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martedì 21 gennaio ottavo incontro dei trentaquattro in programma durante il quale oltre alle visite in azienda e le iniziative convegnistiche con le associazioni di categoria ed i sindacati, il Presidente incontrerà la stampa, tutti i sindaci della piana e farà un approfondimento nel comparto agroambientale con l'osservatorio turistico di destinazione e le associazioni di categoria. Chiude con l'inaugurazione della "casa dei rifugiati" e un confronto sul tema "Accoglienza, modello toscana"

 
Inizia con un trasferimento in treno la visita nella Piana lucchese che impegnerà per l'intera giornata di martedì 21 gennaio il presidente della Regione, Enrico Rossi, per l'ottava tappa del suo "Viaggio in Toscana", il tour con il quale raggiungerà le 34 zone che compongono la Regione per incontrare realtà produttive, amministratori pubblici, imprenditori, associazioni di categoria e cittadini, così da toccare con mano la Toscana reale. Il presidente Rossi sarà accompagnato dall'assessore alla presidenza, Vittorio Bugli.
 
Ecco il programma della giornata.
Il presidente partirà dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella con il regionale delle 7.38 il cui arrivo nella stazione di Tassignano-Capannori è previsto per le 9.11.
Alle 9.30 visiterà l'industria cartaria Pieretti spa di Capannori.
Alle 10.45 si sposterà ad Altopascio per visitare l'azienda di costruzioni meccaniche Gambini Spa.
Alle 12.00 sarà a Capannori, dove presso il Polo culturale Artemisia si terrà un'iniziativa dal titolo "Il tessuto produttivo della Piana di Lucca", cioè un dialogo con le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali locali.
Alle 14.00 sempre a Capannori presso Palazzo Boccella avrà luogo l'incontro istituzionale con i sindaci della piana di Lucca (cioè, oltre a quello di Capannori e i colleghi di Altopascio, Montecarlo, Pescaglia, Porcari e Villa Basilica) e il presidente della Provincia.
 
Alle 15.00, nella stessa sede, il presidente Rossi terrà un incontro con gli organi di informazione.
 
Alle 16.30 presso il frantoio sociale del Compitese è in programma "La filiera agroalimentare e turistica", un incontro con l'Osservatorio Turistico di destinazione e le categorie agricole.
Alle 18.30 la parte istituzionale della visita si concluderà a Capannori presso la Casa d'accoglienza per rifugiati, dove si terrà un'iniziativa sul tema "Accoglienza, modello toscana". Poi il presidente Rossi visiterà e inaugurerà un'ala della struttura.
 
La prossima tappa del Viaggio in Toscana è in programma venerdì 31 gennaio nella Piana di Pisa.
 
Redazione Floraviva

Il Distretto Florovivaistico del Ponente  vola in Russia per promuovere la floricoltura del ponente ligure dal 19  e sino al 24 gennaio  il Distretto effettuerà tre dimostrazioni floreali in Russia, più precisamente  a Kazan, a Mosca e a Novosibirsk.

 
Fiori, fronde e piante in vaso liguri saranno al centro dell'attenzione di tre meeting professionali rivolti ai dettaglianti. Le dimostrazioni floreali saranno tenute dai rinomati floral designer Toni Trentini e Rudy Casati, già componenti del Sanremo Italian Style,  che illustreranno ai loro colleghi russi le particolarità e le tecniche migliori per valorizzare i prodotti florovivaistici tipici del Ponente ligure.
 
I paesi dell'est sono un importante mercato in crescita, viste le ottime performance economiche generali: pochi mesi fa il Distretto aveva partecipato ad iniziative promozionali in Polonia e Ucraina. In particolare, in Russia il prodotto italiano e il nome "Sanremo" possono ancora dare un valore aggiunto importante, su cui si può e si deve ancora puntare. La Federazione Russa ha importato nel 2012 dall'Unione Europea piante e fiori per un valore di circa 460 milioni di euro, ovvero il + 16.7 % rispetto al 2011 e un valore più che triplo rispetto al 2004. Particolarmente importante è inoltre il fatto che nel nuovo accordo Italia - Russia recentemente firmati a Trieste sia esplicitamente tracciata la strada per una maggior cooperazione tra i due Paesi in ambito florovivaistico.
 
Redazione Floraviva

I primati Toscani nell’Agriturismo vanno dal record di arrivi (+2,5%) alla disponibilità di posti letto, essere prescelti come destinazione top, il numero sempre crescente di gestioni rosa, la creazione di 700 fattorie didattiche su un totale di 3000 in Italia. Segue l’analisi di mercato e delle tendenze in attesa di Agriturismoinfiera che si terrà a Milano questo fine settimana.

