Filiera olivo-olio

olio toscano e impatto del clima sull'olivicoltura - Olea 2022

Il 17 dicembre all’Istituto Agrario Anzilotti di Pescia l’incontro Olea sarà moderato dal prof. Gucci. Relatori M. Centritto, G. Cresti, L. Zoppi e F. Berilli.

                                                       
Gli effetti sull’olivicoltura del cambiamento climatico e le prospettive dell’olio toscano. 
Sono questi i temi al centro della prossima edizione di Olea, il tradizionale incontro annuale sulla filiera olivicola organizzato dall’Istituto Tecnico Agrario Dionisio Anzilotti di Pescia. L’appuntamento è per sabato 17 dicembre dalle ore 9 alle 12 nella sede dell’Istituto, come al solito con un programma centrato su argomenti di grande attualità e relatori di livello nazionale.
Così il 17 dicembre, dopo i saluti di rito dei dirigenti scolastici, sarà il Prof. Riccardo Gucci, presidente dell’Accademia Nazionale dell’Olivo e dell’Olio, ad aprire l’incontro che lo vedrà nei panni del moderatore.
La prima relazione sarà, alle 9,10, del direttore dell’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IPSP-CNR) Mauro Centritto, che parlerà di “Principali problematiche legate ai cambiamenti climatici e conseguenze per l’olivicoltura”. 
A seguire, intorno alle 9,50, un intervento del vicepresidente del Consorzio per la tutela dell'Olio Extravergine di Oliva Toscano IGP Giampiero Cresti intitolato “L’olio toscano sui mercati”. E poi, alle 10,50, la relazione del funzionario della Direzione Agricoltura e sviluppo rurale della Regione Toscana Luciano Zoppi intitolata “Olio toscano tra presente e futuro: opportunità di mercato ed intervento pubblico”. 
Ultimo relatore il direttore dell’Ufficio territoriale Toscana e Umbria dell’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) Flavio Berilli sul tema “Controlli ufficiali e tutela dell’olio e.v.o. da parte dell’ICQRF”.
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Redazione

Sicolo Consiglio Oleicolo Internazionale

Il presidente di Italia Olivicola eletto vicepresidente del Comitato consultivo del Consiglio Oleicolo Internazionale. Le parole del sottosegretario La Pietra.

                                                       
«È una grande responsabilità ma anche una storica opportunità grazie alla quale possiamo mettere l’esperienza italiana al servizio della costruzione di una visione unica e di un rinnovato protagonismo dei Paesi del Mediterraneo all’interno delle scelte sugli scambi e nelle discussioni sulle politiche internazionali che riguardano il futuro dell’olivicoltura mondiale».
Con questa dichiarazione Gennaro Sicolo, imprenditore olivicolo bitontino che presiede Italia Olivicola e Cia – Agricoltori Italiani Puglia, ha salutato l’elezione, avvenuta il 28 novembre a Madrid, a vicepresidente con “delega all’olio di oliva” del Comitato consultivo del Consiglio Oleicolo Internazionale (COI) (in inglese International Olive Council – IOC): l’unica organizzazione internazionale al mondo dedicata all'olio d'oliva e alle olive da tavola, nata nel 1959 con il beneplacito dell’Onu. 
Gennaro Sicolo, che è anche vicepresidente nazionale di Cia – Agricoltori Italiani, è stato eletto «con il sostegno unanime dei rappresentanti europei», come riportava ieri un comunicato stampa di Italia Olivicola, e la sua elezione «sancisce un riconoscimento importante al ruolo dell’Italia, all’impegno in questi anni di battaglie e all’esperienza di lungo corso maturata nella costruzione di relazioni e scambi internazionali». Alla riunione erano presenti Giuliano Martino e una delegazione del Ministero dell’Agricoltura e della sovranità alimentare con Patrizia Celletti e Graziella Romito. 
Con questo ingresso, continua il comunicato, l’Italia «assume un ruolo di primo piano nelle attività di sviluppo responsabile e sostenibile dell’olivo e può fornire un contributo diretto all’interno della discussione e nell’adozione di norme che vengono discusse in quello che è un vero e proprio forum mondiale dell’olio». 
Grande soddisfazione da parte del sottosegretario di stato al Ministero dell’Agricoltura con delega alla filiera olivicola Patrizio La Pietra, che ha dichiarato che si tratta di «un prestigioso riconoscimento per la professionalità del presidente Sicolo e un ruolo di rilievo per la nostra Nazione, che dopo anni finalmente vede un italiano ai vertici dell’organizzazione intergovernativa mondiale». «Sono certo che Sicolo – ha aggiunto La Pietra - saprà interpretare questo incarico con equilibrio e ridare peso e voce al settore olivicolo italiano in un consesso internazionale, per affrontare al meglio le sfide che ci siamo posti in un quadro globale in continuo mutamento». 
 

