Notizie
- Dettagli
- Scritto da Andrea Vitali
E' la Società Botanica Italiana, coordinata da Lorenzo Peruzzi, professore di Botanica sistematica presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa e Direttore dell’Orto e Museo Botanico, insieme a 500 appassionati ed esperti botanici da tutta Italia che ha decretato le venti piante simbolo delle regioni italiane. In Toscana primeggia lo Zafferano etrusco.
A decretare le piante vincitrici, a partire da una rosa di candidature, sono stati oltre 500 appassionati ed esperti botanici da tutta Italia. La più votata in assoluto è una bellissima pianta erbacea a fiori rosa, tipica delle Alpi occidentali. Si spazia poi dalla alla Primula di Palinuro per la Campania che cresce a picco sul mar Tirreno, allo Zafferano etrusco per la Toscana, al Pino locato per la Basilicata che si trova solo nel Parco Nazionale del Pollino, o ancora alla Sassifraga dell’Argentera per il Piemonte.
“L’idea è di sensibilizzare cittadini e istituzioni sul tema della biodiversità vegetale – spiega Lorenzo Peruzzi – e così sono state elette venti piante, che per valenza storico-scientifica, peculiarità biogeografiche e bellezza, possano essere assurte a "simbolo" di ognuna delle venti regioni italiane”.
Ecco i risultati regione per regione.
Abruzzo
Adonis distorta Ten. (Adonide curvata), eletta con il 47% dei voti. Si tratta di una pianta erbacea a fiori gialli, tipica delle più alte cime dell’Appennino centrale. 
Basilicata
Pinus heldreichii Christ subsp. leucodermis (Antoine) E.Murray (Pino loricato), eletta con il 50% dei voti. E' una maestosa conifera, presente in Italia soltanto nei territori del Parco Nazionale del Pollino.
Calabria
Soldanella calabrella Kress (Soldanella calabrese), eletta con l’88% dei voti. Si tratta di una piccola pianta erbacea a fiori viola, tipica delle montagne della Calabria centro-meridionale.
Campania
Primula palinuri Petagna (Primula di Palinuro), eletta con il 36% dei voti. E' una primula costiera a fiori gialli, che cresce su rupi a picco sul mar Tirreno; tipica delle coste tra Campania meridionale e Calabria settentrionale e già parte del logo del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. 
Emilia-Romagna
Primula apennina Widmer (Primula appenninica), eletta con il 59% dei voti. Si tratta di una graziosa primula a fiori rosa, che cresce sui crinali rocciosi dell’Appennino settentrionale, nei territori del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.
Friuli Venezia Giulia
Armeria helodes F.Martini & Poldini (Spillone palustre), eletta con il 56% dei voti. Tipica della regione, cresce nell’area delle risorgive ed è una pianta erbacea a fiori rosa.
Lazio
Styrax officinalis L. (Storace comune), eletta con il 59% dei voti. Si tratta di un grande arbusto con fiori bianchi, presente allo stato spontaneo in Italia soltanto tra il Lazio e la Campania.
Liguria
Campanula isophylla Moretti (Campanula di Capo Noli), eletta con il 48% dei voti. E' una campanula rupicola, presente solo nell'area del Finalese in Liguria.
Lombardia
Silene elisabethae Jan (Silene di Elisabetta), eletta con il 41% dei voti. Una pianta erbacea a fiori fucsia, tipica dell’area a cavallo tra Lombardia e Trentino-Alto Adige.
Marche
Moehringia papulosa Bertol. (Moehringia vescicolosa), eletta con il 72% dei voti. Si tratta di una piccola pianta rupicola con minuti fiori bianchi, tipica della regione.
Molise
Acer cappadocicum Gled. subsp. lobelii (Ten.) A.E.Murray (Acero di l’Obel), eletta con l’80% dei voti. Un albero presente nell'Italia centro-meridionale, particolarmente frequente nelle foreste del Molise.
Piemonte
Saxifraga florulenta Moretti (Sassifraga dell’Argentera), eletta con il 42% dei voti. E' una pianta erbacea rupicola a fiori rosa, presente nelle Alpi occidentali ed in Piemonte. È la pianta che ha ricevuto il maggior numero assoluto di voti, tra tutte le regioni italiane, assieme all’Abete delle Madonie.
