Filiera olivo-olio
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Durante la terza conferenza regionale sull'agricoltura, tenutasi al Real Collegio di Lucca dal 5 al 6 aprile, Roberto Natali, responsabile tecnico di Co.Ri.Pro.-Olivi di Pescia, ha illustrato i recenti successi dell'olio extravergine di qualità italiano, in particolare toscano, parlando anche dei progetti per il futuro.
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Il Mipaaf rende noto che ieri, in concomitanza all’inaugurazione del salone Sol&Agrifood, all’interno di Vinitaly 2017, è stata presentata la campagna di comunicazione istituzionale del Mipaaf “Olio Extra Vergine. La Sua Ricchezza. La Nostra Fortuna” per promuovere il consumo di olio extra vergine di oliva e sensibilizzare i consumatori sulla lettura dell’etichetta per conoscere le caratteristiche nutrizionali, la varietà, l’origine e la tracciabilità del prodotto.
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Si è tenuta ieri pomeriggio al Mercato dei Fiori e delle Piante della Toscana di Pescia la riunione degli olivicoltori del territorio, indetta dall'amministrazione comunale per strutturare un progetto comune sull'olivo. I professionisti e i rappresentanti delle maggiori associazioni presenti hanno accettato la proposta, lanciata dal sindaco Giurlani, di creare un Distretto Olivicolo, anche in vista della nuova legge regionale toscana.
Le risposte dei presenti sono state totalmente positive: Nicola Del Ministro dell'Associazione “Vivai di Pescia” ricorda che proprio in questi giorni si sta parlando di collaborazione con l'altra associazione di settore del territorio, il Co.Ri.Pro.: «Manca ancora un vero e proprio tessuto imprenditoriale e questo ha limitato visioni e investimenti in ricerca e sviluppo, ma il nostro prodotto è un'eccellenza.» Per Del Ministro per troppo tempo, infatti, non si è investito in olivicoltura, è arrivato dunque il momento di farlo e il distretto rappresenta lo strumento ideale per unirsi ed avere una visione di lungo periodo, pur mantenendo le proprie individualità, al fine di fare di Pescia «la capitale dell'olivicoltura dei prossimi dieci anni.»- Dettagli
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FederBio annuncia: entro il 2017 sarà attiva la piattaforma per la tracciabilità dell'olio d'oliva italiano. Un'importante novità sul fronte delle certificazioni da parte della Federazione degli operatori di tutta la filiera del biologico, dopo il successo della piattaforma dedicata ai cereali.
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A quasi cinque anni dall’insorgere di Xylella Fastidiosa, Coldiretti ha organizzato una storica marcia a Lecce per fermare la strage di olivi. Si chiede un nuovo provvedimento di declaratoria di stato di calamità naturale. Occorre poi guardare al futuro, dopo l’estirpazione, ci suggerisce Pietro Barachini, da sempre impegnato a difesa della biodiversità, si dovranno piantare varietà autoctone.
La gestione della malattia ha portato ad una diminuzione del 20% della capacità produttiva del Salento e il conto rischia di salire se verrà perpetuato l’errore di non agire nelle aree dove la Xylella non è ancora insediata e dove ogni singolo focolaio va affrontato secondo normativa. Serve con urgenza secondo la Coldiretti un nuovo provvedimento di declaratoria di stato di calamità naturale, a valere sulla Legge 102/2004, che ricomprenda anche le aree dichiarate infette negli ultimi due anni, in modo da poter completare a stretto giro l’istruttoria delle pratiche per consentire ai coltivatori di poter essere sostenuti della risorse del Fondo di solidarietà nazionale. Vanno inoltre erogati i fondi destinati a rimborsare l’estirpazione obbligatoria delle piante che giacciono incredibilmente nelle casse, in attesa di una manovra di assestamento di bilancio.- Dettagli
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Venerdì scorso all'azienda sperimentale di Santa Paolina dell'Ivalsa-Cnr si è parlato di biodiversità, ricerca e innovazione: questi i punti di forza della produzione di olio extravergine di oliva italiano da valorizzare per far rinascere il settore in forte crisi a partire dall'agricoltura di precisione e dall'uso del germoplasma.
L'adozione di un'agricoltura di precisione per la coltivazione dell'olivo consentirebbe così un monitoraggio continuo dei parametri chiave, attraverso tecniche di remote sensing ed uso di droni gestiti da robot. Questa stessa tecnologia può essere impiegata negli studi di fenotipizzazione dell’olivo, utilizzando come base le ricchissime collezioni di germoplasma dell’olivo sia del Cnr, sia del Crea. «Queste due collezioni hanno centinaia di genotipi in comune e costituiscono due siti unici al mondo per studi comparati di common garden in ambienti pedoclimatici contrastanti. Ciò permetterà di valutare l’interazione genotipo × ambiente × variabilità inter-annuale dei diversi genotipi valutandone le caratteristiche agronomiche, produttive e i tratti qualitativi dell’olio secondo protocolli comuni. Questi studi consentiranno di sviluppare e convalidare modelli fenologici (fioritura e fruttificazione), epidemiologici (malattie tradizionali e nuove emergenze) e di dinamica delle popolazioni (per esempio la mosca dell'olivo) e in definitiva di individuare i genotipi resilienti ai diversi scenari di cambiamento globale» ribadisce Centritto.



