CARO FERTILIZZANTI, L'UE STANZIA 500 MILIONI MA RESTA IL NODO CBAM

Andrea Vitali

L’Ue annuncia oggi 500 milioni dalla riserva agricola contro il caro fertilizzanti. Copa-Cogeca apprezza, ma chiede deroghe, trasparenza e sospensione dei costi CBAM.

 

La Commissione europea ha annunciato la mobilitazione e l’aumento della riserva agricola di crisi, portandola da 200 a 500 milioni di euro, per rispondere al forte aumento dei prezzi dei fertilizzanti.

La misura arriva dopo la presentazione del Fertiliser Action Plan e consente agli Stati membri di integrare il sostegno europeo con aiuti nazionali fino al 200% della quota ricevuta.

Un primo passo, ma non una risposta sufficiente

Per Copa-Cogeca l’intervento rappresenta un segnale positivo e riconosce l’impegno del commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen. Tuttavia, l’organizzazione avverte che la cifra, distribuita tra milioni di agricoltori europei, non basterà a compensare i maggiori costi sostenuti dalle aziende agricole.

Il punto più critico resta il Carbon Border Adjustment Mechanism sui fertilizzanti. Secondo Copa-Cogeca, il costo a carico degli agricoltori potrebbe raggiungere 820 milioni di euro nel solo 2026. La mancata sospensione del meccanismo, secondo l’organizzazione, priva le imprese agricole di un sollievo immediato.

La riserva agricola non è un fondo fertilizzanti

I 500 milioni saranno canalizzati attraverso la riserva agricola di crisi della Pac. È però uno strumento pensato per molte emergenze, non un fondo specifico per i fertilizzanti.

Diversi Stati membri stanno già chiedendo sostegni per altri comparti in difficoltà. Anche la possibilità di cofinanziamento nazionale resta incerta: non tutti i governi dispongono dello stesso margine fiscale o della stessa volontà politica.

Deroghe, nitrati e trasparenza di mercato

Copa e Cogeca chiedono decisioni rapide non solo sul piano finanziario, ma anche su quello regolatorio. Tra le richieste figurano una deroga immediata alla soglia della direttiva nitrati per letame e digestato e una maggiore trasparenza del mercato dei fertilizzanti.

Il tema riguarda già la campagna 2027. Le organizzazioni agricole europee segnalano il rischio di riduzione delle concimazioni, modifiche alle rotazioni colturali e, nei casi più gravi, terreni lasciati incolti.

Il nodo della sicurezza alimentare europea

Il caro fertilizzanti non pesa soltanto sui bilanci aziendali. Una riduzione degli input può incidere sulle rese, sulla programmazione colturale e sulla disponibilità di produzioni agricole europee.

Per questo Copa-Cogeca collega la crisi dei fertilizzanti alla sicurezza alimentare e al rischio di nuova pressione sui prezzi al consumo.

Redazione Floraviva – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – © Floraviva, riproduzione riservata – 10/06/26

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