Redazione

Il 25 novembre seminario online sulla “Gestione dei sottoprodotti del frantoio”, il 2 dicembre uno intitolato “Olivicoltura di precisione: a che punto siamo?”.


Dopo il primo seminario online del 18 novembre di aggiornamento sulla rogna e l’occhio di pavone dell’olivo, proseguono i webinar dell’Accademia nazionale dell’olivo e dell’olio di Spoleto: altri due eventi informativi e formativi pomeridiani gratuiti su aspetti fondamentali della filiera olivicolo-olearia.
Il 25 novembre 2022, alle ore 15, si terrà il webinar “La gestione dei sottoprodotti del frantoio tra innovazione di processo e sostenibilità”, con le seguenti relazioni:
- “Un approccio responsabile e sostenibile nell'uso alimentare dei coprodotti dell'estrazione tra ingredienti e nuovi alimenti” di Maurizio Servili;
- “Coprodotti dell'industria elaiotecnica e zootecnia: una sinergia sostenibile” di Mariano Pauselli;
- “Impiego agronomico dei sottoprodotti della filiera olivicolo-olearia in un'ottica di sostenibilità ambientale” di Primo Proietti
(Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia).

Il 2 dicembre 2022, alle ore 15, il seminario online initolato “Olivicoltura di precisione: a che punto siamo?”, con le seguenti relazioni:
- “Telerilevamento in olivicoltura” di Giovanni Caruso (Università degli Studi di Pisa);
- “Sensoristica per il monitoraggio dell’oliveto” di Francesco Paolo Marra (Università degli Studi di Palermo).

I webinar sono gratuiti previa iscrizione, almeno tre giorni prima di ciascun seminario, qua

Redazione

Assitol + carenza d'olio d'oliva

Andrea Carrassi: campagna olearia da 200.000 t di olio d’oliva contro fabbisogno nazionale di 600.000. Crolla pure la Spagna (-50%) e costi su: no a promozioni.

 
La filiera olivicola sta affrontando una delle peggiori campagne olearie degli ultimi decenni e c’è addirittura il rischio che venga a mancare l’olio di oliva sugli scaffali dei supermercati.
A lanciare l’allarme è stato oggi Andrea Carrassi, direttore generale di Assitol, l’Associazione italiana dell’industria olearia aderente a Federalimentare e Confindustria: «avevamo parlato di autunno caldo per l’olio d’oliva agli inizi di settembre – ha dichiarato -. Purtroppo non ci siamo sbagliati. La sproporzione tra consumi e produzione è tale che, di qui alla prossima estate, potremmo non avere olio a sufficienza per gli scaffali della Grande Distribuzione». 
Le stime delle organizzazioni agricole circolate in questi giorni prevedono 200mila tonnellate di olio d’oliva per questa campagna olearia e queste non possono bastare per il fabbisogno nazionale, pari a 600mila tonnellate. «Lavorare con quantitativi di olio extra vergine così ridotti – aggiunge Andrea Carrassi – sarà molto difficile per le aziende, abituate a garantire tutto l’anno i loro prodotti».
E la mancanza di olio non è soltanto italiana, fa sapere Assitol, ma coinvolge buona parte del Mediterraneo. In base alle ultime previsioni, la Spagna, primo produttore mondiale di olio d’oliva, affronta una riduzione dei volumi da record (-50)%, che rende ancora più incerta la disponibilità del prodotto a livello mondiale. Non va molto meglio a Portogallo (-30%) e Tunisia (-16%). A complicare lo scenario, i rincari energetici e la scarsità di materia prima hanno già quintuplicato i costi all’origine dell’olio extra vergine, incrementando di conseguenza anche i prezzi al consumatore.
In una situazione così complessa, afferma Assitol, appare controproducente spingere i consumi con intense attività promozionali, come ad esempio le vendite sottocosto, perché ciò potrebbe provocare un esaurimento anticipato dei già scarsi volumi di olio a disposizione. «Per affrontare la complessità della situazione – sottolinea Carrassi – occorre grande senso di responsabilità da parte di tutta la filiera, dalla produzione agricola a noi industriali, fino alla grande distribuzione. Per questa ragione, in un momento in cui l’olio d’oliva sta diventando merce rara, riteniamo opportuno evitare il ricorso continuo alle promozioni, che danneggerebbe la fiducia del consumatore nei confronti dell’intero comparto oleario, svilendo il valore del nostro  impegno».
 

Redazione

La Commissione Europea ha approvato il programma italiano di aiuti di stato da 100 mln di euro per sostenere l'ammodernamento dei frantoi: durerà fino al 2026.


