TOYO ITO, IL CAMPUS FORESTA DI TAIPEI
- AnneClaire Budin
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in Ispirazioni
A Taipei Toyo Ito fonde architettura, luce e paesaggio nel College of Social Sciences della National Taiwan University, inaugurato nel 2013.
Nel distretto di Da’an, a Taipei, il College of Social Sciences della National Taiwan University, inaugurato nel 2013 e progettato da Toyo Ito, sembra nascere più dal paesaggio che dall’ingegneria. Non è un edificio che si impone sul campus storico dell’università taiwanese. Al contrario, cerca un dialogo continuo con alberi, luce, aria e percorsi verdi. Un tema che riecheggia idealmente l’articolo pubblicato la scorsa settimana da Floraviva sulla “timidezza degli alberi”: anche qui l’architettura sembra arretrare, lasciare spazio, creare distanza e relazione tra pieni e vuoti.

Il progetto si divide in due corpi principali. Da una parte un edificio di otto piani che ospita aule, uffici, sale conferenze e spazi di studio; dall’altra la celebre Koo Chen-Fu Memorial Library, un padiglione trasparente immerso nel verde. È proprio la biblioteca a rappresentare il cuore poetico dell’intervento.
All’interno dello spazio vetrato, 88 pilastri ramificati sostengono la copertura come fossero tronchi vegetali. La loro densità cambia gradualmente verso il perimetro creando una sensazione quasi organica di apertura, come avviene in una foresta naturale. Toyo Ito non copia l’albero: ne interpreta il comportamento spaziale. Il visitatore percepisce una continuità tra interno ed esterno, tra architettura e giardino.



La copertura è uno degli elementi più studiati del progetto. Le forme geometriche ricordano petali di loto che si sovrappongono e si deformano reciprocamente generando cavità luminose. Dai vuoti entra la luce naturale, filtrata attraverso pannelli translucidi in policarbonato che diffondono un’illuminazione morbida e mai aggressiva.
In Toyo Ito la natura non è decorazione ma sistema strutturale. Dopo anni di ricerca sull’architettura fluida e immateriale, l’architetto giapponese arriva qui a una sintesi matura: edifici che funzionano come ecosistemi, dove luce, ventilazione, movimento delle persone e vegetazione fanno parte della stessa composizione.



Non a caso il complesso è soprannominato Campus Green. Il disegno della copertura viene ripreso anche nel paesaggio esterno, con geometrie morbide che organizzano percorsi e spazi verdi. Gli arredi della biblioteca utilizzano bambù curvato, materiale naturale scelto non solo per ragioni estetiche ma anche ambientali.
L’intervento rispetta criteri di sostenibilità energetica e comfort climatico, puntando sulla luce naturale e sulla permeabilità visiva. In un campus dominato dagli edifici coloniali in mattoni rossi, il College of Social Sciences introduce una nuova idea di monumentalità: non più massa e simmetria, ma leggerezza biologica.
Toyo Ito ha spesso raccontato di voler progettare edifici capaci di comportarsi come organismi viventi. A Taipei questa visione trova una delle sue espressioni più convincenti. Le colonne-albero, i vuoti luminosi, il vetro e il verde costruiscono un ambiente che invita alla relazione e alla contemplazione. Un’architettura che non domina la natura ma prova a convivere con essa.
Anne-Claire Budin – © Floraviva, riproduzione riservata – 15/05/26
