Notizie

Si svolge il 30 Marzo a Genova una vera e proria gara tra fioristi che designerà i campioni Regionali ammessi poi alla fase Nazionale. La Coppa Liguria e Toscana si terrà presso la Sala delle Grida della Borsa Valori, VIA XX Settembre 44, DALLE ORE 10:00 ALLE ORE 18:00 . I vincintori della fase Nazionale saranno ammessi di diritto nel Team che gareggerà dal 5-8 Settembre 2015 in Coppa Europa a Genova .

 
Abbiamo sentito Luca Rossetti, Presidente dell'Associazione Fioristi Ascom di Genova, che dichiara “un percorso quadriennale quello delle selezione Regionali che si conclama nella -Coppa Italia di arte floreale-. Quest'anno tocca alla Citta' di Genova ad ospitare la Coppa Liguria e Toscana”. Dice ancora Luca Rossetti, "sono certo sarà uno spettacolo in grande stile, fatto di colori e fantasia, dove la naturale bellezza del mondo vegetale si fonderà mirabilmente con le forme create ad arte. Uno spettacolo destinato non solo agli addetti di settore ma soprattutto al grande pubblico per il fascino e lo stupore che le creazioni floreali di questo livello tecnico e artistico susciteranno. Il 2014 poi si arricchisce del confronto con i colleghi della vicina Toscana che competeranno per la vittoria regionale ed assoluta e per i posti disponibili nel Team della squadra italiana che prenderà parte al campionato Europea . "L’iniziativa rappresenta un importantissimo veicolo di promozione” afferma Rossetti “che valorizza la creatività dei professionisti del settore e contemporaneamente porta con se un incredibile valore aggiunto per il territorio con innegabili effetti positivi sotto il profilo turistico”
 
Conclude Luca Rossetti ”abbiamo coinvolto anche i commercianti  di Via XX Settembre a Genova con i quali è stato organizzato un concorso di vetrine fiorite già partito il 15 Marzo, ed una sfilata d'abiti sposa che indosseranno i bouquet appena realizzati in un conturbante ritmo di Tango Argentino. Il vincitore delle consorso vetrine sarà premiato insieme ai concorrenti di Coppa Liguria".
 
Regolamento
 
La competizione prevede che i concorrenti arrivino da tutte le Provincie liguri e da quelle toscane. L'ingresso alle 4 fasi della gara è libero/gratuito per il pubblico.
 
Come si svolge la gara:
 
I quattro argomenti/fasi sui quali i fioristi si misureranno
 
1. Tavolo: “L’elisir D’Amore”Luzzati a Teatro
2. Composizione di piante
3. Mazzo da sposa
4. Tema a sorpresa
 
La giuria tecnica sarà costituita da professionisti del settore nonché maestri della scuola Federfiori, designata dalla Federazione Nazionale.
 
Il primo classificato per ogni regione prenderà parte alle finali di coppa Italia; il primo classificato di Coppa Italia farà parte di diritto del Team che gareggerà nell’ambitissima Coppa Europa che si svolgerà a Genova nel 2015.
 
Redazione Floraviva

L’associazione Italia – Kuwait e l’Uncem Toscana hanno invitato oggi a Pescia la rappresentanza del Kuwait presso la Fao per una rapida visita alla realtà florovivaistica locale. Dopo un sopralluogo all’hesperidarium di Oscar Tintori, incontro al Mercato dei Fiori della Toscana con Roberta Marchi, Oreste Giurlani, Pierandrea Vanni, i vertici di Mefit e vari esponenti del settore.

