Il vivaista

Annunciate il 14 ottobre in Sud Corea le città che hanno vinto le 6 categorie di premi e il primo premio generale degli AIPH World Green City Awards del 2022.

«AIPH celebra questo fantastico traguardo per la città di Hyderabad. Siamo orgogliosi di mostrare il suo stimolante lavoro di inverdimento (greening) urbano. Con questo riconoscimento globale possiamo affermare con sicurezza che Hyderabad è una leader mondiale negli approcci alla progettazione, forma e funzione delle città orientati alla natura».
Così Tim Briercliffe, segretario generale di AIPH – International Association of Horticultural Producers (l’associazione internazionale dei florovivaisti), ha salutato il 14 ottobre scorso, alla cerimonia di premiazione della prima edizione del “AIPH premiati aiphWorld Green City Awards” (il suo nuovo premio mondiale per le città più verdi), che si svolgeva nella provincia sudcoreana di Jejula città indiana vincitrice del riconoscimento più prestigioso: il “Grand Winner” (il grande vincitore). 
La città di Hyderabad, una metropoli di 10 milioni di abitanti che dovrebbero diventare 19 milioni nel 2041 e che è famosa per i suoi 1350 laghi in un’area di 2 mila ettari, si è aggiudicata il primo premio generale presentando il suo progetto “Green Garland to the State of Telangana” (Ghirlanda verde per lo Stato di Telangana). Hyderabad è l'unica città dell'India ad essere stata riconosciuta, nel 2020, fra le “Tree Cities of the World” (le città degli alberi del mondo) grazie al suo impegno nell’accrescimento e nel mantenimento delle foreste urbane. Dal 2011 al 2021 la copertura verde del territorio provinciale di Hyderabad è cresciuta di circa il 250%, grazie a varie piantagioni fra cui il programma di punta “Ghirlanda verde per lo Stato di Telangana” avviato nel 2015, che prevede l’incremento della copertura arborea di quello Stato dal 24% al 33% dell’intera superficie. Sono stati piantati alberi nei viali, nei parchi industriali, sotto i cavalcavia. Sono stati creati giardini verticali, rain garden e tanti altri spazi verdi.
Questa città “Grand Winner” è stata selezionata dalla giuria internazionale dell’AIPH World Green City Awards a partire dalla lista di 6 città vincitrici delle seguenti 6 categorie di premi:  
- Living Green for Biodiversity (Vivere [nel] verde per la biodiversità): “Reverdecer Bogotá” (Bogotà verde) in Colombia
- Living Green for Climate Change (Vivere [nel] verde per il cambiamento climatico): “Programma per l’ambiente e il cambiamento climatico” di Città del Messico in Messico
- Living Green for Health and Wellbeing (Vivere [nel] verde per la salute e il benessere): “Trasformazione di terreni degradati in microparchi urbani” della città di Fortaleza in Brasile
- Living Green for Water (Vivere [nel] verde per l’acqua): “Le stazioni di fitotecnologia presso il Giardino Botanico di Montréal – Spazi per la vita” della città di Montreal in Canada
- Living Green for Social Cohesion (Vivere [nel] verde per la coesione sociale): “Progetto OASIS cortili delle scuole” della città di Parigi in Francia
- Living Green for Economic Recovery and Inclusive Growth (Vivere [nel] verde per la ripresa economica e la crescita inclusive): “Ghirlanda verde per lo Stato di Telangana” della città di Hyderabad in India.
«Gli AIPH World Green City Awards danno un riconoscimento alla leadership ispiratrice e all’azione di successo sulle questioni chiave che devono affrontare le città per essere sostenibili e per favorire la natura, il clima e le persone – ha dichiarato Bruno Oberle, direttore generale dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) -. L'ampiezza delle azioni intraprese dai vincitori mostra il ruolo cruciale che gli ecosistemi sani hanno nel fornire le soluzioni di cui le città hanno bisogno per prosperare nel futuro».

L.S.

Dal 21 al 23 ottobre al Parco di Masino nel Torinese la 30^ mostra-mercato “Tre giorni per il giardino”. Tema: spazi verdi adatti al nuovo clima e sostenibili.


