NELE OST TRA RADICI BELGHE E VISIONE GLOBALE
- AnneClaire Budin
Nele Ost, creativa belga figlia d’arte, guida oggi la maison floreale di famiglia e ne rafforza lo sviluppo internazionale, dal Belgio al Medio Oriente, con uno stile che unisce arte, impresa e identità.
Nel panorama internazionale del floral design, il nome Ost è sinonimo di eccellenza. Ma oggi, accanto all’eredità del padre Daniel, è Nele Ost a tracciare la rotta. Creativa, imprenditrice, direttrice artistica, rappresenta la seconda generazione di una maison che ha fatto della composizione floreale un linguaggio architettonico e culturale.

UNA VOCAZIONE NATA TRA I FIORI
Nata a Sint-Niklaas nel 1984, Nele cresce letteralmente in atelier. La madre entra in travaglio nel negozio di famiglia: un dettaglio che diventa metafora di un destino. Dopo gli studi in hotel management e un’esperienza nella gestione di eventi e hotellerie di lusso a Londra, rientra nell’azienda paterna non da erede designata, ma da apprendista. «Ho voluto imparare tutto dal basso», racconta. Dal 2019 è Creative Director: coniuga la precisione scultorea del padre con una sensibilità più luminosa e contemporanea.


STILE OST: TRA ARCHITETTURA E MODA
Le sue creazioni parlano il lessico dell’architettura floreale: volumi, linee, pieni e vuoti. L’ispirazione arriva dalla moda, dai viaggi, dall’alta cucina. Ogni bouquet diventa esperienza sensoriale, ogni installazione un racconto visivo. Dalle celebrazioni reali ai grandi eventi internazionali, la cifra resta la stessa: eleganza audace, controllo tecnico, cura artigianale.


IMPRESA E SVILUPPO INTERNAZIONALE
Accanto alla direzione creativa, Nele condivide la guida strategica della maison con il marito Yann Callaert, CEO. L’obiettivo è chiaro: crescita strutturata e presidio dei mercati ad alto valore. In questo quadro si inserisce l’apertura della boutique a Riyad, capitale dell’Arabia Saudita. Non un semplice punto vendita, ma un tassello di sviluppo in un’area dove il fiore è ancora percepito come prodotto di lusso e status symbol.


L’operazione segna un’evoluzione coerente: mantenere il marchio Daniel Ost come garanzia di qualità, affidando alla nuova generazione l’interpretazione dei mercati emergenti. «Il nome resta un’etichetta di eccellenza, ma ogni epoca richiede un proprio linguaggio», sintetizza Nele.
SOSTENIBILITÀ E CULTURA DEL LAVORO
La visione imprenditoriale non trascura la sostenibilità. Packaging riciclato, selezione di varietà a lunga durata, attenzione agli sprechi: la transizione green è parte integrante della strategia. Centrale anche il tema delle competenze: il mestiere del fiorista richiede tecnica, forza fisica, conoscenza botanica. «È un lavoro totale», sottolinea. Un richiamo che parla anche al florovivaismo europeo, alle prese con carenza di manodopera qualificata.


UNA LEZIONE PER IL FLOROVIVAISMO EUROPEO
Il profilo di Nele Ost offre spunti anche per i vivaisti italiani: identità forte, qualità costante, apertura ai mercati esteri. In un contesto globale competitivo, il brand si costruisce su coerenza stilistica e affidabilità. La sua traiettoria dimostra che tradizione e innovazione non sono alternative, ma assi complementari di sviluppo.


«Per me i fiori sono memoria resa visibile», ama ripetere. Una definizione che racchiude la sua cifra: trasformare l’effimero in esperienza duratura, l’arte in impresa.
AnneClaire Budin – © Floraviva, riproduzione riservata – 22/02/26