Il Kuwait ha capito che il petrolio non basta e nel nuovo piano di sviluppo punta anche sull’agricoltura. Ed è interessato fra l’altro al florovivaismo: dai fiori alle piante di ogni genere, agrumi e olivi compresi. Questa, in sintesi, la ragione della visita di una delegazione della rappresentanza del Kuwait presso la Fao di Roma svoltasi oggi a Pescia, successivamente alla tappa in mattinata al vivaio Vannucci di Pistoia, grazie all’impegno dell’associazione Italia – Kuwait presieduta da Pierandrea Vanni e dell’Uncem Toscana presieduta da Oreste Giurlani. La delegazione, dopo un sopralluogo all’hesperidarium di Oscar Tintori, dove ha potuto ammirare la vastissima gamma di agrumi del vivaio pesciatino sotto la guida di Sergio Tintori, è stata ospite di Mefit, l’azienda speciale Mercato dei Fiori della ToscanaCittà di Pescia. Qui, a fare gli onori di casa, c’erano l’amministratore unico di Mefit Franco Baldaccini, il direttore Fabrizio Salvadorini e l’azionista, il sindaco di Pescia Roberta Marchi. Con loro un gruppo di esponenti del mondo florovivaistico della Valdinievole e di rappresentanti della associazioni di categoria agricole locali, nonché commercianti che operano presso il mercato dei fiori di via Salvo D’Acquisto.
“Io ho colto bene il senso di questa iniziativa   - ha detto il sindaco di Pescia Roberta Marchianche perché Pescia non è nuova a iniziative del genere. Abbiamo già ricevuto tempo addietro una delegazione cinese (interessata in particolare all’olivicoltura) perché il nostro territorio è ricco di eccellenze nel settore agricolo. Oggi noi siamo qui perché il mercato dei fiori - che è il mercato dei fiori della Toscana, ma anche dell’Italia centrale, in quanto unico polo dedicato al commercio dei prodotti florovivaistici che abbia una superficie di 10 mila metri quadrati e centinaia di operatorida cinque anni ha avviato il rilancio di questa attività fatta di produttori floricoli, che non sono più tanti come una volta ma sempre più specializzati, e di commercianti che fanno affari con Paesi di tutto il mondo. Abbiamo deciso con l’azienda speciale Mefit di puntare sulla sinergia fra tutti questi differenti operatori della filiera florovivaistica e di fare sistema. Noi crediamo infatti che questo settore sia ancora vitale, come dimostrano le centinaia di operatori che si vedono qui ogni mattina. Quindi siamo felici di potervi mostrare i nostri cataloghi illustrativi di questa attività affinché voi possiate trovare spunti interessanti”.  
“Grazie per averci invitato – ha risposto il rappresentante del Kuwait presso la Fao Yousef Jhail – per noi è molto importante fare tesoro dell’esperienza e delle competenze che voi avete in questo settore. Siamo molto interessati alle innovazioni e alle tecnologie che voi utilizzate per trasferirle in Kuwait. Non solo. Noi importiamo molti prodotti e fra questi vi sono anche le piante e i fiori. Importiamo già piante da mettere ai lati delle strade, delle autostrade e così via. E ci sono molti altri tipi di piante che possiamo essere interessati a portare in Kuwait, anche per aumentare la varietà disponibile nel nostro territorio. Vorremmo tornare un’altra volta, ma questa volta di mattina presto per vedere come funziona il mercato quando è aperto”.
“Questa rappresentanza del Kuwait presso la Fao a Roma – ha spiegato Oreste Giurlani dopo l’incontro - ha instaurato l’anno scorso un rapporto con l’Uncem e la Regione Toscana per la diffusione delle eccellenze toscane in Kuwait e in altri Paesi limitrofi. Avevamo avuto un primo incontro ufficiale durante l’Expo Rurale 2013 a Firenze e in quell’occasione avevano manifestato interesse per l’acquacoltura e il florovivaismo. Per cui oggi, grazie all’associazione Italia – Kuwait, abbiamo organizzato una visita stamani presso il vivaio Vannucci a Pistoia e poi qui a Pescia da Oscar Tintori e, infine, un incontro qui al Mercato dei fiori ospiti di Mefit, alla presenza di vari operatori del settore. E’ stato importante per far conoscere loro dal vivo questa zona e far loro capire quali sono i nostri prodotti e quindi lo scopo, come presidente di Uncem Toscana, è quello di attivare nuovi sbocchi commerciali e abbiamo già firmato un protocollo in tal senso. Perciò ci auguriamo che questa visita possa avere un seguito con momenti di vendita in Kuwait, perché abbiamo bisogno di entrare in nuovi Paesi”.
“Credo che sia stato molto interessante e anche importante – ha affermato Pierandrea Vanni, presidente dell’associazione Italia – Kuwait – perché ha consentito alla delegazione della rappresentanza del Kuwait presso la Fao di conoscere la realtà di Pistoia e di Pescia che conoscevano soltanto di nome. E quindi di rendersi conto meglio del know how che c’è in queste zone, perché il loro interesse principale è vedere se è possibile trasferire queste competenze, almeno in parte, in Kuwait, dove è stato adottato negli ultimi anni un piano di sviluppo che prevede per la prima volta anche di incrementare le attività agricole”.
“Noi già da Firenze avevamo avuto un primo rapporto con questi operatori – ha detto Giuliano Incerpi, portavoce di Coripro, il consorzio dei vivaisti dell’olivo di Pescia – e avevamo notato che c’è un interesse particolare per la produzione delle piante di ulivo, per la ragione che poi intendono sviluppare una produzione di olio, come già stanno facendo in molti paesi del golfo persico. Il nostro impegno è dare un prodotto che sia qualitativamente superiore a quello di qualsiasi altro prodotto del Mediterraneo, perché Pescia da almeno 200 anni produce olivi che sono il massimo per qualità in ambito europeo”.
“Un’occasione per rafforzare i rapporti tra Italia e Kuwait in merito alle produzioni nostre: al florovivaismo, al vivaismo pistoiese e un po’ a tutte le tradizioni culturali e agronomiche delle nostre zone – ha commentato infine Stefano Fedi, vicepresidente di Cia Pistoia -. Un’opportunità quindi per allargare un po’ il sistema di vendita e la conoscenza dei nostri prodotti al di fuori dell’Europa ”.

