Filiera olivo-olio
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Per il Consiglio Olivicolo Internazionale si profila uno scenario mondiale da scarsità dell'offerta di settore, viste le produzioni e le scorte in calo, complici le flessioni produttive di Spagna e soprattutto Italia. La nuova Interprofessione punta allora ad un maggior impegno di tutta la filiera.
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Intervista a Simone Cagnetti, agronomo consulente del Consorzio nazionale degli olivicoltori, sul modello di olivicoltura intensiva (ma non super intensiva) da lui presentato a nome del Cno durante l’assemblea del 21 giugno a Firenze sul tema “La risposta: più olivicoltura italiana”.
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Nella campagna 2016-17 la produzione italiana di extravergine d’oliva è stata superata pure da quella greca, scendendo al 3° posto europeo. In 6 anni -31% e in 25 anni siamo l’unico degli otto maggiori Paesi produttori a calare (-17%). Il presidente del Consorzio nazionale degli olivicoltori Sicolo: necessari 150 milioni di nuovi olivi in produzione con il modello intensivo e la dotazione finanziaria per l’ocm olio va triplicata portandola al livello di quella per il vino (oltre i 300 milioni di euro triennali).
«Chiediamo lo stesso trattamento della viticoltura, perché qui, se non ci sono interventi finanziari, non si va da nessuna parte. Quindi interventi come per l’ocm (organizzazione comune di mercato, ndr) vino anche per l’ocm olio, perché sul vino ogni tre anni ci sono investimenti di 340 milioni di euro, sull’olivicoltura in tre anni ci sono 100 milioni. Bisogna alzare la dotazione finanziaria, lavorare sulla promozione e anche a livello strutturale degli oliveti: fare sistemazione degli impianti già esistenti con rinfittimento e fare nuovi impianti intensivi per aumentare la produzione, con varietà autoctone perché dobbiamo mantenere la nostra specificità di qualità delle nostre varietà e non fare “oli Coca Cola” come fanno gli spagnoli».- Dettagli
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Si terrà domani, mercoledì 21 giugno, a Firenze, l'assemblea nazionale del Consorzio Nazionale Olivicoltori sotto lo slogan "La risposta: più olivicoltura italiana". Numerosi esperti e professionisti del settore interverranno, a partire dalle ore 15.30 al Grand Hotel Mediterraneo, per analizzare il comparto olivicolo-oleario e trovare strategie condivise.
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Co.Ri.Pro., consorzio per la certificazione volontaria delle piante d'olivo, ha firmato un accordo con uno dei più importanti distretti agricoli della Cina, Youxian: per cinque anni le sue piante d'olivo forniranno la coltivazione del campo sperimentale di Mianyang. Pur favorendo la commercializzazione dell'olivicoltura toscana, resta da valutare il rischio di vendita del suo know-how.
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