Il vivaista
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La conferma della partecipazione dell'Italia a Floriade Expo, in calendario dal 14 aprile al 9 ottobre 2022 nella città olandese Almere, l’ha data il Ministero degli esteri. Attesi circa 2 milioni di visitatori (15% professionali) e 40 spazi nazionali nei 60 ettari del Floriade park. Il tema “Growing Green Cities” articolato in quattro sotto argomenti.
La conferma ufficiale della partecipazione del nostro paese a Floriade Expo 2022 è l’occasione per presentare la prossima edizione, la settima, di questa grande manifestazione florovivaistica olandese che si svolge ogni 10 anni.
Come comunicato il 26 marzo dagli organizzatori, è stato il ministro degli esteri Luigi Di Maio a confermare la presenza italiana in una lettera al ministero dell’agricoltura olandese in cui si è detto «fiducioso che il paese farà una entrata creativa e innovativa all'Expo, all’altezza del tema dell’edizione “Growing Green Cities”». Il ministro ha detto anche che l'Italia non vede l'ora di guadagnare visibilità globale nel settore florovivaistico attraverso Floriade, occasione di scambio di conoscenze e per stabilire nuovi rapporti commerciali.
Durante Floriade Expo 2022, per sei mesi, dal 14 aprile al 9 ottobre 2022, il parco della manifestazione nella città di Almere in Olanda sarà il palcoscenico internazionale della filiera del verde e il comparto florovivaistico olandese, insieme ai rappresentanti del settore delle altre nazioni partecipanti, esporranno soluzioni green che possono rendere le città più divertenti, vivibili e sostenibili. Una vera e propria celebrazione del verde e delle tecnologie sostenibili.
Il parco sarà composto da elementi permanenti e da elementi temporanei legati all'esposizione. Tutti gli espositori contribuiranno ai quattro sottotemi di Floriade: «Greening the City, Feeding the City, Healthying the City e Energizing the City» (inverdire le città, nutrire le città, rendere più sane le città e dare più energia alle città). Giardini stimolanti, conferenze, laboratori e mostre si mescoleranno con grandi attrazioni, sorprendenti degustazioni, arte e cultura.
L’arboreto costituirà la struttura verde dell'esposizione così come quella del futuro quartiere urbano Hortus. Sarà un’enciclopedia delle piante e degli alberi organizzata in ordine alfabetico attraverso la quale si potrà camminare. E ci sarà una funivia di 850 metri che fornirà un collegamento veloce e sostenibile tra la parte meridionale e quella settentrionale del parco di Floriade, oltre che una vista panoramica spettacolare sul parco. Nei 60 ettari dell’area espositiva sono attesi 2 milioni di spettatori, fra consumatori (85%) e operatori professionali (15%).
Ulteriori informazioni si trovano qua.
L.S.
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- Scritto da Andrea Vitali
Quali fiori e piante sono diventati più popolari e quali meno nel corso del 2020? Come si sono sviluppati gli acquisti di fiori recisi, piante da appartamento e piante da giardino, e attraverso quali canali, nei principali mercati di sbocco per i florovivaisti olandesi? E in che modo il Coronavirus ha influito sulle vendite di fiori, mentre la Brexit sulle esportazioni floricole nel Regno Unito?
Alcune anticipazioni di tali informazioni e tendenze estremamente utili per gli operatori professionali della filiera florovivaistica, soprattutto nord europea ma non solo, sono state fornite in una nota del 30 marzo in cui Josephine Klapwijk, responsabile servizi commerciali di Royal FloraHolland, ha presentato i consueti Country Reports (rapporti nazionali) annuali elaborati dalla cooperativa olandese leader del mercato florovivaistico internazionale.
Fra queste anticipazioni/accenni di trend ne spiccano due. Innanzi tutto, il fatto che la pandemia da Covid abbia avuto una grande influenza sugli acquisti di piante e fiori in generale: sono aumentate le vendite online e questa tendenza ha coinvolto il consumo di fiori. Quelli per i nonni che non si potevano incontrare oppure per rendere più viva la casa. Ma anche di piante e strumenti per il giardinaggio, a cui molte persone si sono sempre più dedicate durante il lockdown.