 

Redazione Floraviva

Giardini, vita in fattoria e buon cibo. In molti Paesi caratterizzati da una radicata cultura industriale si è sviluppato un forte movimento di valorizzazione della cultura della terra e dei suoi prodotti mentre in tante aree, anche a causa della crisi in atto da tempo, sta emergendo una tendenza a coltivare direttamente piante e frutti che, oltre a garantire genuinità assicurano risparmio e qualità. La nuova sensibilità, che ha portato ad introdurre lezioni e attività pratiche anche nelle scuole materne, va oltre: si sta consolidando la cultura del chilometro zero assieme alla tendenza a far scoprire soprattutto alle giovanissime generazioni, il rapporto con l’agricoltura e con i prodotti genuini, quelli che non passano attraverso la grande distribuzione.

 
Da queste nuove sensibilità nasce “Viva La terra” il primo Salone dedicato all’Agricoltura, orti, giardini ma anche di conoscenza e promozione della vita in fattoria che si terrà a CarraraFiere sabato 5 e domenica 6 aprile (www.vivalaterraexpo.it). Organizzato da CarraraFiere, in collaborazione con Coldiretti Toscana (info su www.toscana.coldiretti.it) e sostenuta dall’assessorato all’agricoltura della Regione Toscana  “Viva la terra!” sarà un evento “a tutto campo”, una mostra mercato dedicata alla cura dell’orto e del giardino con una particolare attenzione alla coltivazione amatoriale e all’allevamento degli animali da fattoria e da cortile. Coinvolti in questa prima ed affascinante esperienza espositiva gli Istituti agrari della Regione nell’organizzazione di laboratori manuali dove i visitatori di tutte le età potranno partecipare  direttamente a tante attività e sperimentare la complessità del mondo animale e vegetale.
 
Al centro della parte espositiva sicollocherà, l’agricoltura intesa nel senso più ampio e comprensiva anche di orti e giardini con piane da frutto, officinali, aromatiche ma anche sementi, fertilizzanti, attrezzature e arredi fiori e piante da giardino senza dimenticare le attrezzature e l’abbigliamento da lavoro. Il campo dell’offerta espositiva si allargherà anche al settore dell’allevamento di animali da fattoria e da cortile e ai prodotti tipici e naturali coinvolgendo anche le attività di tutela dell’ambiente, gli stili di vita spingendosi fino al mondo dell’edilizia sostenibile.
 
