Il vivaista

Il progetto del Mipaaf-Crea e di Fiera di Padova “VerdeCittà”, che coinvolge 5 capoluoghi di regione italiani e promuove ambienti urbani sempre più green e sostenibili, sarà presentato alle ore 11 dell’8 giugno in diretta streaming sul canale Youtube del Crea. 

«Bellezza, salute e benessere. Ma anche pianificazione scientifica e corretta gestione». Così viene presentato dagli organizzatori “VerdeCittà”, il progetto finanziato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf), coordinato dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) e organizzato dalla Fiera di Padova con il supporto scientifico del Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e forestali (Conaf), per sensibilizzare l’opinione pubblica sia sull’importanza e sui benefici dell’inserimento di piante e della loro cura nel contesto urbano sia sull’eccellenza del florovivaismo made in Italy.
Con l’intento di creare una vera e propria “cultura del verde”, 5 piazze, in 5 città italiane, Bologna, Palermo, Roma, Torino e Padova, tra giugno e settembre, saranno trasformate all’insegna del verde dagli esperti agronomi del Conaf, in collaborazione con i Comuni. Interventi realizzati su misura delle città ospitanti e coniugando la bellezza della natura con le ultime evidenze scientifiche in materia di salute e sostenibilità.
Di tutto questo si parla oggi 8 giugno, a partire dalle ore 11, nell’evento in diretta streaming di presentazione del progetto. Un appuntamento a cui interverranno fra gli altri, il presidente del Crea Carlo Gaudio, la presidente del Conaf Sabrina Diamanti, il presidente della Commissione Agricoltura del Senato Giampaolo Vallardi e il presidente della Commissione Agricoltura della Camera Filippo Gallinella. Introdurranno il progetto Pietro Gasparri, Dirigente Ufficio DPQAI II - Mipaaf - Aggregazione, piani di settore e agroenergie, e Gianluca Burchi, dirigente di ricerca del Crea Orticoltura e Florovivaismo che coordina VerdeCittà, mentre Renato Ferretti, consigliere del Conaf e coordinatore scientifico del programma culturale, farà una panoramica del verde urbano in Italia. Infine, città per città, un esponente del Comune e un esperto del Conaf illustreranno i giardini che saranno realizzati.
Per seguire l’evento collegarsi al canale Youtube del CREA.

Redazione

 

 

I progetti urbanistici e architettonici di Prato, improntati alla circolarità economica e al riuso, all’inclusione sociale e la multiculturalità, alla sostenibilità ambientale e la forestazione, sono in primo piano nella 17^ Biennale di architettura di Venezia, che è stata inaugurata nei giorni scorsi e resterà aperta fino al 21 novembre 2021. Per la precisione vengono esposti nel contesto della mostra “Comunità Resilienti” in corso al Padiglione Italia. Si tratta di oltre cinquanta progetti nati o promossi dalla città di Prato e raccontati nell’installazione multimediale “Città natura, città fabbrica, città paesi”. Fra i soggetti protagonisti della partecipazione pratese alla Biennale di architettura 2021 il progetto Prato Urban Jungle, a cui collabora anche l’Associazione Vivaisti Italiani.

Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

biostimolanti

L’11 giugno webinar a libero accesso organizzato da Confagricoltura Pistoia e Cifo sul tema dell’uso dei biostimolanti nel vivaismo ornamentale per migliorare la salute e qualità delle piante. Seguirà il 18 giugno un altro webinar sull’uso dei biostimolanti in olivicoltura e viticoltura.


