili produttivi (serre, laboratori, uffici);

  • Macchinari, attrezzature, arredi e software;

  • Consulenze, marketing, fiere di settore;

  • Personale tecnico e specializzato;

  • Acquisto materiali e scorte.

Forma dell’agevolazione:
Finanziamento agevolato (mutuo chirografario) da €20.000 a €500.000, durata 18-96 mesi, con preammortamento fino a 18 mesi. È possibile accedere con Regime De Minimis o Regime di Esenzione.

Fondo Energia: fotovoltaico, biomasse e cicli green

Il Fondo Energia è aperto a imprese di tutte le dimensioni, incluse le aziende florovivaistiche con serre ad alta intensità energetica, e finanzia interventi per l’efficienza energetica, la produzione rinnovabile e l’economia circolare.

Interventi ammissibili:

  • Installazione di impianti fotovoltaici per serre e vivai;

  • Interventi di efficientamento energetico su serre climatizzate;

  • Progetti di bioenergia da scarti verdi e compostaggio;

  • Riutilizzo delle acque e sistemi per la gestione sostenibile dei rifiuti.

Spese coperte:

  • Lavori edili su immobili destinati alla produzione;

  • Macchinari, impianti, hardware e software;

  • Consulenze tecniche e progettazione.

Agevolazione finanziaria:

  • Finanziamento agevolato fino a €1.000.000, durata fino a 96 mesi;

  • Contributo a fondo perduto fino al 12,5% della quota pubblica per coprire studi preliminari, diagnosi energetiche e progettazione.

Come presentare domanda

Le domande devono essere presentate online a partire dal 18 giugno 2025, in modalità a sportello (ordine cronologico), e comunque entro il 31 luglio 2025 o fino ad esaurimento risorse. Per entrambe le misure è prevista istruttoria a cura di Artigiancredito e FinEmilia.

Un’opportunità concreta per il florovivaismo

In un contesto agricolo sempre più orientato alla sostenibilità, i due fondi rappresentano strumenti strategici per l’ammodernamento del comparto florovivaistico, specialmente per chi investe in serre efficienti, impianti rinnovabili e gestione circolare delle risorse. Coniugare risparmio energetico, innovazione e digitalizzazione significa oggi rafforzare la competitività delle aziende e rispondere con efficacia alle sfide ambientali e di mercato.

Per le imprese interessate, è consigliato attivarsi subito per valutare la fattibilità dei progetti e predisporre le domande con il supporto di consulenti e associazioni di categoria.

GianLuigi Casoli