Grazie al coinvolgimento di tanti attori di questa moderna cultura del verde domestico sono in programma numerose attività che abbracciano i molti campi di interesse legati alle coltivazioni domestiche e non solo.
 
Protagonisti saranno sicuramente i prodotti a chilometri zero offerti nel farmer market che sarà allestito in fiera ma anche la cosiddetta agricoltura sociale integrata con centri benessere, agriludoteche, agriturismi, fattorie didattiche oltre a laboratori con aree attrezzate per operatori e corsi brevi per l’insegnamento delle tecniche di panificazione, produzione di pasta, formaggi salumi e miele partendo dai prodotti del territorio.
 
Nei laboratori di cucina esperti e insegnanti terranno lezioni sul riconoscimento e uso delle erbe spontanee ma anche sulla cultura del cibo e sulle caratteristiche della dieta mediterranea.
 
Per quanti prevedono (o sognano) diimpegnarsi direttamente nelle coltivazioni anche di piccoli orti o di terrazzi, saranno disponibili esperti per insegnare le modalità di semina e coltivazione di ortaggi, fiori e piante da frutto e saranno inoltre allestite mostre tematiche, presentati  mestieri e giochi rurali ma anche tutto quantopuò essere utile a rafforzare una tendenza che ormai, per molti, non è più solo hobby ma vera occupazione.
 
Per saperne di più vai su www.vivalaterraexpo.it

Redazione Floraviva

Siamo di fronte a una drammatica escalation con i sequestri che hanno già raggiunto nel 2014 il valore di circa mezzo miliardo nell’agricoltura e nell’alimentare, diventate aree prioritarie di investimento dalla criminalità organizzata che ne comprende la strategicità in tempo di crisi perché del cibo, anche in tempi di difficoltà, nessuno potrà fare a meno, ma soprattutto perché consente di infiltrare in modo capillare la società civile e condizionare la via quotidiana delle imprese e delle persone. E’ quanto ha denunciato Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti, che per contrastare questo fenomeno ha sostenuto la nascita in Italia della Fondazione ’“Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare”, promossa dalla Coldiretti con la presidenza del Comitato Scientifico del procuratore Giancarlo Caselli.