«Il sostegno assumerà la forma di sovvenzioni dirette» e «l'aiuto per beneficiario non supererà il 50% dei costi ammissibili».
Questo, come specificato in un comunicato del 10 ottobre, il tipo di supporto che riceveranno le imprese italiane per l’ammodernamento dei frantoi grazie al piano di sostegno che ha ricevuto il via libera della Commissione Europea nei giorni scorsi, ai sensi della normativa europea sugli aiuti di stato. Un programma che potrà durare fino al 31 dicembre 2026.
In tutto 100 milioni di euro finanziati tramite il dispositivo per la ripresa e la resilienza (Recovery and Resilience Facility), a seguito della valutazione positiva della Commissione Europea del PNRR italiano e della sua adozione da parte del Consiglio Europeo.
L'obiettivo del programma, viene ricordato nel comunicato europeo, è «incoraggiare le imprese di tutte le dimensioni che producono olio extravergine di oliva ad aumentare l'efficienza dei loro frantoi».
«La Commissione Europea – viene spiegato - ha ritenuto che la misura sia proporzionata e che gli eventuali effetti negativi sulla concorrenza e sugli scambi nell'UE saranno limitati in considerazione delle dimensioni dei progetti, degli importi degli aiuti e delle caratteristiche del settore». Inoltre l'aiuto è caratterizzato da un positivo effetto d’incentivo poiché i beneficiari non effettuerebbero questi investimenti in assenza del sostegno pubblico.

Redazione

Con un incontro sulle tipologie d’impianto inizia il 29 settembre dai Georgofili un ciclo sui modelli tecnico-produttivi per un’olivicoltura al passo dei tempi.

L’olivicoltura, in relazione anche al cambiamento climatico e geopolitico, si sta modificando ed evolvendo: cambiano la geografia, le tecniche di coltivazione dell’olivo, gli stili alimentari, il mercato delle piante di olivo e in primis quello dell’olio. Si presentano quindi nuove sollecitazioni per la filiera olivicola, a cui occorre rispondere sotto l’aspetto tecnico e produttivo.
Con l’intento di mettere scienza e tecnica al servizio del comparto olivicolo, l’Accademia dei Georgofili e il Collegio Nazionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati, avviano un ciclo di appuntamenti che inizierà il 29 settembre, alle ore 14,30, con l’incontro intitolato “Olivicoltura oggi e domani: tradizionale, intensiva, superintensiva. Opportunità e criticità a confronto nei vari contesti”, che sarà dedicato alla comparazione fra le varie tipologie di impianto, tradizionali e moderne.
«Formulare una “ricetta” che funzioni bene per tutti gli areali, per tutte le finalità produttive e paesaggistiche, per tutte le condizioni pedologiche e climatiche – sottolineano gli organizzatori - non è possibile. È invece possibile e necessario confrontarsi su questi temi nonché condividere studi ed esperienze in modo da favorire un migliore approccio tecnico-scientifico alla realizzazione di nuovi impianti olivicoli, così come al ripristino produttivo di quelli esistenti».
L’incontro del 29 settembre si svolgerà nella sede centrale dei Georgofili a Firenze (Logge Uffizi Corti) con possibilità di assistere anche online. La partecipazione potrà avvenire solo con la registrazione entro le ore 14 di mercoledì 28 settembre a questo link. I partecipanti riceveranno le credenziali di accesso alla piattaforma web e le iscrizioni per la partecipazione in presenza saranno accolte compatibilmente con la capienza della sala.
Ai Periti Agrari e Periti Agrari Laureati che parteciperanno all'evento saranno riconosciuti 3 CFP.

Programma
Ore 14.30 - Saluti Istituzionali:
Massimo Vincenzini, Presidente Accademia dei Georgofili
Mario Braga, Presidente Collegio Nazionale Periti Agrari e Periti Agrari Laureati.
Coordinano:
Federica Rossi - CNR - Istituto per la Bioeconomia, Accademica dei Georgofili
Lorenzo Venturini - Collegio Nazionale Periti Agrari e Periti Agrari Laureati, Accademico dei Georgofili.
Ore 14.45 – Relazioni:
Riccardo Gucci (Università di Pisa, Accademico dei Georgofili) “Perché servono nuovi oliveti e i modelli di impianto proponibili”;
Aleandro Ottanelli (Collegio Nazionale Periti Agrari e Periti Agrari Laureati, Università degli Studi di Firenze) “Modelli colturali e adattabilità delle cultivar alla raccolta meccanica in continuo: esperienze in Toscana”;
Tiziano Caruso (Università degli Studi di Palermo, Accademico dei Georgofili) “Sistemi di impianto, cultivar e macchine: interazione imprescindibile per il rilancio dell'olivicoltura”;
Alessandro Tincani (Collegio Nazionale Periti Agrari e Periti Agrari Laureati)
“Prospettive future: la valorizzazione degli impianti esistenti”;
Franco Famiani (Università degli Studi di Perugia) “Scelte e tecniche per massimizzare l'efficienza dei nuovi oliveti”;
Vincenzo Nisio (Collegio Nazionale Periti Agrari e Periti Agrari Laureati) “Esperienze su nuovi impianti e valorizzazione dei vecchi impianti olivicoli - Campania e non solo”.
Ore 18 - Conclusione dei lavori.

Redazione