UE: LA TOSCANA A STRASBURGO CONTRO LE IMPORTAZIONI SLEALI

Redazione Floraviva
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Oltre mille agricoltori toscani con Coldiretti a Strasburgo chiedono reciprocità, più controlli e trasparenza su etichette e trattati UE come il Mercosur.

 

Una protesta paneuropea per difendere l’agricoltura

Mercoledì 17 gennaio 2026, oltre mille agricoltori toscani hanno sfilato in corteo a Strasburgo davanti al Parlamento europeo, uniti a Coldiretti e ai colleghi francesi di Fnsea. Guidati dal presidente nazionale Ettore Prandini, dal segretario generale Vincenzo Gesmundo e dalla presidente regionale Letizia Cesani, i manifestanti hanno chiesto lo stop alle importazioni di prodotti agricoli non conformi agli standard europei. La protesta si è incentrata sulla richiesta di reciprocità nelle regole: chi esporta verso l’UE deve rispettare gli stessi standard sanitari, ambientali e sociali imposti agli agricoltori europei.

Contro le falle nei controlli alle frontiere

Attualmente, solo il 3% delle merci è fisicamente controllato nei porti e alle dogane europee. Coldiretti chiede l’aumento immediato dei controlli e l’adozione di etichette chiare sull’origine dei prodotti, abolendo la pratica del codice doganale dell’ultima trasformazione, considerato un inganno per i consumatori. Letizia Cesani ha ribadito come questa battaglia sia condotta "non solo per tutelare gli agricoltori, ma per garantire la qualità del cibo ai cittadini europei".

Il nodo Mercosur e gli altri accordi a rischio

La Commissione europea è accusata di promuovere trattati commerciali, come il negoziato col Mercosur, che permettono l’ingresso di prodotti agricoli trattati con fitofarmaci vietati in Europa da oltre 40 anni, senza alcuna verifica effettiva. Per Francesco Panzacchi, delegato dei giovani agricoltori, “la porta d’ingresso delle schifezze” è rappresentata da porti come Rotterdam. “Serve un controllo su tutte le merci, in particolare sulla salubrità.”

“Serve una svolta o Von der Leyen lasci l’incarico”

Il tono della protesta è stato duro anche contro la Commissione Von der Leyen, accusata di aver trasformato l’agricoltura europea in un “laboratorio ideologico” ignorando le reali esigenze dei territori. Coldiretti ha minacciato di continuare la mobilitazione finché Bruxelles non abbandonerà questa linea definita “suicida”.

Redazione – © Floraviva, riproduzione riservata – 20 gennaio 2026