POMODORO DA INDUSTRIA: I PRODUTTORI VOGLIONO CERTEZZE
- Andrea Vitali
A Parma il coordinamento Nord di Confagricoltura ha chiesto regole stabili e trasparenti per la campagna 2025 del pomodoro da industria. Al centro, la difesa della tabella qualità e la tenuta del settore in calo di rese.
Un incontro cruciale per la campagna 2025
Si è tenuto a Parma il 6 febbraio il vertice del coordinamento Nord Italia di Confagricoltura sul pomodoro da industria. Presenti i rappresentanti delle principali province produttrici, inclusa Alessandria, leader piemontese del comparto con oltre 3.500 ettari coltivati. Oggetto dell’incontro: la prima proposta dell’industria di trasformazione, giudicata insoddisfacente dai produttori, in particolare per quanto riguarda la tabella di qualità.
Difendere la tabella: una questione di trasparenza
La tabella di qualità è uno strumento fondamentale per la determinazione dei parametri qualitativi del pomodoro da industria. Modificata appena un anno fa su richiesta del comparto agricolo, la nuova versione punta a offrire chiarezza, oggettività e tutela del lavoro agricolo. I produttori rifiutano ulteriori revisioni, chiedendo che la tabella resti un riferimento stabile e non legato a stime quantitative aleatorie.
Superfici in crescita, rese in calo
Dal 2021 al 2025 le superfici del distretto Nord Ovest (Alessandria, Parma, Piacenza, Ferrara, Mantova) sono aumentate da 38 mila a 45 mila ettari, ma la produzione è calata da 3 milioni a 2,4 milioni di tonnellate (dato 2024). In Piemonte, l’incremento delle superfici è dell’8%, mentre nel solo alessandrino si raggiungono 3.512 ettari coltivati, con un calo di resa pari al 13%.
Clima e fitopatologie tra le cause della crisi produttiva
Il calo delle rese è attribuito a fattori climatici avversi e alla maggiore incidenza di fitopatologie imprevedibili al momento del trapianto, confermando la necessità di parametri di valutazione indipendenti dal volume prodotto.
Verso un accordo quadro: servono regole certe
L’intergruppo ha concluso i lavori ribadendo l’urgenza di regole comuni e pianificazione rigorosa per la stesura dell’accordo quadro 2025, fondamentale per un comparto che affronta forti incertezze.
Redazione – © Floraviva, riproduzione riservata – 09/02/26