Circa 100 vivaisti, provenienti da tutta Italia e anche dalla Francia, scelti in collaborazione con l’Accademia Piemontese del Giardino per il loro riconosciuto lavoro di ricerca, selezione, autoproduzione e attenzione alla sostenibilità ambientale, accoglieranno il pubblico da domani a domenica 23 ottobre (orario 10-18) al Castello e Parco di Masino, Bene del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) a Caravino nel Torinese, con le loro migliori collezioni e tanti spunti per gli amanti del giardinaggio.
L’occasione è la 30esima edizione della mostra-mercato “Tre giorni per il giardino”, che avrà per filo conduttore anche nel ricco programma di incontri e dialoghi con ospiti speciali, fra cui ad esempio Paolo Pejrone ed Emanuela Rosa-Clot, il tema “Il giardino possibile: adattamento, creatività e sostenibilità”. Un argomento di grande attualità dal momento che, come scrivono gli organizzatori, «giardini e orti sono tra i primi testimoni del cambiamento climatico in atto e dei drammatici effetti del caldo e della siccità» e «il giardiniere si trova a misurarsi oggi con una natura in trasformazione ed è portato a interrogarsi su come coltivare in queste difficili condizioni ambientali, come continuare a creare, seminando e piantando, e come favorire il germogliare, il fiorire e il fruttificare a fronte dell’emergenza idrica e dei limiti che ne derivano». Per cui «servono adattamento, creatività e sostenibilità, tematiche al centro di una serie di appuntamenti con esperti che si confronteranno, ad esempio: sui giardini e gli orti liberati dall’ordine e dagli schemi formali tradizionali per accogliere più natura e biodiversità; sul ruolo ecologico di giardini, orti e terrazzi nell’arricchimento della complessità biologica, in particolare nei contesti urbani; sul giardino a basso consumo d’acqua e attrattivo per la “natura di ritorno”; sugli animali da “invitare” nei giardini, sui terrazzi e in città, anche a partire da alcuni progetti di valorizzazione attualmente in corso nei Beni del FAI». E sempre legate a tale filo conduttore sono altri argomenti, più specificamente botanici, che verranno affrontati: «dai prati aridi, che selezionano una maggiore varietà di specie fiorite e uniscono bellezza e biodiversità per gli impollinatori, alle piante utilizzate per ampliare, anche nei giardini più piccoli, la stagione di fioritura e l’offerta di nettare, fino ai bulbi e alle sementi da mettere a dimora per garantire la diversità genetica e la riproducibilità per gli ospiti animali».
Tra le novità botaniche in mostra da segnalare quindi «numerose varietà di achillea, agastache, echinacea, eryngium e sedum - piante fiorifere resistenti all’aridità e in grado di fronteggiare le temperature sempre più al rialzo - e le insolite Dalea purpureaDierama pulcherrimumEuphorbia dendroidesEuphorbia donii ‘Amjillasa’, Euphorbia griffitii ‘Fern Cottage’. Ancora, tra le nuove piante per terreni aridi, un’interessante collezione di cisti, come i rari e originali Cistus halimifolius (Cisto giallo) e Cistus ladanifer, medicinale e aromatico. Tra le piante di particolare interesse per la vegetazione e la fioritura autunnale ci saranno il maestoso Eupatorium capillipes ‘Elegant plume’ e il Phellodendron amurense, rutacea proveniente dall’Asia, albero deciduo rustico, con corteccia sugherosa, coltivato per il bel portamento e il fogliame aromatico.
Per informazioni sul programma qua, mentre per indicazioni su come arrivare, biglietti e accesso qua

Redazione

verde pubblico - Open Days - GEA

L’8 ottobre a Pistoia, per gli Open Days di GEA, convegno “Prospettive di sviluppo del verde pubblico”. Relatori Ferrini, Renzi, Bellocci, Stefanelli, Giuntoli.

