MALTEMPO: PRANDINI CHIEDE SVOLTA SU ASSICURAZIONI E DANNI
- Andrea Vitali
Il presidente di Coldiretti Ettore Prandini interviene alla mobilitazione di Bologna davanti a 5mila agricoltori e al ministro Francesco Lollobrigida. Chiede più risorse Pac per assicurazioni, risarcimenti e bacini idrici contro gli effetti del clima.
Più fondi Pac per assicurazioni e ristori
Una svolta strutturale nella gestione del rischio in agricoltura. È la richiesta avanzata dal presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, intervenendo alla mobilitazione di Bologna davanti a cinquemila agricoltori e al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Di fronte agli effetti sempre più gravi del maltempo e dei cambiamenti climatici, Prandini ha sollecitato un intervento nella prossima Politica agricola comune per rafforzare le risorse destinate agli strumenti assicurativi e al riconoscimento dei danni subiti dalle aziende agricole. Un passaggio ritenuto decisivo dopo il recupero di 10 miliardi di euro e lo stop ai tagli annunciati.
Bacini di accumulo e gestione dell’acqua
Tra le priorità indicate, la realizzazione di bacini di accumulo. In Italia, ha ricordato il presidente, viene trattenuto mediamente solo l’11% dell’acqua piovana, contro percentuali ben superiori in Spagna e Francia. L’acqua, ha sottolineato, sarà centrale non solo per l’agricoltura ma anche per innovazione tecnologica e sviluppo dell’intelligenza artificiale. Ritardare su questo fronte significherebbe compromettere competitività e sicurezza produttiva.
Meno burocrazia per le imprese agricole
Nel suo intervento, Prandini ha richiamato anche il tema della semplificazione amministrativa. Oggi, secondo Coldiretti, un terzo del tempo delle imprese agricole è assorbito da pratiche burocratiche, spesso ritenute inutili. Alcuni passi avanti sono stati compiuti, dal comparto vitivinicolo agli adempimenti previsti nella nuova legge di bilancio e nel provvedimento “Coltiva Italia”. Ma, ha ribadito, occorre proseguire lungo questa direttrice, garantendo risposte concrete alle aziende delle aree interne, collinari e montane, senza penalizzare le realtà di pianura e investendo nelle filiere strategiche.
Redazione – © Floraviva, riproduzione riservata – 16/02/26