CALABRIA, CONAF: SERVE PREVENZIONE STRUTTURALE
- Andrea Vitali
Il Consiglio dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali chiede interventi strutturali dopo i nuovi eventi meteo in Calabria. Pianificazione, prevenzione rapida e piani operativi per agro-forestale e zootecnia al centro della proposta.
Calabria, emergenze ripetute e fragilità strutturali
A pochi giorni da un primo grave episodio, la Calabria torna a fare i conti con fenomeni meteo intensi che mettono in evidenza le criticità idrogeologiche del territorio. Viabilità compromessa, centri abitati isolati e aziende agricole in difficoltà delineano un quadro che non può più essere affrontato solo in chiave emergenziale. Il CONAF richiama la necessità di un governo ordinario del rischio, superando la logica degli interventi attivati esclusivamente dopo il danno. Come sottolinea il presidente nazionale Mauro Uniformi, “la prevenzione non può avere tempi più lunghi dell’emergenza: pianificazione, procedure rapide e manutenzione ordinaria sono la prima misura di sicurezza per territori e filiere agroalimentari”.
Tre linee di intervento: pianificazione, rapidità, operatività
Secondo il Consiglio nazionale, la priorità è la pianificazione su scala di bacino, con gestione coerente del reticolo idrografico minore, dei versanti e delle regimazioni diffuse. Interventi discontinui e frammentati non garantiscono stabilità né riduzione del rischio nelle aree più vulnerabili. Accanto alla pianificazione serve tempestività amministrativa. La semplificazione non deve attivarsi solo in emergenza, ma diventare leva strutturale per rendere cantierabili manutenzioni e opere in tempi certi. Per il comparto agro-forestale e zootecnico sono necessari piani operativi già definiti, che prevedano: riallocazione del bestiame in sicurezza; ricoveri temporanei attrezzati; approvvigionamento foraggero; continuità logistica nelle finestre meteo critiche.
Aziende agricole e continuità produttiva
Le imprese agricole stanno registrando danni a terreni, infrastrutture rurali, colture e scorte foraggere. Le difficoltà operative rischiano di compromettere la continuità produttiva, soprattutto nelle aziende zootecniche. Secondo Monica Cairoli, coordinatrice del Dipartimento Clima e Ambiente del CONAF, è fondamentale disporre di procedure snelle per la prevenzione e di strumenti operativi immediatamente attivabili, sia nella fase pre che post evento. Anche Alessandro Guagliardi richiama la necessità di una strategia stabile: manutenzione programmata delle infrastrutture rurali, gestione delle superfici permeabili, cura delle alberature e delle fasce verdi periurbane sono azioni imprescindibili per la sicurezza delle comunità.
Prevenzione come politica ordinaria
Il messaggio che arriva dal mondo professionale è chiaro: la riduzione del rischio idrogeologico passa da una regia unitaria, interventi continuativi e governance stabile. In un contesto di cambiamento climatico e crescente frequenza di eventi estremi, la gestione ordinaria del territorio diventa parte integrante della politica agricola, forestale e ambientale.
