UN ALBERO PER... MARTENITSA, IL FILO DELLA PRIMAVERA
- AnneClaire Budin
In Bulgaria e nei Balcani il 1° marzo si indossa la Martenitsa: un filo rosso e bianco che celebra il risveglio della natura e attende i primi fiori.

In Bulgaria la primavera comincia con un gesto piccolo e visibile: appuntarsi al petto una Martenitsa, intreccio rosso e bianco che dal 1° marzo accompagna l’attesa della bella stagione. Non è un semplice ornamento. È un segno augurale, legato alla salute, alla fertilità e al ritorno della luce, che resta indosso fino ai primi indizi del nuovo ciclo naturale: un albero in fiore, un bucaneve, il volo di una cicogna.
Le radici della consuetudine sono antiche e attraversano l’intera area balcanica, dalla Bulgaria alla Romania, dalla Macedonia alla Grecia del Nord. Gli studi più recenti la collegano ai rituali dei Traci, popolazione che abitò la penisola balcanica in età antica. In quella visione simbolica, il bianco richiamava il cielo, il rosso la terra: due forze opposte e complementari che, unite, annunciavano il rinnovarsi del tempo e della natura.
Accanto alla lettura storica vive la leggenda bulgara. Racconta di un khan che, dopo una vittoria sui Bizantini, inviò un falco verso il campo con un filo bianco alla zampa. Una freccia ferì l’animale e il sangue tinse il segno di rosso. Da allora i due colori sono rimasti insieme come immagine di vita, prova e rinascita. Quando compaiono le prime fioriture, la Martenitsa viene legata a un ramo verde o lasciata sotto una pietra: il rito si compie e la primavera può entrare.
Dal 2018 la Martenitsa è iscritta dall’Unesco nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità, conferma della forza di una pratica popolare ancora viva, dalle famiglie alle istituzioni.
Anne-Claire Budin © Floraviva, riproduzione riservata – 18/03/26