 
Un confronto su alcune questioni centrali nella pianificazione del verde pubblico, con particolare attenzione al territorio di Pistoia. 
È il convegno “Prospettive di sviluppo del verde pubblico” in calendario sabato 8 ottobre alle ore 10 presso GEA – Green Economy and Agriculture, il centro di ricerca con area verde dedicato ad agricoltura e sostenibilità ambientale di via Ciliegiole 99, alle porte di Pistoia. Uno degli eventi clou degli "Open Days" che si svolgeranno l’8 e 9 ottobre a GEA, con in programma una delle mostre mercato di piante e fiori più antiche della Toscana, quella della Società Toscana di Orticultura, e il mercatino biologico a cura della Cia - Agricoltori Italiani Toscana Centro, oltre a laboratori, installazioni artistiche e presentazioni di libri e incontri dedicati a benessere, salute e natura (ecco il programma).
Il convegno, che sarà moderato dal paesaggista Alberto Giuntoli, presidente della Società Toscana di Orticultura e membro del Comitato per lo sviluppo del Verde pubblico del Ministero della Transizione Ecologica, prevede i seguenti interventi:
- “La biodiversità in città: sfide chiave per la pianificazione degli spazi verdi” Francesco Ferrini, prof. ordinario di Arboricoltura generale dell’Università di Firenze, nonché presidente del Distretto vivaistico-ornamentale di Pistoia
- “L’orticoltura urbana nel verde pubblico come soluzione per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica” Elia Renzi, agronomo paesaggista
- “Pianificazione del verde: il piano del verde come strumento di indirizzo e strategia” Paolo Bellocci, responsabile per la Toscana della Associazione direttori e tecnici di parchi e giardini pubblici
- “Piani e progetti del Comune di Pistoia” Nicola Stefanelli, responsabile del Verde del Comune di Pistoia 
- “Trame su trame – il parco urbano GEA a Pistoia” Alberto Giuntoli.
 

Redazione

Il 7 ottobre all’Orto Botanico di Lucca per il Pianeta Terra Festival incontro con Ferrini e Giuntoli sulla necessità di verde per la sostenibilità delle città.

“Solo il verde renderà le nostre città sostenibili”: questo il titolo dell’incontro che si terrà venerdì 7 ottobre alle ore 17,45 presso l’Orto Botanico di Lucca, nell’ambito della prima edizione del “Pianeta Terra Festival”, dedicata al tema “Una rivoluzione per la sostenibilità”. Una manifestazione a cura del neurobiologo vegetale Stefano Mancuso, organizzata dagli Editori Laterza in vari spazi di Lucca dal 6 al 9 ottobre e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che indagherà sullo stato di salute del nostro Pianeta, la nostra casa comune, indicando soluzioni, immaginando futuri durevoli e soprattutto cercando di costruire una sensibilità e una coscienza nuove rispetto alle gravi questioni ambientali.
Nell’incontro del 7 ottobre il prof. Francesco Ferrini, docente di Arboricoltura generale e coltivazioni arboree dell’Università di Firenze nonché dal 2021 presidente del Distretto vivaistico ornamentale di Pistoia, e il suo collega prof. Alberto Giuntoli, presidente della Società Toscana di Orticultura e membro del Comitato per lo sviluppo del Verde pubblico del Ministero della Transizione Ecologica, spiegheranno che «per costruire le città sostenibili del 2050, dobbiamo cominciare a pianificare fin da subito gli spazi urbani» e che «deve esserci una presenza massiccia della natura sotto forma di parchi, tetti e pareti verdi». I due esperti, entrambi accademici dei Georgofili, spiegheranno come è possibile raggiungere tali obiettivi.
Altre informazioni sul Pianeta Terra Festival si trovano qui.

Redazione

logistica del vivaismo - export vivaistico

Risultati del progetto IN.TRA.VIVA, guidato da Coldiretti Pistoia, per migliorare la logistica del distretto vivaistico pistoiese, il cui export cala nel 2022.

