EXPORT: LE ORIGINE DELLE MERCI NELLE DINAMICHE INTERNAZIONALE
- Redazione Floraviva
Confindustria Toscana Nord e ICE Agenzia hanno riunito oggi a Prato imprese e tecnici su origine preferenziale e non preferenziale delle merci, tema chiave per export, dazi e accordi UE.
PRATO - Le regole sull'origine delle merci tornano al centro del confronto fra imprese, tecnici e istituzioni in una fase in cui il commercio internazionale è segnato da tensioni geopolitiche, nuovi equilibri fra mercati e crescente complessità operativa. Nella sede di Confindustria Toscana Nord si è svolta oggi la tappa pratese di Export Kit Dogana, iniziativa promossa da Confindustria e ICE Agenzia, dedicata quest'anno al tema “Le origini delle merci nelle dinamiche del commercio internazionale”.
L'adesione dell'associazione al progetto, inserita nel calendario del suo decennale, ha trovato una risposta concreta dalle aziende: secondo quanto reso noto nel comunicato stampa diffuso a fine evento, sono stati 60 i partecipanti alla sessione di Prato di questa quinta edizione del percorso formativo.
ORIGINE DELLE MERCI, TEMA OPERATIVO PER L'EXPORT
Il cuore dell'incontro è stato dedicato a due nodi tecnici che incidono direttamente sull'attività quotidiana delle imprese esportatrici: l'origine non preferenziale, cioè il criterio con cui si individua formalmente il “made in” di un prodotto, e l'origine preferenziale, vale a dire lo status doganale che consente di accedere a dazi ridotti o azzerati nei rapporti fra Unione europea e alcuni paesi terzi.
Non si tratta di un approfondimento teorico. Per le aziende manifatturiere e per tutte le filiere che operano sui mercati esteri, una corretta attribuzione dell'origine incide su documentazione commerciale, accesso ai mercati, gestione del rischio doganale e uso effettivo degli accordi di libero scambio. In questo senso il tema ha un rilievo economico diretto anche per i territori a forte vocazione esportatrice.
UN CONFRONTO FRA NORMA, PRATICA E SCENARI
Il progetto Export Kit Dogana nasce proprio con un taglio tecnico-operativo: fornire alle imprese strumenti utili sui temi doganali più ricorrenti e, insieme, aggiornamenti sui cambiamenti che investono gli scambi internazionali. La tappa di Prato ha seguito questa linea, unendo formazione specialistica e lettura dello scenario in una fase in cui guerre, tensioni commerciali e revisione degli assetti globali impongono maggiore attenzione su regole, procedure e tracciabilità documentale.
Nel programma pratese lo spazio dedicato agli accordi europei di libero scambio e alla Convenzione Pan-Euro-Mediterranea ha dato concretezza a un tema che per molte imprese non riguarda soltanto la compliance, ma anche la competitività.
I RELATORI E IL TAGLIO DELL'INIZIATIVA
Fra i relatori figuravano alcuni fra i nomi più noti in materia doganale: Fulvio Liberatore di Easyfrontier, coordinatore didattico di Export Kit; Fabrizio Di Gianni dello studio legale Van Bael & Bellis; Benedetto Santacroce dell'omonimo studio legale; Alberto Siniscalchi dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Ad aprire i lavori sono stati Luca Rossi, direttore di Confindustria Toscana Nord, Giorgia Evangelisti di ICE Agenzia e Laura Travaglini di Confindustria. Ha chiuso la sessione del mattino, prima della visita al distretto tessile pratese, Alicia Silvana Barone, Chargé d’Affaires dell'Ambasciata Argentina in Italia.
IL COMMENTO DI CONFINDUSTRIA TOSCANA NORD
“Una giornata importante, che ha dimostrato l'efficacia di questa iniziativa congiunta Confindustria-ICE Agenzia e l'interesse che rivestono per le imprese temi concreti come quelli affrontati oggi”, ha commentato Luca Rossi, direttore di Confindustria Toscana Nord. Nel suo intervento Rossi ha richiamato il valore operativo di contenuti che incidono sull'attività ordinaria delle aziende e ha sottolineato il significato della presenza di Alicia Silvana Barone, leggendo nel Mercosur un partner commerciale destinato a pesare sempre di più negli equilibri futuri.
PERCHE' LA NOTIZIA CONTA PER LE IMPRESE
L'incontro di Prato conferma un punto: nel commercio estero la questione doganale non è più un adempimento marginale, ma una leva che tocca costi, tempistiche, certezza documentale e accesso preferenziale ai mercati. In un sistema produttivo fatto di distretti, subfornitura e filiere internazionalizzate, conoscere bene l'origine delle merci significa ridurre margini di errore e rafforzare la posizione dell'impresa nei rapporti con clienti, dogane e partner esteri.
Redazione – © Floraviva, riproduzione riservata – 14/04/26
