ARBORICOLTORI: COMPETENZE, CERTIFICAZIONI E SICUREZZA
- Andrea Vitali
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L’Associazione Arboricoltori chiede competenze riconosciute, certificazioni europee, aggiornamento normativo e dati sugli infortuni nei lavori sugli alberi.
Milano, 1 maggio 2026. Competenze riconosciute, certificazioni europee, aggiornamento normativo, presenza ai tavoli politici e una raccolta strutturata dei dati sugli infortuni. Sono le richieste rilanciate dall’Associazione Arboricoltori nel comunicato diffuso in occasione del Primo Maggio, dedicato alla sicurezza di chi lavora sugli alberi.
Per l’associazione l’arboricoltura non può essere lasciata al fai da te. Il lavoro sugli alberi richiede competenze, formazione continua, attrezzature adeguate e rispetto delle norme sulla sicurezza, a partire dal D.Lgs. 81/08.
Il punto è distinguere il professionista formato dall’operatore improvvisato. Una distinzione che riguarda la tutela di chi lavora, ma anche la sicurezza dei clienti, delle amministrazioni e dei cittadini.
Una banca dati sugli infortuni
L’Associazione Arboricoltori ha avviato una raccolta strutturata di dati su infortuni e near miss, cioè gli episodi che avrebbero potuto causare un incidente nei lavori in tree climbing e in arboricoltura.
L’obiettivo è individuare le situazioni più critiche, analizzare procedure e organizzazione dei cantieri, condividere i risultati e proporre interventi concreti per ridurre i rischi. Il modulo è disponibile qui: raccolta dati su infortuni e near miss.
Le richieste dell’associazione
Nel comunicato l’associazione indica alcune priorità: valorizzazione delle competenze, promozione delle certificazioni europee European Tree Worker ed European Tree Technician, aggiornamento normativo e presenza ai tavoli politici e amministrativi.
Al centro anche la qualità degli interventi. Un albero gestito male può diventare un rischio per la pubblica incolumità. Per questo l’associazione chiede che il cliente finale possa riconoscere operatori formati e addestrati secondo le tecniche arboricolturali più aggiornate.
Un tema per tutta la filiera del verde
La richiesta degli arboricoltori arriva mentre il settore del verde discute di riforme, qualifiche e riconoscimento professionale. È una voce distinta da quella dei vivaisti, ma riguarda lo stesso percorso: dare regole più chiare a chi produce, mette a dimora, cura e gestisce alberi e piante.
Per Floraviva il tema è da seguire: la qualità del verde non si ferma alla produzione o alla vendita della pianta. Continua nei parchi, nei giardini, nelle strade e nei cantieri, dove servono competenze, sicurezza e responsabilità.
Redazione – © Floraviva, riproduzione riservata – 07/05/26
