OLIO EVO, PREZZI A PICCO E FILIERA IN TENSIONE

Andrea Vitali

Olio extravergine sotto pressione: prezzi reali fino a 4,50 euro/kg, domanda ferma e filiera in difficoltà prima della nuova campagna olivicola.

Mercato dell'olio extravergine sotto pressione

Il mercato italiano dell'olio extravergine di oliva entra in una fase critica. Confagricoltura, Unapol e Assofrantoi segnalano un peggioramento degli scambi dopo il Tavolo olivicolo convocato dal Ministero dell'Agricoltura il 28 maggio.

Secondo le organizzazioni, i valori effettivi di scambio risultano oggi molto più bassi delle quotazioni ufficiali. In diversi casi il prodotto viene trattato intorno a 4,50 euro al chilogrammo, circa il 30% in meno rispetto ai valori rilevati a maggio.

Domanda debole e liquidità aziendale a rischio

Il calo dei prezzi non si accompagna a una ripresa della domanda. Il prodotto incontra difficoltà di collocamento, con effetti diretti sulla liquidità delle aziende olivicole e dei frantoi.

La situazione pesa sulla capacità delle imprese di sostenere gli impegni economici necessari per preparare la prossima campagna olivicola-olearia. Il rischio è un indebolimento dell'intera filiera, dalla produzione alla trasformazione.

GDO e comunicazione per sostenere il valore dell'olio italiano

Tra le richieste al Governo c'è l'apertura immediata di un confronto con la Grande Distribuzione Organizzata. L'obiettivo è costruire un'intesa per valorizzare l'olio extravergine italiano, migliorarne il posizionamento commerciale e sostenere i consumi.

Confagricoltura, Unapol e Assofrantoi chiedono anche l'avvio della campagna istituzionale di comunicazione annunciata dal sottosegretario all'Agricoltura Patrizio La Pietra. Per il comparto, la promozione è uno strumento necessario per rafforzare la percezione del valore dell'olio nazionale.

Credito, stoccaggio e alleggerimento degli oneri

Le organizzazioni chiedono che le misure condivise al Tavolo olivicolo siano attuate prima dell'avvio della nuova campagna produttiva. Le priorità indicate riguardano:

  • strumenti straordinari di accesso al credito;
  • misure di sostegno alla liquidità aziendale;
  • riduzione degli oneri previdenziali;
  • interventi di stoccaggio in regime de minimis;
  • azioni per sostenere la sostenibilità economica delle imprese olivicole.

Il fattore tempo diventa decisivo. Senza interventi rapidi, il deterioramento dei prezzi rischia di produrre effetti anche sulla programmazione della prossima annata.

Più controlli su importazioni e miscele

Il comparto chiede inoltre un rafforzamento dei controlli sulle importazioni di olio e sulle miscele comunitarie ed extracomunitarie. Il tema riguarda la trasparenza della filiera e la corretta informazione al consumatore sull'origine del prodotto.

L'olivicoltura italiana resta esposta alle dinamiche dei mercati internazionali e al fabbisogno di importazioni necessario per coprire consumi interni ed esportazioni. Per questo, secondo le organizzazioni, servono risposte concrete prima della nuova campagna olivicola.

Redazione Floraviva – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – © Floraviva, riproduzione riservata – 10/06/26

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