BIOPLASTICHE: +20% DI BIOMETANO E MENO SCARTI

Andrea Vitali

Il progetto InnoDABio punta ad aumentare il biometano dalla FORSU e a recuperare più compost e digestato da usare come ammendanti in agricoltura.

 bioplastiche ciclo

La notizia

Le bioplastiche presenti nell’organico domestico possono diventare una risorsa per produrre più biometano e meno scarti. Il progetto InnoDABio, presentato il 14 maggio 2026 a Villa Contarini, a Piazzola sul Brenta, indica un aumento della resa in biometano fino ad almeno il 20%.

Il problema del sopravaglio

Negli impianti che trattano la FORSU, una parte dell’organico resta intrappolata nel sopravaglio, insieme a plastiche non idonee e bioplastiche compostabili. Questo materiale viene spesso separato e smaltito, con costi elevati e perdita di sostanza organica utile.

Nel caso dell’impianto ETRA di Bassano del Grappa, il sopravaglio conferito ogni anno in discarica supera le 5.000 tonnellate, con un costo oltre i 900.000 euro.

Più biometano, più ammendanti

La ricerca ha messo a punto soluzioni di separazione, caratterizzazione e trattamento enzimatico per accelerare la degradazione delle bioplastiche nella digestione anaerobica. Il risultato è una maggiore conversione di FORSU e bioplastiche in biometano.

L’effetto non riguarda solo l’energia. Una gestione più efficiente consente anche di recuperare più digestato e compost di qualità, da valorizzare come ammendanti in agricoltura. Per le filiere agricole e vivaistiche significa ridurre scarti, recuperare sostanza organica e rafforzare la fertilità dei suoli.

Ricerca, imprese e territorio

InnoDABio ha coinvolto Università di Padova, Fondazione Cariverona, ETRA S.p.A. Società Benefit e BTS Biogas. Il progetto biennale, finanziato con 120.000 euro, ha integrato competenze scientifiche, industriali e di gestione dei servizi pubblici.

La lezione è semplice: lo scarto diventa risorsa solo quando impianti, ricerca e filiere locali lavorano insieme. In quel passaggio si gioca una parte concreta dell’economia circolare.

Firma Redazione – © Floraviva, riproduzione riservata – 14/05/26

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