MALTEMPO, COLDIRETTI TOSCANA: DEROGA PAC SUBITO

Andrea Vitali
in Notizie

Coldiretti Toscana chiede alla Regione una deroga Pac dopo le piogge record invernali che hanno bloccato le semine cerealicole. Senza interventi, migliaia di imprese rischiano sanzioni e mancati pagamenti.

 

Piogge record e semine impossibili

Il maltempo mette a rischio contributi Pac e reddito degli agricoltori toscani. Le precipitazioni invernali, con punte oltre i 150 mm nel solo mese di gennaio e surplus fino al 94% nell’area costiera sud, hanno reso impraticabili i terreni. Per procedere con le lavorazioni servirebbero almeno 20 giorni consecutivi senza pioggia. Una finestra ormai incompatibile con le prospettive produttive delle colture autunno-vernine.

Cereali in crisi tra Maremma, Senese e Aretino

Il comparto più colpito è quello cerealicolo. Grano, orzo, avena e farro avrebbero già dovuto essere seminati. La stagione è gravemente compromessa soprattutto in Maremma, nel Senese e nell’Aretino. Al danno produttivo si somma il rischio amministrativo: il mancato rispetto degli obblighi sulla rotazione colturale può determinare perdita dei premi Pac e pesanti sanzioni.

Obblighi BCAA ed Eco Schema 4 a rischio

Sono sotto pressione gli impegni legati alle Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali (BCAA) e all’Eco Schema 4, che sostiene i seminativi in rotazione con leguminose e foraggere per tutelare la fertilità del suolo. Seminare colture diverse rispetto ai piani dichiarati comporterebbe una violazione formale degli impegni.

La richiesta ufficiale di deroga

La presidente di Coldiretti Toscana, Letizia Cesani, ha chiesto formalmente alla Regione Toscana di attivarsi presso il Ministero dell’Agricoltura per ottenere una deroga temporanea per cause meteorologiche. Nella lettera indirizzata all’assessore Leonardo Marras, l’organizzazione richiama il regolamento UE sulla semplificazione 2025/2649 e l’articolo 13 del Regolamento UE 2021/2115, che consente deroghe temporanee in caso di eventi meteorologici avversi. L’obiettivo è evitare che un’emergenza climatica si trasformi in un danno economico e burocratico per imprese già esposte a concorrenza sleale e volatilità dei mercati.

Redazione – © Floraviva, riproduzione riservata – 16/02/26

Pubblicità su Floraviva - Comunicazione settore primario