VINITALY 2026, LA TOSCANA LANCIA CASA TOSCANA

Andrea Vitali

A Verona, dal 12 al 15 aprile 2026, la Regione Toscana debutta con Casa Toscana al Vinitaly perrafforzare vino, territorio, enoturismo e promozione delle eccellenze regionali.

VERONA - La Toscana si presenta al Vinitaly 2026 con una novità che segna un cambio di passo nella strategia di promozione istituzionale: per la prima volta la Regione è in fiera con un proprio spazio, Casa Toscana, pensato per mettere in relazione vino, identità territoriale, turismo e filiera agroalimentare. La manifestazione, aperta domenica 12 aprile a Veronafiere, si concluderà mercoledì 15 aprile.

Alla presenza istituzionale della Regione si è affiancato anche l’intervento del sottosegretario al Masaf Patrizio La Pietra, che a margine dell’inaugurazione ha insistito sulla necessità di sostenere un comparto giudicato strategico per il sistema agroalimentare italiano, anche alla luce delle pressioni normative e culturali che il vino sta subendo in sede europea.

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LA PIETRA: IL VINO VA DIFESO E VALORIZZATO

Secondo La Pietra, il Vinitaly 2026 si conferma come uno degli appuntamenti più rilevanti per dare visibilità a una filiera che, ha osservato, oggi è chiamata a difendersi da letture riduttive del prodotto vino. Il sottosegretario ha richiamato il lavoro del ministro Francesco Lollobrigida e ha ribadito che il vino non può essere considerato soltanto per la sua componente alcolica, perché rappresenta anche territorio, cultura, tradizione e valore economico.

Nel passaggio politico più netto della giornata, La Pietra ha sottolineato che il vino resta una delle eccellenze italiane da sostenere e valorizzare, proprio perché esprime la qualità delle produzioni, la storia dei luoghi e il radicamento delle imprese nelle comunità locali.

GIANI: IL VINO È IDENTITÀ TOSCANA

Su un piano più strettamente territoriale, il presidente della Regione Eugenio Giani ha legato la presenza toscana a Verona a una rappresentazione complessiva della regione. Non soltanto una vetrina delle etichette, dunque, ma una narrazione più ampia in cui il vino entra come parte integrante dell’immagine toscana nel mondo.

Per Giani, la Toscana porta a Vinitaly un patrimonio che tiene insieme storia, cultura, tradizione, paesaggio e capacità produttiva. Il vino, nella lettura del presidente, è una delle forme più riconoscibili con cui la regione si presenta all’esterno, al pari del mare, della montagna, della campagna, delle terme e di un sapere sedimentato nei secoli. Da qui la scelta di presidiare la rassegna veronese con uno spazio autonomo e fortemente identitario.

MARRAS: CASA TOSCANA UNISCE VINO ED ENOTURISMO

L’assessore a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras ha invece posto l’accento sul peso del settore vitivinicolo nella composizione del Pil regionale e sul contributo che grandi e piccole aziende danno alla competitività toscana. In questa chiave, Casa Toscana viene presentata come uno strumento nuovo, ancora più ancorato al territorio di quanto non sia già il vino come prodotto agricolo.

La linea indicata da Marras è quella di una forte integrazione con le politiche di attrazione del cosiddetto pacchetto vino, con particolare attenzione all’enoturismo. L’obiettivo è rafforzare il comparto in una fase di incertezza internazionale, pur partendo - ha osservato l’assessore - da una condizione toscana migliore della media. Il vino regionale continua infatti a svolgere una funzione di traino, ma richiede un lavoro costante sugli elementi che ne sostengono la competitività.

SCHEDARIO VITICOLO E MODERNIZZAZIONE DEL SISTEMA

Fra i passaggi più rilevanti annunciati dalla Regione c’è anche quello relativo alla digitalizzazione e alla governance amministrativa del comparto. La Toscana ha infatti avviato il riversamento completo dello schedario viticolo regionale nel Sistema Informativo Agricolo Nazionale, che assumerà come riferimento definitivo il patrimonio informativo costruito a livello regionale.

È un’operazione tecnica, ma significativa, perché consolida gli strumenti di gestione del settore e accompagna un percorso di modernizzazione del sistema vitivinicolo sotto il profilo informativo e amministrativo.

VETRINA TOSCANA, FIORENTINA E MASTERCLASS

Accanto alla promozione del vino, la presenza toscana al Vinitaly si allarga anche alla valorizzazione del patrimonio gastronomico regionale. L’Accademia della Fiorentina e Toscana Promozione Turistica hanno siglato un protocollo d’intesa nell’ambito del progetto Vetrina Toscana per rafforzare la tutela della Bistecca alla Fiorentina, fra i prodotti simbolo dell’identità regionale e già inserita tra i prodotti agroalimentari tradizionali italiani.

La Fiorentina punta ora al riconoscimento europeo come specialità tradizionale garantita, in una logica che vede il piatto non solo come prodotto gastronomico, ma come veicolo di promozione territoriale. Nello stesso quadro si inseriscono le masterclass di “Vetrina Toscana Vinitaly Experience”, degustazioni guidate abbinate a prodotti tipici e piatti della tradizione, realizzate in collaborazione con l’Unione Regionale Cuochi Toscani.

Le masterclass, organizzate da Toscana Promozione Turistica e Regione Toscana e curate dal giornalista Leonardo Romanelli, accompagneranno i visitatori nella scoperta della Toscana diffusa, con un ciclo dedicato anche ai territori vitivinicoli meno conosciuti della regione.

IL MESSAGGIO POLITICO E DI MERCATO

Dal Vinitaly 2026 emerge così una linea precisa: difendere il vino da semplificazioni che ne riducono il valore culturale e produttivo, promuovere la Toscana come sistema integrato di eccellenze e rafforzare il nesso fra filiera vitivinicola, turismo e identità territoriale. In questo quadro, Casa Toscana è insieme vetrina, piattaforma di racconto e strumento di posizionamento.

Andrea Vitali - © Floraviva, riproduzione riservata - 13/04/26

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