NATURALE, ESSENZIALE, QUASI QUOTIDIANA: L’ULTIMA SCELTA DI BARDOT

AnneClaire Budin

Il funerale di Brigitte Bardot e una bara in vimini hanno acceso una riflessione: esistono modi diversi, forse più naturali, per dire addio.

All’inizio dell’anno scorrevano in TV le immagini del funerale di Brigitte Bardot. A colpirmi non è stata solo l’emozione del momento, ma quella bara in vimini: naturale, essenziale, quasi quotidiana. Così diversa dalle forme lucide a cui siamo abituati. Mi ha fatto pensare a quel celebre scatto di Bardot con il paniere in testa, scalza, sorridente: semplice, autentica, profondamente legata alla terra.

Brigitte Bardot con paniere, simbolo di semplicità e autenticità

Da lì è partita una curiosità. Esistono davvero alternative ai riti funebri tradizionali? In effetti, qualcosa si muove. La società che ha prodotto la bara in vimini ha ricevuto molte richieste nei giorni successivi. Non un’ondata, ma un chiaro segnale: cresce il desiderio di approcci più personali e naturali, anche nell’ultimo saluto.

Esempio di bara in vimini naturale ed ecologica

Le cosiddette bare ecologiche – in bambù, cartone riciclato, legno grezzo o fibre intrecciate – sono progettate per decomporsi senza inquinare. Ma in Italia le normative non sempre ne permettono l’uso, e le opzioni disponibili variano da comune a comune.

Capsula Mundi: urna biodegradabile con albero

Tra le idee più poetiche c’è Capsula Mundi, un progetto italiano che immagina una capsula biodegradabile con sopra un albero scelto in vita. Un piccolo gesto che trasforma il concetto stesso di cimitero, da luogo di pietra a foresta viva. Oggi è disponibile solo per le urne cinerarie, ma il sogno rimane.

Soluzioni funerarie alternative e sostenibili nel mondo

E poi ci sono quelle soluzioni un po’ visionarie, che sembrano venire da altri mondi. C’è chi trasforma le ceneri in coralli, chi crea tute con spore di funghi per restituire nutrienti al suolo, chi sogna il riposo eterno sospeso nel cielo. Tutte proposte che oggi appaiono eccentriche, ma che aprono strade.

Compostaggio umano negli Stati Uniti, alternativa ecologica

Negli Stati Uniti, intanto, il compostaggio umano si sta diffondendo. Da poco approvato anche nello Stato di New York, permette al corpo di decomporsi in un contenitore con materiali organici. Dopo due mesi, la famiglia riceve un metro cubo di terra fertile. Un’idea che affascina chi sogna di “diventare giardino” e che riflette un cambiamento più ampio di sensibilità.

Forse non tutto è già possibile, ma qualcosa si muove. E pensare alla morte – come a un ritorno, più che a una fine – può essere anche un modo per restare leggeri. Come Bardot, a piedi nudi.

AnneClaire Budin – © Floraviva, riproduzione riservata – 26/01/2026

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