 
La guerra ha fatto calare l’export di piante ornamentali di Pistoia del 20% nel 2° trimestre del 2022. Dopo una crescita del periodo post pandemia, con il record di esportazioni del polo vivaistico ornamentale pistoiese del 2021, pari a 377 milioni di euro annuali, di cui 109 mln nel 2° trimestre, la situazione è molto peggiorata quest’anno, a seguito della guerra in Ucraina: le vendite all’estero di piante del distretto pistoiese sono scese a un valore di circa 88 milioni di euro.
A renderlo noto ieri l’altro è stata Coldiretti Pistoia che ha presentato a convegno i risultati di un progetto di 4 anni dedicato al miglioramento di efficienza ed efficacia nella logistica del vivaismo e nei trasporti delle piante ornamentali: il progetto IN.TRA.VIVA, che ha avuto come capofila la rete di Coldiretti Pistoia (Impresa Verde) e quali filoni di ricerca principali la diagnostica delle piante durante i trasporti, i sistemi di carico, materiali biodegradabili per il confezionamento e le strategie di posizionamento commerciale tramite i vari canali di vendita. Obiettivi tanto più rilevanti in scenari di mercato così difficili come quelli attraversati negli ultimi anni, in cui abbiamo «vissuto appieno i tre eventi che hanno messo ‘sotto stress’ il mondo della logistica globale: pandemia, aumento dei costi delle materie prime, guerra in Ucraina».
Come sottolinea la nota di ieri di Coldiretti Pistoia, «il mondo della logistica nel vivaismo ornamentale è un puzzle di competenze scientifiche, tecniche e organizzative, risorse materiali e immateriali: tante tessere che si devono incastrare». Indici stivaggio, sensori, pellicole e antitraspiranti, temperature e sostanze volatili e così via. «Farne sintesi – viene osservato - è indispensabile per supportare nelle decisioni le aziende che producono piante e che operano lungo la filiera, per far loro intuire gli scenari futuri e le opportunità offerte dalla ricerca; strade promettenti e da evitare».
IN.TRA.VIVA ha messo insieme aziende ed enti di ricerca, con capofila Impresa Verde, ed è stato cofinanziato nell’ambito del Psr della Toscana. Le 4 aziende vivaistiche che hanno collaborato a vario titolo al progetto sono Giorgio Tesi Group, Romiti Vivai di Pietro e Figli, Floriamiata srl e Società Agricola G & G Baldetti S.S. Parte del gruppo anche il Centro Assistenza Imprese Coldiretti Toscana (CAICT), che ha curato gli incontri formativi.
 

Filoni d’indagine e risultati del progetto

Un primo aspetto messo a fuoco è stato quello della «diagnostica dello stato di salute delle piante durante i trasporti», vale a dire in primis «misurazione e studio dei sensori più opportuni, in relazione ai costi e all’efficacia». Ad esempio, in «un container che viaggia per mesi in Europa e nel Vicino Oriente, con dentro stipate piante di acero o cipresso, che dopo 2/3 mesi di trasporto dovranno essere messe a dimora e che dovranno essere ed apparire sane e belle». «Su questa simulazione – viene spiegato - hanno ‘indagato’ in parallelo il Dipartimento per l’Innovazione dei Sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali dell’Università della Tuscia e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Risultati: è minimo costo dei sensori che rilevano umidità, temperature e altre elementi utili a comprendere lo stato di salute delle piante durante i trasporti in container refrigerati». Inoltre viene spiegato che «la poca luce non crea eccessivo stress alle piante testate (più volte): acero, viburno, ligustro, cipresso, che nelle condizioni sperimentali hanno vegetato proficuamente. Piante che resistono bene anche all’assenza d’acqua. Anzi! È l’eccesso di umidità a creare condizioni propizie al proliferare di marciumi e muffe».
Un altro filone di ricerca, a cura del PackLAB, il laboratorio di Food Packaging dell’Università degli Studi di Milano, è stato la sperimentazione di un nuovo packaging biodegradabile. «La pellicola testata per ricoprire le singole piante, basata su Acido Polilattico (PLA), - viene riferito - è risultato alla prova ‘container’ troppo delicata, e a fine esperimento in molti casi si era già degradata. In combinazione con la pellicola (e non), per migliorare la tenuta delle piante in viaggio, sono stati sperimentati, a cura del Centro di ricerca Orticoltura e Florovivaismo di Pescia (Crea OF), nuovi prodotti antitraspiranti biodegradabili nel trasporto a lunga distanza delle piante ornamentali. È stato verificato che l’uso di antitraspiranti non apporta significativi utilità alle piante, che in generale si sono mostrate resilienti alle condizioni di trasporto».
«Un’altra tessera del puzzle – si legge nella nota di Coldiretti Pistoia - è stato lo studio di sistemi di carico, con il Polo Universitario Sistemi Logistici di Livorno dell’Università di Pisa che ha messo a punto il ‘Fito-Stand’  un sistema per caricare piante ornamentali sui mezzi di trasporti. Una innovazione degli attuali ‘carrelli’ che permette una maggiore efficienza e sicurezza nei piazzali di carico e a destinazione».
Inoltre è stato oggetto di studio il potenziale vantaggio economico/produttivo delle innovazioni, che è stato monitorato da Coldiretti-Impresa Verde Pistoia, tramite il lavoro della professoressa Silvia Scaramuzzi, docente Economia ed estimo rurale all’Università di Firenze, che ha evidenziato i fattori critici delle innovazioni in termini di costi e benefici.
Lo studio ha infine evidenziato «lo scenario competitivo verso cui si tende con una tripartizione dei canali di vendita, tra operatori specializzati nella distribuzione di piante (garden), distribuzione non specializzata (centri commerciali), e online. Con una quota di circa il 30% per ogni canale». 
 

