ENA AL PARLAMENTO EUROPEO: IL VIVAISMO CHIEDE PAC PER I VIVAI IN VASO
- Redazione Floraviva
-
in Il vivaista
A Bruxelles ENA presenta al Parlamento europeo il Manifesto 2026, chiedendo il pieno accesso alla PAC anche per i vivai in vaso, standard di qualità, riconoscimento delle piante vivaistiche nelle rimozioni certificate di carbonio e sostegno all’innovazione, mentre le perdite climatiche per il settore hanno superato i 160 milioni di euro negli ultimi anni.
BRUXELLES - Il vivaismo europeo chiede un riconoscimento pieno nelle politiche verdi dell’Unione europea e, soprattutto, nella Politica agricola comune. Martedì 21 aprile l’European Nurserystock Association (ENA) ha presentato al Parlamento europeo il proprio Manifesto 2026, intitolato More plants more life, indicando come priorità l’accesso alla PAC anche per i vivai in vaso, standard di qualità per i progetti di inverdimento, riconoscimento del contributo del settore sul fronte del carbonio e sostegno all’innovazione.
Secondo quanto dichiarato da ENA il comparto europeo si presenta con numeri che ne sostengono il peso economico e ambientale: quasi 250 mila addetti a tempo pieno, 133 mila ettari di superficie produttiva e 10,6 miliardi di euro di produzione annua. A spingere ENA a chiedere un quadro normativo più coerente con gli obiettivi europei sono anche le conseguenze del clima: negli ultimi anni le perdite per il settore hanno superato i 160 milioni di euro.
PAC E VIVAI IN VASO AL CENTRO DEL DOCUMENTO
Il punto più netto del manifesto riguarda il riconoscimento del vivaismo all’interno della PAC. Secondo ENA, nei diversi Stati membri permane una condizione non uniforme e, in particolare, i vivai in contenitore risultano in più casi esclusi da strumenti di sostegno, pur adottando metodi produttivi avanzati e spesso efficienti sotto il profilo idrico. Per questo l’associazione chiede che, nella revisione della PAC, tutte le tipologie di vivaio possano accedere pienamente a pagamenti diretti, eco-schemi e aiuti in caso di calamità.
QUALITÀ DELLE PIANTE E BIOSICUREZZA
Nel documento l’associazione lega il successo delle politiche europee sul ripristino della natura e dell’impegno sui 3 Billion Trees alla disponibilità di materiale vegetale professionale, sano e adatto ai contesti climatici e territoriali. La richiesta è che i progetti di greening finanziati dall’Unione europea utilizzino piante conformi a standard qualitativi precisi, provenienti da vivai professionali accreditati. In questo quadro, la biosicurezza viene indicata come un tema insieme tecnico e strategico, decisivo per la competitività del settore e per la tutela del patrimonio vegetale europeo.
CARBONIO E INNOVAZIONE PER LE PMI
Le altre priorità indicate da ENA riguardano il riconoscimento del contributo delle piante coltivate in vivaio nel quadro europeo delle rimozioni certificate di carbonio e l’attivazione di strumenti dedicati alla modernizzazione delle imprese. Il manifesto richiama infatti la necessità di finanziare innovazione, irrigazione efficiente, meccanizzazione intelligente e investimenti accessibili alle Pmi vivaistiche, così da accompagnare il settore nella transizione ambientale senza scaricare solo nuovi oneri amministrativi sulle aziende.
UN SETTORE CHE CHIEDE COERENZA NELLE POLITICHE UE
La presentazione del manifesto si è svolta nel corso di una sessione interattiva ospitata dall’eurodeputato Dario Nardella, con la partecipazione di delegati ENA e funzionari europei. Il messaggio politico è che il vivaismo non può essere considerato un comparto accessorio, ma un anello essenziale per tradurre in pratica le ambizioni europee su biodiversità, adattamento climatico, forestazione urbana e rinverdimento. In questa impostazione, la filiera vivaistica viene proposta come partner tecnico necessario per garantire una fornitura stabile di piante di qualità.
LE DICHIARAZIONI
Tim Van Hulle, presidente di ENA: “Our nurseries are the starting point of every green project in Europe. To scale up restoration efforts, we need a regulatory framework that supports the ambitions and challenges of our nurseries, rather than hindering it with administrative burdens. We provide the living tools for a resilient Europe and would like to cooperate and support the EU policy makers to simplify and enhance EU requirements.”
Antonio Ceccarelli, chair of the ENA public affairs task force: “We are calling for the harmonization of plant protection rules and organic standards across Member States. A level playing field is essential to maintain our competitiveness against unfair trading practices and to safeguard European biosecurity. We need the EU to count nursery-grown plants as certified carbon removals to unlock new incentives for our growers.”
Nel complesso, il Manifesto 2026 di ENA chiede che gli obiettivi verdi dell’Unione europea siano accompagnati da regole e strumenti coerenti con il ruolo della produzione vivaistica. Al centro, per il settore, restano quattro assi: PAC, qualità, carbonio e innovazione.
Redazione – © Floraviva, riproduzione riservata – 21/04/26