Puglia
Arum apulum (Carano) P.C.Boyce (Gigaro pugliese), eletta con il 71% dei voti. Tipica della Puglia è una pianta erbacea con una spata rossastra.
Sardegna
Ribes sardoum Martelli (Ribes sardo), eletta con l’80% dei voti. Si tratta di un piccolo arbusto con frutti rossi, tipico della Sardegna.
Sicilia
Abies nebrodensis (Lojac.) Mattei (Abete delle Madonie), eletta con il 37% dei voti. E' una conifera endemica delle Madonie. Assieme alla Sassifraga dell’Argentera è la pianta che ha ricevuto il maggior numero assoluto di voti, tra tutte le regioni italiane.
Toscana
Crocus etruscus Parl. (Zafferano etrusco), eletta con il 32% dei voti. Una pianta erbacea a fioritura precoce, presente anche in Emilia-Romagna e Umbria, ma con la maggior parte del suo areale che ricade in Toscana. 
Trentino-Alto Adige
Androsace hausmannii Leyb. (Androsace di Hausmann), eletta con il 60% dei voti. Si tratta di una minuta pianta erbacea a fiori bianchi, tipica delle Alpi centro-orientali e presente in tutta la regione. 
Umbria
Ionopsidium savianum (Caruel) Arcang. (Bivonea di Savi), eletta con il 60% dei voti. Presente in Italia soltanto in Umbria, Lazio e Toscana, si tratta di una piccolissima piantina a fiori bianchi.
Valle d’Aosta
Astragalus alopecurus Pall. (Astragalo maggiore), eletta con il 60% dei voti. E' una vistosa erba a fiori gialli, presente in Italia soltanto in Valle d’Aosta.
Veneto
Saxifraga berica (Bég.) D.A.Webb (Sassifraga dei Berici), eletta con il 47% dei voti. Si tratta di una pianta erbacea a fiori bianchi, endemica del Veneto.
Redazione
- Dettagli
- Scritto da Andrea Vitali
Macfrut, in programma dall’8 al 10 maggio alla Fiera di Rimini, è tradizionalmente una vetrina internazionale delle novità dell’ortofrutta. Renzo Piraccini, presidente di Cesena Fiera: «L’ortofrutta italiana ha molto da dire e Macfrut gioca un ruolo fondamentale. Cosa sarebbe il vino italiano senza Vinitaly?».
A differenza delle altre fiere di settore di Berlino e Madrid che si sono incentrate sul prodotto, Macfrut rappresentata tutta la filiera dalla produzione, alla tecnologia, al packaging. Rispecchia quindi la leadership italiana in diversi ambiti, la chiave per puntare su innovazione e internazionalizzazione. Solo così il settore può produrre ulteriore ricchezza ed essere trainante per l’export. E' quanto ha affermato anche Renzo Piraccini, presidente di Cesena Fiera, l’ente organizzatore di Macfrut: «Innovazione e internazionalizzazione sono i due punti chiave per lo sviluppo dell’ortofrutta, cardine del made in Italy agroalimentare e prima voce dell’export con 8,4 miliardi di euro, di cui 4,9 di fresco».
Il presidente Piraccini spiega: «Esportare il prodotto è fondamentale ma non bisogna focalizzarsi solo sulla produzione, dove magari altri paesi ci battono in quantità. Tecnologie e macchinari sono altrettanto importanti e ricchi di opportunità: ad esempio il Cile è un grande esportatore di ciliegie in Cina, ma l’80% di questa produzione avviene grazie alla tecnologia italiana. Così per i mirtilli del Perù o l’insalata del Sud est asiatico».
I visitatori potranno vedere le novità varietali, visitare il ‘Greenhouse technology village’, una vetrina di innovazioni tecnologiche più pulite, più salutari e più rispettose dell’ambiente, assistere alle dimostrazioni di impianti di irrigazione e macchinari.
Saranno numerosi anche i convegni e gli incontri: si parlerà di biostimolanti per sviluppare le produzioni vegetali, di logistica e delle molteplici opportunità che nasceranno grazie alla nuova ‘Via della Seta’ con la Cina.
«L’ortofrutta italiana ha molto da dire. È un volano di sviluppo – conclude Piraccini – E Macfrut gioca un ruolo fondamentale se capiamo che per un grande settore produttivo avere una grande fiera internazionale è cruciale. Cosa sarebbe il vino italiano senza Vinitaly? Macfrut è lo specchio della filiera. Che ha un futuro di grandi opportunità se ritrova il coraggio, l’orgoglio del lavoro, dell’impresa e dell’innovazione. Le tecnologie devono servire a produrre di più e in maniera più competitiva perché il mercato internazionale non fa sconti».
