SEMENTI E PATATE, OBBLIGHI FITOSANITARI A REGIA REGIONALE

Andrea Vitali
in Notizie

In Italia per sementieri e filiera patata gli adempimenti fitosanitari hanno base UE, ma modulistica e scadenze passano dai Servizi regionali: Toscana ed Emilia-Romagna lo confermano.

Per gli operatori professionali iscritti al RUOP che lavorano nel comparto sementiero e in quello della patata, la questione non si esaurisce con la sola pagina pubblicata dalla Toscana. Dalle indicazioni ufficiali emerge infatti un quadro più ampio: la base normativa è unionale, ma gli adempimenti operativi vengono gestiti dai Servizi fitosanitari regionali, con modulistica, indirizzi e scadenze che possono variare da territorio a territorio.

Per i sementieri non sembra un obbligo solo toscano

La Toscana richiede agli operatori RUOP che svolgono attività sementiera di comunicare ogni anno l'ubicazione delle colture da seme destinate alla produzione di sementi soggette a passaporto delle piante oppure all'esportazione verso Paesi terzi. Ma la stessa logica compare anche in Emilia-Romagna, dove la pagina ufficiale dedicata alle sementi precisa che la ditta sementiera è tenuta a inviare la comunicazione annuale di ubicazione delle colture da seme. Il quadro, quindi, appare coerente con un obbligo di impianto generale applicato poi a livello regionale.

La patata va distinta tra tubero-seme e consumo

Per la patata occorre però evitare semplificazioni. Quando si parla di semi di patata e soprattutto di tuberi-seme di patata, la Toscana li include espressamente tra le colture da seme da segnalare al Servizio fitosanitario. In Emilia-Romagna, non a caso, la modulistica regionale prevede anche un modello dedicato alle colture da tubero-seme di patata. In questo caso, dunque, la patata rientra a pieno titolo nel capitolo sementiero.

Per la patata da consumo gli adempimenti restano, ma sono diversi

Altro discorso è la patata da consumo o da industria. Qui non si parla più di comunicazione delle colture da seme, ma di comunicazione annuale delle superfici investite e della loro ubicazione, sempre ai fini dei controlli fitosanitari. La Toscana lo prevede per produttori, centri di raccolta collettivi e centri di spedizione registrati al RUOP. Anche l'Emilia-Romagna prevede per i produttori di patate da consumo una comunicazione annuale delle superfici e della loro ubicazione, con una propria procedura regionale.

Nessuna scadenza unica nazionale uguale per tutti

Il punto operativo più utile per le imprese è forse questo: non emerge una scadenza nazionale unica, con modello unico valido ovunque, per tutte le casistiche. In Toscana la comunicazione annuale delle colture da seme va entro il 31 maggio, mentre per la patata da consumo la stessa regione indica anch'essa il 31 maggio. In Emilia-Romagna, invece, per i produttori di patate da consumo la comunicazione annuale delle superfici è indicata entro il 30 aprile. È quindi decisivo verificare sempre la disciplina applicata dal proprio Servizio fitosanitario regionale.

La linea pratica per le imprese

Per le aziende del settore la conclusione è netta: l'obbligo non sembra limitato alla Toscana, ma va letto come un sistema di adempimenti fitosanitari a base comune e gestione regionale. Per i sementieri il riferimento è la localizzazione delle colture da seme soggette a passaporto o destinate all'export; per la patata bisogna distinguere tra tubero-seme, che rientra nell'ambito sementiero, e patata da consumo, soggetta a comunicazioni specifiche sulle superfici. Per evitare errori, le imprese devono allineare posizione RUOP, categoria merceologica e modulistica regionale.

Redazione - © Floraviva, riproduzione riservata - 02/04/26