Agrifood: presentato un progetto per la capitalizzazione del sistema delle filiere

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Lo studio legale internazionale “Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli&Partners”, in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole, ha presentato un progetto con due prodotti finanziari innovativi, concepiti per modulare interventi finanziari a misura del settore agroalimentare italiano, per cui non è facile percepire le capacità di business. Ismea sta lavorando in parallelo sulle garanzie sussidiarie.

L'occasione è stata quella del convegno organizzato dallo studio legale presso l'Università Luiss, qui si è presentato il progetto Demetra, che fa leva sua due fondi innovativi. Il primo fondo è finalizzato ad acquisire dalle banche, o altri soggetti pubblici e privati, crediti problematici evitando cessioni attraverso i tradizionali canali, quali aste. Il secondo fondo, sottoscritto per cassa da parte di investimenti professionali, sarà orientato a supportare le eccellenze del made in Italy con elevate potenzialità di crescita. 
L'interesse della finanza per il settore dell'agroalimentare italiano deriva anche dal fatto che questo si presenta come un comparto in salute con interessanti prospettive di sviluppo. Anche se si assiste a un peggioramento negli ultimi due anni, l'agroalimentare si ferma al 14% a fronte del 14,8% dell'industria, del 16,5% del commercio, e del 30% delle costruzioni. 
Se le banche sono dunque pronte a concedere più credito, resta fondamentale il ruolo delle garanzie. Proprio su queste sta lavorando Ismea, pronta ad uno schema di revisione delle garanzie sussidiarie. Importante in questo senso anche l'unione di Ismea con Isa al fine di avere un unico punto di riferimento finanziario per le filiere. 
Il ministro Martina ha sottolineato per l'occasione l'importanza di aver riattivato con gli istituti di credito un circuito dedicato al sistema agrifood, investendo su formazione e riorganizzazione degli attrezzi. Il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, ha evidenziato come oggi i sistemi fiscali e giuridici particolari siano delle gabbie. L'innovazione può salvare però il settore e diventa dunque determinante l'utilizzo del digitale: purtroppo l'Italia è ancora indietro rispetto alla media europea per la velocità delle connessioni, anche se un nucleo vitale di imprenditori pionieri sta proiettando avanti anche la nostra agricoltura verso una nuova concezione del fare azienda.
 
Redazione