Redazione

Tanti vivaisti del Distretto pistoiese al convegno del 14.9 di Cia Toscana Centro e Confagricoltura Pistoia sui contratti contro le pratiche sleali nel settore.


Per il Distretto vivaistico-ornamentale di Pistoia e per tutto il florovivaismo italiano è iniziata l’era dell’obbligo dei contratti scritti nei rapporti fra fornitori e acquirenti di piante lungo la filiera florovivaistica. Lo impone il decreto legislativo 198 dell’8 novembre 2021 in materia di pratiche sleali nei rapporti fra imprese agricole, entrato pienamente in vigore dal 15 giugno 2022 con l’applicazione anche ai contratti di cessione di prodotti agricoli preesistenti. Un grande cambiamento per il comparto florovivaistico e in particolare per il distretto pistoiese, dove si era abituati ad accordi verbali e annotazioni scritte sui documenti di trasporto e sulle fatture.
Per venire incontro alle esigenze di comprensione dei vivaisti del distretto e agli altri florovivaisti della provincia di Pistoia, Cia – Agricoltori Italiani - Toscana Centro e Confagricoltura Pistoia, con il patrocinio del Distretto e dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Pistoia, hanno organizzato il 14 settembre a Pistoia, presso l’Uniser, un convegno proprio sul tema dell’applicazione dei contratti che impediscono le pratiche commerciali sleali nella filiera florovivaistica. Un incontro che ha registrato un’ampia presenza di vivaisti di tutte le associazioni di categoria, con l’aula magna Cino da Pistoia stracolma.



