CONSUMO DI PEPERONCINO +56%: NICCHIA CHE DIVENTA MERCATO
- Andrea Vitali
Negli ultimi dieci anni il consumo di peperoncino in Italia è cresciuto del 56% secondo Coldiretti. Un dato che segnala nuove opportunità produttive tra biodiversità, colture di nicchia e trasformazione agroalimentare.
Il dato Coldiretti e il cambio di scenario
Il consumo di peperoncino in Italia è aumentato del 56% nell’ultimo decennio. Un incremento che, secondo Coldiretti, non può più essere letto come fenomeno di moda ma come evoluzione strutturale della domanda.
Il mercato del Capsicum intercetta nuove abitudini alimentari, maggiore attenzione alla qualità delle materie prime e crescente interesse per prodotti identitari, aromatici e ad alta caratterizzazione sensoriale.
Biodiversità e segmentazione del mercato
Il comparto del peperoncino non si limita alla piccantezza. Le principali specie coltivate – Capsicum annuum, chinense, frutescens, baccatum e pubescens – offrono un’ampia gamma di profili aromatici, livelli di capsaicina e destinazioni d’uso.
La biodiversità varietale rappresenta un valore economico oltre che agronomico: permette segmentazione dell’offerta, differenziazione commerciale e sviluppo di linee premium destinate sia al mercato interno sia all’export.
Colture di nicchia e valore aggiunto
In un contesto agricolo caratterizzato da pressione sui margini, le micro-colture ad alta specializzazione possono diventare strumenti di diversificazione aziendale. Il peperoncino si presta a:
- trasformazione in salse e creme;
- essiccazione e polverizzazione;
- fermentazioni artigianali;
- vendita diretta ed e-commerce;
- integrazione in filiere gourmet.
Il valore aggiunto non deriva solo dalla produzione primaria, ma dalla capacità di integrare coltivazione e trasformazione, intercettando nicchie di consumo ad alta marginalità.
Dal campo al prodotto trasformato
Tra gli esempi di integrazione verticale si registra il caso di una produttrice della Tuscia che coltiva oltre cento varietà di peperoncino e ha recentemente raccolto la propria esperienza in un manuale tecnico dedicato alle salse piccanti INTITOLATO “La dispensa di Giugiù – Le salse piccanti”.
L’iniziativa editoriale, nata dall’attività agricola, testimonia come la specializzazione varietale possa tradursi in strumenti di divulgazione, trasformazione e valorizzazione commerciale del prodotto primario.
Al di là delle singole esperienze, il dato centrale resta quello di mercato: la crescita dei consumi indica uno spazio concreto per investimenti mirati in biodiversità e qualità, soprattutto nelle aree dove il clima consente adattabilità varietale e cicli produttivi efficienti.
Redazione – © Floraviva, riproduzione riservata – 26/02/26