+2,5% di arrivi negli agriturismi nel 2013 che si confermano tra le tipologie ricettive preferite sia dai turisti stranieri che da quelli italiani. 1 straniero su 2 (46%), così come di 6 italiani su 10 (59%) sceglierebbero proprio la Toscana per vivere un’esperienza immersi nella natura tra buon cibo e buona cucina, tradizioni, lifestyle, attività ludico-ricreative. Con 4.187 strutture autorizzate e 56.420 posti letto (13,5 i posti letto per singolo esercizio) la Toscana mantiene saldamente la sua leadership nazionale con il 16,6% in più di aziende agrituristiche ed il 27,7% in più di posti letto disponibili rispetto a 2007. Ma i primati non sono finiti qui. L’agriturismo è più rosa che altrove grazie alla più alta concertazione di imprese agrituristiche gestite da donne: 1.707 aziende, pari al 40,8% di quelle regionali nel complesso e al 23,5% di quelle nazionali a conduzione femminile. Tra le attività si sono particolarmente sviluppate le fattorie didattiche: circa 700 (23%) su un totale di 3mila si trovano in Toscana. E’ quando emerge dal bilancio tracciato da TerranostraColdiretti (info su www.toscana.coldiretti.it) sulla vacanza in campagna nel 2013 in vista di Agriturismoinfiera 2014, l’appuntamento dedicato agi agriturismi italiani in programma da 18 al 19 gennaio al Parco Esposizioni di Novegro, a Milano (www.agriturismoinfiera.it). 
 
A condizionare la scelta della località ed il tipo di struttura sonol’enogastronomia ed il paesaggio. Con 463 specialità alimentari e 24 prodotti Top tra Dop e Igp riconosciuti la Toscana è la regione italiana con il più altro appeal a tavola contribuendo al primato mondiale dell’Italia nel turismo enogastronomico con oltre 24 miliardi di euro spesi dai turisti nazionali ed esteri nel belpaese per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per acquistare prodotti tipici. Secondo Coldiretti ben un terzo (33%) della spesa di italiani e stranieri in vacanza in Italia. “Il brand più forte della Toscana è il suo cibo che è legato al territorio, alla sua identità e alle sue tradizioni; – analizza Andrea Landini, Presidente Terranostra Toscana – il futuro e le scelte della nostra regione non possono non tenere in considerazione il valore economico, sociale e ambientale delle imprese agricole e dell’agricoltura. Il cibo e la nostra terra sono i punti di forza della nostra offerta turistica”.
 Le tendenze dei consumatori
Secondo l'indagine condotta dal portale Agriturismo.it, il turista sceglie l'agriturismo per degustare la cucina e immergersi nella natura (38%), a seguire (16%) preferisce un'azienda dove provare un po' tutte le peculiarità di questo tipo di vacanza: natura, enogastronomia, relax e attività dentro e fuori l'agriturismo. Seguono a distanza le preferenze per una vacanza incentrata sull'attività dentro e fuori l'azienda. Se gli agrituristi italiani propendono per una vacanza all'insegna del mangiar sano (84%) e del risparmio (91%), gli agrituristi stranieri cercano nella vacanza in agriturismo la tranquillità (84%) e l'attenzione all'ambiente (79%). Tra il 2009 e il 2012 cresce l'età media degli agrituristi: si registra un forte calo degli under 35 mentre aumentano gli over 50. Nel 2009 i turisti rurali sotto i 35 anni erano quasi il 20%, oggi sono il 10%. Gli over 50 crescono, infatti del 9% (da 30% al 39%). Varia anche il tipo di compagnia scelta per la vacanza in agriturismo: se nel 2009 si sceglieva principalmente il proprio partner (57% contro 50%), oggi si preferisce soggiornare in agriturismo con tutta la famiglia, bambini compresi (54% contro 48%).
 
Redazione Floraviva

"Politiche forestali e sviluppo rurale per la programmazione 2014-2020" e' il titolo del convegno nazionale che si svolge a Firenze il 15 e 16 gennaio nell'Aula Magna del Rettorato dell'Università (Piazza San Marco, 4). Regione Toscana anticipa anche il convegno UNESCO che si terrà a Firenze ad Aprile sulla diversità biologica e culturale legata al paesaggio rurale.

 
Diviso in 5 sessioni e con una tavola rotonda conclusiva, il convegno affronta le strategie italiane per le nuove politiche agricole comunitarie e la definizione dei nuovi indirizzi che riguardano le modalità di spesa della parte dei circa 54 miliardi di euro della PAC che andrà al settore forestale.
 
Dopo l'apertura e i saluti che saranno affidati, tra gli altri, al ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Nunzia De Girolamo e al ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Andrea Orlando, le tre sessioni della prima giornata saranno dedicate al bosco come bene culturale, a un nuovo approccio alla biodiversità e alla gestione, la multifunzionalità e la diversificazione dell'economia forestale.
 
Giovedì 16 gennaio saranno affrontate poi una sessione sui prodotti legnosi, una sui cambiamenti climatici e il rischio idrogeologico e concluderà il convegno una tavola rotonda sulla politica forestale nazionale verso il 2020.
 