“L’impiego dei biostimolanti nel vivaismo ornamentale per la salute e buona formazione delle piante - centralità del controllo dei marciumi dell’apparato radicale”.
Questo il titolo del webinar organizzato venerdì 11 giugno alle ore 18 da Confagricoltura Pistoia e Cifo, azienda bolognese specializzata nella produzione e commercializzazione di concimi e formulati (anche biologici) per la protezione e nutrizione delle piante nei settori professionale dell’agricoltura e consumer del giardinaggio. Un incontro online ad accesso libero per tutti i professionisti, non solo gli agricoltori soci di Confagricoltura.
Durante l’incontro, che sarà introdotto dal direttore di Confagricoltura Pistoia Daniele Lombardi e prevede le relazioni di Massimo Andreotti e Mirko D’Angelo di Cifo, saranno trattati i seguenti argomenti: a) che cosa sono e a cosa servono i biostimolanti e la nuova legge che li regola; b) corretta gestione idrica per ottenere un livello nutrizionale efficace e controllo dei marciumi radicali; c) gestione nutrizionale per piante equilibrate; d) utilizzo di prodotti corroboranti per il controllo dei fattori biotici. 
«La buona condizione e la bellezza delle piante ornamentali da vivaio – sottolinea Massimo Andreotti – dipendono anche dalla salute e dal completo sviluppo delle radici. I nostri prodotti, soprattutto se utilizzati in modo appropriato, contribuiscono a sviluppare apparati radicali ben formati, con radici secondarie sane, grazie in particolare a un’efficace azione di contrasto dei marciumi radicali». 
La biostimolazione, spiegano i due tecnici di Cifo, è una parte molto importante dell’attività del ramo “Agricoltura professionale” della loro azienda, che ha in catalogo diversi prodotti di questo genere, con funzioni fitoregolative e protettive oltre che di facilitazione dell’assorbimento delle sostanze nutrienti da parte delle piante, adatti sia alle coltivazioni in pieno campo che in serra, e sostenibili. Gran parte di essi è infatti a base di un’alga speciale, la Macrocystis integrifolia, che viene raccolta in giacimenti spontanei canadesi, secondo precisi piani di raccolta annuali tali da non danneggiare l’ambiente.
Per accedere al webinar cliccare qua pochi minuti prima dell’inizio.
Il secondo webinar, sul tema “L’impiego dei biostimolanti in olivicoltura e viticoltura per migliorare la resa e la qualità – come contrastare rogna, occhio di pavone e mosca dell’olivo”, si svolgerà venerdì 18 giugno alle ore 18. In esso si parlerà in particolare del contributo di questi prodotti nell’azione di prevenzione e di contrasto alla mosca dell’olivo (Bactrocera oleae), alla rogna della vite (dal batterio Agrobacterium tumefaciens) e all’occhio di pavone (dal fungo fitopatogeno Spilocaea oleaginea) sia in coltivazione convenzionale che biologica. Accesso all’evento formativo online qua.
Per ulteriori informazioni contattare Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure il numero di telefono/whatsapp 351 852 2570.


Redazione


London Green City Briefings
I benefici e le modalità di realizzazione di tetti e pareti verdi come forma di contrasto al cambiamento climatico e ai suoi effetti negli ambienti urbani.  
E’ l’argomento del terzo appuntamento dei “The City of London Green City Briefings”, una serie di 8 webinar di un’ora ciascuno organizzati da Aiph - International Association of Horticultural Producers, l’associazione internazionale dei florovivaisti, in collaborazione con Worshipful Company of Gardeners, che mirano a fornire le prove più recenti dell’utilità delle piante per contrastare il cambiamento climatico e i suoi effetti creando città vivibili e resilienti, e a presentare esempi pratici di come questi benefici vengono realizzati.
Il terzo appuntamento, intitolato “Green Roofs and Walls – an extra-dimensional approach to city greening” (Tetti e muri verdi – un approccio extra-dimensionale all'inverdimento urbano), si terrà il 15 giugno dalle ore 13 alle 14 e avrà come protagonisti Daniela Rizzi, Senior Officer in Soluzioni basate sulla natura e biodiversità presso ICLEI Europe, Dusty Gedge, presidente della European Federation of Green Roof Associations (EFB), e Kelvin Kan, architetto e consulente di facciate specializzato nell’integrazione olistica di competenze architettoniche funzionali e paesaggistiche. Al centro il pensiero innovativo degli spazi orizzontali e verticali che consente di riqualificare il verde vivente nelle infrastrutture cittadine fornendo soluzioni agli effetti del cambiamento climatico, sostenendo la biodiversità e migliorando il paesaggio urbano.
Nello specifico Dusty Gedge mostrerà che i tetti green e le pareti verdi sono il futuro delle città prendendo spunto anche dalla sua esperienza come urbanista nella città di Londra. Inoltre mostrerà perché e come la vegetazione sugli edifici, oltre a dare un contributo estetico all’ambiente urbano, può dare un contributo significativo all’adattamento climatico e alla sostenibilità delle città. Mentre Kelvin Kan, in un intervento intitolato “Inverdire la giungla di cemento”, esaminerà due esempi di edifici green rispondendo alle seguenti domande: come sono state inserite le piante? Quali sono i benefici dell’inverdire gli edifici? Perché le piante sono importanti per i costruttori e gli abitanti? Quando è il momento migliore per inserire le piante in un edificio? Chi dovrebbe controllare la progettazione?
Per ulteriori informazioni (in inglese) consultare qua e per iscriversi gratuitamente qua.