Un’altra tendenza messa in luce da Josephine Klapwijk, che emergerebbe nel report sul Regno Unito, è che gli inglesi, a seguito di Brexit, stanno riducendo gli acquisti di fiori dall’Olanda. Non è ancora chiaro se sostituiranno parte dei fiori olandesi producendone di più in loco oppure importandone di più da Africa o Colombia, ma i primi segnali mostrano un rallentamento di acquisti dall’Olanda inferiore a quanto temuto. Un trend è comunque abbastanza chiaro: si assiste a un passaggio dai fiori alle piante. Probabilmente per ragioni economiche, ipotizza Josephine Klapwijk, poiché una pianta dura più a lungo di un mazzo di fiori.
Per maggiori informazioni sui report si consiglia di leggere (in inglese) la nota di Royal FloraHolland a questo link.
L.S.
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- Scritto da Andrea Vitali
L’Associazione italiana del verde pensile ha appena aggiornato e pubblicato online un prezzario del verde pensile rivolto agli operatori della filiera ma anche a progettisti e Pa. Il presidente di Aivep Strapazzon: «un documento chiaro ed esauriente che elenca i prezzi delle diverse tipologie di coperture a verde oggi in uso, conformi alla norma UNI 11235:2015». Previsto invece entro il 2021 il completamento delle Linee guida del verde verticale annunciate all’ultimo Flormart Ecotechgreen.
Le politiche di indirizzo dell’Unione europea verso una società più eco-sostenibile individuano nel verde tecnologico uno strumento fondamentale da utilizzare nei sempre più frequenti interventi di rigenerazione delle aree abitate. Il prezzario del verde pensile aggiornato oggi e pubblicato online da Aivep, l’Associazione italiana del verde pensile, è quindi uno «strumento molto atteso, rivolto non solo agli operatori della filiera del verde, ma anche ai progettisti, agli operatori della pubblica amministrazione e più in generale a quanti necessitino di un punto di riferimento per definire le varie categorie di prodotto e di costo inerenti le opere di verde pensile, sempre più richieste dal mercato».
Redazione
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- Scritto da Andrea Vitali
Il 13 aprile webinar “Strategie per una città vivibile: Torino sceglie il verde” nel contesto di un progetto di valutazione dei servizi ecosistemici delle aree verdi pubbliche del capoluogo piemontese. Tra i relatori il presidente del Comitato per lo sviluppo del verde pubblico Massimiliano Atelli e Simone Borelli della Fao, che parlerà delle strategie internazionali di forestazione urbana.
Un incontro online dedicato alle sfide della sostenibilità e qualità della vita dei cittadini di Torino, così come degli abitanti di tutte le grandi città, con al centro il verde pubblico nella pianificazione urbana e il contrasto ai cambiamenti climatici.
Martedì 13 aprile 2021, a partire dalle 9, si terrà il webinar “Strategie per una città vivibile: Torino sceglie il verde”, appuntamento gratuito con iscrizione obbligatoria entro lunedì 12 aprile alle 18, organizzato dalla Città di Torino in collaborazione con Etifor e SEAcoop nell’ambito del progetto “Valutazione dei servizi ecosistemici delle aree verdi pubbliche di Torino”. Iscrizioni qua.
Dopo i saluti istituzionali della sindaca di Torino Chiara Appendino, dell’assessore comunale al Verde pubblico Alberto Unia, del presidente del Comitato per lo sviluppo del verde pubblico Massimiliano Atelli e di Simone Borelli, Urban Forestry Officer presso la Fao, si aprirà il webinar, che prevede il seguente programma.
PRIMA SESSIONE, moderata da Mauro Masiero, direttore scientifico di Etifor, «spin-off dell’Università di Padova che offre consulenza a enti e aziende per aiutarli a valorizzare i servizi e i prodotti della natura».
- Pianificazione urbana: il futuro è verde:
9.20 | “I piani urbani del verde: il contesto italiano” Massimiliano Atelli, Comitato per lo sviluppo del verde pubblico, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
9.40 | “Il piano strategico dell’infrastruttura verde della Città di Torino” Simone Mangili, Assessorato al Verde Pubblico e Politiche per l’Ambiente, Città di Torino.
- Foreste urbane: un nuovo modo di vivere i centri abitati:
10.00 | “Le strategie di urban forestry nel panorama internazionale” Simone Borelli, Urban Forestry Officer, Food And Agriculture Organization of the United Nations (FAO).
