EUDR, A DUE GIORNI DAL REPORT RESTANO I NODI OPERATIVI
- Andrea Vitali
A Bruxelles entro il 30 aprile la Commissione deve presentare la review EUDR: rinvio e prime semplificazioni ci sono, ma foreste e agricoltura chiedono regole applicabili.
Il rinvio non chiude il dossier EUDR
A due giorni dalla scadenza del 30 aprile 2026, il Regolamento europeo contro la deforestazione torna al centro del confronto tra istituzioni UE, produttori primari e filiera foresta-legno. La Commissione europea deve presentare la review di semplificazione prevista dalla revisione approvata a fine 2025: un rapporto atteso per valutare l’impatto dell’EUDR e il carico amministrativo, in particolare su micro e piccoli operatori.
Il tema non è se contrastare la deforestazione. L’obiettivo resta necessario: impedire che legno, soia, cacao, caffè, gomma, bovini, palma da olio e prodotti derivati arrivino sul mercato europeo se collegati a deforestazione o degrado forestale. Il punto politico e operativo è un altro: come applicare la norma senza scaricare burocrazia sproporzionata su chi già lavora dentro sistemi regolati.
Cosa è già stato fatto
La revisione adottata dall’Unione europea nel dicembre 2025 ha introdotto tre correzioni importanti. La prima è il rinvio dell’applicazione: grandi e medi operatori dovranno applicare l’EUDR dal 30 dicembre 2026, mentre micro e piccole imprese avranno tempo fino al 30 giugno 2027. Per i micro e piccoli operatori già coperti dal precedente Regolamento UE sul legno, la data resta il 30 dicembre 2026.
La seconda correzione riguarda la semplificazione della due diligence. L’obbligo di presentare la dichiarazione di dovuta diligenza viene concentrato sul primo operatore che immette il prodotto sul mercato UE, riducendo gli adempimenti ripetuti lungo la catena commerciale. Per micro e piccoli operatori primari è stata prevista una dichiarazione semplificata una tantum.
La terza modifica ha escluso alcuni prodotti stampati, come libri e giornali, dal campo di applicazione del regolamento. È una scelta tecnica, motivata dal rischio limitato di deforestazione associato a tali prodotti, ma non incide sul cuore della filiera foresta-legno: legno, prodotti legnosi, mobili e derivati restano dentro il perimetro EUDR.
Cosa resta da fare
Il rinvio ha dato tempo, ma non ha risolto tutto. Le organizzazioni europee di agricoltori, proprietari forestali e cooperative chiedono che la semplificazione diventi concreta. La richiesta è netta: procedure proporzionate, sistemi informatici interoperabili, meno duplicazioni e regole leggibili per chi opera sul territorio.
Uno dei nodi riguarda il collegamento tra banche dati nazionali e sistema informativo EUDR. Se i dati già esistono nei sistemi pubblici, non ha senso chiederli più volte agli operatori. Per la filiera foresta-legno, questo passaggio è decisivo: tracciabilità e controlli devono funzionare, ma devono farlo senza moltiplicare dichiarazioni, aggiornamenti e verifiche inutili.
Altro punto aperto è la gestione delle variazioni. Nel lavoro forestale e agricolo cambiano quantità raccolte, biomasse disponibili, tempi di taglio, conferimenti e localizzazione operativa. Un sistema che impone aggiornamenti continui anche per modifiche minori rischia di diventare formalmente semplificato ma praticamente ingestibile.
La richiesta della filiera agricola e forestale
Le organizzazioni firmatarie della dichiarazione congiunta del 17 aprile chiedono alla Commissione di usare la review del 30 aprile per introdurre soluzioni operative. Tra le proposte: evitare che micro e piccoli operatori siano obbligati a presentare direttamente la dichiarazione semplificata, rafforzare il ruolo degli Stati membri nel collegamento dei dati, ridurre le informazioni non essenziali come alcune stime quantitative e chiarire quando una dichiarazione debba essere aggiornata.
Viene inoltre chiesto di valutare, nei Paesi classificati a basso rischio, un regime semplificato per tutti i produttori primari, indipendentemente dalla dimensione. Il ragionamento è semplice: il rischio di deforestazione non dipende dalla taglia aziendale, ma dalla qualità delle norme forestali, dai controlli pubblici e dall’efficacia delle banche dati già operative.
Perché riguarda la filiera foresta-legno
Per il comparto foresta-legno l’EUDR non è una norma lontana. Tocca la produzione primaria, la prima immissione sul mercato, la raccolta e la documentazione di tracciabilità. Interessa proprietari forestali, cooperative, segherie, trasformatori, commercianti e imprese che lavorano prodotti derivati dal legno.
La sfida è evitare due errori opposti. Il primo sarebbe svuotare il regolamento, indebolendo la lotta alla deforestazione. Il secondo sarebbe applicarlo con una macchina burocratica che penalizza proprio chi presidia il territorio e gestisce le foreste europee secondo norme già esistenti. La credibilità dell’EUDR passerà da questo equilibrio.
Il 30 aprile come banco di prova
La review attesa entro il 30 aprile non sarà un dettaglio tecnico. Sarà il primo vero banco di prova della capacità europea di correggere una norma ambientale senza tradirne l’obiettivo. Per la filiera verde, e in particolare per la filiera foresta-legno, la domanda è concreta: l’Europa saprà distinguere tra controllo efficace e burocrazia ridondante?
La risposta dovrà arrivare ora. Il calendario è stato allungato, ma non sospeso. Le imprese devono prepararsi, gli Stati membri devono rendere interoperabili i sistemi, la Commissione deve chiarire gli adempimenti essenziali. La lotta alla deforestazione resta il fine. La praticabilità della norma è la condizione per farla funzionare.
Redazione – © Floraviva, riproduzione riservata – 28/04/26