Redazione
- Dettagli
- Scritto da Andrea Vitali
L'agroalimentare di qualità è quello su cui punta Regione Toscana e dopo aver proceduto al riconoscimento ufficiale degli otto distretti rurali costituitisi in diverse aree regionali, è pronta ad investire i primi 5 milioni di euro grazie al bando attualmente aperto per i cosiddetti ‘Pid’, Progetti integrati di distretto, dell’agroalimentare.
Fabio Fabbri, direttore del Psr della Regione Toscana, è intervenuto ieri a Grosseto durante un incontro promosso dal Distretto agroalimentare Maremma Sud nella sede grossetana della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno: «In pratica gli attori di filiere agricole e agroalimentari (produttori primari, imprese di trasformazione e commercializzazione) facenti parte del distretto al fine di superare le principali criticità delle filiere stesse, favoriscono così i processi di riorganizzazione e consolidamento per realizzare relazioni di mercato più equilibrate. I progetti integrati di distretto consentiranno di sostenere la redditività delle aziende agricole, agevolando lo sviluppo dei territori e incentivando, nel contempo, l’innovazione di processo e di prodotto nonché la cooperazione tra le aziende stesse».

All'incontro era presenta anche Albino Caporali, direttore delle Attività produttive della Regione Toscana, che ha illustrato un’ulteriore opportunità di finanziamento. Infatti, oltre ai ‘Pid’, bando già operativo e al quale possono accedere gli imprenditori agricoli professionali (Iap) iscritti e tutti gli altri soggetti a essi equiparati, a giorni uscirà un altro bando che mette a disposizione dieci milioni di euro a sostegno delle attività di ricerca e sviluppo.
Di questi 10 milioni la metà sarà riservata esclusivamente alle aziende associate al Distretto e servirà per sostenere gli investimenti coerenti con la strategia Industria 4.0; ai restanti 5 cinque milioni potranno accedere anche aziende non associate purchè localizzate nella stessa area di azione del Distretto Maremma Sud e saranno sotto forma di fondo rotativo per la concessione di prestiti con procedura a sportello per investimenti coerenti con le priorità tecnologiche della Ris 3 e premialità per Industria 4.0.
Enrico Rabazzi, presidente del distretto agroalimentare Maremma Sud, ha dichiarato: «Sarebbe importante che anche i finanziamenti a fondo perduto si aprissero alle realtà non associate, perché altrimenti si rischia che se non si presentano tutti i progetti utili all’esaurimento delle risorse disponibili, i soldi non richiesti possano andare perduti».
Redazione
- Dettagli
- Scritto da Andrea Vitali
Dal 5 al 7 aprile si svolgerà a Lucca, sulle mura urbane della città tra il Baluardo Santa Croce e il Baluardo San Donato, VerdeMura, la mostra mercato del giardinaggio e del vivere all’aria aperta. Gli ellebori sono il tema principale di questa edizione e dalla Valdinievole i suoi nuovissimi ibridi di camelia a fiore giallo in anteprima.
A Lucca è tutto pronto per VerdeMura, l’evento più green della primavera che richiama in questo angolo di Toscana visitatori da tutta Italia, sia per la qualità dell’offerta della mostra mercato, sia per le attrattive della città stessa e dei suoi tesori. Cresciuta un anno dopo l’altro per numero di espositori e visitatori, VerdeMura non è un mercato dei fiori ma un evento che dà un forte impulso alla cultura nazionale del giardinaggio.