10.20 | “Il piano forestale della Città di Torino” Mauro Perino & Marco Allocco, SEAcoop.
10.40 | “L’esempio della foresta urbana di Torino” Gianmichele Cirulli, funzionario Area Verde della Città di Torino.
- Domande e riflessioni.
SECONDA SESSIONE, moderata da Davide Murgese di SEAcoop, società torinese che fornisce servizi di consulenza e progettazione finalizzate alla valorizzazione delle risorse ambientali e dei servizi ecosistemici
- Crisi climatica: il ruolo delle città:
11.30 | “Resilienza climatica urbana: dagli indicatori ai piani” Francesca Giordano, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA).
11.50 | “Il piano di resilienza climatica della Città di Torino” Mirella Iacono, funzionaria Area Ambiente della Città di Torino.
- Verde pubblico: valore e risorsa:
12.10 | “I Servizi Ecosistemici: il contributo degli alberi in città” Giorgio Vacchiano, Professore associato di Assestamento Forestale e Selvicoltura, Università degli Studi di Milano.
12.30 | “La valutazione dei servizi ecosistemici della Città di Torino” Mauro Masiero, direttore scientifico di Etifor.
- Domande e riflessioni.
CONCLUSIONI.
Redazione
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Con l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 19 del 2 febbraio 2021, che adegua le norme per la protezione delle piante dagli organismi nocivi ai regolamenti europei, il Crea Difesa e Certificazione è diventato il punto di riferimento scientifico del Servizio fitosanitario nazionale «in materia di insetti e acari, funghi e oomiceti, batteri, nematodi, virus e viroidi». L’elenco delle sue funzioni, quanto fatto per la lotta alla cimice asiatica e le specializzazioni dei laboratori da quarantena di Roma e di Firenze.
Un Servizio fitosanitario nazionale riorganizzato e potenziato per poter affrontare in modo ancora più efficace le minacce biologiche che la globalizzazione porta alle nostre piante, nei campi coltivati e nelle foreste.
E’ l’effetto del decreto legislativo n. 19 del 2 febbraio 2021, “Norme per la protezione delle piante dagli organismi nocivi, in attuazione dell’articolo 11 della legge 4 ottobre 2019, n. 117, per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/2031 e del regolamento (UE) 2017/625”, che è entrato in vigore il 13 marzo scorso e che prevede all’articolo 4 la seguente articolazione del “Servizio fitosanitario nazionale” (che è «l’autorità competente per la protezione delle piante»): un «Servizio fitosanitario centrale», i «Servizi fitosanitari regionali» (comprese province autonome di Trento e Bolzano), un «Istituto nazionale di riferimento per la protezione delle piante di cui all’articolo 8» e «un Comitato fitosanitario nazionale» (già istituito nel 2005) quale «organo deliberativo tecnico del Servizio fitosanitario nazionale».
In tale contesto, come precisato dall’articolo 8 del decreto legislativo 19, il Centro di ricerca Difesa e Certificazione (Crea-DC) diventa «l'Istituto di riferimento nazionale per la protezione delle piante» quale «organismo scientifico di supporto del Servizio fitosanitario nazionale per le attività di protezione delle piante». Il Crea-DC, che fa parte del Comitato fitosanitario nazionale, «svolge i seguenti compiti in materia di insetti e acari, funghi e oomiceti, batteri, nematodi, virus e viroidi»:
a) effettuare approfondimenti scientifici sugli organismi nocivi che rappresentano un rischio fitosanitario di recente comparsa, indicati dal Comitato fitosanitario nazionale, anche attraverso ricerche e sperimentazioni, per la messa a punto di adeguate misure di eradicazione o contenimento;
b) predisporre le Analisi di rischio fitosanitario (Pest Risk Analisys - PRA) e le Analisi di rischio ambientale (Environmental Risk Assessment - ERA) indicati dal Comitato fitosanitario nazionale;
c) assistere attivamente il Servizio fitosanitario nazionale per lo svolgimento delle attività di cui all'articolo 3, nella diagnosi di organismi nocivi per le piante, per i prodotti vegetali e per gli altri oggetti di interesse fitosanitario, effettuando anche diagnosi di conferma, nonché studi di caratterizzazione o tassonomici su agenti patogeni isolati o esemplari di organismi nocivi su richiesta del Servizio fitosanitario nazionale;
