NOVIXGEN, COSA SERVE A OLIVO E VITE CONTRO XYLELLA?

Andrea Vitali
Xylella

Selezione di genotipi tolleranti, studio della resistenza in olivo e vite, dati dal campo pugliese e strumenti utili a imprese e tecnici: questa, in sintesi, l'attività di NovixGen.

Il punto non è il sito online in sé, ma ciò che il progetto NovixGen può consegnare alle filiere. Coordinato dal CREA, il programma nasce per individuare e studiare materiale genetico di olivo tollerante o resistente a Xylella fastidiosa, approfondire i meccanismi di risposta nella vite e mettere a sistema dati, prove e conoscenze utili per nuovi impianti, resilienza aziendale e competitività del settore.

Dal sito al valore per le imprese

La messa online del portale ha senso se letta come accesso ordinato ai risultati di un progetto che guarda alla gestione futura del rischio fitosanitario. Non solo comunicazione, dunque, ma un contenitore di informazioni pensato per ricercatori, tecnici e operatori.

Olivo: biodiversità e materiali genetici da selezionare

NovixGen punta a valorizzare la biodiversità olivicola italiana, con particolare attenzione alle risorse autoctone pugliesi, e a selezionare germoplasma con caratteri di tolleranza o resistenza al batterio. È qui che il progetto può diventare rilevante anche per la filiera vivaistica e per i nuovi impianti.

Vite: prevenire un impatto futuro

Il progetto non riguarda solo l'olivo. Una parte del lavoro è dedicata anche allo studio dei meccanismi di resistenza in Vitis vinifera, con l'obiettivo di prevenire e contenere possibili effetti del patogeno anche sulla viticoltura.

Il caso Puglia e i primi numeri

Nel sito trovano spazio il caso Puglia, le misure adottate in Italia e in Europa, l'atlante della biodiversità, le pubblicazioni scientifiche e quelle divulgative. In home compaiono anche primi numeri che danno la misura del lavoro svolto: 800 piante selezionate come potenzialmente interessanti sotto il profilo della tolleranza e 1.000 campioni esaminati.

Perché la notizia conta davvero

La vera notizia, quindi, non è l'apertura del sito, ma il fatto che il settore abbia ora un accesso più leggibile a conoscenze che possono incidere su scelta varietale, ricerca applicata, conservazione del germoplasma e innovazione di filiera.

Redazione - © Floraviva, riproduzione riservata - 02/04/26