L.S.


Pistoia giardino d'Italia e di biodiversità

Coldiretti Pistoia in occasione della “Giornata mondiale della biodiversità” sottolinea il contributo della provincia pistoiese con il suo Distretto vivaistico ornamentale e le altre produzioni florovivaistiche. La stima: oltre 2000 varietà di piante coltivate a cielo aperto o in serra. Il presidente Tesi: noi vivaisti «non siamo solo custodi di biodiversità ma la rinnoviamo continuamente adattando le produzioni alle esigenze che mutano» anche sotto il profilo ambientale. 


«Pistoia, il giardino d’Italia, con le sue aziende vivaistiche contribuisce alla biodiversità con oltre 2000 varietà di piante, tra ornamentali, cultivar di olivi, fiori e fronde recisi».
A stimarlo è Coldiretti Pistoia in occasione della “Giornata mondiale della biodiversità”, proclamata nel 2000 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 22 maggio di ogni anno.
«Qui a Pistoia produciamo ossigeno e bellezza, con piante coltivate a cielo aperto o in serra che vanno da magnolie e cipressi alle stelle di Natale, dall’olivo frantoio alle photinie – spiega Fabrizio Tesi, presidente di Coldiretti Pistoia e noto vivaista -. Diamo un contributo costante alla biodiversità, con un patrimonio varietale unico concentrato in soli 5000 ettari».
Nel polo di Pescia, nella parte ovest della provincia di Pistoia, è concentrata la produzione di fronde e fiori recisi: crisantemi, calle, lilium, ruscus, agrifogli, oltre a piante in vaso come stelle di Natale e gerani. In totale un centinaio di varietà e specie. Sempre Pescia è polo d’eccellenza per la coltivazione di olivi da olio, con oltre 80 cultivar tipiche delle regioni italiane per la produzione di extravergini autoctoni, che vivaisti specializzati fanno crescere partendo da semi o talee fino ad essere idonei a creare nuovi oliveti.
Poi c’è la valle dell’Ombrone, che è un susseguirsi di colori e forme grazie alle circa 2 mila varietà di piante ornamentali, che rendono unico il paesaggio attorno a Pistoia, che esporta ‘verde’ in tutto il mondo. Alberi a foglia caduca, conifere, alberi e arbusti sempreverdi, rampicanti, arbusti a foglia caduca, spiega Coldiretti Pistoia, sono le principali tipologie di piante ornamentali.
«Non siamo solo custodi di biodiversità – rimarca Fabrizio Tesi -, ma la rinnoviamo, moltiplicando le varietà. I vivaisti pistoiesi innovano continuamente le loro produzioni adattandole alle esigenze che mutano, anche ambientali».
«Abbiamo biodiversità morfologica (forma) - continua la nota di Coldiretti Pistoia - e importantissima è quella fisiologica, con cui, per esempio, riusciamo ad adattare le piante per avere un maggior impatto positivo sull’inquinamento (mangia smog); e poi produciamo biodiversità quando facciamo crescere piante tenendo conto del contesto in cui saranno trapiantate: giardino storico, pensile o verticale, o area gioco. Il vivaismo pistoiese genera anche biodiversità funzionale, per favorire la crescita di piante adatte a ridurre il dissesto idrogeologico».