Come emerso al convegno, rimane qualche criticità e aspetto da chiarire ai vivaisti riguardo all’applicazione di quello che sarà lo strumento chiave per applicare il decreto 198: l’accordo quadro annuale scritto fra impresa fornitrice e azienda acquirente, che consentirà di “riassumere” tutta una serie di cessioni senza la moltiplicazione dei contratti fra le parti.
Il convegno, moderato dal direttore di Cia Toscana Giordano Pascucci, si è aperto con il saluto, in qualità di consigliere di Uniser, del vivaista Francesco Mati, che ha parlato di «aggiornamento imprenditoriale importante» per il settore, che «non può restare indietro» rispetto al mondo che cambia. Subito dopo i presidenti di Confagricoltura Pistoia Andrea Zelari e Cia Toscana Centro Sandro Orlandini hanno fatto gli onori di casa sottolineando con soddisfazione le tante presenze in sala, segno dell’urgenza dell’iniziativa. Il saluto del presidente dell’Ordine dei commercialisti di Pistoia Angelo Vaccaro è stato portato dal vice presidente Fabrizio Giovanni Poggiani, mentre il presidente del Distretto rurale vivaistico-ornamentale di Pistoia Francesco Ferrini ha mandato un testo che è stato letto da Pascucci.
A inquadrare il cambiamento epocale rappresentato dall’entrata in vigore - dal 15 dicembre 2021 per i nuovi contratti di cessione di prodotti agricoli - del decreto legislativo n. 198 è stato il primo relatore: il responsabile area fiscale di Cia Massimo Bagnoli. Dopo aver ricordato che il decreto 198 attua la Direttiva UE 2019/633 in materia di prevenzione delle pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare introducendo l’obbligo di ricorrere a contratti scritti (obbligo non imposto dalla direttiva ma solo raccomandato), ha sottolineato che esso ha abrogato l’art. 62 del decreto-legge n. 1 del 2012 di disciplina delle relazioni commerciali nelle cessioni di prodotti agricoli, che escludeva le cessioni fra imprenditori agricoli. Da ora in poi quindi gli agricoltori (fra cui i florovivaisti) devono sottostare a tutti gli effetti alle norme di prevenzione delle pratiche commerciali sleali, stabilite dal decreto n. 198. «Una norma – ha detto Bagnoli – che probabilmente va migliorata, ma che aiuta a far crescere la chiarezza e consapevolezza fra gli imprenditori agricoli». Che cosa cambia? I contratti devono essere scritti e non basta più l’annotazione in fattura e devono essere scritti prima della consegna. Inoltre in essi devono essere stabiliti la quantità della merce (anche in linea di massima), il prezzo o i criteri di determinazione del prezzo, i tempi di consegna e i tempi di pagamento.



Come approfondito dal secondo relatore, il Dott. Antonio Vincenzi, del coordinamento legislativo di Confagricoltura nazionale, l’elemento centrale della nuova normativa, per evitare la proliferazione di contratti per ogni cessione, è l’accordo quadro scritto fra le parti, un accordo di durata annuale che prevede «una programmazione di vendite e cessioni di prodotti» e in cui verranno messi nero su bianco gli elementi contrattuali sopra descritti resi obbligatori dal decreto 198. È questo accordo che dovrà da ora in poi essere richiamato nelle annotazioni in fattura o nei documenti di trasporto. L’accordo quadro può essere individuale (tra due singole aziende agricole) o collettivo, quando sottoscritto da associazioni di categoria.
Ulteriori aspetti tecnici dell’applicazione della nuova norma al settore florovivaistico sono stati sviscerati dal dottore commercialista Alberto Busi, che pur rilevando certi eccessi burocratici nella normativa ha messo in evidenza che l’accordo quadro «lascia una certa flessibilità nelle forniture delle piante» ed è positivo perché dà più garanzie alle parti, ma per certi «accordi occasionali» che capitano nel florovivaismo «ci vuole un sistema più semplificato». Mentre Nicola Caputo, responsabile Politiche fiscali di Confagricoltura, si è soffermato sui complessi risvolti fiscali del decreto 198 e ha auspicato che la norma venga perfezionata, almeno a livello di attuazione amministrativa, perché «non sia punitiva per gli operatori». Infine l’Avv. Sofia Cecconi, dopo avere illustrato gli obiettivi del decreto 198, fra cui la trasparenza e reciprocità degli obblighi fra fornitori e acquirenti, ha sottolineato tra l’altro che le sanzioni sono notevoli e di natura penalistica (anche se di fatto amministrative in quanto depenalizzate).
«Ci sono obblighi generali – ha commentato il presidente dell’Associazione Vivaisti Italiani Luca Magazzini, presidente anche della federazione di prodotto Florovivaismo di Confagricoltura Toscana – ma ognuno li deve cucire sulle caratteristiche e sulle abitudini che ha nei rapporti commerciali e va segnalato, fra i vantaggi, che un accordo scritto su una fornitura potrebbe avere un valore superiore per il sistema bancario».

Redazione