GUERRA IN MEDIO ORIENTE: AGRICOLTURA TRA RINCARI E ROTTE BLOCCATE
- Andrea Vitali
Dopo i dazi statunitensi, il conflitto in Medio Oriente riapre il fronte dei costi energetici e dei trasporti e blocca rotte e spedizioni. Coldiretti, Confagricoltura e CIA temono rincari e danni commerciali ingenti e chiedono interventi urgenti del governo.
Prima i dazi commerciali, ora la guerra in Medio Oriente. Per il settore agricolo italiano si apre una nuova fase di incertezza che rischia di colpire uno dei pilastri dell’economia nazionale: il sistema agroalimentare e il suo export.
L’Italia occupa una posizione strategica nel Mediterraneo, crocevia naturale dei traffici commerciali tra Europa, Medio Oriente e Asia. Proprio questa centralità logistica – insieme alla forte vocazione all’export del Made in Italy agroalimentare – rende il settore primario particolarmente esposto agli shock geopolitici.
La crisi che coinvolge Iran e Iraq e le tensioni nello Stretto di Hormuz stanno infatti producendo i primi effetti sui mercati energetici e sulle rotte commerciali. Petrolio, gas e trasporti sono le prime variabili a reagire, con ricadute immediate sui costi agricoli.

Energia e mezzi tecnici: il rischio effetto domino
Il primo segnale riguarda il gasolio agricolo, una delle principali voci di costo per le imprese agricole. I movimenti dei prezzi energetici si riflettono infatti rapidamente su carburanti, fertilizzanti e prodotti della chimica agricola.
L’energia incide su numerose attività aziendali: lavorazioni meccaniche, irrigazione, serre riscaldate, conservazione frigorifera e trasporti. Nel caso del florovivaismo, settore particolarmente energivoro, la stabilità dei prezzi energetici è una condizione essenziale per la sostenibilità economica delle imprese.
A questo si aggiungono le possibili ripercussioni sui fertilizzanti azotati, strettamente legati al prezzo del gas naturale, e sui materiali plastici utilizzati nelle produzioni agricole e vivaistiche, come teli di copertura e lastre per serre, vasi, film per pacciamatura e altri materiali tecnici, prodotti lungo la filiera petrolchimica.
Export agricolo a rischio: le prime difficoltà per l’ortofrutta
Le tensioni internazionali stanno già producendo effetti anche sul commercio agroalimentare. Il Medio Oriente rappresenta infatti un mercato rilevante per alcune produzioni italiane, in particolare per l’ortofrutta. Solo il comparto delle mele esporta ogni anno centinaia di migliaia di tonnellate di prodotto verso i mercati internazionali.
Coldiretti: esposto contro la speculazione sul gasolio
In questo contesto Coldiretti ha annunciato la presentazione di un esposto alla Procura per verificare eventuali fenomeni speculativi sui prezzi del gasolio agricolo.
L’organizzazione chiede di accertare se i rincari registrati nei giorni successivi all’escalation internazionale siano coerenti con le dinamiche reali dei mercati energetici o se possano essere legati a comportamenti speculativi lungo la filiera.
Confagricoltura: allarme su export e rotte commerciali
Confagricoltura segnala i primi effetti della crisi sulle esportazioni agroalimentari, con particolare preoccupazione per il comparto ortofrutticolo.
Secondo l’organizzazione, le tensioni nell’area del Golfo e le difficoltà nei traffici marittimi attraverso lo Stretto di Hormuz stanno creando problemi logistici nelle spedizioni verso il Medio Oriente. Alcune navi cariche di frutta fresca risultano ferme e diverse aziende segnalano rallentamenti nelle consegne e cancellazioni di ordini.
Allo stesso tempo l’aumento del prezzo dell’energia e dei trasporti rischia di aggravare ulteriormente i costi di produzione delle imprese agricole.
CIA: servono misure per proteggere le imprese agricole
Anche CIA – Agricoltori Italiani invita il governo a monitorare attentamente l’evoluzione dei mercati energetici.
Il presidente Cristiano Fini sottolinea che il settore agricolo ha già attraversato negli ultimi anni una fase di forte aumento dei costi e non può permettersi una nuova spirale inflattiva legata a energia e mezzi tecnici.
Per questo l’organizzazione chiede misure di sostegno per le imprese e strumenti in grado di attenuare l’impatto dei rincari sui costi di produzione.
Un settore esposto agli shock geopolitici
Dalla crisi energetica alla guerra in Ucraina, fino alle tensioni commerciali e ai nuovi conflitti regionali, l’agricoltura europea sta sperimentando una fase di forte instabilità.
Per un Paese esportatore come l’Italia, dove agroalimentare e produzioni di qualità rappresentano uno dei principali motori economici, la stabilità dei mercati energetici e delle rotte commerciali resta una variabile decisiva.
Andrea Vitali – © Floraviva, riproduzione riservata – 10/03/26