Redazione


Fra nuovi inserimenti e qualche cessazione si arricchisce il patrimonio arboreo nazionale censito, salito col quarto aggiornamento a 3.662 unità fra alberi e sistemi omogenei di alberi.
E’ quanto riferito nei giorni scorsi dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) in una nota in cui viene precisato che ci sono state 115 nuove iscrizioni proposte dalle regioni Basilicata, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sardegna e Sicilia, ma anche alcune riduzioni dovute a morte naturale, abbattimento o elevato deperimento strutturale e fisiologico.
L’aggiornamento dell’Elenco degli alberi monumentali d’Italia, istituito e redatto ai sensi dell'art. 7 della legge n. 10 del 14 gennaio 2013 e approvato con Decreto ministeriale n. 5450 del 19 dicembre 2017, è stato sancito dal decreto del Direttore generale dell'economia montana e delle foreste n.205016 del 5 maggio 2021 ed è il «frutto un'intensa attività di catalogazione realizzata, in modo coordinato e sinergico dal Mipaaf, dalle Regioni/Province autonome e dai Comuni, che la legge ha voluto come diretti operatori del censimento».
«Gli esemplari che ne fanno parte – ricorda la nota del Mipaaf - si contraddistinguono per l'elevato valore biologico ed ecologico (età, dimensioni, morfologia, rarità della specie, habitat per alcune specie animali), per l'importanza storica, culturale e religiosa che rivestono in determinati contesti territoriali, per il loro stretto rapporto con emergenze di tipo architettonico, per la capacità di significare il paesaggio sia in termini estetici che identitari. Un patrimonio culturale di notevole interesse collettivo da tutelare e valorizzare».
Tra i nuovi inserimenti, vengono citati «il caso del cerro sughera di Valbrevenna (Genova), specie rara in Liguria, rinvenuta ad un'altitudine di 1300 m s.l.m., ben al di sopra della quota rispetto all'areale di distribuzione della specie; la farnia di Policoro (Matera), per il contesto vegetazionale in cui è inserita, il Bosco di Policoro, prezioso relitto di bosco planiziale, e per la contestuale rarità della specie in ambito regionale; la sequoia sempreverde di Biella che, con 810 cm di circonferenza, risulta tra le più grandi finora classificate in Italia; l'insieme omogeneo di lentisco sito nell'agro di Loculi (Nuoro), un piccolo bosco di circa 5 ettari di estensione formato da esemplari di lentisco ultracentenari con portamento arboreo e di notevoli dimensioni (fino a 8,5 metri di altezza e oltre 250 cm di circonferenza) in cui le piante sono cresciute talmente da entrare in contatto l'una con l'altra intrecciandosi e formando una macchia fitta ed, in alcuni punti, impenetrabile».
Vengono inoltre citati «il secolare faggio di Monte San Giovanni in Sabina (Rieti) che, oltre all'elevato valore ecologico per le cavità presenti nel tronco e nelle ramificazioni della chioma, che costituiscono un rifugio e sito riproduttivo per diverse specie di avifauna nonché rettili e mammiferi, presenta un notevole valore culturale legato alla tradizione della popolazione di visitare l'esemplare che predomina sul Monte Tancia caratterizzandone il paesaggio; le roverelle del Bosco dell'Incoronata a Foggia la cui monumentalità è legata, oltre che all'età, alle dimensioni e al portamento, anche al riconosciuto valore storico, culturale e religioso connesso all'apparizione, nell'anno 1001, della Vergine oggi venerata nell'omonimo santuario».

Redazione