Le organizzazioni criminali legate a mafia, camorra e ‘ndrangheta - sottolinea la Coldiretti - sono state tutte coinvolte nelle operazioni piu’ rilevanti dei primi due mesi del 2014. All’inizio dell’anno gli agenti della Dia di Caltanissetta hanno sequestrato beni per un valore di 45 milioni di euro di cui facevano parte 10 imprese, 25 fabbricati, terreni per un estensione complessiva di circa 150 ettari e numerosi conti correnti bancari, tutti riconducibili ad un imprenditore della provincia di Palermo, residente a Caltanissetta, ritenuto essere soggetto in contatto e interlocutore privilegiato di personaggi di spicco di Cosa nostra nei territori di Caltanissetta e Palermo. In particolare, si è fatta luce su un terreno con annessa azienda agraria utilizzato come riserva di caccia ad uso dei più noti esponenti della mafia siciliana, e beneficiato anche da ingenti contributi pubblici erogati dall'Agea. Una vera e propria holding nel  settore della ristorazione si era insediata a Roma dove i Carabinieri hanno sequestrato 23 i locali, tra ristoranti-pizzerie e bar dal più noto "Pizza Ciro" in via delle Mercede, tra piazza di Spagna e Montecitorio, ma anche "Ciro & Ciro", "Zio Ciro", "Pummarola e Drink", "Sugo" e la gelateria "Ciucculà" al Pantheon. Un impero creato, secondo quanto reso noto dagli inquirenti, nell'ambito del maxi blitz contro il clan Contini di Napoli, dai fratelli napoletani Salvatore, Antonio e Luigi Righi ai quali è stato contestato il concorso esterno in clan camorristico. Immobili, aziende e numerosi rapporti finanziari per un valore di circa 250 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Dia a Palermo, in una complessa operazione che ha portato alla luce le rilevanti attività economiche dell'organizzazione mafiosa facente capo al clan dei Galatolo, legate al mercato ortofrutticolo e al suo indotto. Secondo l'accusa, monopolizzavano i commerci anche col ricorso ai servizi forniti dalla cooperativa "Carovana Santa Rosalia", operante nella compravendita di merce, facchinaggio, parcheggio, trasporto e vendita di cassette di legno e materiale di imballaggio. In tal modo, si poteva prestabilire  il prezzo dei prodotti ortofrutticoli a cui gli operatori dovevano uniformarsi, controllare il trasporto su gomma da e per la Sicilia occidentale ed i principali mercati di approvvigionamento  delle derrate alimentari nel centro Italia, gestire le attività connesse al commercio all'interno del mercato di Palermo. A fine febbraio la Guardia di finanza di Crotone ha eseguito sei nuovi provvedimenti di custodia cautelare, disposti dal gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia nell'ambito dell'indagine "Insula" a seguito di nuove risultanze investigative che evidenziavano sostanzialmente la compromissione degli organi amministrativi e tecnici del Comune di Isola Capo Rizzuto, i quali sarebbero stati pienamente consapevoli dell'interesse della cosca Arena all'aggiudicazione della gara per la gestione di un terreno confiscato alla stessa famiglia di 'ndrangheta. L'integrazione investigativa, grazie agli elementi acquisiti attraverso numerosi testimoni e l'esame di nuova documentazione, ha consentito una ricostruzione della vicenda sull'aggiudicazione della gara pubblica per l'affidamento del servizio di raccolta dei finocchi coltivati su circa 39 ettari di terreno già oggetto di sequestro e confisca alla famiglia Arena di Isola Capo Rizzuto.
 
La tendenza in atto è destinata a far salire il volume d'affari complessivo della criminalità organizzata che, secondo il rapporto Agromafie Coldiretti/Eurispes, aveva raggiunto  circa 14 miliardi di euro nel 2013, con un aumento record del 12 per cento rispetto a due anni fa, in netta controtendenza rispetto alla fase recessiva del Paese, perché la criminalità organizzata trova terreno fertile proprio nel tessuto economico indebolito dalla crisi. È peculiarità del moderno crimine organizzato estendere, con approccio imprenditoriale, il proprio controllo dell’economia invadendo i settori che si dimostrano strategici ed emergenti, come è quello agroalimentare. Per questo le mafie – sottolinea la Coldiretti - hanno già imposto il proprio controllo sulla produzione e la distribuzione di generi alimentari del tutto eterogenei tra loro. Controllano in molti territori la distribuzione e talvolta anche la produzione del latte, della carne, della mozzarella, del caffè, dello zucchero, dell’acqua minerale, della farina, del pane clandestino, del burro e, soprattutto, della frutta e della verdura. Potendo contare costantemente su una larghissima ed immediata disponibilità di capitale e sulla possibilità di condizionare parte degli organi preposti alle autorizzazioni ed ai controlli, si muovono con maggiore facilità rispetto all’imprenditoria legale. Con i classici strumenti dell’estorsione e dell’intimidazione impongono la vendita di determinati marche e prodotti agli esercizi commerciali, che a volte, approfittando della crisi economica, arrivano a rilevare direttamente. Alcune stime - precisa la Coldiretti - valutano almeno 5.000 locali di ristorazione in Italia in mano alla criminalità organizzata (bar, ristoranti, pizzerie), nella maggioranza dei casi intestati a prestanome. Questi esercizi non garantiscono solo profitti diretti, ma vengono utilizzati anche come copertura per riciclare denaro sporco. In alcuni casi agenti dei clan rappresentano specifici marchi alimentari, che impongono in tutta la loro zona di influenza. Per raggiungere l’obiettivo i clan ricorrono a tutte le tipologie di reato tradizionali: usura, racket estorsivo, furti di attrezzature e mezzi agricoli, abigeato, macellazioni clandestine, danneggiamento delle colture, contraffazione e agropirateria, abusivismo edilizio, saccheggio del patrimonio boschivo, caporalato, truffe ai danni dell'Unione europea. A tutte le pressioni e minacce, esercitate in particolare nei confronti degli agricoltori del Mezzogiorno, si aggiungono i nuovi sistemi di condizionamento mafioso per imporre dazi illegali ed assorbire grosse fette del settore. Secondo la Direzione Investigativa di Roma ben il 15 per cento del fatturato realizzato dalle attività agricole appartiene all’illecito. Mettendo le mani sul comparto alimentare le mafie hanno inoltre la possibilità di affermare il proprio controllo sul territorio. Non solo si appropriano di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza ed il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma – conclude Coldiretti - compromettono in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy.
 