Il programma di VerdeMura, più agile di quello complesso e internazionale della “sorella grande” Murabilia, offre maggior tempo agli acquisti di stagione per i giardini, gli orti, i balconi di città, con qualche incursione nei dettagli freschi e nuovi per la casa e la cucina di campagna. Restano tuttavia irrinunciabili nel programma alcuni appuntamenti, come la presentazione delle novità librarie del verde e i laboratori dedicati ai bambini. Alcuni espositori hanno già fornito anticipazioni delle novità vegetali che porteranno a VerdeMura. Da Bolsena saranno in mostra le ortensie più nuove, viste lo scorso anno al Chelsea Flower Show di Londra. Da Firenze arriveranno le piantine di ortaggi esotici e soprattutto di centinaia di varietà di pomodori, fiori annuali e rampicanti rari e inusuali. Dalla Brianza una collezione di primule mai viste, a fiori doppi, rigati, in colori particolari. La Lucchesia e il Pistoiese dal canto loro come sempre faranno anche quest’anno gli onori di casa, soprattutto con le camelie, i rododendri e gli agrumi. Dalla Valdinievole, un'azienda del Comune di Montecarlo, presenterà i suoi nuovissimi ibridi di camelia a fiore giallo simili a delle magnifiche rose tea! Saranno i visitatori della dodicesima edizione di VerdeMura che potranno vederle e acquistarle per la prima volta in Italia.
Il tema principale di questa edizione, comunque, verterà sugli ellebori. Per quanto il nome italiano “rosa di Natale” della specie Helleborus niger ricordi l’inverno, quasi tutti gli ellebori fioriscono tra l’inverno e la primavera, da febbraio ad aprile. Con la collaborazione di un vivaio lombardo specializzato, VerdeMura allestirà una mostra di grandi esemplari che raccontano il collezionismo più raffinato di specie e di ibridi interspecifici, anche rari e introvabili. In
ogni caso più di sempre protagoniste della scena saranno anche le erbacee perenni, gli arbusti e le rose, le acidofile in piena fioritura, i fiori semplici per far belli i balconi in abito primaverile dei pollici verdi.
Molti scommettono che i fiori di tendenza per il 2019 saranno le peonie e proprio per questo VerdeMura ha riservando molto spazio a due importanti vivaisti di queste opulente corolle.
“Abbiamo trovato negli anni la formula vincente – afferma il team organizzativo - che gratifica in due giorni e mezzo oltre 20.000 visitatori. E’ un giusto mix di fresco mercato di primavera di alto profilo, un’anticipazione di quel che si vedrà nell’ambito del giardinaggio nei prossimi mesi, un richiamo per i collezionisti e gli esperti di botanica, che solo nelle due mostre-mercato di giardinaggio a Lucca trovano un ventaglio tanto vasto di stimoli scientifici e creativi.”
Per informazioni: www.verdemura.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - facebook: verdemura.lucca
Orari: venerdì 5 aprile ore 12-19; sabato 6 aprile e domenica 7 aprile ore 9.30-19;
Ingresso: Intero € 7,00; ridotto € 4,00 (over 65, minori tra 8 e 14 anni e diversamente abile con accompagnatore, Carta verde 2018 della rivista Vita in Campagna); gratuito minori di 8 anni. Abbonamento per 2 giorni € 12,00; abbonamento per 3 giorni € 18,00; acquisto cumulativo di 20 ingressi € 140,00 + due biglietti omaggio.
I cani possono entrare se accompagnati al guinzaglio. La vendita biglietti termina un’ora prima della chiusura.
Trasporto piante: servizio gratuito di noleggio carriole e area di deposito-consegna piante a cui accedere con l’automobile.
Redazione
- Dettagli
- Scritto da Andrea Vitali
Dal 3 al 5 maggio a Milano si svolgerà, presso gli East end Studio di via Mecenate, all’insegna del claim “non sono una droga”, la seconda edizione della fiera internazionale dedicata alla canapa di Milano con 150 espositori da tutto il mondo. Per promuovere l’iniziativa fino al 15 aprile a Milano le CargoBike distribuiranno in centro Città 7000 piante di cannabis. Per scoprire ogni giorni i luoghi dell’appuntamento c’è solo da seguire la pagina facebook.com/420hempfest e Instagram/4.20hempfest. La manifestazione btoc prevede un biglietto giornaliero: 9 € online e di 11 € al botteghino. Si potrà fare anche abbonamenti di 2 giorni: 13 € online, 15 € al botteghino, e di 3 giorni: 19 € online, 21 € al botteghino. Le prevendite su ticketone: https://www.420hempfest.com/biglietti. ”Regaleremo queste piante sperando che la gente continui a farle crescere a casa - dichiara Marco Russo, fondatore e organizzatore del 4.20 Hemp Fest. A chi le prende chiediamo anche di postare una foto sui propri social preferiti, così da rilanciare e diffondere la cultura della canapa come pianta utile e dai mille utilizzi. Abbiamo inoltre pensato a un claim forte quale ‘NON SONO UNA DROGA’ per diffondere una più precisa e puntuale informazione su questa pianta. Nelle altre immagini della campagna è la pianta stessa a parlare alla gente con “ io posso essere alimento, carta o farmaco”, sempre per sottolineare la sua versatilità”.