"Si tratta di un appuntamento che si presenta ricco di novità - annuncia l'assessore regionale all'agricoltura Gianni Salvadori che interverrà all'apertura - si intende infatti promuovere una "gestione attiva" delle risorse forestali favorendo un mutato atteggiamento rispetto al fenomeno dell'abbandono della gestione del bosco che porta comunque a un conseguente aumento delle superfici forestate. Si pensi che dal dopoguerra ad oggi in Toscana ne abbiamo 6000 ettari all'anno".
 
La Gestione attiva delle risorse forestali - Ad oggi viene utilizzato circa il 40% della crescita annua. La gestione attiva, di fatto, privilegia un utilizzo sostenibile del bosco con interventi mirati e economicamente sostenibili. Il che consente un miglioramento dei conti economici considerando che oggi il settore assorbe più risorse pubbliche rispetto al valore della produzione. Al tempo stesso si favorisce la produzione di energia e di legno ma anche la ripresa di altre attività quali ad esempio il pascolo in bosco. Boschi ben gestiti potranno meglio controllare l'invasione della fauna selvatica, in parte anche conseguenza dell'abbandono e ridurre i costi elevati della prevenzione degli incendi boschivi, anch'essi legati all'abbandono e all'incremento di massa legnosa suscettibile al fuoco.
 
Prospettiva nazionale e internazionale - La Regione Toscana vuole contribuire ad attuare il terzo pilastro della gestione forestale sostenibile definita dall'Europa, legato al valore sociale, culturale e paesaggistico dei boschi, fino ad oggi non implementato a livello nazionale ed internazionale. Un rinnovato collegamento fra bosco, agricoltura e zootecnica è la corretta visione che il settore esprime sul tema del paesaggio e della sua pianificazione favorendo uno stretto rapporto fra economia, società ed ambiente, in grado di sostenere anche la qualità del paesaggio.
In questo senso il convegno intende promuovere anche il concetto di diversità bioculturale, legata al rapporto fra natura e cultura, anticipando la prima conferenza mondiale per l'implementazione del programma congiunto, promosso da UNESCO e Convenzione Mondiale della Biodiversità, sulla diversità biologica e culturale legata al paesaggio rurale. La Regione Toscana (assessorato all'agricoltura) proprio ad aprile a Firenze ospiterà la conferenza alla quale parteciperanno più di 250 studiosi ed esperti da 35 paesi.
 
Redazione Floraviva

Con 13 chili a testa gli americani sono i principali consumatori di pizza al mondo

 
Con una media di 13 chili per persona negli Stati Uniti si registra il record mondiale dei consumi di pizza con una quantità che è quasi il doppio di quella degli italiani che si collocano al secondo posto con una media di 7,6 chili a testa. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione del “forkgate” scatenato dal neo sindaco di New York Bill de Blasio che ha mangiato la pizza con coltello e forchetta e non con le mani come avviene regolarmente negli Usa. La pizza - sottolinea la Coldiretti - è nata in Italia con le prime attestazioni scritte che risalgono al 997 e con l'arrivo degli immigrati italiani  nel tardo. XIX secolo fece la sua prima apparizione negli Usa dove si è rapidamente affermata, anche con curiosi adattamenti locali nella preparazione, negli ingredienti e nelle occasioni e modalità di consumo, che hanno purtroppo fatto dimenticare a molti la reale origine. Se in Italia – continua la Coldiretti - si stima che la pizza generi un fatturato di 10 miliardi di euro con oltre 250mila addetti e 50mila pizzerie, il business negli Stati Uniti è attorno ai 40 miliardi di dollari con il 93 per cento degli americani che la consuma almeno una volta al mese per una media di 350 slice (le tradizionali fettine) al secondo. Purtroppo di questo mercato - rileva la Coldiretti - quasi niente arriva all’economia italiana anche perché si usano quasi sempre ingredienti realizzati negli Stati Uniti, dalla mozzarella prodotta soprattutto nel Wisconsin, in California nello stato di New York alla conserva di pomodoro ottenuta in California dove si stanno diffondendo anche le coltivazioni di ulivi senza dimenticare il diffuso utilizzo di ingredienti molto lontani dal Made in Italy come l’ananas. La perdita del legame della pizza con l’identità tricolore è un rischio che – denuncia la Coldiretti - corrono moltissimi prodotti Made in Italy per l’esponenziale diffusione sui mercati statunitense e mondiale di alimenti “taroccati” che richiamano nel nome e nell’immagine all’italianità senza avere alcun legame con la realtà produttiva nazionale, dal parmesan al provolone, dal salame Milano alla soppressata calabrese, dall’extravergine pompeian al pomodoro san Marzano. L’“agropirateria” internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all'Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale vale 60 miliardi ed . all'estero – sostiene la Coldiretti - sono falsi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre. Sul piano internazionale questo fenomeno – conclude la Coldiretti - va combattuto cercando un accordo sul commercio internazionale nel Wto ma è anche necessario fare chiarezza a livello nazionale ed europeo dove occorre estendere a tutti i prodotti l'obbligo di indicare in etichetta l'origine dei prodotti alimentari.
 
Redazione Floraviva