GIVE TO GAIN: DARE PER CRESCERE INSIEME

Andrea Vitali

L’8 marzo 2026 la Giornata internazionale delle donne rilancia il tema “Give to Gain”: chi investe in tempo, competenze e opportunità per le donne genera valore economico e sociale. Un appello globale ad agire, anche nel florovivaismo.

Give to Gain, dare per crescere. Non è uno slogan, ma una visione. La Giornata internazionale delle donne 2026 sceglie un tema che chiama in causa imprese, istituzioni e comunità: investire nelle donne significa rafforzare l’economia, innovare i modelli produttivi, rendere più resilienti i territori. Anche nel settore agricolo e nel florovivaismo, dove il contributo femminile è spesso decisivo e ancora troppo poco visibile.
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Dare non è perdere: è seminare valore

Il concetto è semplice e potente: dare tempo, formazione, mentoring, accesso al credito e responsabilità non è una sottrazione, ma un investimento. Nel linguaggio dell’impresa agricola equivale a migliorare il capitale umano, accrescere la qualità gestionale, generare innovazione organizzativa.

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Nel vivaismo ornamentale e nelle imprese floricole, dove competenze tecniche, sensibilità estetica e capacità relazionale si intrecciano, il talento femminile rappresenta un fattore competitivo. Eppure persistono barriere: minore accesso a ruoli decisionali, difficoltà di conciliazione, ostacoli nell’accesso al credito e alla terra.

Quando le donne crescono, cresce il sistema

I benefici non sono teorici. Dove aumenta la partecipazione femminile nei processi decisionali, si registrano maggiore innovazione, migliore gestione del rischio e performance economiche più stabili. Nelle aree rurali questo significa aziende più solide, filiere più integrate, comunità più coese.

Nel florovivaismo italiano – ponte tra territori produttivi e mercati europei – sostenere l’imprenditoria femminile vuol dire rafforzare l’intera filiera: dalla riproduzione delle piante alla commercializzazione, fino ai servizi di progettazione del verde e manutenzione.

Le azioni concrete: mentoring, visibilità, rete

“Give to Gain” non si esaurisce in un principio etico. È un’agenda operativa:

  • Mentoring intergenerazionale tra imprenditrici e giovani agronome o vivaistiche;
  • Condivisione di competenze tecniche e digitali per la transizione ecologica;
  • Visibilità mediatica alle buone pratiche femminili nel settore primario;
  • Advocacy per rimuovere barriere normative e finanziarie.

Nel linguaggio agricolo, è un patto di filiera: chi ha esperienza semina conoscenza; chi riceve restituisce innovazione. Un ciclo virtuoso, come in natura.

Un fiore simbolo: la mimosa, resilienza e rete

Per la nostra rubrica “Un fiore per”, il simbolo non può che essere la mimosa. Pianta capace di colonizzare terreni difficili, resistente, luminosa anche nei mesi invernali. La mimosa ricorda che la forza non è solitudine, ma rete: radici che si sostengono, rami che si espandono insieme.

Così è la parità di genere: non un traguardo individuale, ma un ecosistema da coltivare.

Dall’intenzione all’azione

La sfida del 2026 è trasformare dichiarazioni in pratiche misurabili. Per il comparto agricolo e florovivaistico significa integrare la parità di genere nei piani strategici aziendali, nei progetti di sostenibilità, nei percorsi di innovazione.

Dare per crescere è una scelta culturale prima ancora che economica. Ma i numeri dimostrano che conviene. E nel tempo dell’incertezza globale, investire sulle donne è uno dei pochi capitali che non perde valore.

Give to Gain è, in fondo, un principio agricolo: ciò che semini, raccogli. Se semini opportunità, raccogli futuro.

AnneClaire Budin – © Floraviva, riproduzione riservata – 04/03/26

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