Ufficio Stampa Coldiretti

“Quello dimostrato dalle autorità statunitensi rappresenta un importante segnale di apertura dovuto anche al crescente numero di Paesi, Organizzazioni Internazionali e stakeholders, che hanno manifestato le loro preoccupazioni sulle assegnazioni dei nuovi domini generici di primo livello e in generale sull’attuale governance di internet. La dimensione globale che ha assunto la rete internet, richiede, infatti, una gestione differente da quella che ha contraddistinto i suoi primi 25 anni di attività e si deve basare su un coordinamento fra le Amministrazioni pubbliche a livello italiano, europeo e internazionale.”

 
Commenta così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, la notizia secondo la quale il Dipartimento USA nazionale Telecomunicazioni - NTIAintende avviare una fase di transizione con la quale cedere il controllo dei domini generici di primo livello, fin qui gestito dall’Internet Corporation for Assigned Names and Numbers - ICANN - ente privato di diritto californiano, a una “comunità globale di attori”.
 
“Accanto allo sforzo messo in campo finora per migliorare il funzionamento e la fruibilità globale della rete, oggi si impone l'affiancamento, altrettanto importante, degli esperti e delle Amministrazioni pubbliche, rispetto in primo luogo ai settori legati alla salute, alla tutela dei diritti dei consumatori-navigatori della rete, alla concorrenza, all’antitrust, alle posizioni dominanti sul mercato virtuale e alla proprietà intellettuale. A proposito di questo ultimo punto - ha proseguito Martina -, sono convinto che sia necessario garantire un’attenzione specifica alla difesa delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche, che sono il fiore all'occhiello dello straordinario patrimonio agroalimentare italiano, che ogni giorno viene danneggiato da crescenti fenomeni di contraffazione internazionale sui mercati reali e virtuali”.
 
“Alla luce delle recenti novità presentate dagli USA, auspico vivamente che il meccanismo di assegnazione dei nuovi domini generici di primo livello, avviato da ICANN nel corso del 2013, abbia una pausa di riflessione”.
 
“Bisognerà fare in modo, a partire dalla prossima sessione del Governamental Advisory Committee (GAC) a Singapore dal 23 al 27 marzo, che ci sia una approfondita analisi. E saranno sicuramente necessarie le informazioni che la delegazione statunitense fornirà, soprattutto in merito alla definizione di comunità globale di attori, in quanto non è ancora chiaro cosa si intenda per comunità globale di attori. Mi impegnerò, -  ha continuato il Ministro Martina – ad assicurare che a livello di Governo siano date istruzioni in tal senso alla delegazione italiana che parteciperà ai lavori.”
 
“Con l’obiettivo di tutelare il consumatore/navigatore e il mercato interno è mia intenzione - ha concluso il Ministro - portare i temi dell'assegnazione dei nuovi domini generici di primo livello e, più in generale, della governance di internet all'attenzione del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri competenti, in particolare il Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, il Ministro degli Affari Esteri, Federica Mogherini, il Sottosegretario del MISE, Antonello Giacomelli e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche europee, Sandro Gozi, visto che la stessa Commissione europea, l'11 febbraio scorso, ha pubblicato la comunicazione ‘Internet Policy and Governance Europe's role in shaping the future of Internet Governance’”.
 
Redazione Floraviva