d) collaborare con i laboratori di riferimento dell'Unione europea e partecipare a corsi di formazione e a prove comparative interlaboratorio da essi organizzati;
e) coordinare le attività dei laboratori nazionali di riferimento, dei laboratori ufficiali, nonché dei restanti laboratori della rete nazionale di cui all'articolo 16, al fine di armonizzare e migliorare i metodi di analisi, prova o diagnosi di laboratorio e il loro impiego, in coordinamento con il Servizio fitosanitario centrale;
f) organizzare audit dei laboratori nazionali di riferimento, dei laboratori ufficiali e dei laboratori della rete nazionale in applicazione del piano nazionale degli audit di cui all'articolo 12;
g) assicurare la trasmissione al Servizio fitosanitario centrale, ai laboratori nazionali di riferimento, nonché ai laboratori ufficiali, delle informazioni fornite dai laboratori di riferimento dell'Unione europea;
h) mettere a punto e validare i metodi analitici, anche attraverso prove di sperimentazione, sia nei confronti di organismi nocivi di quarantena sia di organismi regolamentati non di quarantena (RNQP), su indicazione del Comitato fitosanitario nazionale;
i) organizzare prove comparative interlaboratorio o prove valutative tra laboratori, assicurando il controllo (follow-up) di tali prove e comunicando al Servizio fitosanitario centrale i relativi risultati;
l) svolgere corsi di formazione per il personale dei laboratori nazionali di riferimento, dei laboratori ufficiali e dei laboratori della rete nazionale, in conformità alle previsioni del piano di formazione di cui all'articolo 7, comma 3, lettera c), numero 10;
m) predisporre i dossier per l’eliminazione delle barriere fitosanitarie, su richiesta del Comitato fitosanitario nazionale;
n) collaborare con il Servizio fitosanitario centrale per la diffusione di rapporti e di documenti relativi all'attività del Servizio fitosanitario nazionale.
Un’anteprima del ruolo rivestito dal nuovo Istituto, come sottolineato in una nota del Crea dei giorni scorsi, la si è avuta «con la realizzazione del Piano Nazionale di Lotta Biologica alla Cimice asiatica che, nel 2020, dopo le drammatiche perdite subite dalla frutticoltura italiana, ha portato il Crea Difesa e Certificazione a coordinare un impegnativo programma di controllo di questo insetto, in collaborazione con i Servizi fitosanitari di 5 Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, nonché con altre istituzioni di ricerca e sperimentazione».
In tale contesto il Crea ha avviato, con il supporto del Ministero delle politiche agricole, «la realizzazione di due laboratori da quarantena con standard di sicurezza biologica adeguata ad ospitare studi e ricerche per la lotta alle avversità biotiche aliene: uno presso la sede di Roma dedicato a virus, batteri e funghi e uno presso quella di Firenze mirato a insetti, acari e nematodi».
L.S.
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- Scritto da Andrea Vitali
Per la Società Italiana di Arboricoltura l’art. 16 del disegno di legge Liuni di riforma del settore del florovivaismo, aprendo le porte della cura del verde al volontariato dei cittadini, rischia di tradursi in una «istituzionalizzazione della capitozzatura degli alberi». Il presidente Pellegatta: così si annullano «gli sforzi fatti negli anni per fare capire l’importanza di una gestione professionale degli alberi».
Altra presa di posizione critica nei confronti del disegno di legge Liuni “Disposizioni per la disciplina, la promozione e la valorizzazione delle attività del settore florovivaistico”, in discussione al Senato. Dopo le critiche di Luca Magazzini, vice presidente della federazione “Florovivaismo” di Confagricoltura (vedi), arriva l’attacco della Società Italiana di Arboricoltura, che raggruppa coloro che in Italia si occupano a titolo professionale di gestione e interventi sugli alberi, a uno specifico articolo del ddl, il numero 16, “Partecipazione dei cittadini alla cura del verde urbano”, in cui si afferma che i «comuni possono adottare misure volte a favorire la partecipazione volontaria di associazioni di cittadini alla cura del verde urbano o rurale, su loro specifica istanza».
Redazione