Si avvicina la data di inizio del 4.20 Hemp Fest, la prima fiera internazionale -dichiarano gli organizzatori- dedicata alla Canapa di Milano e una tra le più importanti in Europa, la cui seconda edizione è in programma nel weekend del 3-5 maggio 2019 presso gli East End Studios di via Mecenate a Milano. Per promuovere l’iniziativa -si legge nel comunicato pervenuto in redazione- è stata pensata una campagna di guerrilla marketing che coinvolgerà alcune delle principali vie e piazze del centro di Milano. Da lunedì 1 aprile a domenica 15 aprile le cargobike personalizzate 4.20 Hemp Fest distribuiranno ai passanti una piccola pianta di Cannabis sativa (L.), ovvero cannabis light, per un totale di 7000 piantine a disposizione. Per raggiungere il maggior numero di persone durante la DesignWeek la distribuzione delle piantine sarà concentrata in particolare nelle zone che ospitano i principali eventi del FuoriSalone. (Ndr: la ‘L.’ tra parentesi posta dopo le indicazioni di nomenclatura binomiale nei cataloghi di specie si riferisce a Carl Linnaeus, Carlo Linneo in italiano, il celebre botanico svedese che per primo diede una classificazione scientifica alla pianta nel 1753. Non significa ‘light’ o ‘legale’ come spesso viene interpretato). Sulla pianta distribuita, oltre all’adesivo 4.20 Hemp Fest è riportata la scritta ”Non sono una droga”, un claim pensato per sottolineare la versatilità della canapa e i suoi molteplici utilizzi legali e una dicitura che ne attesta la provenienza e la legalità del prodotto in base alla L. 242/2016. Le piante sono state fornite dall’azienda MECANNABIS (www.mecannabis.it), startup italiana di Cannabis light e Green Partner del 4.20 Hemp Fest 2019. I luoghi di distribuzione resteranno segreti fino al giorno stesso, quando indizi molto chiari sulla destinazione scelta verranno pubblicati sulle pagine Facebook e Instagram dell’evento. Gli orari di ‘guerrilla’ variano ogni giorno ma ruotano intorno alle ‘4:20’, orario, data e codice che da sempre rimandano alla cultura della cannabis in tutto il mondo. “Regaleremo queste piante sperando che la gente continui a farle crescere a casa - dichiara Marco Russo, fondatore e organizzatore del 4.20 Hemp Fest. A chi le prende chiediamo anche di postare una foto sui propri social preferiti, così da rilanciare e diffondere la cultura della canapa come pianta utile e dai mille utilizzi. Abbiamo inoltre pensato a un claim forte quale “non sono una droga” per diffondere una più precisa e puntuale informazione su questa pianta. Nelle altre immagini della campagna è la pianta stessa a parlare alla gente con “io posso essere alimento, carta o farmaco”, sempre per sottolineare la sua versatilità”. Saranno 150 gli espositori provenienti da tutto il mondo che esporranno differenti merceologie: cannabis light, tessuti, cosmetici, alimenti e bevande a base di Canapa. Sono in programma conferenze che verteranno sugli aspetti terapeutici, legislativi e legati all’attualità, con la possibilità di partecipare a workshop tecnici e specifici. Sarà prevista inoltre una spaziosa outdoor area dove si terranno concerti live e dj set, food truck, area gaming. Un occasione di visibilità, dichiarano gli organizzatori, per aziende, start up e magazine di settore, oltre ad associazioni, organizzazioni e istituzioni la cui etica si avvicina ai temi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, green marketing e prodotti ecosostenibili. Attesi numerosi relatori anche da oltreoceano che si confronteranno ancora una volta con il pubblico sugli aspetti legislativi, terapeutici e industriali legati al mondo della canapa. Saranno presenti inoltre gli sponsor più rinomati del settore internazionale della canapa. Durante i tre giorni di evento avrà luogo anche la seconda edizione della 4.20 Cannabis Light Cup, la prima competizione ufficiale di cannabis legale per aziende del settore.
Redazione




